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A fianco, la letteradel poeta sindaco alleneo mamme vicentine.sopra, la scrittriceLiala, forse musa ispira-trice
per noi, vecchi loggionisti daconvegno).Come noto, a un convegno imigliori incontri si fanno albuffet, luogo sacro di ogniconvenuto, fedele alla massima“mens sana in corpore sano”.Detta altrimenti: dopo un’ab-buffata di parole il dado puòdirsi tranquillamente tratto.Briochine, succhi, pasticcini,pizzette, biscotti e tramezziniristorano la mente preparando-la all’ondata dei successivi rela-tori, loro sì ancora freschi epieni di tensione. E, a proposi-to di incontri, è proprio inprossimità del buffet che incon-triamo l’assessore Franzina,certo molto meno entusiastadell’esimio collega. LaTranspadana? Sì, sì, s’ha dafare. E i costi? Ah sì, c’è uncosto sociale, ma si recuperapoi dall’altra parte. No, no:intendiamo i soldi. Chi paga?Ah
quelli
? Beh, lo Stato.Comunque è meglio se ne par-liate con Cicero.Ci proviamo. Ma è impossibile.Mentre Franzina si aggira soli-tario e ombroso tra sala con-gressi e hall dell’hotel Viest,Cicero è sempre impegnato conil vip di turno. In mezzo a tantogaudio, l’intervento diCipolletta (“anni che facciamoconvegni e terra smossa ancoranon ne vedo”) è parso davverofuori luogo, accigliando Ciceroe – forse – regalando un sorrisoa Franzina. Ma come sempre,finisce tutto a tarallucci e vino.Lunardi lo ha assicurato: laTranspadana è praticamentecosa fatta. Di più: il ministro siè dichiarato pronto ad unapuntuale verifica su quanto dalui affermato in questa sede.Quando? Al prossimo conve-gno.
Davide Lombardi
Due sono le alternative. La confe-renza organizzata a Vicenza sull’al-ta velocità aveva il solo scopo di gettare fumo negli occhi, oppure èstata una grande girandola di dati econgetture dove, in buona fede,sono state riferite situazioni e datiinesatti. Lascio a chi voglia appro-fondire la questione la libertà diformarsi un’opinione, di deciderechi ha ragione e chi ha torto. Io porto solo i fatti.Il primo, assolutamente inconfuta-bile, è il tempo. È da oltre dieci anniche le realtà locali discutono sul  potenziamento della linea ferrovia-ria che attraversa la pianura pada-na. Se ne parlava ben prima checomparissero i nomi e i progetti inquestione. Mentre ora arriva questarealtà, la Transpadana che, buonaultima, si presenta come promotri-ce e salvatrice unica.Un altro fatto è la natura del comi-tato promotore Transpadana. Tra isoci figurano Pininfarina (che itreni li progetta), gli Agnelli (chelavorano sulle rotaie), nonché i più grandi comuni del nord Italia (chehanno fame di finanziamenti pub-blici per le infrastrutture). Si trattachiaramente di una lobby dell’indu-stria pesante e del potere che preme per la realizzazione di un’operacolossale. Una lobby che vedeBruxelles come una vacca grassa damungere.Lo scopo palese della conferenza èquello, pure dichiarato, di influen-zare la Ue sulla finanziabilità del-l’opera. Questi intenti sono chiarisoprattutto ora, all’indomani del voto del Consiglio dei Ministri cheha deciso la quick list, la lista delle grandi opere finanziabili da subito.E fin qua tutto bene. Perché è giu-sto che ciascuno esprima le proprieidee e pensi ai propri interessi.Più problematica è la gestioneocculta di queste opinioni, farcitecon dati inesatti o fasulli, afferman-do per certi dati che sono invece presupposti o, nella migliore delleipotesi, preventivi.Transpadana ha anche annunciatola firma di un documento in cui le province e le regioni si impegnano aspianare la strada al progetto.Espropriando, di fatto, i poteri deisindaci a cui spetta l’ultima parolasu tutti gli avvenimenti che potreb-bero sconvolgere o modificare il tenore di vita dei propri concittadi-ni.Peccato che nessun sindaco dei pic-coli comuni dove passerà il Tav siastato invitato alla conferenza. Chesia stato uno spiacevole malinteso oil terrore di far perdere smalto allascintillante manifestazione?
*consulente scientificoconferenza dei sindaciTreno Alta Velocità
Il grande ingannodell’Alta velocità
Lo ammettono, a sorpresa, anche i sostenitori dell’opera:i soldi per il supertreno non ci sono. Né ci saranno mai
Inchiesta.Perchè il faraonico progetto è destinato a fallire
Ce lo siamo sempre chiestiogni volta che vi abbiamo par-tecipato. Ma insomma, cuiprodest (per dirla meno aulica-mente: a che serve) un conve-gno? Dopo tanti anni, e altret-tante partecipazioni alle ker-messe più improbabili, larisposta è una sola: a poco.Dal punto di vista pratico: aniente. Siamo dolenti per unaaffermazione tanto draconianae irrispettosa per chi si dàtanto da fare per organizzarli,ma siamo sempre più convintiche, in queste occasioni, il rap-porto costi-benefici sia quasitotalmente a carico dellaprima voce. Naturalmente par-liamo dal punto di vista delparterre. Per un relatore(meglio se anche promotore) lafaccenda è ben diversa.Bastava osservare l’assessoreClaudio Cicero al “suo” con-vegno sulla Traspadana felicecome Gongolo per il successodell’iniziativa. Per avere al suofianco (un venti minuti circa)nientemeno che un Ministrodella Repubblica (Lunardi), eprima ancora, personaggi dellastatura di Innocenzo Cipollettao Stefano Parisi, DirettoreGenerale di Confindustria.Gioia che il sindaco Hüllwecksi è premurato di sottolineareringraziando l’assessore perl’impegno profuso che harichiesto – a suo dire – tantosudore e addirittura (alla lette-ra) “qualche goccia di sangue”(la
Variante ematica
è, loammettiamo, una novità anche
Hüllweck in crisi a caccia di neonati
Il sindaco poeta per conquistare le neo mamme. Che rischio per la natalità!
La natalità a Vicenza è sempre in calo.Ma da quanto le neo mamme ricevonoquesta lettera i risultati sono assicurati:zero assoluto.
“Sono venuto a conoscenza della Sua maternità: un evento carico di emozioni e di estrema importanza per Lei, per i Suoi cari e per tutta la cittadinanza.Grazie al Suo amore, alla Sua coraggiosa scelta di essere madre, alla fatica e al sacrificio (che tutti sappiamo far parte di ogni gravidanza), Vicenza può dare il benvenuto a una nuova vita, una pic- cola creatura alla quale auguriamo con forza ogni bene.” 
È solo l’inizio e l’autore di tantagrazia appare evidente: è il poeta-pediatra Enrico Hüllweck, tra le altrecose sindaco della città, che trova sollie-vo dai dissidi di una maggioranza semprepiù spaccata e litigiosa vergando di pro-prio pugno queste ispirate prose.Le neo mamme si vedono recapitare lalettera di Hüllweck all’indomani del parto,assieme ai fiori, alle suocere premurose eai parenti petulanti.
“Da parte mia, come uomo e come Sindaco, la mia ammirazione per il suo impegno materno si unisce alla promessa di compiere ogni sforzo possibile affinchè chi oggi apre gli oggi della vita, riposando sul Suo cuore di mamma, possa vivere,nei prossimi anni, in una città sempre più bella e più amabile.Auguri a Lei e alla Sua creatura.” 
I parenti, al confronto, sono una benedi-zione.Detto che il sindaco ci piace comunque dipiù quanto esprime se stesso con la poe-sia piuttosto che quando svicola dalleinterrogazioni in Consiglio, due domandeal lirico che c’è in lui.Prima: buona parte delle neo mammevicentine è di origine straniera: NordAfrica, Asia, paesi dell’Est. Non crede chela sua prosa possa apparire più criptica diuna bolletta del gas?Seconda: non è la forza politica a cui leappartiene quella che attacca duramentei manifestanti della sinistra quando “sfrut-tano gli innocenti bambini portandoli con-tro la loro volontà alle manifestazioni dipiazza”?Quelli almeno possono difendersi con leboccacce. Questi, poveretti, si trovano incampagna elettorale che non hanno anco-ra assaggiato la Nutella.
Matteo Rinaldi
vicenzaabc
la città a chiare lettere
SETTIMANALEDIINFORMAZIONE, CULTURA, POLITICA, ASSOCIAZIONISMO, SPETTACOLO
 Euro 0,80
venerdì 23 aprile 2004, numero 6, anno III 
Editore: VicenzaAbc scarl, Corte dei Molini 7, 36100 Vicenza. Partita Iva 03017440243. Telefono 0444.305523. Fax 0444.314669. E mail: info@vicenzaabc.it. Spedizione in abbonamento postale 45% Comma 20/B, legge 662/96 - DCVicenzaR
 
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 politica
Fiera al bivioTurcato: cambiamoo si affonda
cronaca
Vicentini in Iraq”Perchè ci odiano”
 polemiche
Diamanti vs Galanchi ci perdeè il centrodestra
economia
Taplast: i tappiinvadono la terra
cultura
Calcio Vicenzaquando fiorivala nostra Primavera
Il trenodei (loro)desideri
 Erasmo Venosi*
Lo schiaffo di Cipolletta
Dietro le quinte del convegno vicentino sul Tav.Mentre l’organizzatore Cicero esultal’ex direttore di Confindustria fredda gli entusiasmi: “14 anni di parole a vuoto”
Via Piazzon 82/28 - 36051 Olmo di Creazzo (VI)Tel. 0444 349611 - Fax 0444 349510www.svec.it - email: svec@svec.itVia Piazzon 82/28 - 36051 Olmo di Creazzo (VI)Tel. 0444 349611 - Fax 0444 349510www.svec.it - email: svec@svec.it
Anche se sarà realizzato, per essere competitivoil treno veloce avrà comunque bisognodel trasporto su gomma. Servizi a pagina 4-5
 
Una maggioranza scombinata,che continua ad andare sotto inaula. Un'opposizione che graffiasolo a tratti. La Cdl in cerca diunità, l'Ulivo in cerca di identi-tà. A due mesi dall'election daydi giugno la politica vicentinaappare ancora frammentariamentre pare che sarà l'esito delleeuropee a disegnare a cascata inuovi assetti locali. La discordia nella Cdl sembradiventata la condizione domi-nante dal giugno del 2003quando Hüllweck rivinse le ele-zioni in un clima teso che domi-na tutt'ora all'interno dellacoalizione che governa a palaz-zo Trissino. La scorsa settimana il centrode-stra per la quarta volta in duemesi non è stato in grado diassicurare il numero legale. Lega tutta fuori dall'aula, An e Fi sguarnite, l'aula animata soloda qualche consigliere del cen-trosinistra. Non in sala Bernarda quindi, ma nei corri-doi, davanti alla macchinettadel caffé, persino vicino alla toi-lette, le discussioni sul futuro politico della città.
Il sindaco deve fare alcune nomi-ne negli enti collegati. La poltro-na che scotta è quella della presi-denza di Amcps.Attualmente la carica è ricopertada Stefano Barbi di An, ma dopoil giugno 2003 il manualeCencelli vicentino prevedeva cheil posto fosse destinato a MarioBagnara dell'Udc. La postazioneperò fa gola anche al segretariocittadino azzurro Sandro Bordin,che la giudica un ottimo viaticoper le elezioni regionali dell'annoprossimo. L'Amcps però, da Udce Fi, viene comunque vista comeuna sorta di rifugio sicuro, qua-lora un esito rovinoso delle euro-pee obblighi qualche big a ripie-gare su posizioni più defilate.Inoltre da sistemare ci sonoanche gli equilibriall'interno di Aim(600 dipendenti,fatturato 180 milio-ni di euro).L'attuale presiden-za di Beppe Rossi(area An, il suoincarico, includen-do anche le altrepoltrone delle socie-tà controllate dallamultiutility, vale75.000 euro annui)non è in discussio-ne.Ma in una compa-gnia che potrebbe abreve essere priva-tizzata, almeno inparte, la Lega èansiosa di rompereun duopolio Fi An,che si era creato quando nel '98i due partiti vinsero le municipa-li senza il Carroccio.Non è detto che la Lega preten-da posti nel consiglio (oggi nonne ha), ma vuole maggior potereper indirizzare le scelte.Così Hüllweck da mesi vienesottoposto al pressing deglialleati affinché si sblocchino lenomine e ogni segreteria di parti-to cerca di ottenere il massimo,ma arrivati a ridosso delle euro-pee, il primo cittadino per nonscontentare nessuno è rimastoimmobile. Quando però ha pre-sentato alla coalizione di gover-no un suo personale pacchettoprovvedimenti, ancora topsecret, la Cdl, Fi inclusa, gli hamandato un segnale, facendomancare il numero legale, tantoche il primo cittadino stizzito hasottolineato: «Frizioni in senoalla coalizione di maggioranza?Se la sbrighino i partiti».Nel centrosinistra le acque paio-no meno agitateanche perchéstoricamente ilruolo dell'oppo-sizione tende adunire gli intenti.Rimane però inpiedi il caso Ds.Il partito che nelpolo progressi-sta ha il maggiorpeso è alle presecon una crisinella leadershipcittadina, vistoche a più ripresel'ala dalemianache fa capo tragli altri adUbaldoAlifuoco, ha cer-cato di metterein un angolo ilsegretario cittadino TommasoRebesani, esponente del corren-tone e giudicato vicinissimoall'onorevole Lalla Trupia.In via Del Mercato Nuovo, sededel bottegone locale, l'ala mode-rata diessina da molti mesi ormaiè critica nei confronti della lea-dirship berica, tant'è che le vocipiù o meno velenose nei con-fronti del deputato si sono acca-vallate a più riprese. Voci chedipingono una Trupia pocoimpegnata sul territorio e soprat-tutto poco impegnata a sostene-re la battaglia dei consiglieridiessini negli scontri che conta-no. E il campionario delle voci dicorridoio è vario.Come mai la Trupia si mosse dueanni fa a sostegno dei centrisociali quando le tute biancheoccuparono l'ex Lanerossi, men-tre ora per il caso dell'Alberanon ha nemmeno redatto unanota ufficiale indirizzata aimedia? Dove era la Trupia quan-do scoppiò il caso delle molestiea palazzo?Come mai da donna e da depu-tato non si attivò con quella raf-fica di interrogazioni parlamen-tari in direzione della procura,che sul caso Baldinato certo nonbrilla quanto a celerità nelleindagini?Come mai non si sono fattifuoco e fiamme quando CarlaMarcolin è divenuta direttricedel personale o quando è statoapprovato il Pp4-Pomari?Dov'era la Trupia (ma non vadimenticato l'onorevole MauroFabris dell'Udeur) quando insala Bernarda la Cdl sembravaminacciare i consiglieri pur di farapprovare il piano Cotorossi? Ecosa sta succedendo nel conte-zioso che vede la Cgil opposta aivertici dell'Ipab per l'aumentodegli stipendi dei lavoratori?Come mai la parlamentare nonha alzato la voce contro il presi-dente dell'istituto (e suo grandeamico) Gerardo Meridio?Frizioni che comunque sembra-no attenuarsi perché dalle altesfere del partito è arrivato l'invi-to a serrare i ranghi in vista delvoto.
Marco MilioniLa trasformazione dell'Ente Fiera diVicenza in società per azioni. E' incorso un arbitrato per la divisionedelle quote, ma è chiaro che la nasci-ta della Fiera spa è finalizzata allaprivatizzazione. Vista però la crisi incui versa il settore orafo c'è chi ritie-ne opportuno che resti la mano pub-blica a gestire le rassegne e il futurodel centro fieristico. Qual è la Suaopinione?
"La trasformazione in Spa non signi-fica assolutamente privatizzazione, inquanto le quote saranno in larghissi-ma maggioranza degli Enti fondatoriche non mi risulta intendano per ilmomento cederle. Una parte dellequote sarà probabilmente delleAssociazioni di categoria, ma perquesto bisognerà attendere il lodoarbitrale e, peraltro, le Associazionisono già presenti nell'attualeConsiglio di Amministrazionedell'Ente di gestione. Anche in questocaso ritengo molto improbabile che lequote possano essere cedute ad azio-nisti privati. La trasformazione in Spadà una più precisa connotazione giu-ridica all'Ente e consentirà unagestione più snella ed efficace. LaFiera, pur essendo un Ente di interes-se pubblico, necessita infatti di unagestione di tipo privatistico per potercompetere sul mercato con le altreorganizzazioni sia a livello nazionaleche internazionale".
Quale strategia per superare lo stalloattuale?Nel contesto internazionale sta cre-scendo la competizione a tuttocampo e tutti i principali centri fieri-stici stanno ampliandosi puntando adiventare dei "contenitori" più chedei veri e propri organizzatori dieventi. Lo studio affidato dalla Fieraalla società di consulenza "Arthur D.Little" suggerisce tre strade: 1) la"continuità", cioè il sostegno deldistretto orafo sfruttando al massimogli spazi disponibili e aprendo anchea nuovi espositori; 2) l'"internaziona-lizzazione" della presenza di esposito-ri a Vicenza; 3) l'"innovazione": por-tare in vetrina a livello internazionaleil "Made in Italy" orafo organizzan-do manifestazioni all'estero e puntan-do a sinergie (es. con la moda).In sintesi: insistere sulle rassegneorafe o allargarsi e differenziare ilprodotto dell'attività fieristica? Lei hamaturato una opinione in proposito?
"Innanzi tutto terrei a precisare chedi stallo non è proprio il caso di par-lare visto che l’andamento di tutte lemanifestazioni del 2004 (orafe e non)sin qui svolte hanno dato risultati piùche soddisfacenti. In secondo luogonon vedo una dicotomia così spintatra “insistere sulle rassegne orafe” e“differenziare il prodotto dell’attivitàfieristica”. Si possono benissimo por-tare avanti entrambe. Sulla questionedell’internazionalizzazione poi vorreiricordare come nella Giunta del 7aprile scorso sia stata presentata unabozza di progetto della nuova societàVicenza Fiera International che sioccuperà dell’organizzazione di mani-festazioni fieristiche all’estero e delsupporto alle aziende vicentine ed ita-liane che intendano partecipare afiere estere".
L'ampliamento del quartiere fieristi-co. L'ImmobiliareFiera, che con il"progetto Camerino" aveva già pro-grammato l'ampliamento del quartie-re fieristico allargato all'ex hotelHoliday Inn, si trova ora ad acquisireanche l'area Baggio e quindi a rivede-re e aggiornare il piano di sviluppo.L'Immobiliare ha già dichiarato chefarà quello che indica la Fiera. C'è unSuo suggerimento in proposito?
"E’ stata chiesta dai tre Enti fondato-ri una consulenza alla “SviluppoSistema Fiera Spa” in merito al pro-getto di ampliamento del quartierefieristico anche alla luce dell’acquisi-zione dell’area Baggio. I risultati sonoal vaglio dei tre enti che, ritengo, intempi brevi esprimeranno un parereche sarà ovviamente tenuto nel dovu-to conto dall’Immobiliare Fiera. Ilsuggerimento che mi sento di dare èquello di accellerare il più possibile itempi".
In parallelo è arrivato ora il grido diallarme spedito dalle maggiori cate-gorie orafe italiane alla Fiera diVicenza. Si chiede in sostanza se laFiera sta pensando solo a se stessa, ecioè a vendere sempre più spazi e adespandersi, oppure se continuerà adifendere e sostenere la produzionedelle imprese orafe vicentine ora chestanno attraversando un periodo diforte crisi. Un documento che criticaanche l'apertura del padiglione HongKong dedicato alle aziende cinesi, checritica pure l'esposizione LuxuryChina, la mostra specializzata dell'o-reficeria realizzata a Shangai in joint-venture con la Fiera di Monaco, eche chiede risposte su "chi e come"gestirà la Fiera con la scadenza delConsiglio di amministrazione (inmaggio), la trasformazione in spa el'approssimarsi (in novembre) dell'an-data in pensione del segretario gene-rale Andrea Turcato, da sempre ilvero motore della Fiera. Lei ha dellerisposte in merito?, e c'è eventual-mente una Sua disponibilità a restarealmeno finché non verrà individuatoun altro manager giusto per la Fieradi Vicenza?
"Il grido di allarme delle categorieorafe italiane è comprensibile proprioalla luce del periodo di difficoltà chesta vivendo il settore. Mi permettotuttavia di ricordare che la concor-renza non si batte chiudendo le fron-tiere o, più modestamente, i cancellidella fiera, ma solo puntando sullaqualità del prodotto e sull’identifica-zione di fascie di mercato ragionevol-mente difendibili. Nel contempo vasalvaguardato il ruolo della Fiera diVicenza come catalizzatore delladomanda internazionale. Se per certefasce di prodotto le aziende leadersono straniere, è alla Fiera di Vicenzache i buyers le devono trovare. Senon apre loro le porte la nostra Fierasarà qualcun altro a farlo e senzatutte quelle cautele e quegli accorgi-menti che solo noi siamo in grado diprendere. La Fiera di Vicenza è anco-ra leader nel settore dei preziosi alivello internazionale ma non è, citengo a ricordare, una condizioneimmodificabile. Come le grandiaziende italiane di successo, anche laFiera deve saper evolvere nelle strate-gie di marketing e nella tipologia diprodotto offerta. Quanto al miosostituto, il cui arrivo è prossimo, loaffiancherò sino alla fine del mioimpegno in Fiera".
Franco Candiollo
sette giorni di politica
La Fiera all’ultima chiamata:o cambia registro o si muore
Andrea Turcato, segretario generale dell’Ente: “Dobbiamo evolverci e offrire nuovi prodottiMa a chi si lamenta della situazione dico che la concorrenza non si batte chiudendo le frontiere”
Dalla grande offensiva delle rassegne concorrenti agli attacchi del settore orafo in piena crisi
La guerra delle poltrone che fa neri gli azzurri
Dalla presidenza Amcps al consiglio di Aim, ecco le spine della giunta Hüllweck. E il futuro della città si discute al caffè
ACQUEMOSSEINLAGUNA
Ogni mito, si sa, prima o poi è desti-nato a cadere. Sta succedendoanche a quello del Nordest. Anzi IlvoDiamanti nel suo ultimo studio parlagià di post-nordest. In questo nuovoscenario che va delineandosi trovaposto anche la legge urbanisticarecentemente approvata dalConsiglio regionale.Nell’interminabile dibattito che hapreceduto il varo di questo pasticcia-to testo che scontenta un po’ tutti siè parlato molto di capannoni indu-striali. Bloccarli o no? Per la primasoluzione si è subito schierata laLega Nord che ha visto in questascelta un esempio di “devolution”applicata e di uso responsabile erazionale del territorio. Non solo, laLega ha perfino invocato criteri este-tici perché, è innegabile, i capannonisono brutti. Ma c’era anche un moti-vo inconfessabile: meno capannoninella pianura veneta vuol dire menooperai e quindi immigrati. Tanto leimprese venete continuano a produr-re. A Timisoara. E qui entra in ballola famosa “delocalizzazione”. AllaLega va bene. Il senatore GiuseppeCovre, il meno trucido tra i leghistiveneti, il 2 settembre dello scorsoha scritto sul Mattino di Padova:“Un operaio rumeno che lavora acasa sua non è un emigrante. Stameglio lui e ci sono meno problemiper noi di inserimento”. Più chiaro dicosì.Gli imprenditori veneti sul blocco deicapannoni hanno, invece, storto ilnaso. Sarebbe però opportuno chespiegassero perché è sempre piùfrequente vedere zone industriali concapannoni con la scritta affittasi ovendesi.
(abc)
Mettetedei fiorinei vostricapannoni
Regione.
Lega contro le nuove aree industriali. Troppo brutte? No, troppi immigrati
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Dove va la Fiera diVicenza? Dopo undecennio d'oro in cui haregistrato un tassomedio di crescita del12 per cento l'anno, nel2003 c'è stato un calodi oltre il 5 per cento ele previsioni del 2004non sono molto migliorianche se la"Vicenzaoro1" di gen-naio ha portato unaboccata d'ossigeno.Ma il problema è la crisiche il settore orafo staattraversando e cherappresenta la spinadorsale storica e attua-le della Fiera vicentina,dato che le tre rasse-gne orafe di gennaio,giugno e settembre val-gono il 75 per cento delfatturato complessivo.Intanto il contestointernazionale vede inforte crescita i mercatifieristici del Sud-estasiatico, Europadell'Est e Sudamerica.Vale a dire che la con-correnza cresce.L'Europa brilla ancora,e il leader per i quartie-ri fieristici è laGermania - che ha inve-stito cifre nove voltesuperiori a quelle italia-ne ed ha aumentato ilsuo primato - seguitadall'Italia, che peraltroè il fanalino di codacome percentuale diespositori e visitatoristranieri e registra neisuoi eventi internazio-nali una percentuale dipubblico molto più altarispetto a quella deglioperatori. Ma anche glispazi attuali della Fieravicentina hanno i loroproblemi: solo 27 milametri quadri su 63 milasono utilizzabili per glistand, e i padiglioni nonsono tutti collegati traloro anche se il livellodi qualità delle struttu-re è buono ma inferiorerispetto a quello garan-tito dai maggiori con-correnti internazionaliper le fiere orafe.Esistono però le oppor-tunità per ottimizzare lagestione degli spazi (ilpiano di sviluppo giàavviato) e il calendario(attualmente la Fieraviene utilizzata inmedia solo per cinquemesi e mezzo all'anno).E a fronte di queste esi-genze c'è una lista diattesa di nuovi esposi-tori orafi e di amplia-mento di stand che arri-va alla necessità dialmeno 20 mila metriquadri in più, c'è unbilancio in sostanzialepareggio e una cre-scente competizione alivello regionale per lefiere "non orafe". Comesi sta "armando" laFiera di Vicenza di fron-te alla sfide del futuro?Ne parliamo con AndreaTurcato, segretariogenerale.
Azienda municipa-lizzata, 100 dipen-denti, fatturato 18milioni di euro
Quanto vale
25 mila euro l'anno
Perché fa gola
Rifugio sicuro
Oggi siede
Stefano Barbi (An)
La reclamano
Mario Bagnara(Udc)Sandro Bordin(Fi)Azienda municipale,600 dipendenti, fat-turato 180 milionidi euro
Quanto vale
75 mila euro l’anno
Perché fa gola
Stipendio, controllodipendenti, potere,accordi futuri
Oggi siede
Giuseppe Rossi (An)
La reclamano
La Lega per spezzareil duopolio Fi-An
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cronaca
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3
“Benvoluti allo stesso modo da sciiti e sunniti purché ci si presenti in pace”
Basta armi in Iraq
“La soluzione per la pace esiste: una forza di caschi blu musulmani”
Se l’Onu parla arabo
Chi ha paura delle badanti?Il centro caccia lo straniero
 Intanto ad Anconetta si sfida antenna selvaggia
Chi ha paura delle badanti? Ivicentini. O almeno così rac-conta il consigliere
MaurizioCucchiara (Ds)
della
Circoscrizione uno (Centrostorico).
Queste signore del“lontano” est solevano ritro-varsi la domenica pressoCampo Marzio. Un comitatodi abitanti di piazzaleBologna, tuttavia, ha gridatoallo scandalo per un presuntotraffico di merce clandestina.Insomma, lo scambio di ciboo bevande provenienti daipaesi d’origine delle badanti èstato visto come qualcosa disospetto. Detto fatto.
L’assessore Cicero (An)
hadato il via alla sistemazione dipiazzale Bologna spostando ilritrovo delle signore nei pressidella dogana. Problema: lamaggior parte delle badantiproviene da fuori Vicenza eusufruisce di pulmini organiz-zati per recarsi al consuetoincontro domenicale. Alposto dei pulmini è stato isti-tuito un autobus che, inizial-mente gratuito, è poi diventa-to a pagamento. Inoltre, ilservizio termina alle due, orain cui generalmente le signo-re, cogliendo l’occasione del-l’agognato riposo domenicale,pranzavano insieme. La circo-scrizione ha così sollevato ilproblema per trovare unluogo vicino alla stazione fer-roviaria. Giovedì 22 avràluogo un incontro per trovareuna posizione unitaria sull’ar-gomento.
Su le antennecittadini
Si parla molto di problemiambientali, ma si fa poco perrisolverli. Anche quando ilproblema è sotto casa. La
Circoscrizione sei (Villaggiodel Sole, Pomari...
)si trova adover far fronte a tre casi diparticolare urgenza:
la rotato-ria dell’Albera, l’ex areaZambon e il problema dell’in-quinamento elettro-magneti-co.
Le pessime condizioni dichi vive nei dintornidell’Albera sono note. Il con-sigliere
Andrea Tapparo (Ds)
sta cercando di collaborarecon i cittadini ( sia a livello dicomitati, sia di piazza) perrisolvere al più presto lasituazione. Anche perché leproposte immediatamenteattuabili per migliorare la via-bilità ci sono: una legge del’93 assicura finanziamenti perdeviare i mezzi pesanti.Il secondo fronte su cui silavora è l’area in cui si trova-va la
Zambon
. E’ stata accer-tata la fuoriuscita di solventiorganici da questo terreno.Terreno venduto per lacostruzione di condomini.“L’amministrazione sta tergi-versando – sostiene Tapparo– ma se è accertato il colpevo-le (ossia l’ex proprietariaZambon) è urgente procederead una bonifica.”All’amministrazione mancainoltre un piano di dislocazio-ne di
ripetitori di telefoniamobile
. Che siano dannosi omeno, il problema più urgen-te è la loro limitazione.Attualmente non c’è alcunaregolamentazione in merito.E’ questo un problema cheaccomuna anche la
Circoscrizione quattro(Anconetta, Ospedaletto...)
che con
Luca Balzi, capogruppo DS
, ha proposto l’isti-tuzione di una
Commissionespeciale
a termine sul temaper poter dare risposte preciseai cittadini.Lunedì 19 si è votato a favoree il 4 Maggio, se tutto vabene, dovrebbe esserci l’ap-provazione definitiva conl’immediata attuazione dellacommissione per la durata disei mesi. Un vero e propriocolpaccio: sarebbe la primavolta che una commissione,votata dagli stessi quartieri,avrebbe la possibilità di dareun parere importante su unproblema troppo spesso tra-scurato, se non addiritturaboicottato. Un bel segnaleanche per tutto il resto dellacittà.
Sara SandorfiDa sette anni Paolo Nicoli è ispet-tore regionale dei volontari del soc-corso. Originario di BarbaranoVicentino, risiede a Verona dovesvolge le funzioni di ispettore divigilanza dell’Unità Sanitaria. Peresercitare la sua attività presso laCroce Rossa Italiana, dedica tutto ilsuo tempo libero. “Quando unbambino arrivato da me spaventa-to e piangente, mi ha sorriso dopoche l’avevo curato, ho ricevuto ilpremio più grande per la mia attivi-tà”.Domenica scorsa a Bassano Nicoliha coordinato un’assemblea a cuihanno preso parte i responsabili deigruppi degli 8782 volontari delVeneto. Ma fino a pochi giorni fa èstato a Bagdad, nel pieno della“guerra, non guerra” dell’Iraq.Con lui questa chiacchierata sullasituazione.Cosa faceva a Bagdad?
“Ho lavorato per due mesiall’Ospedale italiano della CroceRossa, ubicato presso il MedicalCity di Bagdad. In questo grandecentro ospedaliero usufruivamo alpiano terra di una sala operatoria,di un pronto soccorso, dei gabinet-ti diagnostici. Inoltre al settimopiano avevamo a disposizione unreparto con quindici letti dove c’e-rano i casi di ustioni più gravi.Questi casi hanno opportunità disopravvivenza molto basse e noisiamo stati gli unici ad occuparce-ne.”
Qual è l’atteggiamento degli irache-ni nei vostri confronti?
Eravamo sicuramente benvolutidalla popolazione civile, sia daglisciiti che dai sunniti. Abbiamo rice-vuto encomi e attestati pubblicidagli stessi mullah iracheni. C’è unanetta distinzione negli atteggiamen-ti che la popolazione ha nei con-fronti di quelle persone che si pre-sentano senza armi e con i segnidella croce rossa o delle altre orga-nizzazioni di volontariato. Lapopolazione, invece, teme moltotutti coloro i quali si presentanoarmati. Sia che le armi siano di dife-sa che di offesa.”
È possibile raggiungere in tempibrevi un livello di sicurezza accetta-bile?
“I poliziotti iracheni sono esponen-ti del passato regime e spesso sonoattaccati da bande armate. Il gover-no provvisorio ha funzioni moltolimitate e non è considerato moltocredibile. Parlando con i medici ogli infermieri iracheni, si capisce chehanno una grande necessità didemocrazia e autonomia. Molti diloro vedono gli americani comeoccupanti e si augurano che se nevadano presto. Dichiarano di prefe-rire l’autodeterminazione anche sesanno che i risultati della verademocrazia potranno goderli i loronipoti, forse nemmeno i loro figli”.
Com’è la situazione della sanitàlocale?
“Non ci sono risorse anche perchéil problema delle medicine dopoanni di guerra e d’embargo impostoall’Iraq è gravissimo. Non potendosprecare alcun medicinale, negliospedali iracheni si stabilisce di nonseguire quei casi dove la possibilitàdi sopravvivenza è minima!”.
Quali i maggiori danni provocatidalla guerra alla popolazione diBagdad?
“Le ustioni. Anche se molte sonoprovocate da fatti accidentali. Adesempio ci sono molti bambini chenelle situazioni di precarietà fini-scono con il rovesciarsi addosso lapentola per il tè che gli iracheniconsumano spesso e che, quindi, èperennemente accesa sotto improv-visati fornelli a benzina.”
E le altre cause?
“È molto difficile capire se le ustio-ni siano dovute a fatti connessi conla guerra. Negli altri reparti dell’o-spedale c’erano moltissime personemoribonde con ferite d’armi dafuoco: lì era evidente la causa.”
Com’è la situazione dei civili aBagdad?
“Nella città prima della guerra c’e-rano sei milioni di persone. Oggi,secondo i censimenti fatti dagliamericani, ce ne sono nove milioni.Gli abitanti in più sono sfollati daipiccoli centri semidistrutti. Questepersone vivono in condizioni obiet-tivamente molto difficili, nonhanno casa, non hanno lavoro,dipendono in tutto e per tutto dagliaiuti internazionali.
Federico Formisano
Paolo Nicoli, volontario vicentino a Bagdad con la Croce Rossa:la popolazione ci rispetta, ma non ne può più di cannoni e fucili
“Fare la guerra è facile, ildifficile è gestire “ildopo”. Parole di
GiorgioMuraro,
48 anni, inse-gnante di GeografiaEconomica, che comevolontario di “Un ponteper Bagdad” conobbeper la prima volta l’Iraqnel ’94.Oggi confronta quellasituazione con l’attuale.“Quando ci fu la Guerradel Golfo, gli americanisi fermarono quasiinspiegabilmente – dice -perché forse compreseroche sarebbe stato piùfacile controllare il Paesecon l’embargo, ponendo-lo in una situazione didipendenza.”“Adesso – prosegue –l’America di Bush si èmossa come reazioneall’11 settembre senzaanalizzare a fondo quelloche avrebbe trovato, nonsi sono considerate leconseguenze. In primoluogo andrebbe indagatacon oculatezza questarecrudescenza di gruppidell’integralismo islami-co, che è un fattore chenon appartiene alla sto-ria dell’Iraq, che è di lai-cità per la molteplicitàetnica e religiosa presentesul territorio, dove convi-vono sciiti, sunniti, cri-stiani caldei…Il grandeseguito di questi gruppiislamici e le disponibilitàdi mezzi vengonocostruiti anche attraver-so forme di solidarietàche ad esempio passanoattraverso le moschee,quindi bisogna seguireanche questa pista percomprendere la loro cre-scita”.
Quali vie percorribiliora?
“Sul da farsi risulta trop-po semplicistico appel-larsi ad un interventodell’Onu, la situazioneora è difficile perchéanche tra la popolazionesi è radicalizzata l’ideadel nemico occidentale,comunque, vedrei unapossibilità nel ritiro delleforze occidentali e lacreazione di una forza diinterposizione con caschiblu dei paesi musulmani.Naturalmente accanto aciò dovrebbe proseguireuna seria azione di aiutiumanitari, completa-mente staccata dal dis-corso militare, sono d’ac-cordo con Gino Stradaquando afferma che laguerra umanitaria èpriva di senso e che gliaiuti umanitari non pos-sono essere veicolati conle armi!”.
Milena Nebbia
LOTTA SENZA QUARTIERE
vicenzaabc
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