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17° conferenza 19 novembre 2006 di Antonio Maglio Relazione e testo
La visione della mano
Le mani sono gli occhi della volontà, la bocca del cuore, la mente del corpo:con le mani vediamo le qualità che non si possono vedere, pensiamo quello cheil corpo deve conoscere con le mani lavoriamo e trasformiamo in azioni e inopere la nostra volontà; con le mani entriamo e usciamo dalle cose, diamoforma a ciò che usiamo, trasmettiamo noi stessi agli altri. La nostra vita direlazione, passa per le nostre mani e per le mani degli altri. Al pane, all’acqua,al sole tendiamo le nostre mani. Di tutto questo le mani portano i segni. Eportano nella forma, nella misura, nel peso, il segno di tutte le generazioni checi hanno preceduto. Le nostre mani somigliano sempre a quelle di qualcunodella nostra famiglia: a quelle del padre, a quelle della madre, a quelle dei loroavi. Nelle nostre mani sta scritto se i nostri antenati lavorarono la terra, sefurono artigiani, se furono ricchi o poveri. Nelle nostre mani sta scritto molto dipiù…..Nel nostro respiro è il riflesso del respiro della natura, nella nostra voce, è l’ecodella voce degli spazi, del crepitare delle stelle, dell’armonia dei sistemi, nelnostro sguardo è una briciola dello specchio nel quale gli infiniti sistemitrovarono il loro ordine usciti dal caos; e nelle nostre mani, che sono meno delnostro respiro, della nostra voce, dei nostri occhi, è disegnato il sole con tutti isuoi pianeti e i loro satelliti secondo l’ordine che il sistema solare ha ricevutonella nostra persona. Quest’ordine, che è diverso per ogni persona, costituiscela legge del nostro futuro, un futuro che è importante solo per noi, forse, ma èper noi importantissimo….Al polso abbiamo attaccato un sole e le dita sono i suoi raggi. In questo solesono riflessi i pianeti e le tracce che li congiungono — i segni della mano —sono le strade che le forze dei pianeti debbono percorrere per incontrarsi, percontrastarsi e per rafforzarsi. Quando leggiamo il nostro futuro nelle nostremani, non è solo il futuro di un individuo umano quello che conosciamo, ma èanche il futuro di una briciola del sole E’ proprio in questo rapporto dell’uomocon le forze cosmiche che le antiche teorie chirognomiche, basate sulleanalogie, sono arrivate a vedere nella mano un piccolo Zodiaco e a classificarele varie forme di una mano secondo i quattro elementi - Terra, Acqua, Aria eFuoco. Come nell’Astrologia vi è una corrispondenza tra gli elementi ealtrettante tipologie umane, così nella classificazione chirognomica ad ogni tipodi mano corrispondono tratti psicologici tipici dell’elemento a cui questaappartiene.Nelle quattro tipologie, la mano “pratica” vedrebbe un prevalere dell’elemento Terra; la mano “sensibile” il prevalere dell’elemento Acqua; la mano “intuitiva”quello dell’elemento Fuoco e la mano “intellettuale” quello dell’elemento Aria. Tutto questo entra nella medicina tradizionaleMediterranea. Circa 500 anni avanti Cristo, nell’isola greca di Kos, la societàsacerdotale votato al Dio della Medicina Asclepio, costituisce in modo definitivola dottrina mediterraneaIppocrate è la figura principale che rappresenta questo gruppo di medici-sacerdoti. A lui, ai suoi allievi ed ai membri della sua famiglia sono attribuiti itesti che sono raccolti in quello che successivamente fu definito “CorpusHippocraticum’; in esso confluiscono idee, punti di vista, osservazioni clinichesecolari che provengono dalle varie aree culturali del mediterraneo (fenicia,egizia, forse anche etrusca) e della Mesopotania. Nel “Corpus” si trovanoaspetti del sapere curativo di queste aree databili intorno al 1800 avanti Cristo2
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