FALLI FATTIPOSSESSO PALLA
diCARLOVERDELLI
cverdelli@gazzetta.it
TIRI FUORI
c
GOL!
9’
Essien indovina un terrificantesinistro da 20 metri che si infila sotto latraversa.
27’
Drogba viene fermato da un'uscitaprovvidenziale di Valdes.
CHELSEA 16BARCELLONA 17CHELSEA 34%BARCELLONA 64%
SECONDO TEMPO
Coni,ilproblemanumerounoèlascuola
IIIIIIIII
TIRI IN PORTA8’
Drogba salta Piquè, ma poi si farespingere la conclusione da Valdes.
26’
Lampard da fuori area nonsorprende Valdes.
c
GOL!
48’
Iniesta azzecca la conclusione dafuori area.
Valdes; Alves, Y. Tourè, Piquè, Abidal;Xavi, Busquets (dal 40’ s.t. Bojan),Keita; Iniesta (dal 50’ s.t. Gudjohnsen),Messi, Eto’o (dal 52’ s.t. Sylvinho).
ALLENATORE
Guardiola.
PANCHINA
Pinto, Caceres, P.Rogriguez, Hleb.
ESPULSI
Abidal al 21' s.t. per giocoscorretto.
AMMONITI
Alves ed Eto'o.
dallaprima
BARCELLONA 9
MARCATORI
Essien al 9’ p.t.; Iniesta (B) al 48’ s.t.
I
PRIMO TEMPO
Cech; Bosingwa, Alex, Terry, A.Cole;Essien, Ballack; Anelka, Lampard,Malouda; Drogba (dal 27’ s.t. Belletti).
ALLENATORE
Hiddink.
PANCHINA
Hilario, Ivanovic, Di Santo, Mikel,Kalou, Mancienne.
ESPULSI
nessuno.
AMMONITI
Drogba, Ballack, Essien e Alex
CHELSEA
T
SegnaEssien,Ovrebodisastro,iblaugranapareggianoin10:il27lafinalecolManchester
IIIII
ARBITRO
Ovrebo (Norvegia).
NOTE
spettatori 37.857. Angoli 5-5. Fuorigioco 2-0. Recuperi 3’ p.t.; 4’ s.t.
777
III
MOMENTI CHIAVE
BARCELLONA
GIUDIZIO
BARCELLONA 1
1
(4-3-3)
ArbitrocaosIniestaal93’GlispagnolisonoaRoma
CHAMPIONS
RITORNO SEMIFINALI
La beffa Barça
CHELSEA 3
(4-2-3-1)
1
DAL NOSTRO INVIATO
ALBERTO CERRUTILONDRA
d
Iniestafarimaconse-sta.Perché è lui a firmarel'1-1che porta il Barcellona alla se-sta finale, tra coppa dei Cam-pioni e Champions, in cercadel terzo successo contro ilManchester dopo l'ultimo ditreannifacontroun'altrasqua-dra inglese, l'Arsenal. Pensan-doalminutodellarete-qualifi-cazione, il 93', e soprattutto alfattochequelloèl'unicotiroinporta del Barcellona, si puòparlare di beffa. Ma è anchegiustosottolineare cheil Chel-sea ha la colpa di non saperené difendere, né aumentare ilproprio vantaggio nell'ultimamezz'ora in cui gioca con unuomo in più per l'ingiustaespulsione di Abidal. Al di làdeigravierroridell'arbitro(mi-nacciatodaDrogbaafineparti-ta),chenegaduerigorialChel-sea, bisogna parlare anche diquellidiHiddinkcheappenari-mane con un uomo in più, to-glie Drogba per mettere un di-fensore, Belletti, accontentan-dosi di avanzare Anelka. E sic-come all'andata aveva rinun-ciato a giocare, è giusto chepassi il Barcellona, fermato incasa sua soltanto dalle grandiparate di Cech.
La chiave
Mai come stavolta lachiavedellapartitaènegliepi-sodi.IlChelseaazzeccauntiroall'inizio, ma poisbaglia quellidel raddoppio. Il Barcellonanon inquadra mai la porta per90', ma poi trova la conclusio-ne dell'1-1. Risultato ingiusto,eppure qualificazione giusta enon èuna contraddizione pro-prio perché la somma dei duepunteggidàragioneaGuardio-la, secondo la filosofia di Hid-dink. Per la serie chi la fal'aspetti.
Chelseasprecone
Hiddinkrical-ca lo stesso modulo dell'anda-ta, un 4-2-3-1 nel quale Bal-
Immaginiamo: più autonomiadello sport dalla politica, piùlavoro di base con le singolefederazioni, soldi certi dalgoverno per affrontare comesi deve la sfida olimpica cheverrà, lotta continua eostinata al doping. E poi, c'èscritto nel suo programma, lascuola (che c'era anche neiprogrammi dei mandatiprecedenti, ma con risultati,all’atto pratico, non proprioepocali).Ecco, uno dei nodi è proprioquesto. Vorrà davvero il capodel Coni, potrà davvero, dareuna svolta significativa a unrapporto mai nato comequello tra educazione allosport e educazione toutcourt?Il problema non è aumentaredi un'ora o due lo spaziodedicato alla ginnastica. Ilproblema è rivoluzionare ilpalinsesto didattico,convincere i verticidell’Istruzione della necessitàdi rivedere dalle fondamentai criteri su cui si basa, inquesto campo, il sistemaItalia.Lo sport insegna ai giovaniuna montagna di cose: adaccettare la sconfitta, noncome una vergogna ma comeun'occasione per imparare eripartire migliori; insegna aprogettare il futuro,investendo su qualcosa chenon dà risultati immediati;insegna la cultura delleregole e il rispettodell’autorità (sia essal'arbitro, l'allenatore o ilcompagno o la compagna piùesperti); ancora, lo sportvissuto davvero, a qualsiasilivello, porta a considerarel'altro come avversario e noncome nemico, e se stessi noncome centro del mondo macome parte di un gioco piùgrande, più ricco, piùgratificante.Tutto questo, nella scuolache abbiamo, è relegato nellevarie ed eventuali, quasi chela passione sportiva deiragazzi (e di sempre piùragazze) sia un vizio dacoltivare al di fuori delle oredi lezione. Guai a portare ungiornale sportivo in aula,guai a proporre al professoreuno scambio di idee sui corirazzisti allo stadio: tutto illinguaggio che i giovanipadroneggiano meglio, tuttala cultura (sì, è cultura) che livede coinvolti emotivamenteper una squadra, unadisciplina, un campione, èbandita dalle classi, èsqualificata nella scala deivalori. E invece proprio divalori stiamo parlando, quelliche lo sport incarna e travasain chi l'avvicina dalla partegiusta, in chi viene educato,fin da ragazzino, adistinguere l'amore perqualcosa dall’odio perqualcuno. Valori che sonopoi, tra le altre cose, il veroantidoto alle degenerazionidomenicali negli stadi, o neicampetti di periferia,l'alternativa alle serate dinoia riempite di alcol epasticche, il deterrente controil bullismo e il ribellismo dacinque in condotta.Ecco, dal nuovo-vecchiopresidente del Conivorremmo tanto unaripartenza, un'entrata decisasu un terreno cruciale per laformazione dell’individuo edel cittadino. C'è un recintoda spezzare: quello che isolalo sport altrove, lo affida allagenerosità dei volonterosi, lorende possibile solo per i piùtalentuosi e comunque al dilà delle ore di studio. Peccatoche dentro quel recinto c'èforse la migliore e piùmoderna risorsa educativa dicui disponiamo.Chiediamo e chiederemomolto a Gianni Petrucci, manon crediamo di chiederetroppo. E il fatto che aPalazzo Chigi sieda ilproprietario di una squadradi calcio, dovrebbe renderel'impresa, se non piùagevole, certo menoimpossibile. Tra uomini(anche) di sport, se c'è buonavolontà, ci si intende. Oalmeno lo speriamo.
CHELSEA 5
GIOVEDÌ 7 MAGGIO 2009
LA GAZZETTA DELLO SPORT
R
2
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