di Rossella Gaudenzi
Ho
avuto il piacere di incontrare Judy alJazz Institute di Berlino dove è responsa-bile del corso di canto jazz. L’appuntamento eraprevisto nella grande sala d’attesa di questopunto di riferimento per i giovani e aspirantimusicisti tedeschi. In sottofondo note di piano,melodie di sax, una voce lontana che intona laspensierata
Beautiful Love
. Ecco che arriva:capelli rossi, sorriso smagliante e una bellezzatipica delle vecchie attrici di Hollywood. Unacarriera luminosa e tante le soddisfazioni. Iniziaa girare l’Europa con il gruppo Pipedreams e daquel momento non si è più fermata. Collaboracon David Byrne, George Benson, Lee Konitz,Dave Brubeck, Cedar Walton, Kenny Werner,Joe Lovano, Eddie Gomez, inciso nove dischi,pubblicato metodi di canto.Una voce che racchiude innocenza e universa-lità. Attualmente Judy Niemack vive fra Berlinoe New York dove sta ultimando il suo nuovolibro
All Kinds of Blues: The Jazz/ Pop vocalist’sguide to improvising
e sta lavorando al suonuovo disco
In the Sundance
, album che si pre-annuncia fresco ed estivo e che fra le cover con-tiene anche il brano italiano
Estate
.
Com’è nata la tua passione per il jazz?
Sono arrivata al jazz dopo aver esplorato lamusica classica, il folk e il rock.
Quando hai capito che volevi fare della tuavoce il tuo lavoro?
All’età di 17 anni. Ho cominciato a studiarecon un insegnante della mia città, Pasadena,California. Si chiamava Primo Lino Puccinelli,era un cantante d’Opera giunto in Americadall’Italia durante la seconda guerra mondiale. Lui mi ha insegnato il metodo del
Belcanto
.Faceva anche del buon vino che ogni tanto mi faceva assaggiare dopo la lezione. È stato uninsegnante favoloso.
So che una delle tue prime esibizioni interna-zionali è stata quella del
Pisa Jazz Festival…
Si, viaggiavo con un clarinettista free-jazz,Perry Robinson, un chitarrista e un altrovocalist. Il gruppo si chiamava
Pipedreams
. È stata una meravigliosa esperienza, a trattisurreale per me. Non capivo una sola paroladi italiano e mi sentivo come in un film... maho trascorso delle giornate bellissime e lagente era stupenda.
Hai collaborato con David Byrne, GeorgeBenson, Lee Konitz, Eddie Gomez, tanto pernominarne qualcuno. Qual’è statal’esperienza per te più memorabile?
Quando ho cantato con George Benson inFinlandia al
Pori Jazz Festival
. Mentre stavoeseguendo
Moody’s Mood For Love
, George èspuntato all’improvviso sul palco suonando lachitarra e cantando insieme a me. È stato moltodivertente. E poi suonare con Eddie Gomez al basso èsempre emozionante. È un vero maestro di into-nazione, suono e groove. Durante una sessiondi registrazione di
About Time
(Sony Jazz), Eddie si stava preparando per andare via ma iltaxi tardava trenta minuti. Allora mi ha chiesto:«C’è qualcos’altro che vuoi fare?». Mio marito, Jeanfrançois Prins, che ha pro-dotto e suonato la chitarra del disco voleva pro-vare un’altra canzone
Time Remembered
, che Eddie aveva originariamente registrato con Bill Evans. E Eddie: «Certo, proviamola!». Ed eccoche in una sola prova è venuta fuori la versionedefinitiva perfetta!
Come definiresti la tua voce in tre parole?
Bellezza, colore, espressione. Queste sono lemie priorità.
Qual è il brano che avresti voluto scrivere?
The Cost of Living
di Don Grolnick
C’è qualche artista con cui ti piacerebbe colla-borare?
Si, ho intenzione di collaborare con GilGoldstein per il mio prossimo progetto a mi pia-cerebbe inoltre lavorare con Til Brönner, CurtisSteiger e Simone Zanchini.
Ti piace solo il jazz o ascolti anche altro? Neltuo disco
Blue Nights
c’è per esempioun’emozionante versione di
Blue
di JoniMitchell e fra i tuoi riarrangiamenti compaio-no anche brani di Stevie Wonder, Sting, Beatles e Cindy Lauper…
Ascolto tantissimi tipi di musica, per esempiocantanti e cantautori come Steely Dan, Bjork,Paul Simon e Jacques Brel. Sono affascinatainoltre dalla musica indiana. Ho un progetto con una cantante classicaindiana di Mumbai, Sangeeta Bandyopadhyay esto inoltre scrivendo i testi di pezzi strumentali dicompositori classici.
Credi che sia cambiata la scena jazz negli ulti-mi anni?
Certo. A causa di internet e della proliferazio-ne delle scuole di jazz c’è una maggiore consa- pevolezza della musica jazz. Perciò ci sono piùmusicisti e più cantanti jazz. Ora abbiamo solobisogno di più pubblico!
Cosa pensi della scena jazz italiana?
Visto che vivo tra Berlino e New York e insegnoogni due settimane in Spagna, non ho una gran-de conoscenza della scena jazz italiana. Però cisono stata spesso e so che c’è una scena jazzmolto forte. Ho inoltre cantato con meravigliosimusicisti come Claudio Fasoli, Dado Moroni eSimone Zanchini. Maria Pia De Vito e RobertaGambarini sono molto diverse ma entrambe dellevocalist eccezionali. Inoltre mi piace molto ascol-tare Enrico Pieranunzi al piano.
Oltre ad essere una vocalist sei ancheun’ottima insegnante. Dove insegni attual-mente?
Sono responsabile del corso di Vocal Jazz al
Jazz Institute
di Berlino e al
MusikeneConservatory
a San Sebastian, Spagna. Mi piacemolto lavorare con i cantanti e aiutarli a trovarela propria strada.
So che da poco dai anche lezioni via internet…
Si, sul mio sito (www.judyniemack.com) è pos-sibile prendere delle audiolezioni da me ad unacifra molto limitata tramite
ArtistShare
, il sitocreato da Maria Schneider. Ci sono lezioni diimprovvisazione e di fraseggio.
Hai scritto anche dei metodi…
Si, ho scritto due metodi:
Hear It and Sing It!Exploring Modal Jazz
(Second Floor Music), unbook/cd molto utile per l’improvvisazione dovegli allievi sono invitati a ripetere frasi e patternscostruiti sui sette modi della scala maggiore.
Vocal Jazz Standards
, (Hal Leonard) è stato rea-lizzato lo scorso anno e riporta le melodie e isolo di dieci fra gli standard jazz più conosciutiche lo studente può imparare ad orecchio e conla trascrizione.
A cosa stai lavorando ora?
Sto ultimando il mio nuovo libro
All Kinds of Blues: The Jazz/ Pop vocalist’s guide to improvi-sing
e mixando il mio prossimo cd,
In theSundance,
che ho registrato a New York lo scor-so anno. Include anche una canzone italianaresa famosa da Chet Baker,
Estate
e riarrangia-menti di
How About You?
,
Summertime
e alcunibrani originali.Sono molto soddisfatta di questo cd. È ricco dienergia positiva ed è molto estivo!
Dove suonerai nei prossimi mesi? Verraianche in Italia?
Ho alcuni concerti in Germania, Spagna e New York ma non in Italia. Mi piacerebbe davve-ro venirci presto.
JUDY NIEMACKAUDIOLEZIONI DA BERLINO
a cura di Valentina Giosa