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Editoriale
All’inizio di marzo scorso, proprio mentre ricevevo una spiacevole notizia da Pari-gi, per uno di quei tantissimi casi di sincronicità che ci capitano tutti i giorni, l’ami-co Enzo Barillà mi ricordò che a ottobre 2001 André Barbault avrebbe compiutoottant’anni e mi propose di dedicare a lui un numero speciale della nostra rivista.La mia risposta fu immediata ed entusiasta. Di qui il numero speciale di
Ricerca’90
interamente dedicato a colui che, per quanto ci riguarda, è stato ed è il piùgrande astrologo mondiale degli ultimi due secoli e uno dei maggiori nella storiadell’astrologia di tutti i tempi.Sono grato, dunque, a Enzo Barillà per avermi rammentato detta scadenza che vaben oltre il giubileo di studi scritti e ricerche del nostro e perciò ho offerto all’ami-co e collega (negli studi) bolognese il privilegio di inaugurare la quarantottesimauscita del nostro
magazine
che – seppure aperto a tutte le correnti e a tutti i piùdiversi collaboratori (anche ai non abbonati alla rivista) – si muove pur sempre nelsolco dell’astrologia giudiziaria e di quell’astrologia dei maestri di ieri e di oggi chericonoscono, senza ombra di dubbio, nell’immarcescibile ed
evergreen
AndréBarbault il loro leader indiscusso e più prestigioso al mondo.A evitare il rischio di una monografia troppo agiografica avevo invitato a scrivererappresentanti di scuole diverse e anche molto diverse dalla nostra, nella certezzache un coro sia sempre da preferire a un solista, ma quasi tutti, anche se per moti-vi differenti, hanno declinato l’invito. Tuttavia, i pezzi presenti nelle pagine cheseguono (l’intero numero, più corposo del solito, è scaricabile in rete all’indirizzo
www.cirodiscepolo.it/numero48.htm
) mi sembrano davvero eccellenti e rappre-sentativi, comunque, di un ventaglio di visioni non proprio allineate a zero gradi.Chi vorrà scrivere qualcosa contro il nostro amato maestro o vorrà reiterare il pro-prio distinguo rispetto alla sua scuola, potrà farlo successivamente, in rete o suipropri giornali, virtuali e non, e lo potrà fare anche su queste stesse pagine in tem-pi differiti.Da parte nostra siamo consapevoli di avere offerto ai colleghi studiosi soltanto unagoccia rispetto a ciò che ha donato all’astrologia tale gigante che abbiamo sceltocome nostro padre culturale: glielo dovevamo e l’abbiamo fatto, senz’alcunmerito.Viva André Barbault! Viva l’Astrologia che da lui discende!
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