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 Esame di Cecchi Paone Riassunti di Maurizio ZanoniTeoria e storia del documentario turistico
Cap 1 storia della documentazione visiva: il perché di una scelta che guarda il passatoDocumentario cortometraggio che illustra particolari aspetti della realtà a scopo divulgativo,informatico, didattico.La comunicazione sia scritta che orale è un ponte tra le epoche future e passate.Il documento è la testimonianza scritta o visiva che ci consente di parlare di ingresso nelladimensione storica da parte dell’uomo.Fin dalle origini l’uomo è stato ossessionato dall’esigenza di riproduzione della realtà intesa comememoria assoluta dei fatti e degli avvenimenti del genere umano.La scrittura è stato il primo elemento di fissità, nell’arco della storia della documentazione.Il testo scritto si presta per sua stessa natura al dibattito, al confronto, allo sforzo interpretativorispetto alla narrazione orale che invece è anedottica, rapsodica, basata su un concetto di veronarrativo, per cui la verità risiede nella capacità interpretativa dell’attore e non è una questione dicontenuto.Attraverso la scrittura, il primo grande medium documentario della storia dell’uomo, è l’Iliade el’Odissea. Nella storia, a un certo punto, l’esigenza di sistemizzazione scientifica, prevale sull’aspetto estetico,dove poesia e prosa, (verso e parola) si separano.Il documentario, infatti, abbraccia la verità, concetto confermato anche dalle parole di Vertov:” ildocumentarismo non deve avere pretese artistiche.La scrittura è stato il primo medium, tuttavia non possiamo trascurare la scelta iconologia,trampolino di lancio per lo sviluppo storico, della fotografia prima e del cinema poi.Merito della visione a maglie larghe della religione cristiana che ha permesso di approdare ad uninteresse per il corpo e per la rappresentazione visiva, che non è stato proprio di altre culture, conreferenti religiosi diversi.L’evoluzione dei linguaggi e dei supporti mediatici: dai manoscritti ai libri stampati con caratterimobili, dagli affreschi ai quadri; tutti necessari per la realizzazione di strumenti come la macchinafotografica e in seguito quella da presa.Cap 2 la prima rivoluzione mediatica: la nascita del telèr  Nel XV in Fiandra e Italia inizia l’esigenza di mostrare frammenti di realtà, di vita vissuta e dicontesti quotidiani anche nell’arte.Pittori e mecenati avevano scoperto con gioia che l’arte non doveva esclusivamente servire anarrare in modo commovente la storia sacra, ma poteva rispecchiare un frammento del mondo reale.Questo è il momento di vera rottura dal medioevo.La trasformazione quattrocentesca verte su un cardine di primaria importanza: la nascita e losviluppo di una borghesia imprenditoriale; che chiedeva riconoscibilità anche dal punto di vistaestetico.Un altro mutamento: la creazione di corporazioni di artisti; un mestiere non dissimile dal falegnameetc…(nessuna presenza di quel fenomeno artistico che prende il nome di ispirazione) e sono icommittenti a decidere gli andamenti del mercato e del soggetto pittorico; in questo modo il pittoree lo scultore fanno parte a pieno titolo del tessuto produttivo della città.La vita della città quindi entrava prepotentemente nei quadri, non solo merito della scoperta della prospettiva ma anche della riscoperta dell’importanza della luce.
 
Il quattrocento è anche il secolo dell’introduzione della tela, il telèr (come venne chiamato aVenezia) che consente all’artista di non doversi più muovere tra castelli ed edifici religiosi per  prestare la propria opera.Insomma la pittura inizia ad essere qualcosa di più rispetto all’esercizio artistico legato al temareligioso, comincia a diventare documentazione di avvenimenti, paesaggi, storie, forme e colorilegati all’esperienza reale e quotidiana.Comincia a diventare quello che per noi è il documentario in senso stretto: un esperienza estetica ingrado di proporre con fresca plasticità l’essenza della vita vissuta nella grandi realtà umane, rurali ocittadine che siano.Alcuni autori e dipinti che hanno contrassegnato in maniera indelebile questo momento della storiadell’arte:-Il Miracolo della Croce (Gentile Bellini) un ibrido tra soggetto religioso e civile.-La guarigione dell’Ossesso ( Vittorio Carpaccio) in tutti e due questi quadri come contorno si hauna ricostruzione fedele della città di Venezia.-Incisione su legno (Jacopo de Barbari)-Sette chiese di Roma (Etienne Duperac) quadro che rappresentava le sette chiese dove si avrebbe potuto ottenere l’indulgenza planetaria, dopo avervi effettuato il pellegrinaggio, era l’anno delgiubileo e la rappresentazione era u un vero e proprio itinerario di viaggio.L’arte dal XV si pone effettivamente al servizio delle persone, siano essi cittadini o fedeli; dove è presente ogni esigenza di realismo a quella di carattere informativo, quasi quello turistico, comel’ultimo quadro citato.Cap 3 La nascita del paesaggismo, il seicentoIn questo momento l’opera umana diventa elemento caratteristico del paesaggio ed entra prepotentemente nella categoria del bello pittorico.Il quattrocento veneziano aveva anticipato tutto questo ma con delle differenze: 1) immergeva gliavvenimenti religiosi nel tessuto cittadino finendo con il destrutturarli ponendo davanti all’occhiodello spettatore la città nel suo insieme e non l’avvento nel suo specifico, 2) l’alta urbanizzazionenon permetteva la scelta di un paesaggio non urbano. Nel 600 il rapporto tra uomo e natura trova un magico punto di equilibrio.Per comprendere appieno il senso del XVII secolo e della vitalità economica sociale e culturale, si può pensare a un quadro di Jacques Callot, La fiera dell’Impruneta, una composizione di millefigure che crea la sensazione di panoramica totale, il tentativo di uno sguardo omnicomprensivo. Non dissimile a quella che dovrebbe o potrebbe fare un documentarista nel momento diintroduzione di un evento. Non dissimile per concezione è:” La Piazza del Mercantello a Napoli durante la peste del 1656”realizzata da Micco Spadaro, che introdusse la variante di un argomento drammatico.Dopo loro due lo spettatore diventa in qualche modo interprete della scena dipinta. Nel 600 il rapporto tra spettatore e rappresentazione artistica è ormai giocato a carte scoperte; siamotutti spettatori degli eventi che ci si presentano davanti agli occhi.Soggetto e oggetto possono quasi fondersi in un’esperienza estetica condivisa anche da coloro cheguardano l’opera insieme a noi.Cap 4 L’epoca del Grand Tour La crisi religiosa relativa allo scisma protestante porto alla realizzazione di nuove forme di pellegrinaggio laico, colto, che si andranno ad aggiungere alla forma “classica” di pellegrinaggio.La nascita dell’archeologia e la riscoperta delle bellezze antiche pose l’Italia come epicentro diinteresse da parte delle aristocrazie; nasce così il Grand Tour, un viaggio iniziatico, di formazioneche ogni gentiluomo deve intraprendere per potersi definire esperto delle cose del mondo.In questo momento si ha la scissione tra la figura del pellegrino devoto da quella del turista.II viaggiatori laici, erano accompagnati da opere di:
 
-Van Wittel-Carlevaris, maestro dei più importanti vedutisti della tradizione pittorica mondiale:-Canaletto: che utilizzo come costante la camera oscura e la scelta di prospettive inedite, tratte dallavoglia di vedere Venezia diversa, presa da più punti di vista inconsueti.Utilizzava una prospettiva che oggi definiremmo quasi grandangolare.Cosi alla voglia di stupire ad ogni costo si antepone il razionalismo matematico.Cap 5 L’ottocento: tra istanze neoclassiche e la nascita delle avanguardie800 secolo di grandi trasformazioni: rivoluzione industriale, urbanizzazione cittadina, nascita di unanuova categoria sociale,il proletariato urbano.Anche per i pittori si sviluppa un nuovo pensiero che si anteporrà con il concetto di aspirazione personale a quello secolare della commessa del soggetto; vuole diventare artefice del propriodestino artistico e non solo più un artigiano dell’immagine.In questo periodo l’arte diventa u n fenomeno intellettuale anche perché esistono mezzi e professionalità migliori della pittura per rappresentare il vero.Da questo momento in poi l’arte diventerà quella che Oscar Wilde chiamava:” artr for art’s sake”(arte per se stessa).Cap 6 Il punto di rottura: la nascita della fotografiaLa fotografia non nasce all’improvviso.La borghesia, la nuova categoria sociale necessitava di informazione e visibilità; infatti vedeva confavore la nascita della fotografia perché potrà utilizzarla per mostrare la realtà dei suoi averi, il suoconquistato benessere e la sua affermazione assoluta.I precursori della fotografia:-la camera oscura già nota nel V secolo a.c. (la luce che filtra da una piccola fessura proietta sulmuro opposto l’immagine rovesciata).Il problema non era fisico ma chimico, bisognava fissare l’immagine su un supporto fisico.-XVIII nascita della fotochimica come disciplina a sé stante.-usando il cloruro d’argento, impressionato dai raggi solari, si riusciva a fissare l’immagine anchese per poco tempo prima che l’intera fotografia si annerisse.-Thomas Wedgwood riuscì ad ottenere delle immagini su pelle bianca sensibilizzata con nitratod’argento.-primo scatto fotografico 1826 ad opera di Niepce che intuendo che se la luce poteva disegnareoggetti su una lastra trattata allora era anche possibile impressionare la lastra con immagini trattedel vero, provenienti dal mondo reale.-1829 entra in società con Daguerre che perfezionò le sue intuizioni e che in seguito cedette il brevetto, dopo la morte di Niepce, del dagherrotipo al governo francese, creando i presupposti per la produzione seriale di macchine per la riproduzione fotografica.Cap 7 L’impressionismo tra pittura e nuove tecnologieManet iniziatore di questa rivoluzione, che si prefigurava l’esigenza di giungere ad un vero ideale,artistico legato al contesto.Importante sottolineare che la fotografia era fatalmente destinata a fare meglio e più rapidamente ilcompito che la pittura aveva svolto fino a quel momento.La pittura impressionista è tanto slegata dalla realtà perfetta dell’ideale, quanto legata al veroconcreto, al dato di fatto, alla percezione fisiologica; sancisce di fatto la separazione, la fratturadefinitiva tra l’arte intesa come momento di documentazione ed arte intesa come patrimonio dellacreatività umana.Con gli impressionisti torna la vita della città, ma non nella sua magnificenza da cartolina ma nelloro tessuto urbano e suburbano pulsante.
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