della compatibilità dell’impianto con l’insediamento residenziale (le case ATER) che sorge negliimmediati paraggi.Il problema, naturalmente, non è stato posto. E, di conseguenza, neppure è stata presa in considera-zione la sua soluzione, così come è prospettata dalla legge: “
L'attivazione di un'industria, iscrittanella prima classe, può essere permessa nell'abitato solo se l'interessato ne dimostri l'innocuitàalla salute del vicinato per i nuovi metodi introdotti o le speciali cautele adottate
”.
Così la legge;e così anche una recente sentenza del TAR delle Marche
. Non risulta che il Comune di Vasto (il diretto interessato), in quarant’anni, abbia mai richiesto unasiffatta dimostrazione; né che abbia mai incaricato altri enti (l’ARTA, o la ASL, ad esempio) di in-dagare nel merito
.
2.2. Lo stabilimento della
Fox Petroli S.p.A.
. Lo
stabilimento e deposito di oli minerali
della
Fox Petroli S.p.A.
, attivo già dal 1996, è il maggiore in Italia nel suo settore
. E’ classificato come unostabilimento
a rischio
di incidente rilevante
Che cosa sono gli stabilimenti
a rischio di incidente rilevante.
A seguito del gravissimo incidenteaccaduto nel 1976 presso l’impianto
Icmesa-Givaudan
di Seveso, in Lombardia, la Comunità Euro- pea ha emanato, nell’arco di poco più di un ventennio, ben tre direttive
finalizzate alla prevenzionedel rischio industriale
.
In base ad esse si
definiscono
“stabilimenti a rischio di incidente rilevante”
quelle industrie o depositi che, sia per tipo e quantitativo di sostanze pericolose utilizzate, sia per processi produttivi impiegati, potrebbero causare “
un evento quale un'emissione, un incendio oun'esplosione di grande entità”
[…]
“che dia luogo ad un pericolo grave, immediato o differito, per la salute umana e/o per l'ambiente, all'interno o all'esterno dello stabilimento, e in cui intervenga-no una o più sostanze pericolose
”.
In Italia (a Giugno 2005) gli stabilimenti a rischio sono 1116;di questi 468 sono definiti
ad alto rischio
. Lo stabilimento vastese della
Fox Petroli
è per l’appun-to uno stabilimento classificato
ad alto rischio di incidente rilevante
.
13
DPR 8 Novembre 2001,
Regolamento di semplificazione del procedimento di classificazione delle industrie insalu-bri
, art. 4. La legge ripropone una formulazione già presente nell’art. 216 del
TULS
.
14
La sentenza si riferisce ad un’azienda nella zona di insediamento della quale, precisamente com’è nel nostro caso, èintervenuto negli anni un mutamento della destinazione urbanistica.
“In considerazione del riferito intervenuto muta-mento della destinazione urbanistica della zona di insediamento
[…]
bisogna convenire che la stessa non è più isolatanella campagna, con la conseguenza che la sua permanenza in un contesto residenziale-produttivo e, quindi, abitato, ècondizionata comunque all’introduzione di metodi di lavorazione ed a speciali cautele per evitare che il suo esercizioarrechi nocumento alla salute dei vicini, come previsto dal citato art.216 del R.D. n.1265 del 1934”.
E ancora:
“In con- siderazione dell’attuale destinazione urbanistica della zona e della qualifica di industria insalubre di prima classe checaratterizza l’impianto in questione, nonché della contestuale presenza nelle vicinanze dello stesso di numerosi nucleiabitativi, l’iniziativa assunta dall’Autorità comunale di imporre un adeguamento dei sistemi produttivi, al fine di atte-nuare gli inconvenienti igienico-sanitari
[…]
nei riguardi degli abitanti delle abitazioni vicine, appare conforme allalegge, oltre che opportuna”
.
T.A.R. Marche, Ancona – 3 marzo 2004, n. 104. Si veda anche: Cons. Stato, Sez. V, 5 feb- braio 1985, n. 67.
15
E’ vero che l’azienda si è dotata nel 2002 di un sistema di gestione ambientale conforme alla norma
UNI EN ISO14001 Ed. ’96.
Ciò però non pare qui di particolare rilievo, posto che: 1) L'ente di certificazione (
BVQI Italia S.P.A
) èun soggetto privato, accreditato da un altro soggetto privato (
Sincert
); 2) Non è prevista in UNI EN ISO 14001 la cosid-detta
dichiarazione ambientale
, ossia il documento che fornisce al pubblico o ad altri soggetti interessati informazionisull’impatto e sulle prestazioni ambientali dell’azienda (la quale dichiarazione è invece presente nelle certificazioni
EMAS).
Detto in due parole:
“Il processo è un miglioramento continuo, però un miglioramento rispetto a che cosa, senoi non siamo in grado di sapere qual è lo stato attuale della nostra area?”
: Maurizio Calabrese, (
Legambiente, Comi-tato Scientifico Regionale) in: La gestione sostenibile delle aree industriali –strumenti e prospettive-
Atti del Convegno,Atessa, 28 Aprile 2004.
16
Fonte: Agenzia delle Dogane,
“Biodiesel: assegnazione del contingente per l’annualità’2003-2004”, Roma,
13 Feb- braio 2004. Alla
Fox Petroli
risulta assegnato un contingente di 110.000 tonnellate/anno.
17
Fonte: Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, “
Inventario nazionale degli stabilimenti suscettibili dicausare incidenti rilevanti”,
Aprile 2005
.
18
1982/501/CE (Seveso I); 1996/82/CE (Seveso II); 2003/105/CE (Seveso III).
19
1996/82/CE art. 3, comma 5.
Leave a Comment