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IL COMMENTO DI V. VERGINELLI a Chymica Vannus

IL COMMENTO DI V. VERGINELLI a Chymica Vannus

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Copiato da me. Bibliotheca Hermetica Pp. 105 - 111.
Copiato da me. Bibliotheca Hermetica Pp. 105 - 111.

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Published by: Acca Erma Settemonti on Jul 08, 2013
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10/10/2013

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Poiché Scribd "taglia" le descrizioni troppo lunghe, ho pensato di risolvere questo problematrascrivendo integralmente il commento a
Chymica Vannus
di V. Verginelli cosí come loriporta nella sua
 Biblioteca Hermetica
.XVII sec. CHYMICA VANNUSRECONDITORIUM AC RECLUSORIUMOpulentiae Sapientiaeque NUMINIS MUNDI MAGNI,Cui deditur in titulumCHYMICA VANNUS,Obtenta quidem et erecta AuspiceMortale Coepto; SedInventa Proauthoribus Immortalibus Adeptis,QuibusConclusum est, sancitum & decretum,UtAnno hoc per Mysteriarcham Mercurium,VelutViocurium, sed Medicurium,StatVta oraCVla sVa eXorDIne InoLesCerent,& aVrea VerItas perspICaCIorIbVs IngenIIsnVDe breVIterqVE InnotesCeret.Orbe post Christum natum Millesimo, sexcentesimo,sexagesimo sexto, Idibus Majis.AmstelodamiApud Joannem Janssonium à Waesberge,& Elizeum Weyerstraet, Anno 1666.“Indice delle illustrazioni1.CHARACTER ADEPTORUMP. 12.Chorus PHILOSOPHORUMP. 53.CIRCUS MAGICUSP. 304.Strata & Prata ELYSIIP. 1925.Cavea SIBYLLARUM P. 2496.Orbis SOLISP. 2727.Orbis LUNAEP. 2738.Orbis MARTISP. 2749.Orbis MERCURIIP. 27510.Orbis JOVISP. 27611.Orbis VENERISP. 27712.Orbis SATURNIP. 278Indice degli argomentiEPIGRAMMA in ZOILIUMP. 4IDONEUM ad LECTOREM INTERVERBIUMP. 6
 
SOLILOQUIUM PARAPHRASTAE MATUTINUMP. 12Segue con altra impaginazione la:COMMENTATIO DE PHARMACO CATHOLICO;Quomodo nimirum istud in tribus illis naturae Regnis,Mineralium, Animalium ac Vegetalium,reperiendum: atque …La
Commentatio de Pharmaco Catholico
anzitutto in prima pagina riproduce il
Character  Adeptorum
, come giá era avvenuto nell’opera precedente, prima del frontespizio del
 Reconditorium ac Reclusorium
. Di poi segue una paginetta e poco più intitolata:
Comentor industrio, ingenuoque Lectori
, segue la
Praefatio in commentatione de Pharmaco Catholico
,che occupa tre paginette; ancora una pagina e mezza dedicata al
Verbum Necessarium, quod interpres loquiabit, priusquam pergat 
.Indi ha inizio la
Commentatio
vera e propria in XVIII capitoli. Segue una
 Brevis Appendix
oanche, come l’autore dice, una ‘Plana recapitulatio commentationis de Pharmaco Catholico’.Infine un breve
 Memoriale ad Lectorem
e l’opera si chiude con due cronogrammi: ‘angLosDVM bataVI praestarent aeqVore beLLo’. ‘DVM bataVos angLI praestarent aeqVor beLLo&c.’.L’esemplare, che noi conserviamo, fu edito ad Amsterdam nel 1666 ed è la prima edizione diquest’opera celebre e strana, che da secoli va sotto il nome di
Chymica Vannus
.Epperò chi cercasse nel Duveen alla voce
Chymica Vannus
non ne troverebbe menzione. Latroverebbe, ma fuggevolmente nominata, nel Ferguson, che ne rimanda la trattazione alla voce
 Reconditorium ac Reclusorium Opulentiae Sapientiae Numinis Mundi Magni, cui deditur intitulum Chymica Vannus
etc.: il quale
 Reconditorium
etc. corrisponde al volume datato‘Amstelodami, Apud Janssonios etc. Anno 1666’, che noi stiamo esaminando. Il Fergusonaggiunge che tale libro fu ristampato a Leyden nel 1696 sotto il titolo
Chemiae Aurifodinae Incomparabilis
e si sofferma ad annotare omissioni e variazione intercorrenti fra le dueedizioni.In quanto all’autore il Ferguson afferma che nulla si conosce, anzi dice testualmente così: ‘Of the Author nothing is known except what he says incidentally, as in the little of theCommentatio, that he translated it from the German, when he happened to be in London, or inthe ‘Epigramma in Zoilium’ when he says: ‘Gelria mi patria est, sed Venloa propria terra, memihi scito data non sine lege loqui’ ’.La parte finale della
Chymica Vannus
, la
Commentatio de Pharmaco Catholico
, è ritenuta dalFerguson una versione latina del
Von der Universal Medicin
di Johannes de Monte-Snyder.Infatti verso la fine del lungo titolo del
 De Pharmaco Chatholico
, c’è questa frase: ‘…Londini in Anglia, ab uno eodemque Paraphraste,, qui usqueadhuc Chymicam Vannuminsituit … e Germanismo in Latinismum traiecta …’. Il che potrebbe significare – secondo ilCataloghista della
Collezione Mellon
– che la
Commentatio
fu tradotta dal tedesco in latino edalla medesima persona che compose (‘undertook’) la
Chymica Vannus
. Infatti l’accuratoCataloghista così scrive: ‘The exact sense of the Latin ‘instituit’ is not clear. Did he writeChymica Vannus or translate it or simply edit it? No other known version of it exists’.Il Duveen dichiara senza ambagi che Monte-Snyder è l’autore di tutta l’opera e scrive: ‘I believe Monte-Snyder to be the author of the whole work, a supposition which agrees with theDutch origin of the author as it appears from the verses quoted by Ferguson’.Di Monte-Snyder più notizie dà il Ferguson, che a questi attribuisce la paternità della sola
Commentatio
. E ci informa che Joseph de Monte-Snyder, sebbene apparentemente olandese,era con più probabilità un tedesco di nome Mondschneider, nativo del Palatinato. Altri diconoche Monte-Snyder fosse, da parte di madre, nipote di Levinus Lemnius, famoso e conosciutoalchimista, di cui possediamo pregevoli opere. Anzi persino si disse che da Levino Lemnio‘got the tincture with which he performed several transmutations’. Scrittori ne narrarono. Una
 
di queste trasmutazioni avrebbe avuto luogo a Aix-la-Chapelle. In quest’occasione produsseoro e argento in qualità ‘extraordinary fine’ da piombo e rame. Si narrò pure che fosse mortoa Mainz in povertà. Come non raramente misteriosa è la fine di tanti alchimisti!Concludendo: da parte degli studiosi al Monte-Snyder si attribuisce la
Commentatio de Pharmaco Catholico
, la cui prima edizione in tedesco risalirebbe, secondo il Duveen; a quellastampata a Francoforte sul Meno nel 1662. L’originale in latino non fu mai stampato e circolòmanoscritto fino ai primi decenni del Settecento.Il Caillet alquanto arbitrariamente attribuisce tutta l’opera a Thomas Vaughan (Philalethes) eriporta di Stanislao De Guaita, che fu tra i più fini cultori di Scienze Ermetiche nella secondametà del secolo scorso, questo giudizio: ‘Très mistérieux ouvrage d’Alchimie et dePhilosophie Mystique publié en mai 1666 par le Frères de la Rose+Croix: il est singulier detexte et de figures et se trouve difficilement en librairie. Le supplément
Commentatio
 paraît plus rare que l’ouvrage même. Encore que son sous titre mentionne la
Chymica Vannus
 comme écrite par le même Paraphraste (sic), ce supplement semble avoir été publié o moisauparavant (Oct. 1665). Il faut défaut dans un certain nombre de exemplaire qui ont passésous mes yeux. Le Catalogue de la Bibliothèque de l’abbé Sepher attribue formellement la
Chymica Vannus
á Philalethes, Grand Maître de la R+C’. Giustamente il De Guaita qualificamolto misteriosa la
Chymica Vannus
, anzi forse è l’opera più misteriosa e più famosa fraquante ne annoveri la secolare storia dell’Alchimia, chiunque ne sia stato l’autore.Opere tali non hanno pari. Forse, per voluta oscurità e per voluta chiarezza, per ametodicità e per fantasia, per sbrigliatezza e per spregiudicatezza, possono competere con la
ChymicaVannus
soltanto le opere di Giuliano Kremmerz, che ‘ai nostri giorni è stato il massimoMaestro di Ermetismo ed è fra i più grandi di ogni tempo’.Il Kremmerz ammirava molto la
Chymica Vannus
. Lo affascinavano l’originalità del testoautenticamente alchimico e la singolarità della iconografia, l’estro e la foga del discorsotalvolta ieratico talvolta cordiale, malgrado le gonfiezze e le tronfiezze secentiste.Spesso ne citava alcuni frammenti, spesso ne riprendeva le arbitrarie ma intelligentietimologie, filologicamente eterodosse, spesso riprodusse simboli e disegni e le bellefigurazioni finemente incise e molto significanti. Inserì il
Character Adeptorum
e la
CaveaSibyllarum
nella sua
 Porta Ermetica
(Roma, Luce e Ombra, 1910), un’altra volta riportò il
Chorus Philosophorum
nel ‘Commentarium’, rivista fondata da Kremmerz nel 1910 a Bari eda lui proseguita nel 1911. E fu Kremmerz nel 1921 ad affidare la versione della
ChymicaVannus
, a Gerolamo Moggia, come a suo discepolo molto progredito negli studi ermetici eottimo conoscitore di latino e a me che qui scrivo, la versione, ch’io serbo presso di me e chenon è stata mai sinora pubblicata.Qui mi consenta il benevolo Lettore che io inserisca, con umiltà e con commozione, una nota personale autobiografica.Fu proprio Gerolamo Moggia che io incontrai ‘casualmente’
1
nel trenino Bari-Barletta nellontano febbraio 1921 e aveva tra le mani la
Chymica Vannus
affidatagli dal Kremmerz. Iosedevo vicino a lui, figura mite e serena. Lui leggeva, io sbirciavo fra le scritture inintelligibilie le bizzarre immagini di quella stampa antica. E morivo dalla voglia di sapere che libro fossemai quello. Infine glielo chiesi. E lui me lo porse. Gentilissimo e con semplicità. Nessun libro, sino ad allora, mi aveva incuriosito di più. Lo presi, lo rigirai tra le mani, neleggevo qualche riga, guardavo una tavola, e ne capivo ancor meno. Moggia sorrideva.‘Che strano – io dissi – mai visto un libro così’.‘Lo credo’ disse Moggia e sorrideva, compiaciuto che io avessi voluto vedere quel suovolume e fossi rimasto curioso di saperne di più.Seguirono le presentazioni. Io andavo da Corato mio paese a Bitonto, dove frequentavol’ultima classe di liceo, lui andava anche da Corato ma a Bari. Seppi anni dopo da lui che quel
1
Anatole France diceva che il ’caso’ è lo pseudonimo che Dio adopera quando non vuole segnare con la suafirma.

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