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Billy Numero 6 4 Maggio

Billy Numero 6 4 Maggio

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Published by Billy
Film d’essai in Romagna dal 4 al 17 maggio
Pantheon Femminicidio e Cinema_nuove rubriche
Earth - La nostra terra Focaccia Blues
Teza X-men le origini: Wolverine_recensioni Intrecci tra cinema e pittura a Faenza, Andrea Bruni e lo schermo dipinto_réportage
Old New Hollywood, Mann e la nuova stagione_il più grande regista vivente del mondo
Horror e verità, la videocamera per sopravvvivere all’orrore quotidiano_horror politics
Film memorabiliI. I vitelloni di Federico Fellini_pantheon
La nave dei pirati, peer to peer e diffusione della cultura_billy sostiene
Film d’essai in Romagna dal 4 al 17 maggio
Pantheon Femminicidio e Cinema_nuove rubriche
Earth - La nostra terra Focaccia Blues
Teza X-men le origini: Wolverine_recensioni Intrecci tra cinema e pittura a Faenza, Andrea Bruni e lo schermo dipinto_réportage
Old New Hollywood, Mann e la nuova stagione_il più grande regista vivente del mondo
Horror e verità, la videocamera per sopravvvivere all’orrore quotidiano_horror politics
Film memorabiliI. I vitelloni di Federico Fellini_pantheon
La nave dei pirati, peer to peer e diffusione della cultura_billy sostiene

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4 maggio 2009 - Numero 6rivista cinematografica romagnola
rassegna cinematografica 
film d’essai in Romagnadal 4 al 17 maggio
all’interno
Earth - La nostra terra Focaccia BluesTezaX-men le origini: Wolverine
recensioni
 
Horror e verità
la videocamera per sopravv-vivere all’orrore quotidiano
horror politics
Intrecci tra cinema epittura a Faenza
 Andrea Bruni e lo schermo dipinto
réportage
Soltanto un anno fa
Garrone e Sorrentino a Cannes
Old New Hollywood
Mann e la nuova stagione
il più grande regista  vivente del mondo
La nave dei pirati
peer to peer e diffusione della cultura
billy sostiene
Film memorabili
I Ii vitelloni di Federico Fellini
pantheon
PantheonFemminicidio e Cinema
nuove rubriche
 
4 maggio 2009 - Numero 6
sommario
2
Incastonato tra
Lo sceicco bianco 
, il primo lungo-metraggio di Fellini, e
La strada 
, che nel 1954 spa-lancò al regista le porte del successo internazio-nale,
I vitelloni 
è un’opera schietta e melanconica.I cinque vitelloni (neologismo poi entrato nel linguaggio abi-tuale), protagonisti di una provincia pigramente adagiatasui ricordi dell’estate cosmopolita ai suoi albori (straordina-ria la somiglianza di Ostia con la Rimini della giovinezza delregista), hanno la fuga dalla noia quale tratto in comune.I trentenni disegnati da Fellini con la collaborazio-ne di due formidabili sceneggiatori quali Ennio Fla-iano e Tullio Pinelli (recentemente scomparso) ri-spondono all’esigenza autobiografica dell’autore conlinee meno impressionistiche o grottesche di quantoavverrà con Amarcord, di oltre vent’anni successivo.È come se i personaggi felliniani fossero intimamen-te divisi tra il rispetto dei valori canonici (l’onore dellafamiglia, i doveri coniugali, la stabilità di un’occupazio-ne lavorativa) ed il fascino della trasgressione (il viveredi espedienti, la rinuncia al sentimento in favore di unalibertà sessuale ante litteram, la superficialità degli in-teressi), con l’incapacità e l’impossibilità di tracciare unitinerario costruttivo e socialmente integrato senza pren-dere consapevolezza dell’inutilità della propria esistenza.Nella deriva di un infantilismo ironico e contagioso il soloMoraldo, più giovane e riflessivo, deciderà nel finale diabbandonare la vacuità del vitellonismo e della provincia.Gli altri paiono destinati a recitare ad oltranza un ruolo
Continuano la fiacca in sala e il seguito nonentusiasmante delle iniziative di cineclub edessai. Sarà la sbornia elettorale amministrativaincombente? Speriamo che i festival di corti dimaggio (Rimini e Ravenna) abbiano più fortuna.Mentre Hollywood esce con una bombarda asettimana in contemporanea in tutto il mondo.Ma ricordate, meglio Vinterberg dei Trasformers!
PANTHEON
di Fiorenzo Giambi
I vitelloni
Pantheon..................................................I vitelloni
Fiorenzo Giambi
Lo schermo dipinto.....................................Incontri-lezione curati da Andrea Bruni
Chiara Tartagni
Jarman, cinema senza storia 
Ilario Gradassi
La ricotta 
Alessandro Merci
In Sala.....................................................
teza 
 
 Alessandro Merci
Earth – La nostra terra 
 
 Alessandro Merci
 X-Men le origini: Wolverine
Gavin Hood
focaccia blues
Luigi Palmirotta
Fuori Sala.................................................
la guerra di charlie wilson
Francesco Garoia
Diari
Alessandro Merci
Défiance – I giorni del coraggio
EdwardZwick
casino royale
Registi vari
Altre immagini ..........................................
mulholland dave
Francesco Garoia
Roberto Billi – modernamente demodé
Luigi Palmirotta
raffaello e urbino
 Alessandro Merci
matrix
Ilario Gradassi
rassegna cinematografica...........
dal 4 - 17 maggio 2009
Femminicidio e Cinema#1...........................Innocenza e fiaba: bambine interrotte
Cecilia Benzoni
Horror Politics#4.......................................La trilogia diegetica
Matteo Lolletti
Il più grande regista (vivente) del mondo#3..New Hollywood
Michelangelo Pasini
CineAstri...................................................Will Smith - Il successo scritto nella X casa
Camilla Bruschi
Billy Sostiene............................................CAVE CANNES
Ilario Gradass
i
i pirati, bibliotecari del futuro
 
France-sco Garoia
lo chiameremo andrea 
Ilario Gradassi
p.23567
8
 
101214 15 16
continua a pag. 12 
 
4 maggio 2009 - Numero 6
3
In sala da venerdì 8 maggio
Star Trek 
, J.J. Abrams rimettein sesto il mito fantascientifi-co più antico. Pare con ottimirisultati.In sala da venerdì 8 maggio
Il canto di Palma 
, il film pe-ruviano vincitore a sorpresadell’ultimo Festival di Berlino.In sala da venerdì 8 maggio
Principessa 
, uno dei cinquefilm italiani che vanno allosbaraglio, remake di
Cene- rentola 
con attori presi dallesoap televisive.
lo schermo dipinto
incontri-lezione curati da andrea bruni
L
a serie di incontri promos-si dal cineclub faentino “Ilraggio verde” e condottidal critico Andrea Brunisono un ottimo esempio di comeci si dovrebbe accostare al mondodel cinema. Uno sguardo al pubblicopresente ci ha fatto comprenderecome possa ancora esservi spe-ranza di riscatto nel sonnacchiosopubblico romagnolo (potremmo inrealtà estendere il rimprovero alpubblico italiano). È molto interes-sante la scelta di un locale di atmo-sfera quasi surrealista, all’internodel quale non sfigurano i filmatiestrapolati dall’opera di Pier PaoloPasolini, Salvador Dalì e Derek Jar-man. Il tema stesso della rassegna,l’intreccio inestinguibile fra cinema earte pittorica, è già di per sé estre-mamente intrigante: da sempre learti visive sono in stretto e proficuorapporto fra loro, anche grazie alleaffascinanti figure che popolano lastoria della pittura. Ma la materiadiventa irresistibile nelle mani di Andrea Bruni, che ci regala un’ab-bondante messe di informazioni. Ilcritico alterna il racconto di sapidianeddoti tratti da set cinemato-grafici a descrizioni dettagliate delcontesto in cui celebri artisti (cine-matografici e non) hanno maturatola propria vena creativa, accompa-gnando il tutto con un’esposizionevivace e priva di pedanteria. Diventafondamentale la visione di filmatie cortometraggi, che proiettano ilpubblico nei colori e nell’immagina-rio, veramente “pittorici”, di questistraordinari artisti. Al termine dellalezione si torna a casa con la rarasensazione di aver non solo fat-to incetta di immagini e parole, masoprattutto di averle trattenute, perpoterne ricavare un personale nu-cleo interpretativo. Una festa per gliocchi e per la mente.Chiara Tartagni
jarman, cinema senza storia 
La fin troppo breve parabola terre-na di Derek Jarman, perfettamentetratteggiata da Andrea Bruni, ci per-mette di interrogarci su una figuradi frontiera tra le discipline dell’arte(se dividere scenografia, architettu-ra, scrittura e cinema o altro ha maiavuto senso) che ci concede frontiimportanti anche per osservare ilpanorama di oggi dove, come neglianni ’50-‘70’ l’artista non potevanon fare cinema, oggi l’artista nonpuò non interagire con la granderete informatica. Il percorso di Jar-man può essere quindi istruttivo. Daun punto di vista formale colma la di-scrasia tra pittura e cinema con unasorta di gelatina che tiene insiemee rallenta le immagini. Ne derivanoeffetti ai limiti del lisergico, degni di
 Andrea Bruni durante la lezione a Faenza 

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