Campo Marzo: gelatai contro commercianti.
Desta scalpore la proposta del presidente di Circoscrizione che insi-ste per spostare il mercato del giovedì nel parco. I commercianti sioppongono. La maggior parte dei consiglieri chiede invece che l’areasia rivitalizzata con piccoli chioschi del gelato in modo da creare unpunto d’incontro, sia per i vicentini che per quei turisti per cui il parcoé il primo impatto con Vicenza. “Il parco dovrebbe essere fatto persostarvi – insiste Cucchiara - inoltre sarebbe il caso di migliorarnealcuni aspetti come l’illuminazione e la trascuratezza.”
S.Felice: piano ir-regolatore.
Avranno presto fine ilavori, non le pene. Il traffico aumenterà a causa del nuovo pianourbanistico (Piruea). L’area su cui si interviene é di proprietàdell’Amministrazione provinciale, ma la Circoscrizione Sei si opponealla realizzazione del progetto. “Si tratta di un piano di espansioneche non prevede spazi verdi – commenta il consigliere diessinoAndrea Tapparo – né una limitazione del traffico”.
Pomari: proteste vere e... virtuali.
Nasce il sitointernet del Comitato Pomari (digilander.libero.it/comitatopomari/).per denunciare i problemi urbanistici che affliggono la zona.All’interno si trova la storia, le iniziative, le ultime notizie. Iniziativainteressante e intelligente che si spera possa essere seguita ancheda altri quartieri: informare è sempre il modo migliore per farsi capi-re.
Gogna: il verde in rosso?
Cittadini preoccupati per larealizzazione da parte del Comune di una nuova strada a due corsieche, si teme, possa essere solo il primo passo per nuovo cemento.“Dobbiamo difendere una delle ultime oasi verdi della città” dicono iresidenti. Nelle prossime settimane, incontri e gruppi di studio percapirne di più.
Ferrovieri: inversione di marcia.
I residenti sioppongono alla realizzazione del nuovo parcheggio previsto in ViaRossi. Porterebbe - spiegano - a gravi problemi di viabilità perchél’entrata e uscita sfrutterebbero un vicolo privato. Innanzitutto sidovrebbe provvedere all’esproprio; in secondo luogo la via non regge-rebbe un traffico a doppio senso di marcia.
Villaggio del Sole: la pazienza ha un limite.
Non si placa la protesta dei cittadini nei confronti della rotatoriadell’Albera. I residenti sono riusciti ad ottenere un incontro con ilSindaco Hüllweck ma non è servito a molto: soluzioni imminenti ilComune non ne vede. E’ necessario trovare un accordo tra gli entiprovinciali e alcune categorie di autotranvieri per deviare il traffico deimezzi pesanti. Come dire: portare pazienza. Che invece pare finita: leproteste non finiscono, si prevedono altri sit-in.
Piazzale Bologna: vietato l’ingresso da est.
Ancora nulla di fatto sul problema del nuovo “ritrovo delle badanti”(un luogo dove le lavortrici dell’est possano incontrarsi e socializzaredopo che sono state costrette ad andarsene da Piazzale Bologna acausa delle proteste di alcune residenti). Maurizio Cucchiara, consi-gliere diessino di circoscrizione, accusa il presidente di continuare atergiversare per non affrontare la questione.
Settecà’: binario morto.
La strada di Setteca’ chiude altraffico, in orario diurno, fino al 13 ottobre per lavori Aim sulle fogna-ture. Tutto questo mentre resta irrisolto il problema della passerellache dovrebbe permettere, ai tanti residenti in strada Paradiso, l’attra-versamento dei binari. Sarà convocata un’assemblea per capire comesi muoverà l’amministrazione, che non ha ancora dato una risposta.
Sara Sandorfi
cronaca
Giornate memorabili
La strana logica del centrodestra sulle due festività: difende gli Usama ignora la Liberazione, si dice pro lavoro e boicotta la sua celebrazione
Festa della Liberazione e Festa del Lavoro. Se, comeaveva ipotizzato non più di un mese fa, Berlusconiriuscisse davvero a eliminare qualche festa dal calen-dario per far lavorare di più gli italiani, prime vittimedesignate sarebbero queste due. Vuoi mettere lafesta del papà, della mamma o San Valentino?Quelle sì che sono vere feste “berlusconiane”: silavora come qualsiasi altro giorno e si spende parec-chio di più. Niente manifestazioni inopportune.Niente da commemorare in piazza con bandiere ediscorsi. Niente che sia legato ad una memoria col-lettiva. Tutta roba privata, di famiglia. Il premier lo safin troppo bene: se la Liberazione è (o dovrebbeessere) di tutti, la mamma, disolito, è una sola. E volendoproprio festeggiare qualcosamettendo tanta gente insieme,meglio aspettare il prossimoscudetto del Milan.Ma se parte del centro-destravede come il fumo negli occhi laFesta della Liberazione, anchepeggio va per la fastidiossimacelebrazione – comunista senzanemmeno l’ombra del dubbio –che è la Festa del Lavoro.Ancora conserva in sé – ormaiun lumicino a dire il vero – l’in-sopportabile parola d’ordine(“Otto ore di lavoro, otto disvago, otto per dormire") per cuiè nata. Inoltre, è sinceramentevecchia: ha più di cento anni, la“prima volta” è del 1890.Retaggio anacronistico di un’eraoscura quando ancora gli operainon guardavano Canale 5 e nonvotavano Forza Italia o Lega.Insomma, a ben guardare, non èpoi così difficile capire perché questa nuova destraitaliana non fa nemmeno più finta di commemorarefeste che per cultura e storia non le appartengono inalcun modo. Motivi che sono gli stessi per cui, dallaparte opposta, vale ancora la pena celebrarle.Perché sono ricche di storia e di pathos. Perché muo-vono sentimenti veri. Perché fanno sentire ancora(almeno un po’) unito un popolo ormai disperso introppi rivoli. Perché non celebrano un neo-nazionali-smo posticcio e strumentale, ma raccontano diun’Italia a volte ruspante a volte feroce dove per leproprie idee si moriva. Un’Italia forse non migliore diquella attuale, ma certo molto più vera. (
d.l.)
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vicenzaabc
La festa della liberazione e la festa dei lavoratori: ecco perché non vanno perdute
Venticinque Aprilemeno storie, più storia
“Sapere chi siamo e da dove veniamo è un nostro diritto”
Pomari in reteper dire noalla speculazione
E ai Ferrovieri secco no al parcheggio extra small
“La festa del 25 Aprile è piùattuale che mai. Il modo in cui èstata celebrata negli scorsi giorni èuna cartina di tornasole dei tempiche corrono. Strumentalizzazionepolitica, autocelebrazione del-l’amministrazione di turno, imba-razzo generale per chi la liberazio-ne l’ha sognata e l’ha vista realiz-zarsi: così è stato in molte cittàitaliane. Dobbiamo in parte tor-nare alle origini, recuperare il verosignificato della festa, e in parteguardare al futuro, ai nuovi valoriche deve assumere.”Parola di Gildo Vescovi, presiden-te dell’associazione Volontaridella Libertà di Vicenza. Un uomoche ha combattuto, come moltialtri, sperando in un Paese nuovo,non neccessariamente migliore,ma libero di scegliere da sè il pro-prio destino.
Molti anni sono passati da quel25 Aprile. Che eco rimane di que-gli avvenimenti nella festa checelebriamo oggi?
“I valori che la resistenza ha postonon sono più proclamati comedovrebbero, soprattutto da partedi alcune amministrazioni comu-nali e realtà politiche.”Anche se mantenuta sul piano for-male, la libertà è compressa e smi-nuita dai mass media, soprattuttonella tv: i programmi sulla nostraStoria sono trasmessi in orariimpossibili: di notte fonda o allamattina.Possonoattirare almassimoqualche casalinga distratta o unsonnambulo, mentre giovani estudenti, a cui sono rivolti, lavora-no o sono a scuola. È un precon-cetto, una linea di programmazio-ne perché sono argomenti ritenutipoco interessanti oppure unamanovra per sviare le coscienze?Io so solo che per le nuovi genera-zioni sapere da dove veniamo, percapire perché siamo qui e doveandremo, è un diritto. Ed è unnostro dovere, e un dovere dellaamministrazione politica, rispon-dere a questa richiesta di cono-scenza. Per evitare che quello cheè successo succeda di nuovo. Èessenziale far capire questo ai gio-vani, non è colpa loro se ignoranoqueste cose. È responsabilitànostra informare ciò che è stato.
Se il modo in cui festeggiamo èinsufficiente o adirittura sbaglia-to, come dovrebbe essere ricorda-ta la Liberazione?
Secondo me il 25 Aprile dovrebbeavere due aspetti: quello festivoche ha ora e uno più dedicato allamemoria, simile alla giornata sullaShoah in gennaio. Bisogna attiva-re le scuole in modo da renderepartecipi gli studenti, non lasciareil tutto nelle mani di qualche ini-ziativa dei pochi professori o pre-sidi illuminati. Abbiamo ancoramolti testimoni degli avvenimentie molti storici in grado di parlar-ne.
Come è stato vissuto questo 25Aprile dalla realtà politica?
Nella manifestazione della scorsasettimana ho visto una buona par-tecipazione sia di persone che diautorità. Anche se dagli umori dipiazza ho percepito un certoimbarazzo per un intervento quasiformale delle autorità all’evento,quasi come se la festa avesse unvalore puramente simbolico.
Durante questa manifestazionedovrebbero essere ricordati anchealtri valori?
Sì. Spesso si pensa solo al momen-to della Liberazione. Dobbiamo,invece, ricordare gli enormi sacri-fici della popolazione che non si èsolo limitata alla resistenza mache ha facilitato lo sbarco deglialleati.Spesso dimentichiamo anche ladifficile opera di ricostruzione delPaese. Furono anni terribili. Ilbenessere della nostra società sibasa su molti sacrifici. Molti loignorano, essendo cresciuti nellabambagia, ma devono saperlo.La resistenza, inoltre, è stata ilgerme delle successive aspirazioniall’unione europea. Anche questaè una realtà taciuta.
Primo Maggioin ricordo del coraggio
“Perchè c’era un tempo in cui per una protesta si moriva”
Le inchieste dei media sono chia-re: se fermate cento ragazzi perstrada e chiedete loro cos’è ilPrimo Maggio, novanta vi dirannoche è una festa importante per-ché “si sta a casa da scuola”,meno di cinquanta vi spiegheran-no che è “la festa del lavoro”,una decina forse tenteranno diaddentrarsi in un discorso storicopolitico “nella misura in cui i dirit-ti dei lavoratori, essendo e aven-do...” e crolleranno al terzogerundio. Quello che le inchiestenon dicono è che le stesse rispo-ste ve le darebbe la generazionedei trentenni, dei quarantenni,dei cinquantenni e di buona partedei sessantenni. La memoria, senon stimolata, non fa miracoli.“Eppure la festa del PrimoMaggio è più che mai attuale –spiega Oscar Mancini, segretariodella Cgil vicentina - A maggiorragione in questi tempi in cui ildiritto del lavoro s’intreccia coldiritto alla pace. Con Cisl e Uilfesteggeremo a Gorizia, doveabbatteremo il muro che separala città italiana dalla parte slove-na. Sarà come abbattere tutti imuri dell’odio e della divisione.Purtroppo viviamo in tempi diffici-li, in cui la festa del 25 Aprile èstata ribattezzata “festa dellariconciliazione” dal governo. Unvergognoso tentativo di revisioni-smo storico. Anche per questo ilPrimo Maggio deve riuscire acomunicare ai giovani, i più espo-sti perché privi della memoria deiloro padri e nonni.”“È una festa che assume, ognianno che passa, un caratteresempre più internazionale - diceRiccardo Dal Lago, segretario Uil– ed è giusto che sia così sepensiamo ai tanti Paesi in cui ladignità umana è calpestata.Fateci caso: in tutto il mondo, laqualità della vita delle personemigliora a partire dalla qualità dellavoro. Il lavoro libera dalla schia-vitù della povertà. Per questo lasua festa è importante e meravi-gliosa”.“La festa del Primo Maggio nascenegli Stati Uniti – spiegaGiuseppe Benetti, segretario Cisl– per ricordare uno sciopero conla morte di molti lavoratori chechiedevano condizioni di lavoropiù umane. Moltissima strada èstata fatta da allora, ma se guar-diamo la situazione mondialesiamo solo agli inizi: 500 milionidi lavoratori prendono un dollaroal giorno, 250 milioni sono bam-bini. E anche in casa nostra i pro-blemi non mancano: basta pen-sare a quanti clandestini lavora-no senza nessun riconoscimen-to”.Trasformare il Primo Maggio inuna festa un po’ meno frivola epiù intelligente si può? “Da noi sifa soprattutto tempo libero –ammette Benetti – per questo lascelta di andare a Gorizia mi pareun ottimo segnale”. “Vorrei chequesta festa fosse un modo perricordare il valore dei sindacati –dice Mancini - che esistono pertutelare i lavoratori, che restanola parte più debole nel confrontocon le aziende. Ma anche perricordare il significato del primoarticolo della nostra costituzione:credere in un’Italia unica, indivi-sibile e fondata sul lavoro. Nonfacile, data la propaganda ideolo-gica del governo diffusa dai settecanali televisivi unificati.”“Sarà un Primo Maggio speciale –conclude Dal Lago - perché si apri-ranno le porte europee ad altridieci paesi. La speranza è chenon sia una adesione solo econo-mica ma anche sociale, per garan-tire nuove possibilità anche ainostri vicini a lungo dimenticati”.
i.t. e m.r.
Dobbiamospiegareai giovanii terribili annidella guerrae dell’immediato Dopoguerra
“
C’è ancoramolto da fare per i dirittidei lavoratori. Nel mondocerto, ma anchein Italia
”
Il 25 Aprile si ricorda la liberazionedell’Italia dall’occupazione nazi-fascista. Il Primo Maggio è la giornata in cui sidifende il diritto al lavoro come mezzo dilibertà e d’espressione dell’uomo
LOTTA SENZA QUARTIERE
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