Infatti la lettera ebraica
alef,
la cui figura è un serpe trapassato, ha il valore numerale di Uno erappresenta, secondo Eliphas Levi, l’idea prima ed oscura della divinità nella teologiacabalistica, nonchè il recipiendiario, cioè l’uomo chiamato alla iniziazione.Rudolf Steiner, commentando il detto di Eraclito: "Plutone e Dioniso sono un solo e medesimodio" dice che per l’antico sapiente di Efeso, il contrasto è il padre delle cose, ma soltanto delle
cose
non dell’
eterno
, e ciò che si rivela e dispiega in questo contrasto non è la discordia bensìl’armonia. Così l’uomo originato dall’eternità, nasce dal contrasto degli elementi che dovràtrasformare in armonia; e dal contrasto tra il temporale e l’eterno egli è diventato qualche cosadi ben definito, e da questo deve creare qualche cosa di superiore. E appunto perciò èchiamato a dar forma all’eterno, partendo dal temporale.Plutone rappresenta il polo negativo, distruttivo. Lucifero è il polo opposto, il folgorareintegrativo sulle tenebre dell’abisso, il "primo superbo" e "somma d’ogni creatura" che "per nonaspettar lume cadde acerbo". Cadde nel centro della terra, oppresso dalla gravitazione, "di tutti ipesi del mondo costretto". Plutone è il "maledetto lupo", la fiera crudele sempre affamata edivorante, il maceratore delle forme effimere che esistono ma non sono e si rinnovellano dallamorte alla vita.Lucifero è l’arcangelo ribelle, ma anche il triforme giustiziere dei traditori della Croce edell’Aquila, dell’Impero e della Chiesa, della Fede e della Conoscenza. Esso è il
portatore di luce
nel rifiorire della vita, il genio tormentoso della conoscenza e della individualità libera ecreatrice, che solo può affermarsi nell’Io. Ma finchè un Principio cosmico-divino superiore noninterviene a riaccendere, nel primitivo splendore la fiaccola luciferiana, questo Io è oppresso,cristallizzato, gelato, densificato, incapace di dispiegarsi per una maggiore affermazione diindividualità spirituale.Perciò il Poeta, nella figurazione di adepto, superato il fuoco-principio, nel polo disintegratore(Plutone) raggiunge la
ghiaccia,
la palude ghiacciata, prima sfera del solido acquoso, ovedimora "lo imperator del doloroso regno".Per uscire da questo doloroso polo integrativo della individualità, Egli sale sul corpo gigantescodi Lucifero, aggrappandosi faticosamente al suo pelo "com’uom che sale" e quando ha superatola salita:
I’ levai gli occhi, e credetti vedereLucifero com’io l’avea lasciato,E vidile le gambe in su tenere.
E vedendone il gigantesco corpo capovolto, domanda a Virgilio:
Ov’è la ghiaccia? E questi com’è fittoDi sottosopra? E come in sì poc’oraDa sera a mane ha fatto il sol tragitto?[1]
E il
maestro
spiega che per la legge di gravità, quando si apprese al "pel del verme reo" equando si volse, passarono il punto "al qual si traggono d’ogni parte i pesi"; perciò nell’emisferoinferiore è mattino, quando nel superiore è sera. È questo anche il punto di gravità tra il mondofisico-animale che è il rovescio del mondo spirituale divino alla cui ascesa, secondol’incitamento dell’alta guida "convien che di fortezza t’armi".Il detto di Shelling : "La materia è pensiero congelato" può riferirsi alla ghiacciata paludeluciferiana, se teniamo presente il significato della leggenda,occultato dall’allegoria e noto a tuttigli ambienti iniziatici occidentali, quello cioè della prima apparizione della specie umana sullaterra e della sua progressiva formazione organica. Formazione graduale non avente nulla incomune con quella dell’evoluzionismo biologico. L’uomo non fu mai considerato il prodotto dispecie inferiori e quindi una scimmia depilata, ma sorto e contenuto potenzialmente, sulleprime, da una nebulosa spirituale che, nel lento consolidarsi e suddividersi in corpi fisici, dopovarie e progressive densificazioni individuali plastiche animali, fino alla sua attuale costituzione,più andava oscurandosi nella coscienza spirituale. In tal senso va l’affermazione del pitagoricoEnrico Caporali:[2]"la psicogenia fa la somagenia".Che la psiche ha fatto il corpo e non viceversa, mercè le successive trasformazioni della specie,lo dimostrò per primo, pubblicamente, il genio ancora incompreso di Paracelso a cui siispirarono tra i moderni il Robinet , lo Steiner ed il poetico divulgatore Schuré. Lo slancio vitale
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