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Messina Medievale: economia, politica e società

Messina Medievale: economia, politica e società

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ILMEDIOEVO:ECONOMIA, POLITICAE SOCIETÀ
di Luciano Catalioto
 
1.
L’eredità tardoantica
Tracciare una parabola omogenea e sufficientemente documentata della vicendastorica di Messina nei mille anni del Medioevo ha da sempre rappresentato un compi-to particolarmente impegnativo, non solo per la perdita materiale di fondamentali te-stimonianze, come meglio si vedrà, ma anche per via della difficile lettura di un’ampialetteratura storica che, almeno sino agli anni Cinquanta del Novecento, risulta permea-ta da una fuorviante tendenza celebrativa. Una prospettiva storiografica municipalisti-ca, alimentata dal confronto tardomedievale fra Messina e Palermo per il predominionell’isola, che ha sedotto anche annalisti e storici acuti come Caio Domenico Gallo ePiero Pieri, il primo «accecato dal suo smisurato orgoglio cittadino»
1
, l’altro propensoad accomunare impropriamente Messina alle più potenti città marinare che operavanonel Mediterraneo e in Oriente tra XII e XIV secolo
2
. La questione, peraltro, si compli-ca per l’analisi storica dei secoli altomedievali, dal momento che quasi del tutto inesi-stenti sono le fonti utili alla ricostruzione dei quadri demici, politici e socioeconomicidel centro dello Stretto negli anni cosiddetti “barbarici”, compresi tra la caduta forma-le dell’Impero d’Occidente nel 476 d.C. e la riconquista giustinianea della Sicilia avvia-ta da Belisario nel 535, epoca di cui sopravvivono anche tracce rare e assai frammenta-rie dell’attività artistica e monumentale
3
.Tuttavia,larealtàmedievalediMessinaè,nelcomplesso,caratterizzatadaalcunitrat-ti distintivi che si possono leggere come strutture di lunga durata, cioè come concetti e di-namiche che, per usare un’espressione braudeliana, il tempo stenta a logorare e che, per-tanto, esercitarono nei secoli di mezzo un’azione costante e determinante nelle vicendeeconomiche, politiche e sociali. La felice posizione geografica e la particolare conforma-zione fisica del porto, ad esempio; il collegamento serrato e quasi sempre ininterrotto conle piazze commerciali della Calabria costiera e con le sue terre, che produsse la realizza-zione nell’area dello Stretto di una sorta di economia integrata; la genesi, infine, e la len-ta affermazione di un’
élite
urbana dotata di tratti distintivi propri, frutto di una gestazio-ne cui non erano state estranee sollecitazioni esterne e il condizionamento di dinamichesociali particolari, talvolta caotiche. Sicché, da un certo punto di vista, la storia medieva-
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le di Messina dovrebbe avere inizio il 10 ottobre 1060, quando cioè la conquista norman-na avrebbe «reinserito l’isola nel
milieu
politico e culturale dell’Europa cristiana»
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e nelmomento in cui prendeva avvio la costituzione di una società, presto forte di 20-25.000componenti, nel cui ambito sarebbe sorta e si sarebbe espressa un’
élite
sempre più defi-nita e consapevole. Eppure, per meglio comprendere la complessiva vicenda di un’area dicui per molti aspetti, siano stati essi di natura economica come di ordine strategico-mili-tare, è risaltata la centralità, occorre risalire indietro nel tempo, pur nella desolante rare-fazione delle testimonianze.InformazionimoltogenerichesuMessinasottoladominazionevandalicaegota(476- 535) possiamo trarre dal
Bellum Gothicum
di Procopio di Cesarea
 5
, che tuttavia riferiscesolo come la città fosse retta da un
comes civitatis
, il quale, analogamente a quanto avve-niva a Palermo e a Lilibeo, era posto alle dipendenza del
comes Syracusanae civitatis
, chericopriva anche la funzione di
comes provinciae Siciliae
. La funzione del
comes civitatis
,evidentemente, era strettamente collegata alla difesa, dal momento che sin dai tempi diTeodorico l’amministrazione finanziaria era gestita da
defensores
eletti dalla popolazionee da
curatores
di nomina regia, ai quali erano sottoposti i
curiales
, incaricati tra l’altro del-l’esazione delle imposte. Dalla stessa fonte ricaviamo che la Sicilia, al tempo di Totila, at-traversò un periodo di rinascita economica e sociale dovuto alla relativa smilitarizzazionedel territorio e all’incentivazione di nuovi insediamenti rurali, cui fu conseguentel’incremento delle attività agrarie. Accanto ai
patrimonia
della chiesa e ai
latifundia
impe-riali,cresceilnumerodelle
massae
,territoriconcessia
conductores
chenecuravanolames-
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 A sinistra:
Frontespizio de 
Gli annali della città di Messina 
(1755) di Caio Domenico Gallo 
e, a destra:
Veduta della città di Palermo.
 All’illustreannalistasidevelarealizzazionediun’operamonumentale, cheancora oggirisultainteressante, purconlene-cessarie cautele critiche, per la conoscenza della storia della città. Lo scritto esprime una vigorosa coscienza identitaria,alimentata dal confronto tardomedievale tra la Città del Faro e Palermo per il predominio nell’isola.

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