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Il Coordinatore
 Arch. Pietro Novelli
 
50125 Firenze, Piazza della Stazione 1Tel. +39 055 288102 Fax +39 055 215996novelli@architoscana.it
 
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“FACCIAMO IL PUNTO SULLA CERTIFICAZIONE ENERGETICA “
Riepilogo delle norme vigenti in materia di Certificazione energetica13 marzo 2009
In considerazione della complessa situazione che si è venuta a creare in Italia eparticolarmente in Toscana in materia di Certificazione energetica degli edifici è opportunopredisporre un documento riepilogativo delle norme transitorie che devono essereapplicate fino alla entrata in vigore del Regolamento previsto all'art.23 della Leggeregionale n. 39/2005.Come è noto a seguito della modifica del Titolo V della Costituzione l’art.117 quintocomma del s
 
tabilisce che
:“Sono materie di legislazione
concorrente
quelle relative a:…………..; produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell'energia; …………… “ 
 Nelle materie di
legislazione concorrente
spetta alle
Regioni
la potestà legislativa, salvoche per la determinazione dei principi fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato.Inoltre è previsto che spetti alle
Regioni
la potestà legislativa in riferimento ad ognimateria
non espressamente riservata
alla legislazione dello Stato.In sostanza in Italia sono le Regioni che devono provvedere a predisporre le leggi relativealla materia della Energia rispettando le condizioni quadro che vengono definite dalloStato.La Direttiva 2002/91/CE del 16 dicembre 2002 “sul rendimento energetica nella edilizia”prevedeva l'impegno da parte dei paesi membri di far entrare in vigore i provvedimenti direcepimento entro il giorno 4 gennaio 2006. Poiché a tale data le Regioni non si eranoancora dotate di specifiche normative lo Stato italiano ha provveduto ad approvare unprovvedimento “transitorio” (vedi art. 17 del D.Lgs: 192/2005) valido fino alla approvazionedelle singole leggi regionali.Quindi sui territori italiano ove non sia presente una specifica normativa regionale direcepimento, si deve applicare il disposto “transitorio” del D.Lgs 192/2005 e s.m.e i.Il D.Lgs. 192/2005 secondo il dispositivo della Direttiva comunitaria introduce normerelative ai seguenti argomenti:a) metodo per il calcolo delle prestazioni energetiche integrate degli edificib) prestazioni energetiche minime degli edificic) certificazione energeticad) ispezioni degli impiantiE’ di tutta evidenza che nel caso italiano le novità introdotte dalla Direttiva comunitaria siinseriscono in un quadro normativo previgente già orientato al raggiungimento deimedesimi obiettivi previsti dalla Comunità Europea.Infatti già dal 1991 in Italia è vigente la legge 9 gennaio 1991, n. 10 «Norme per l'attuazione del Piano energetico nazionale in materia di uso razionale dell'energia, di
 
 
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risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia» quindi il decretolegislativo 192/2005 introduce modifiche su un quadro normativo già consolidato anche sefino ad oggi non particolarmente efficace in materia di efficienza energetica della edilizia.Le principali innovazioni introdotte direttamente dal D.Lgs 192/2005 riguardano leprestazioni energetiche minime degli edifici, che sono state rese decisamente migliorate, ele indicazioni sulle ispezioni periodiche degli impianti mentre si rimanda a successiviprovvedimenti esecutivi per il
metodo di calcolo delle prestazioni energetiche degliedifici
e per la
regolamentazione di dettaglio della certificazione energetica.
 In generale la Certificazione energetica è intesa non solo come strumento di controllosuccessivo
(ex post)
del rispetto, in fase di realizzazione degli edifici, delle prescrizionivolte a migliorarne le prestazioni energetiche (art. 8 comma secondo), ma soprattuttocome strumento di "informazione" dell'acquirente (art. 6 comma terzo) o del conduttore –nel caso di locazione/affitto - (art. 6 comma quarto), sulla qualità energetica dell’edificiooggetto del contratto.Il legislatore ha ritenuto che una preventiva esauriente conoscenza da parte degliacquirenti o dei conduttori dei dati relativi all'efficienza e alla prestazione energeticadell'edificio e, soprattutto, dei suggerimenti in merito agli interventi più significativi edeconomicamente convenienti per il miglioramento della predetta prestazione, costituiscapresupposto imprescindibile per ottenere un costante e graduale miglioramento delleprestazioni energetiche anche degli edifici già esistenti (sia come incentivo per gli attualiproprietari a migliorare tali prestazioni per rendere l'immobile più "appetibile" sul mercatosia come incentivo per gli acquirenti di orientare eventuali opere di manutenzione, in viaprioritaria, verso quegli interventi che possano in qualche modo consentire il"contenimento dei consumi energetici").Questo obbligo imposto ad impresari edilizi e proprietari di edifici, intende quindi esercitareuna azione di indirizzo del mercato immobiliare nella convinzione che progressivamente ilcosto della gestione climatica invernale ed estiva diventerà elemento discriminante per determinare il valore di un edificio.Per raggiungere tale obiettivo la normativa (art. 6 D.Lgs. 192/2005 e s.m.e i.) prevedel’obbligo della certificazione energetica per gli edifici nuovi la cui richiesta di autorizzazioneè stata presentata in data successiva all’8 ottobre 2006 e per gli edifici esistenti con unaforma progressiva di obbligo che dal 1 luglio 2009 si applicherà a qualsiasi contratto dicompravendita o di locazione immobiliare.Nel caso degli edifici nuovi o ristrutturati se superiori a 1000 mq. L’attestato dicertificazione energetica è documento obbligatorio per consentire il rilascio del certificatodi agibilità.Il D.Lgs. 192/2005 introduce un documento provvisorio l’Attestato di QualificazioneEnergetica che differisce dall’Attestato di Certificazione energetica solo per lecaratteristiche soggettive del Certificatore, che nel primo caso poteva essere un soggettonon terzo al processo edilizio in esame (Direttore Lavori, progettista, proprietario ecc.).
 
 
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 Questa fase provvisoria è in sostanza stata conclusa con la approvazione del D.Lgs30.05.2008 n. 115 “Attuazione della Direttiva 2006/32/CE” con cui si è introdotto l’obbligodi
assenza di conflitto di interessi
del soggetto certificatore.Inoltre il medesimo D.Lgs 115/2008 ha adottato formalmente le norme
UNI/TS 11300 – 1 e2
per il calcolo della prestazione energetica degli edifici prevedendo che non sianoaccettabili sistemi di calcolo automatico che si differenzino del 5% in più o in meno delcalcolo effettuato con le medesime norme UNI.In sostanza l’approvazione del D.Lgs 115/2008 e ancor di più del DPR approvato dalConsiglio dei Ministri il 06 marzo 2009 ed attualmente in corso di pubblicazione,determinano le condizioni per la applicabilità reale del sistema di certificazione energeticasul territorio nazionale salvo che per i territori regionali su cui sia già presente unaspecifica normativa di recepimento della Direttiva Comunitaria 2002/91/CE.Comunque le Regioni che hanno già reso vigenti tali norme sono invitate dal citato DPRad omogeneizzare i propri strumenti legislativi alle indicazioni nazionali.Quindi in Italia, in assenza di leggi regionali, ai sensi dell’Allegato III al D.lgs. 30/05/2008,n. 115 sono certificatori energetici tutti i tecnici iscritti ai relativi ordini e collegi
 
professionali, ed abilitati all'esercizio della professione relativa alla progettazione di edifici
 
ed impianti asserviti agli edifici stessi, nell'ambito delle competenze ad esso attribuite dalla
 
legislazione vigente, che non si trovino in conflitto di interesse relativamente all’intervento
 
edilizio da certificare.Ciò non esclude che soggetti operanti nel campo della Certificazione energetica in formaassociata o di agenzia pubblica o privata possano operare in Toscana nel settoreimmobiliare a patto che si avvalga di personale tecnico in possesso dei requisiti soggettiviprevisti per i tecnici certificatori ed utilizzi metodi di calcolo conformi alle norme UNI TS11.300 – 1 e 2 .Riepilogando possiamo delineare il seguente quadro di riferimento:
1) Gli attestati
 La legge, al riguardo, prevede due diversi "attestati" al fine della "
certificazioneenergetica":
 
 
l’attestato di qualificazione energetica
chiamato a svolgere il ruolo di strumentodi controllo successivo del rispetto, in fase di costruzione o ristrutturazione degliedifici, delle prescrizioni volte a migliorarne le prestazioni energetiche (art. 8 commasecondo);
 
l'attestato di certificazione energetica
, chiamato a svolgere il ruolo di strumentodi "informazione" dell'acquirente o del conduttore (art. 6 commi terzo e quarto) circala prestazione energetica ed il grado di efficienza energetica degli edifici; inparticolare, al fine di assicurare quella funzione di "strumento di informazione"propria dell'attestato di certificazione energetica, il legislatore ha prescritto che lostesso, in caso di trasferimento a titolo oneroso di interi immobili o di singole unitàimmobiliari, debba essere allegato all'atto traslativo, e ciò a pena di nullità (relativa)
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