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Lo stato libero del Wifi - Repubblica

Lo stato libero del Wifi - Repubblica

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articolo apparso su Repubblica del 25/07/13
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07/25/2013

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Hanno scommesso sul web in mobilità
quando nessuno si collegava a internet nemmenocol pc. Sono sopravvissuti all’ignoranza digitale della classe politica italiana
Hanno lavorato nell’ombra,
 sono cresciuti.
E con i loro progetti hanno aperto la stradaalla liberalizzazione dei servizi.
 Anche nel nostro Paese
nologia pronte a tutto per svec-chiare la propria amministrazio-ne. A Roma per esempio il servizioera partito con un hotspot a VillaBorghese con la scusa che si trat-tava di uno spazio chiuso. Mentrea Venezia era stato usato il fascinodelle Calamite, “nonnine digitali”che dovevano far passare il mes-saggio che la rete non è una cosaper giovani. Trucchi a fin di bene.
I PICCOLI
In questa rivoluzione colpisce ilruolo giocato da comuni piccoli opiccolissimi. Fra i primi, c’è Prato.Qui l’assessore provinciale Ales-sio Beltrame ingaggia sul tema del wi-fi tutta la cittadinanza. Il presi-dente del tribunale partecipa persnellire le code in cancelleria, laQuestura per offrire un servizioagli immigrati, le scuole perché glistudenti lo pretendono e così via.Oggi Prato ha 150 hotspot, unadensità record. Fra i comuni pic-colissimi c’è San Giovanni in Per-siceto, nel bolognese. Qui comeassessore all’innovazione c’è ungiovane esponente della scena di-gitale italiana, Dimitri Tartari. Èlui ad inventarsi una partnershippubblico-privati che oltre al wi-ficopra anche la mancanza di reteinternet. I comuni della zona met-tono a disposizione torri, tetti, tra-licci e i privati fanno il resto. Risul-tato: 27 hotspot entro l’anno.
LE NUVOLE
Sono almeno due. La più gran-de è a Firenze. Qui un professoredel Politecnico di Milano si è in-ventato una nuvola di hotspot disei ettari: copre tutto il centro cit-tadino, e si può navigare da unavia all’altra senza scollegarsi mai eguardandosi persino un video su YouTube. Questa rete di reti il pro-fessor Giovanni Menduni l’ha let-teralmente costruita a mano, is-sandosi sulle scale per montare gliversità già sapeva chi fossero.Quanto ai turisti, bastava tenereaperto l’ufficio informazioni an-che nel weekend...
I FEDERALI
Il 30 novembre 2010 nella sededalla provincia di Roma a palazzo Valentini si firma un accordo a suomodo storico: tre belle esperienzedi wi-fi pubblico si uniscono inFree Italia Wifi. In pratica nel co-mune di Venezia, nella provinciadi Roma e nella regione Sardegnasi naviga con la stessa password. Èl’inizio di una federazione allaquale hanno aderito i comuni diTorino, Genova e Pisa, la regioneFriuli Venezia Giulia, le provincedi Prato e Firenze e tanti altri. To-tale: oltre mezzo milione di utentiper 2707 hotspot. Ma qui vale lapena sottolineare che dietro quelprotocollo c’era la cocciutagginedi un gruppo di
civic hackers 
. Ov-vero persone appassionate di tec-
(segue dalla copertina)
RICCARDO LUNA 
I
L SOGNATORE. Nel 2005 aTrento Massimiliano Maz-zarella cambia vita: ha 27anni, da otto lavora nella dit-ta del padre come assem-blatore di pc e l’anno prima conun gruppo di giovani imprendito-ri ha fondato Futur3. Ai suoi socidice: «Facciamo una rete wi-figratuita che copra tutto il Trenti-no e si ripaghi con la pubblicità».Oggi in Trentino c’è un hotspotogni 300 abitanti che si connetto-no gratuitamente in cambio dispot, coupon, sondaggi di clienticome Feltrinelli, Mediaworld, Volkswagen. Ma il Trentino nonbasta: a Milano Futur3 ha 50 milautenti e fra i 300 hotspot, ci sono100 edicole. Ah: nel frattempoMassimiliano ha assunto il papà.Son segni.
GLI STUDENTI
Se non ci fossero stati i sedici-mila studenti universitari, Ferraranon avrebbe la rete wi-fe: ti auten-tichi con un sms e navighi 24 oresu 24. E invece il 17 aprile 2009 ilservizio è partito contando sul fat-to che almeno gli studenti non c’e-ra bisogno di autenticarli comechiedeva la legge visto che l’uni-
Studenti, start up e Comunile storie dei pionieri del wi-fi
R2MONDO
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GIOVEDÌ 25 LUGLIO 2013
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L’INCHIESTA
 
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Connessi d’Italia

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