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THE DAY AFTER TOMORROW
Una nuova glaciazione minaccia la terra, unacatastrofe annunciata dalla scienza a cui lapolitica non sa – o non vuole – rispondere. Lacalotta polare si scioglie all'improvviso, le correntidegli oceani si raffreddano e sulla terra si scatenal'inferno. Lo sconvolgente scenario tratteggiato dalregista di “Independence Day” e “Godzilla” prendedi mira il menefreghismo dell’amministrazioneBush, il suo grave disinteressamento agli accordidi Kyoto e alle pressioni ambientaliste in generale,un governo che continua a premere l'acceleratoredel progresso come se disponesse a piacimentodi ogni centimetro del pianeta.Il film basa tutto il suo impatto visivo sull'utilizzo distraordinari effetti speciali, quantomeno al serviziodi un chiaro messaggio politico. La lavorazione èdurata oltre un anno: tonnellate di acqua cheseppelliscono New York, tifoni che devastano LosAngeles, auto che si rovesciano, palazzi che sisradicano, neve e ghiaccio che cadono incontinuazione. Tutto virato attorno a deiblu/bianchi/grigi che raggelano sguardi e visioni.Un film “glaciale” in tutti i sensi, che se da unaparte è un chiaro tentativo di speculare sulsentimento di terrore che investe l'inconsciocollettivo spettacolarizzando la catastrofe, propriocome fanno abitualmente i mass media, se vistocon occhi critici e spogliato delle tante banalitàdrammatico-narrative tipiche delle grandiproduzioni Hollywoodiane, è comunque unospietato ritratto iper-realista dei “tempi che corrono”.«
Mi auguro che l'ecologia ne tragga lo stesso beneficio che lo studio della preistoria trasse da “Jurassic  park” 
», ha dichiarato l’oceanografo Tim Barnett. Inizialmente ostili a «The Day After Tomorrow», gli scienziatistatunitensi hanno finito per appoggiarlo persuasi che l’immagine produca più effetto sul pubblico dellaparola scritta. Il climatologo Dan Scharg, che lo ha visto in anteprima, ammette di esserne rimastosconcertato: «
È così apocalittico da temere che faccia perdere fede nella scienza. Ma potrebbe anchescuotere la gente dall'apatia
».A quanto pare, il governo americano ha tentato di bloccarlo per via dell'implicita critica alle politicheantiecologiche del presidente Bush: dopo avere criticato il protocollo di Kyoto contro l’emissione di gasnaturali, l’amministrazione Bush ha adottato nuove misure a favore delle maggiori industrie inquinanti,generato la rivolta dei Verdi. Non a caso, a New York il film è stato lanciato da MoveOn, un’associazione diattivisti nemica di Bush secondo cui “
l'effetto serra è una minaccia equivalente a quella del terrorismo
”.Il regista Roland Emmerich, compiaciuto delle polemiche, scientifiche e politiche, che circondano la pellicola,ha dichiarato che il suo non è stato “
né un lavoro da scienziato né da ideologo
”. Pur riconoscendo che il suofilm potrebbe impressionare il pubblico di tutte le età, e spingerlo a difendere l'ambiente: «
Presumo che nonsarà percepito solo come uno spettacolo e che genererà un dibattito nazionale. L'effetto serra lo avvertiamogià tutti 
».
 
PERICOLO IMMANENTE
Dalla fantascienza alla fantareal. JamesLovelock, il divulgatore dell' “ipotesi Gaia”,ovvero della Terra come super-organismo ingrado di auto-evolversi e auto-regolarsi,considerato un guru dell’ambientalismo, hadichiarato su un articolo pubblicatodall'Independent che l'umanità è in pericoloimminente e che non cpiù tempo pesperimentare fonti di energia utopistiche.Secondo Lovelock, l'energia nucleare è l'unicasoluzione ecologica sostenibile.Sir David King, responsabile scientifico delgoverno inglese, ha affermato che ilriscaldamento del pianeta rappresenta unaminaccia più seria del terrorismo. Nell'Artico, ilriscaldamento è più del doppio rispettoall'Europa e in estate torrenti di acquaprovenienti dallo scioglimento dei ghiacciaichilometrici della Groenlandia si riversano inmare. Lo scioglimento completo dei ghiacciai della Groenlandia avverrà in un lungo periodo di tempo, maavrà come conseguenza l'innalzamento di sette metri del livello del mare, abbastanza da rendere inabitabilitutte le città costiere del mondo, come Londra, Venezia, Calcutta, New York e Tokyo. Già due soli metri diinnalzamento bastano per sommergere gran parte dei territori del sud della Florida.Il ghiaccio galleggiante nell'Oceano Artico è ancora più vulnerabile al riscaldamento: in 30 anni l'areaamericana, ora ghiacciata, bianca e riflettente, potrebbe trasformarsi in marea scura in grado di assorbire ilcalore del sole estivo e accelerare ulteriormente la fine dei ghiacciai della Groenlandia. Il Polo Nord, meta diesploratori, diventerebbe quindi niente più che un puntino nella superficie dell'oceano.Ma non solo l'Artico sta cambiando: i climatologi avvertono che un aumento delle temperature di quattrogradi è in grado di causare l'eliminazione delle vaste foreste amazzoniche, causando una catastrofe per lepopolazioni residenti, le biodiversità, e per il mondo intero, privato di uno dei grandi sistemi naturali dicondizionamento dell'aria, già pesantemente compromesso dall’opera di barbarie neo-liberista.Di pari passo con l'aumento della temperatura si sono verificati fenomeni naturali del tutto quantificabili emisurabili; ad esempio, negli ultimi 30 anni si è manifestata una diminuzione del 40% nella solidità minimadella calotta artica durante la stagione estiva. A partire dal 1999 è iniziata una lunga e impressionante seriedi fenomeni di inaudita violenza: nel maggio del 1999 un numero di tornado senza precedenti si è abbattutosul Kansas, l'Oklahoma e il Texas, causando distruzione e morte; nel mese di ottobre, sempre del 1999, duecicloni consecutivi hanno provocato 10.000 morti nell'est dell'India; nel dicembre 1999 due uragani hannoflagellato il nord e il centro della Francia provocando danni enormi e 81 morti; nel febbraio del 2000 una serieimpressionante di cicloni hanno devastato il territorio del Mozambico provocando la peggiore alluvione dellastoria del paese, con migliaia di morti e oltre 250.000 profughi.Nel 2001, gli scienziati membri della Commissione Intergovernativa sul Cambiamento del Clima (IPCC)hanno evidenziato che la temperatura potrebbe aumentare da due a sei gradi Celsius entro il 2100. Questaterribile previsione è stata ben percepita durante la "lunga estate calda" del 2003: secondo i metereologisvizzeri, la calura diffusa in tutta Europa ha causato più di 20.000 morti ed è stata superiore ad ogni altraprecedente ondata di caldo. In Italia, il caldo intenso e duraturo ha causato fra gli anziani (oltre 65 anni)7.659 morti in più rispetto al 2002 oltre ad una grave siccità, di certo anch'essa tra le più gravi mai vissutedal Nord Italia. In Francia nella prima decade d'agosto le temperature della regione centro-settentrionalehanno toccato o superato i 40 °C, provocando migliaia di morti tra le persone anziane. A Londra è statotoccato il picco massimo mai registrato con oltre 37 °C. La probabilità che si verificasse un tale scostamentodalla normalità era di 300.000 a 1. E' stato un avvertimento.Ciò che rende il problema del riscaldamento globale così serio e incalzante è che il grande sistemaplanetario, Gaia, è intrappolato in un circolo vizioso di reazioni a catena. Il riscaldamento aggiuntivoproveniente da qualsiasi sorgente, i gas dell'effetto serra, lo scioglimento dell'Artico o la foresta amazzonica,
 
viene amplificato, portando ad effetti additivi. È come se avessimo acceso un fuoco per tenerci caldi e non cifossimo accorti che, mentre stiamo accatastando la legna, il fuoco è fuori controllo e sta bruciando tutta lamobilia. In situazioni come questa c'è poco tempo per spegnere il fuoco prima che distrugga tutta la casa. Ilriscaldamento globale, come il fuoco, sta accelerando e non c'è quasi più tempo per agire.Cosa fare allora?Possiamo continuare a goderci un ventunesimo secolo sempre più caldo, con qualche intervento"cosmetico", tipo il trattato di Kyoto, per nascondere il disagio politico sul riscaldamento globale, e questo èciò che probabilmente succederà in gran parte del mondo. Quando nel diciottesimo secolo vivevano solo unmiliardo di persone sulla terra, il loro impatto era sufficientemente contenuto da non doversi preoccupare per il tipo di fonte energetica da utilizzare. Ma con sei miliardi, in crescita, rimangono poche opzioni: nonpossiamo continuare a ricavare energia dai combustibili fossili e non ci sono grandi possibilità che le fontirinnovabili, cioè il vento, le maree e i sistemi idrici, siano in grado di fornire l'energia necessaria nei tempirichiesti. Se avessimo 50 anni o più potremmo renderle le nostre fonti energetiche primarie. Ma non abbiamo50 anni a disposizione: la Terra è già così malridotta dai veleni insidiosi dei gas serra che anche sesmettessimo immediatamente di bruciare combustibili fossili, le conseguenze di tutto ciò che abbiamo fatto sifarebbero sentire per 1000 anni.Peggio ancora, se bruciamo le colture per farne carburante, non facciamo altro che accelerare il nostrodeclino. L'agricoltura già utilizza una parte troppo grande dei terreni di cui necessita la Terra per regolare ilproprio clima e la propria chimica. Un'automobile consuma da 10 a 30 volte il carbone consumato dal suoautista; immaginiamo quanta terra coltivabile sarebbe necessaria in più per supplire all'appetito delleautomobili. Una sola fonte di energia non causa riscaldamento globale ed è immediatamente disponibile:l'energia nucleare. È vero che bruciare il gas naturale invece del carbone o del petrolio rilascia solo la metàdell'anidride carbonica, ma il gas non combusto è un'agente dell'effetto serra 25 volte più potentedell'anidride carbonica. Anche una sola piccola perdita è in grado di neutralizzare i vantaggi del gas.Le prospettive sono tristi, e pur agendo con interventi migliorativi ci aspettano tempi duri, come in guerra, epeggio sarà per le generazioni a venire. Abbiamo vissuto nell'ignoranza per molte ragioni: tra queste unaimportante è stata il rifiuto dell'accettazione dei cambiamenti climatici negli Stati Uniti, dove i governi nonhanno dato ai propri scienziati del clima il supporto necessario. Le lobby verdi, che avrebbero dovuto darepriorità al riscaldamento globale, sembrano più interessate alle minacce dirette alle persone, piuttosto che aquelle dirette alla Terra.Non c'è più tempo per sperimentare fonti di energia utopistiche: l'umanità è in pericolo imminente e secondoLovelock deve utilizzare il nucleare ora, oppure soffrire le pene che presto gli verranno inflitte dal nostropianeta oltraggiato.
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