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Associazione civica
 Porta Nuova
 – Vasto
Qualità dell’aria nel Distretto Industriale del Vastese
(con una nota sugli IPA in Abruzzo)
1. Il Distretto Industriale del Vastese.
 Il Distretto Industriale del Vastese è uno dei 4 Distretti Industriali istituiti (nel 1996) dalla RegioneAbruzzo
1
. Comprende 15 comuni
2
, tutti in provincia di Chieti, disposti attorno alle tre aree indu-striali maggiori di Atessa, Gissi, San Salvo. Tra i Distretti Industriali abruzzesi si distingue per ave-re il più alto indice di industrializzazione
3
 (il 65,19% al 2001
4
), in ragione del peso predominanteche vi ha la grande industria: vi si trovano –tra le altre- 3 delle 5 maggiori imprese presenti inAbruzzo, sia per fatturato (Sevel, Honda, Pilkington) che per numero di addetti (Sevel, Pilkington,Denso)
5
. Vi si trova anche, lo vedremo, il più grande impianto di produzione di energia elettrica del-la regione, la centrale Turbogas di Gissi; uno dei più grandi impianti di stoccaggio di gas metano presenti in Italia, la Stogit di Cupello; infine, il secondo –per dimensione- impianto di coinceneri-mento di rifiuti speciali pericolosi in Italia
6
, la Laterlite di Lentella.Le industrie, si sa, inquinano. Difatti, a leggere le stime ufficiali delle emissioni industriali inqui-nanti
7
,e fatti due conti, si apprende che il Distretto Industriale del Vastese è, in Abruzzo, al secondo posto per entità delle sorgenti puntuali di Composti Organici Volatili (COV) (principalmente dallaSevel); e al primo per quelle di ossido di Carbonio (CO) (ancora la Sevel) e di biossido di Carbonio(CO
2
, il cosiddetto gas serra) (la Turbogas di Gissi)
8
. In più, la zona del Vastese risulta il maggior  polo di emissioni di ossidi di Azoto (NO
x
) nella fascia adriatica tra Ravenna e Taranto (Flovetro,Pilkington, Turbogas di Gissi).Molte industrie, forti emissioni di sostanze inquinanti… Ci si attenderebbe che la qualità dell’ariaambiente ne abbia risentito. Invece per fortuna non è così. O almeno questo risulta dalle carte. Più precisamente, questo risulta dal
 Piano Regionale per la Tutela della Qualità dell’Aria.
 
2. Il
 Piano Regionale per la Tutela della Qualità dell’Aria.
Il
 Piano Regionale per la Tutela della Qualità dell’Aria
9
 
[d’ora in poi
 Piano Regionale
], approvatoa maggioranza (dopo l’avvio di una procedura di infrazione europea contro la Regione Abruzzo
, e
1
Gli altri sono: il Distretto Industriale della Maiella, quello del Vibrata-Tordino-Vomano, il Distretto Piana del Cavalie-re. In Abruzzo vi sono altri 2 distretti: il Distretto dei Servizi di Pescara-Montesilvano; e quello Agroalimentare dellaMarsica.
2
Atessa, Cupello, Dogliola, Fresagrandinaria, Furci, Gissi, Lentella, Monteodorisio, Paglieta, Pollutri, San Buono, SanSalvo, Scerni, Torino di Sangro, Villalfonsina.
3
Inteso come il rapporto tra gli addetti all’industria manufatturiera e il totale degli addetti.
4
5
Fonte: CRESA
 
-
 Annuario delle Industrie Abruzzesi -
 
Anno 2005/2006.
6
Brucia 19.456 tonnellate/anno di rifiuti altamente tossici. Fonte: ISPRA,
 Rapporto Rifiuti 2008
.
7
Il registro INES (
 Inventario Nazionale delle Emissioni e loro Sorgenti)
(2006), e l’Inventario Regionale delle Emissio-ni (2006), realizzato dalla Regione Abruzzo contemporaneamente alla redazione del
 Piano Regionale per la Tutela del-la Qualità dell’Aria.
 
8
Il dato è ricavato dal Decreto Ministeriale di autorizzazione, il DM n. 199 del 18/03/2004.
9
10
La N. 2004/2116, relativa alla Direttiva 96/62/CE per la mancata adozione e trasmissione alla Commissione dei pianie programmi; ed alla Direttiva 99/30/CE riguardo i superamenti dei valori limite aumentati del margine di tolleranza, re-lativi alla annualità 2001.
 
senza alcuna discussione di merito
) dal Consiglio Regionale nella seduta del 25 Settembre 2007, èil documento fondamentale di riferimento della politica regionale nel settore.Al termine di una complessa procedura, di cui parleremo, esso perviene a suddividere il territoriodella regione Abruzzo in 4 zone:a)una
 zona di risanamento metropolitana,
comprendente i comuni di Pescara, Chieti, Francavillaal Mare, S.Giovanni Teatino; b)una
 zona di osservazione costiera
(Tortoreto, Giulianova, Roseto degli Abruzzi);c)una
 zona di osservazione industriale
(Scafa);d)una
 zona di mantenimento,
che comprende tutti gli altri comuni d’Abruzzo, dunque anche i co-muni del Distretto Industriale del Vastese.Per 
 zona di mantenimento
la normativa intende
“le zone e degli agglomerati in cui i livelli degli inquinanti
sono inferiori ai valori limite e tali da non comportare il rischio di superamento degli stessi”
.
Tutto bene, insomma, per la zona del Vastese:
“la qualità dell’aria”,
lo ribadisce anche laProvincia
,
“è complessivamente positiva”.
3. Metodi e procedure.
Secondo quali dati, e per quali processi si è giunti a questo risultato?La legge che in Italia disciplina la materia (il DLgs 351/99
) richiede, al fine della partizione delterritorio in zone –la cosiddetta
 zonizzazione
- un’analisi preventiva della situazione attuale, detta
valutazione preliminare della qualità dell'aria ambiente.
A questo scopo sono indicati gli inquinantida misurare, le tecniche e le procedure per farlo, i valori limite per ciascuna sostanza: in breve, imetodi e le procedure da seguire.L’Allegato I, in particolare, enumera 12 inquinanti
“da considerare nel quadro della valutazione edella gestione della qualità dell'aria ambiente”
:
 
 biossido di Zolfo; biossido di Azoto; materiale par-ticolato fine, incluso il PM
10
; Particelle Sospese Totali; Piombo; Ozono, Benzene; monossido diCarbonio; Idrocarburi Policiclici Aromatici; Cadmio; Arsenico; Nichel.Di essi solo 3, secondo quanto specifica il
 Piano Regionale,
sono stati considerati per la zona dellaVal di Sangro: biossido di Azoto (NO
2
), ossido di Carbonio (CO), Ozono (O
3
); e 4 per San Salvo: biossido di Azoto (NO
2
), ossido di Carbonio (CO), Ozono (O
3
), Benzene (C
6
H
6
)
.
4. Le fonti dei dati.
 Da che cosa viene una così drastica restrizione del campo di indagine? Naturalmente dalla estremascarsità delle fonti dirette di rilevamento, rispetto a cui la Regione Abruzzo è agli ultimi posti dellagraduatoria nazionale
.In Abruzzo, a tutto il 2006, c’erano 11 centraline fisse di monitoraggio, 6delle quali a Pescara; e una centralina mobile.In particolare, la rete di rilevamento della qualità dell’aria ambiente nel Distretto Industriale del Va-stese constava (e consta tuttora) di due centraline fisse
 
di rilevamento in continuo, entrambe gestitein convenzione
dall’Istituto Mario Negri Sud: una in Val di Sangro, in territorio di Atessa; l’altra
11
Ma dopo
“pubblica consultazione, tenutasi in data 3 agosto 2007 presso la Sala dei Marmi della Provincia di Pesca-ra dove sono stati invitati Enti Locali, Associazioni di Categoria e tutti i portatori di interessi operanti nella Regione Abruzzo”,
tranne evidentemente la nostra associazione [NdR].
12
Di
tutti
gli inquinanti, tranne l’Ozono (NdR).
13
Art. 9, 1° comma, Dlgs n. 351 del 4 Agosto 1999.
14
Provincia di Chieti,
 Bilancio sociale 2006 - 6.
 
 Il Bilancio sostenibile
, pag. 308. La provincia di Chieti non ha prodot-to nessuno studio autonomo sulla qualità dell’aria; si è limitata a riprendere sommariamente gli stessi dati (con gli stessierrori, che vedremo) su cui si fonda il
 Piano Regionale.
Ciò che diremo di quest’ultimo vale dunque anche per essa.
15
Il Dlgs n. 351 del 4 Agosto 1999,
 Attuazione della direttiva 96/62/CE in materia di valutazione e di gestione dellaqualita' dell'aria ambiente.
16
Oltre a questi sono stati presi in considerazione, a Pescara, anche SO
x
(ossidi di Zolfo) e PM
10
(polveri sottili); e, aChieti, gli ossidi di Zolfo (SO
x
).
17
Si veda anche: ANPA
 , Le reti di monitoraggio della qualità dell’aria in Italia,
2004. La situazione, da allora, non èsignificativamente mutata.
2
 
nella zona industriale di San Salvo
.Sono entrambe stazioni definite
di
 
Tipo “B”
, di
background 
(tradotto: di fondo), e di conseguenza pare per lo meno inusuale che rilevino i valori di ossido diCarbonio e di Benzene, che sono inquinanti strettamente correlati al traffico veicolare, dunque pres-soché assenti nei siti dove sono poste le centraline; e ne trascurino invece altri –come il PM
10
, leParticelle Sospese Totali, i Composti Organici Volatili- più probabilmente presenti nella zona.Restano così, di significativo, i soli dati relativi a biossido di Azoto e Ozono. Ma proprio sulle fontidi codesti dati si appuntano le nostre osservazioni.
5. I dati delle centraline fisse.5.1. La qualità dei dati delle centraline fisse
.
“Il punto di partenza della metodologia utilizzata èrappresentato dalla presenza sul territorio di una rete di monitoraggio della qualità dell aria che soddisfi a criteri di completezza ed affidabilità”
 ,
così il
 Piano Regionale
. Già per i rilievi che ab- biamo appena enunciato questa affermazione appare dubbia. Ma c’è dell’altro.Ai fini della valutazione della qualità dell’aria, per le sostanze inquinanti di cui sopra, la legge
in-dica un
obiettivo per la qualità dei dati
che prevede un
 periodo minimo di copertura e di raccoltaminima
 pari almeno al 90% dei giorni su base annua
. Tuttavia fino al 2005 l’APAT, in molti docu-menti nazionali, ha usato un criterio meno restrittivo: la copertura temporale minima richiesta si ar-restava al 75%. Nel nostro caso siamo al di sotto di entrambe le soglie.Possiamo affermare con certezza, e ognuno andando sul sito del Mario Negri Sud
  può verificarlodi persona, che nel periodo 2002-2006, per nessuno degli inquinanti rilevati, e in nessuna delle duecentraline, queste soglie minime di qualità dei dati sono state rispettate; e anzi che si è andati per lo più sotto di molto. Soprattutto a S. Salvo, dove per l’Ozono e il biossido di Azoto si supera di pocoil 50%; mentre si resta addirittura al di sotto del 40% per ossido di Carbonio e Benzene
. 
.
Da notare che il Consor-zio Mario Negri Sud ha ufficialmente autocertificato alla Regione Abruzzo, la quale a sua volta non
18
La convenzione (che prevede l’istituzione di “
un partnenariato per la realizzazione di un un programma d’intervento per il controllo della qualità ambientale nel territorio della provincia”)
è stata rinnovata di recente con
 
delibera n. 154del 16/04/2009, per un importo complessivo di € 170.000.
19
In via Stati Uniti.
20
Alla pag. 04.
21
 
 L
 Allegato X 
al DM 2 aprile 2002, n. 60
“Recepimento della direttiva 1999/30/CE del Consiglio del 22 aprile 1999concernente i valori limite di qualita' dell'aria ambiente per il biossido di zolfo, il biossido di azoto, gli ossidi di azoto,le particelle e il piombo e della direttiva 2000/69/CE relativa ai valori limite di qualita' dell'aria ambiente per il benze-ne ed il monossido di carbonio.”
22
Per l’Ozono e il Biossido di Azoto l’Allegato VII al DLgs 21 maggio 2004, n. 183
“Attuazione della direttiva2002/3/CE relativa all'ozono nell'aria",
prevede, per i mesi estivi (da Aprile a Settembre) un obiettivo del 90%, e per quelli invernali (gli altri) del 75%.
 
Obiettivi ribaditi nella più recente Direttiva 2008/50/CE del 21 Maggio 2008.
23
24
Fonte: nostra elaborazione su dati del Mario Negri Sud.
20022003200420052006%
Ozono
201170133241221
52,9%CO
22120824800
37,1%NO
2
249182258166119
53,3%Benzene
13222911112182
36,7%
Tabella 1. S. SALVO - Giorni di funzionamento della stazione fissa del MNS
20022003200420052006%
Ozono
250298221277246
70,8%CO
25223258294265
58,3%NO
2
245302294271241
74,1%
Tabella 2. ATESSA - Giorni di funzionamento della stazione fissa del MNS.
3
of 00

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