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Remo Andreolli
 
3
 
Editoriale
5
 
Introduzione
9
 
LA SALUTE
Dialogo di Bioetica e Biodirittodel 4 marzo 2005
 
Lucia Galvagni
 
10
 
La salute: ma cos'è?
Lorenzo Chieffi
 
14
 
I paradossi della medicinacontemporanea
Sergio Bernabè
 
25
 
La relazionemedico-paziente
29
 
SALUTE E CONFINI:NUOVI FEDERALISMISANITARI
Dialogo di Bioetica e Biodirittodel 1 aprile 2005
 
Alberto Bondolfi
 
30
 
Federalismo sanitarioe implicazioni etiche
Elena Ioriatti
 
37
 
La libera circolazionedelle prestazioni sanitarienella CE
Fabio Cembrani
 
47
 
Il diritto alla salute el'assistenza dei cittadiniitaliani all'estero
Guido Baldessarelli
 
66
 
La mobilità sanitaria
73
 
SALUTEE GLOBALIZZAZIONE
Dialogo di Bioetica e Biodirittodel 13 maggio 2005
 
Daniela Bifulco
 
74
 
Il diritto alla salutenella prospettivadella mondializzazione
Roberto De Vogli
 
92
 
Diritto alla salutee disuguaglianzeeconomiche
Gianni Tognoni
 
99
 
La salute come progetto
anno sette numero diciassette
 
Provincia Autonoma di TrentoPunto Omega n. 17
 
“Serrati 
 
 gli 
 
uni 
 
contro
 
 gli 
 
altri 
 
dalla
 
crescita
 
del
 
loro
 
numero
 
e
 
dalla
 
moltiplicazione
 
dei 
 
collegamenti,accomunati dal risveglio della speranza e dell’angoscia per il futuro, gli uomini di domani lavoreranno per la formazione di una coscienza unica e di una conoscenza condivisa”.
 
Pierre Teilhard de Chardin
 
“Punto Omega”, nel pensiero di Teilhard de Chardin, filosofo e teologo vissuto tra il 1881 e il1955,
 
è
 
il
 
 punto
 
di 
 
convergenza
 
naturale
 
dell’umanità,
 
laddove
 
tendono
 
tutte
 
le
 
coscienze,
 
nella
 
ricercadell’unità che sola può salvare l’Uomo e la Terra. “Punto Omega” è anche il titolo scelto per la rivistaquadrimestrale del Servizio sanitario del Trentino ideata nel 1995 da Giovanni Martini, poiché le sue pagine vogliono rappresentare un punto di incontro per tutti coloro che sono interessati ai temi della salute e della qualità della vita.
 
Provincia Autonoma di TrentoPunto Omega n. 17
 
L
 
   E   d   i   t  o  r   i  a   l  e
a bioetica, cioè quella branca dell’eti-ca che studia i valori morali all’inter-no delle scienze biomediche, si staevolvendo anche come risposta allosviluppo e ai progressi della scienzae della tecnologia in campo biologicoe medico laddove si propongono incontinuazione problemi nuovi, riferi-bili non solo alle “zone di frontiera”dell’esistenza umana, come la nasci-ta, la morte, le malattie, ma anchealla vita quotidiana di ciascuno.Il tema della salute non è molto pre-sente nel dibattito bioetico che soli-tamente privilegia le situazioni estre-me, come la fecondazione assistita,i trapianti di organi, le condizioni disopravvivenza terminale, trascuran-do il fatto che la salute e la malattiasono per ciascuno di noi elementi diesperienza, di riflessione e anche discelte di carattere morale.Mi ha quindi fatto molto piacereche il Comitato Scientifico, che haprogrammato i “Dialoghi di Bioeticae Biodiritto” per l’anno 2005, abbiascelto proprio il tema della salutecome filo rosso delle 7 giornate chehanno visto la partecipazione di im-portanti ed autorevoli relatori.Il fatto di ribadire la centralità dellasalute e di coinvolgere fra i relatorie i partecipanti a questa serie di“Dialoghi” non solo professionistidella salute, ma anche persone che,a vario titolo, si occupano di salute,costituisce un aspetto di assolutorilievo in quanto le manifestazioni ele difficoltà della vita sono molteplicie articolate e non si possono esau-rire all’interno di una sola scienza,la medicina, o di un solo settore, lasanità.La medicina e le professioni sanitarieinfatti non possono essere conside-rate come l’unico modo possibileper mantenere, tutelare e miglio-rare la salute degli individui e dellecomunità. Talvolta le informazioni acui tutti noi siamo esposti tendonoad orientare la domanda di salutein termini di merce da acquistare,lasciando in secondo piano i fattoridi salute che dipendono da sceltecollettive o personali, che vannosotto il nome rispettivamente dideterminanti socio-economici e distili di vita. Succede spesso che daparte del cittadino vi sia la delega diparte di sé verso un potere esterno,mentre da parte del medico vi sial’assunzione di una delega sulla vitaaltrui sempre più ampia. Questoaspetto va necessariamente riequi-librato anche attraverso momentidi discussione, dibattito e formazio-ne che consentano ai cittadini e aiprofessionisti della salute di poterinteragire sulla base di una culturacondivisa che comprenda non sologli aspetti tecnici propri della medi-cina, ma anche quella costellazionedi valori che sono parte intrinseca diciascun essere umano e di ciascunacomunità.È proprio per questo che i profes-sionisti della salute, ma anche iprofessionisti in un’accezione piùvasta, nonché l’intera popolazionedevono avere sempre di più la pos-sibilità di dibattere e discutere i temidella bioetica perché questi temi,talvolta nuovi e poco conosciuti, chesi legano ai progressi scientifici eall’evoluzione dell’umanità, possonoconsentire una maggior compren-sione reciproca fra professionistidella salute e cittadini per costruireuna forma di alleanza terapeutica erelazionale contro la malattia. Talealleanza deve costituire anche labase per relazioni interpersonali piùpositive fra professionisti e pazientinella logica che i servizi sanitari nonsiano solamente luoghi di competen-za tecnica, ma divengano sempre dipiù luoghi di buona accoglienza.
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