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Inchiesta Influenza Suina e sua origine ( SWINE FLU )

Inchiesta Influenza Suina e sua origine ( SWINE FLU )

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Published by Pierandrea
Alla feroce manipolazione mediatica internazionale vanno spuntando sempre più domande ed ipotesi senza risposta, che vanno dalla logica ed il buonsenso fino a teorie cospirative della più grande varietà di ordine e provenienza. E c'è un'altro aspetto più tangibile: il costo e l'impatto economico che avrà questa psicosi che potrebbe derivare in un enorme macro-commercio finanziario col salvataggio dei paesi colpiti, come già si scorge col Messico.
Alla feroce manipolazione mediatica internazionale vanno spuntando sempre più domande ed ipotesi senza risposta, che vanno dalla logica ed il buonsenso fino a teorie cospirative della più grande varietà di ordine e provenienza. E c'è un'altro aspetto più tangibile: il costo e l'impatto economico che avrà questa psicosi che potrebbe derivare in un enorme macro-commercio finanziario col salvataggio dei paesi colpiti, come già si scorge col Messico.

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Published by: Pierandrea on May 16, 2009
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EPIDEMIA MONDIALE : AFFARE ECONOMICO, FALSO ALLARME O GUERRA BIOLOGICA ?
Alla feroce manipolazione mediatica internazionale vannospuntando sempre più domande ed ipotesi senza risposta,che vanno dalla logica ed il buonsenso fino a teoriecospirative della più grande varietà di ordine eprovenienza. E c'è un'altro aspetto più tangibile: il costo el'impatto economico che avrà questa psicosi che potrebbederivare in un enorme macro-commercio finanziario colsalvataggio dei paesi colpiti, come già si scorge colMessico.Tutto quello che si distrugge bisogna "ricostruirlo", questa è la massima che segue sempre il sistema capitalista per strapparerendimento tanto delle crisi economiche, come delle catastrofi e dalle guerre. "Se non c'è guerra bisogna inventarla per fareaffari", questa è la massima storica dei Rothschild, leader emblematici del sionismo finanziario.Questo principio si estende anche alle catastrofi naturali o alle epidemie dove - dietro il volto umanitario “dell’aiuto" – si muoveun’implacabile struttura commerciale che serve a riattivare cicli parziali dell'economia ed il rendimento capitalista. Le catastrofi ele epidemie - vale chiarirlo - non solamente hanno effetti sulla salute, ma pesano anche sull’economia per mezzo delle risorseche si usano per sconfiggerle o dell'impatto che producono su tutto il sistema economico.Una crisi pandemica, una crisi economica o una guerra mettono in moto miliardarie risorse finanziarie per affrontarle. Quellerisorse (denaro, finanziamenti, medicine, alimenti, ricostruzione di infrastrutture, etc.), sono provviste e finanziate con fondipubblici a garanzia dei governi, ma chi fa l’affare sono le grandi corporation bancarie, alimentari, tecnologiche ed i laboratori cheintervengono nelle operazioni.Sono le stesse corporation e banche internazionali facenti parte del "complesso militare industriale" che speculano con le guerree con la sucessiva fase di "ricostruzioni", che ottengono profitti economici con le catastrofi e le epidemie dove – in quanto“fornitori” dello Stato - si trasformano in fornitori delle risorse degli aiuti umanitari. Il capitalismo – è storicamente provato - nonha morale nè un'altra logica che non sia la ricerca del profitto e della concentrazione di ricchezza. In questo scenario qualsiasiteoria (per quanto cospirativa risulti) che riguardi benefici economici con l’epidemia suina, può arrivare ad essere reale.Qualcosa di certo: né i governi, né le organizzazioni internazionali della sanità possono descrivere né provare con precisionel'origine, i casi possibili, il grado di gravità e portata che può avere l'epidemia dell’influenza suina. Nonostante tutto, la macchinamediatica internazionale ha già creato una "psicosi mondiale" e conseguente isolamento di paesi e intere società, come è il casodel Messico, seminando il terrore con la possibilità di infezioni per "contatto umano." La mancanza di informazioni probantialimenta a sua volta un universo di domande e di teorie cospirative che oggi attraversano - tanto velocemente come un virus - iquattro punti cardinali del pianeta.
Allarmi e dubbi.
Da una parte, organismi ufficiali notano che l'influenza suina si "aggrava" e che ha già attraverstato le frontiere di quattrocontinenti. Martedì, coi primi casi confermati in Medio Oriente, Asia e Pacifico, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS),dice di "prepararsi per una pandemia", cioè un'epidemia a livello globale. "I governi dovrebbero prendere le misure opportuneper far fronte ad una possibile pandemia", ha segnalato il direttore generale aggiunto della Sicurezza Sanitaria dell'OMS, KeijiFukuda, che ha ricordato che la cosiddetta "influenza spagnola" del 1918 uccise milioni di persone. "L'influenza si muove in unamaniera che non possiamo prevedere", ha avvertito.I dati di questo mercoledì indicano che il Messico registra 152 morti e quasi 2.000 infettati, seguono gli Stati Uniti (con 68 casi),Canada (13), Nuova Zelanda (3), Gran Bretagna (2), Spagna (2), Israele (2), e Costa Rica (2). In altri 20 paesi, tra questi l'Argentina,si stanno analizzando "casi sospetti”.D'altra parte, mentre la stampa internazionale semina il terrore con titoli come: "Avanza la pandemia mondiale", o "Il virus dellafebbre suina è incontrollabile", governi ed organizzazioni ufficiali ridimensionano informazioni che minimizzano o riducono inumeri, dovendosi accertare che tutte le morti e gli infettati siano legati all'influenza suina. Curiosamente, il Messico haconfermato che dei 152 morti solo sette decessi sono per influenza suina, secondo le prove di laboratorio.
 
Un altro aspetto che richiama l'attenzione è che fino ad ora non ci siano vittime mortali in altre parti del mondo dove la malattiasi è manifestata solo con "sintomi moderati."D'altra parte, mentre si espande a livello planetario la "psicosi suina" attraverso i mass media, l'Organizzazione delle NazioniUnite per l'Agricoltura e l'Alimentazione (FAO), informa che sta mobilitando squadre di esperti per aiutare ad accertarsi se ilnuovo ceppo del virus H1N1 dell'influenza che ha ucciso numerose persone in Messico, abbia una connessione diretta coi imaiali. Cioè, secondo l'ONU, non c'è ancora la certezza che l'influenza sia "suina."Il Capo del servizio veterinario della FAO, Joseph Domenech, ha detto “che non c'è evidenza di una minaccia per la catenaalimentare, allo stato attuale si tratta di un'emergenza a livello umano e non degli animali, ma dobbiamo essere vigili epreparati." Nonostante, e soprattutto a causa della "pressione mediatica", varie compagnie di turismo britanniche, agenzie diviaggio francesi ed una linea aerea canadese hanno sospeso i viaggi verso il Messico. Cuba ha cancellato tutti i voli condestinazione Messico per le prossime 48 ore e l'Argentina ha preso la stessa decisione fino a lunedì.Benchè l'OMS consideri prematuro limitare i viaggi nelle località colpite dal virus, Australia, Svizzera, Canada, Gran Bretagna,Francia, Italia, Olanda, Lussemburgo e Germania, sconsigliano di viaggiare verso il Messico. Il portavoce dell'OrganizzazioneMondiale della Sanità (OMS), Gregory Hartl, ha riconosciuto martedì che ancora l'OMS non sa perché l'influenza suina si stiamostrando più grave in Messico che in altri paesi, allo stesso tempo ha precisato che l'agenzia dell'ONU non è a favore del fattoche si mettano restrizioni di viaggio o si chiudano frontiere."Non riusciamo a capire perché la malattia sia stata più grave in Messico", ha ammesso Hartl in una conferenza stampa. Ilsindaco di Città del Messico, Marcelo Ebrard, si è unito alla psicosi segnalando che bisogna pensare agli abitanti di Città delMessico, che sono circa 19 milioni di persone, le quali devono "convivere per un lungo periodo di tempo con questo virus", ilquale si trova "nel momento critico per evitare un contagio esponenziale."La Confederazione degli Industriali del Messico (Concamin) ha espresso in un comunicato la sua "preoccupazione per ladecisione unilaterale del Governo del Distretto Federale di ordinare la chiusura di ristoranti, con conseguente applicazione disanzioni."Secondo essa la misura non è stata raccomandata né vi è motivo di stare all'erta da parte dell'Organizzazione Mondiale dellaSanità e queste affermazioni spingeranno e i consumatori a ricorrere ai commerci informali di vendita di alimenti, aumentando ilrischio di acquisire malattie." Ma in sintesi, quello che più chiama l'attenzione è che ciò che ha ucciso massicciamente persone inMessico non è stata "l’influenza suina", (una minoranza dei casi), bensì un influenza con complicazione virali. Non è statoaccertato che la pandemia sia "suina", né si è sicuri dell'origine reale del virus.Davanti al cumulo di contraddizioni che sorgono dall'informazione ufficiale: perché il terrore mediatico dell’epidemia?
Epidemia di affari ?
Secondo un’articolo firmato dall'investigatrice Silvia Ribeiro pubblicato sulla “Giornata del Messico”, sono le impreseinternazionali quelle che più ottengono: le imprese biotecnologiche e farmaceutiche che monopolizzano i vaccini e gli antivirali. Ilgoverno ha annunciato che aveva un milione di dose di antidoti per attaccare il nuovo ceppo di influenza suina, ma non ha maiinformato sul costo.Gli unici antivirali che hanno azione contro il nuovo virus, e brevettati nella maggior parte del mondo, sono di proprietà di duegrandi imprese farmaceutiche: Zanamivir, con nome commerciale “Relenza” commercializzato da GlaxoSmithKline, edOseltamivir il cui nome commerciale è “Tamiflu”, brevettato da Gilead Sciences, dato in esclusiva a Roche. Glaxo e Roche sono laseconda e la quarta impresa farmaceutica su scala mondiale e, come col resto dei loro farmaci, le epidemie sono le loro miglioriopportunità di commercio. Con l'influenza aviaria, tutte ottennero migliaia di milioni di dollari in guadagni. Con l'annuncio dellanuova epidemia in Messico, le azioni di Gilead sono cresciute del 3%, quelle di Roche del 4% e quelle di Glaxo del 6%, e questo èsolo il principio.Un'altra impresa che insegue questo succoso affare è Baxter che ha richiesto campioni del nuovo virus ed annunciato chepotrebbe avere il vaccino in 13 settimane. Baxter, altra farmaceutica globale, al 22esimo posto, ebbe un incidente nella suafabbrica a febbraio di quest’anno. Inviò un prodotto contro l'influenza a Germania, Slovenia e Repubblica Ceca, inquinato convirus di influenza aviaria. Secondo l'impresa furono errori umani e di processo, dei quali non può dare dettagli, perché dovrebberivelare processi brevettati. Non dobbiamo solo affrontare l'epidemia dell'influenza: anche quella del profitti.

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