ASSOCIAZIONE CIVICA
PORTA NUOVA
– VASTO
COMUNICATO STAMPA 14 Novembre ’07
L’APPROVAZIONE DEL NUOVO PRP: ALCUNE CONSIDERAZIONI DI METODO1.
Con l’approvazione del nuovo Piano Regolatore Portuale
nel Consiglio Comunale dello scorso 6 Novembre
si è consumato un vero e proprio colpo di mano
volto a porre i consiglieri di fronte ad unascelta obbligata –e già da tempo presa altrove; e la città di fronte al fatto compiuto.
2. I consiglieri hanno deciso senza conoscere.
-
Il Consiglio Comunale è stato convocato con un anticipo di 5 giorni (il 31 Ottobre), 4 dei quali era-no festivi. Prima di allora l’amministrazione si è ben guardata dal far passare il PRP in CommissioneUrbanistica; alcun “profano”, tantomeno, ha potuto consultare i fascicoli;
-
I consiglieri comunali hanno ascoltato esclusivamente le relazioni, di parte, degli ingegneri che han-no redatto il progetto (appartenenti alla MODIMAR, la stessa società che in Abruzzo ha progettatole barriere cementizie anti-erosione);
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La proposta di rinvio della discussione al fine di acquisire maggiori informazioni, formulata dappri-ma da Porta Nuova, ARCI, Rifondazione Comunista, WWF provinciale, è stata ripresa e votata inaula dai soli consiglieri: Alinovi (UDEUR), Giangiacomo (Forza Italia), Marcello (ComitatoCivico), Russi (indipendente), Russo (Alleanza Nazionale), Smargiassi (Rifondazione Comunista).Gli altri hanno votato contro. Vi sono stati 3 astenuti.
3. La città
–che pure è probabile sia pregiudizialmente favorevole-
di fatto non conosce
il significato ele implicazioni
di questa operazione
, perché nessuno –tra chi sa- le ha mai voluto far conoscere nulla.Il Comune si è impegnato a convocare un’assemblea pubblica a Dicembre… francamente sembra piùche altro una presa in giro. Occorreva discutere e conoscere prima, non dopo.
4.
La normativa che regola la materia è stata violata consapevolmente.
Le
“Linee guida per la re-dazione dei piani regolatori portuali (art. 5 Legge n. 84/1994)”,
a cura del Ministero dei Lavori Pubbli-ci, prescrivono: “
l’intesa tra il soggetto preposto all’adozione dell’atto di pianificazione portuale ed il Comune” –
è la risoluzione approvata in Consiglio Comunale-
“è finalizzata a porre in coerenza le pre-visioni del PRP in formazione con la pianificazione urbanistica comunale, provinciale e regionale
[…]
Nel caso di difformità tra i due strumenti,
[ciò]
comporta la necessità di apportare modifiche alla pro- posta di PRP e/o ad adottare le conseguenti varianti ai PRG vigenti”.
Le difformità, che pure sono mol-te ed evidenti, non sono state prese neppure in considerazione.
5. Con ciò il sindaco Lapenna ha disatteso la
premessa metodologica
contenuta nel suo stesso pro-gramma elettorale:
”
Intendiamo adottare un metodo di governo teso al perseguimento della massi-ma condivisione e partecipazione nelle decisioni fondamentali
, che comporti il pieno dispiegamentodella dialettica politica. Il metodo della ricerca della massima condivisione delle decisioni sarà perse- guito anche nei confronti della cittadinanza, al fine di sperimentare nuove ed ulteriori forme di parteci- pazione di categorie, associazioni e semplici cittadini, rendendo sempre più facile e diretto il rapportocon l’amministrazione comunale.
[…]
L’obiettivo prioritario
[è]
di rendere partecipi e consapevoli i cit-tadini delle grandi scelte urbanistiche, a forte impatto ambientale, dell’Amministrazione Comunale”
.
6. Si è tentato di presentare la vicenda come uno scontro tra “ambientalisti” e fautori dello “svi-luppo”. Niente di più falso.
La questione che abbiamo posto è un’altra. Si trattava di sapere se l’attualeamministrazione fosse tenuta, oppure no, al rispetto della legge; se per essa contasse o no qualcosa il
proprio
programma elettorale; infine se per essa il Consiglio Comunale fosse un organo decisionale, op- pure solo ratificante decisioni prese altrove. La risposta data nei fatti a queste domande è stata sin troppochiara.
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