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Città e diritti umaniNon c’è nulla che non possa essere cambiato da una consapevole einformata azione sociale, provvista di scopo e dotata di legittimità. Sela gente è informata e attiva e può comunicare da una parte all’altradel mondo; se l’impresa si assume le sue responsabilità sociali; se imedia diventano i messaggeri piuttosto che il messaggio; se gli attoripolitici reagiscono al cinismo e ripristinano la fiducia nella democrazia;se la cultura viene ricostruita a partire dall’esperienza; se l’umanitàavverte la solidarieintergenerazionale vivendo in armonia con lanatura; se ci avventuriamo nell’esplorazione del nostro io profondo,avendo fatto pace fra di noi; ebbene, se tutto ciò si verificherà, finchèc’è ancora tempo, grazie alle nostre decisioni informate, consapevoli econdivise, allora forse riusciremo finalmente a vivere e a lasciarevivere, ad amare ed essere amati .( Manuel Castells)
Le città sono i luoghi di vita in cui si coniugano i diritti e le responsabilità diogni persona: pace e diritti umani sono mestieri degli Enti Locali. È importanteintrodurre, nello Statuto Comunale, norme che facciano riferimento ai valoriuniversali dell’umana Convivenza, non solo richiamando i principi fissati dallaCostituzione Italiana, ma anche quelli del diritto internazionale (come la Cartadelle Nazioni Unite, la Dichiarazione Universale dei diritti Umani; il PattoInternazionale sui Diritti Economici, sociali e culturali, la Convenzione Europeasui diritti e le libertà fondamentali, la Convenzione internazionale sui diritti deibambini). Nel rispetto di questi principi il Comune deve operare per lapromozione dei diritti umani, della cultura di pace, della cooperazione allosviluppo, mediante iniziative di informazione, di ricerca, di educazione, dicooperazione decentrata e di aiuto umanitario.In particolare, rispetto i Paesi internazionalmente riconosciuti in via di sviluppo,il Comune si deve adoperare, attraverso tutti i mezzi in suo potere, adindividuare strumenti atti al mantenimento dell’identità culturale, alsoddisfacimento dei bisogni primari favorendo l’autosufficienza alimentare, laconservazione dell’equilibrio ecologico e del patrimonio ambientale,l’innalzamento delle condizioni igienico sanitarie e del livello di istruzione, ilmiglioramento della condizione femminile e dell’infanzia, la promozione dellepari opportunità tra uomo e donna nel rispetto delle differenze etniche eculturali.Tali interventi, in campo economico sociale e culturale, devono avere l’obiettivodi eliminare la drammaticità di condizioni di vita che sono alla base di granparte del fenomeno migratorio.1
 
Politica e democrazia.
Il ridursi del coinvolgimento dei cittadini nei processi decisionali al mero attodella delega, il consolidarsi di oligarchie partitiche impermeabili alle istanzeprovenienti “dal basso”, la conseguente scarsa trasparenza dell'operato deidecisori politici, sono condizioni che determinano una degenerazione deldiscorso democratico a semplice artificio retorico e rendono i cittadinispettatori/esecutori passivi delle decisioni prese dai loro rappresentanti.Per recuperare il significato autentico del discorso democratico, occorre renderei cittadini protagonisti dei processi decisionali che li riguardano, coinvolgendoliin modalità di partecipazione più immediate e fornendo loro un'informazionechiara e puntuale dell'operato dell'amministrazione comunale.Si propone quindi di:
Valorizzare la funzione informativa del sito comunale, che potrebbeessere dotato di un forum, e del periodico comunale, che deve fornireun'informazione puntuale dell'operato della giunta, riportare i bilanci,dare spazio alle opinioni delle minoranze consiliari.
Approntare bacheche, nei centri maggiori, allo scopo di informare icittadini dell'attività consigliare e delle consulte, il cui operato deveessere valorizzato.
Costituire e rendere funzionanti commissioni come quelle per la cultura,l'ambiente ed in particolare per l'immigrazione.
Creare condizioni ottimali per l'attività delle organizzazioni che lavorano adifesa dei diritti umani, dei lavoratori, dei meno abbienti, del Sud delMondo, dell'ambiente, degli animali, della pace, che rappresentano unaespressione della creatività dei cittadini e quindi una grande ricchezzaper la democrazia.
Definire ed attuare un'Agenda 21 locale, dando vita ad unaprogrammazione condivisa coi cittadini degli interventi in materia diurbanistica, risparmio energetico, uso del territorio e delle risorse, volta adefinire un percorso di sviluppo sostenibile a lungo termine.
Rendere partecipi i cittadini delle modifiche apportate al loro ambiente divita, attraverso l'adozione di pratiche di progettazione partecipata,nelrispetto dei vincoli ambientali, economici ed estetici a tutela del territorio.
Attuare un impegno concreto nell'abbattere ogni tipo di barriera,architettonica, linguistica e culturale che limita la partecipazione deicittadini, specie se disabili.
Sperimentare forme di “bilancio partecipato”, sul modello di quelle giàattuate dagli aderenti alla “Rete del Nuovo Municipio”, alla quale ci sipropone di dare adesione. Occorre inoltre promuovere una “settimanadella partecipazione” e sancire tali iniziative mediante l'adozione di un2
 
 “Regolamento sulla partecipazione dei cittadini all'amministrazionecomunale”.
Ricorrere, quando necessario, alla consultazione di “focus group”.( gruppi di cittadini portatori di interesse) su un determinato argomento,per evidenziare problemi e trovare soluzioni.
Indire “concorsi di idee” per opere di interesse pubblico.
Definire il regolamento dell’istituto referendario, strumento basilare per lapartecipazione dei cittadini alla vita comunale. In questo modo alcunedecisioni cardine prese sul nostro territorio (arredo piazza, centraleUnigrà, Unione dei Comuni, porcilaia di San Patrizio) avrebbero vistodirettamente coinvolta la popolazione.
Promuovere un calendario periodico di eventi culturali (proiezione di film,conferenze pubbliche, concerti) recependo gli stimoli provenienti dall
a
cittadinanza.
Unione dei comuni
Durante il corso di questa legislatura si è portato a termine la costituzionedell’Unione dei Comuni. Ciò è avvenuto senza mandato elettorale e senzaconsultazione dei cittadini, caratterizzando tale scelta come politicamenteillegittima. L’Unione dei Comuni è un nuovo ente che ha un suo apparatoburocratico con dei costi, allontana i cittadini dalla possibilità di controllo,mette fuori rappresentanza in seno al consiglio dell’Unione alcuni gruppi diminoranza eletti dai cittadini presenti nei singoli comuni, riduce quindi lapossibilità di esercizio democratico della popolazione.Dal “Libro verde sulla spesa pubblicadel Ministero dell’Economia e delleFinanze (anno 2007) risulta che la fascia dei Comuni con 10.000 abitanti,fascia a cui appartiene anche Conselice, è quella coi costi amministrativi piùbassi. Stessi dati emergono anche dalla “Finanza del territorio” della RegioneEmilia-Romagna. E’ quindi molto difficile capire in base a quali presupposti lanostra amministrazione, aderendo all’Unione dei Comuni assieme a Comuni chehanno costi amministrativi più elevati, pensi di diminuire le spese edaumentare l’efficienza. Il nuovo Ente che assorbe in parte personale giàappartenente ai Comuni crea comunque nuove figure amministrative, necessitadi nuovi spazi con aumento dei costi e la grandezza di tale nuovo Ente, circa100.000 abitanti, risulta, dagli studi sopra citati, nella fascia degli Enti con icosti più elevati.Occorrono:
Bilanci trasparenti e di facile lettura.
Verifiche attente e puntuali, con i cittadini, sulla qualità dei servizi offerti.
Completa rappresentatività, in seno al consiglio dell’Unione, di tutte leforze politiche presenti nei consigli comunali.3
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