RISCHI E DANNI PER LA SALUTE NELLE AREEMETROPOLITANE, AEROPORTI - AUTOSTRADEDISCARICHE INCENERITORI
Caldiroli Marco
, Centro per la Salute "Giulio A. Maccacaro" , Castellanza (VA)
PremessaLa materia dell’impatto ambientale di opere (siano essi aeroporti, autostrade, ferrovie, impianti dismaltimento di rifiuti) nonostante il tempo trascorso dalla prima direttiva europea è ancora tutto da costruireo, meglio, da far uscire, per usare le parole di Virginio Bettini dall’essere usata come "procedura sequenzialedi pseduconcetti, artefatto convenzionale destinato alla giustificazione di ogni iniziativa tecnologica. La VIAcome specchio della corretta tecnologia, della < migliore tecnologia disponibile > nell’ovvio quadro dei falsiconcetti legati allo < sviluppo sostenibile > " (V. Bettini et al,Ecologia dell’impatto ambientale, 2000). Laspinta attuale è verso una "VIA semplificata" ha lo stesso segno della politica sui rifiuti nel nostro paese : l’exMinistro Edo Ronchi escluse, alla fine del 1999, esplicitamente dalle "procedure di compatibilità ambientale" alivello regionale, gli impianti di incenerimento purchè fossero tra quelli per i quali sono previste le "proceduresemplificate", tra questi i cosiddetti "impianti di recupero energetico" alimentati a CDR, una applicazionedistorta e solitaria - della direttiva europea sui rifiuti.Il testo che ho citato tra gli altri ricostruisce la storia delle tecniche di VIA e le fasi della VIA stesso insistendosia sul ruolo di una impostazione preliminare e aperta degli studi necessari (fase di screening) e sulladefinizione della rilevanza degli impatti (fase di scoping) che sul ruolo che ha l’informazione, lapartecipazione e il parere della popolazione interessata. O la VIA è una forma di democrazia, di autogovernodel territorio, o è solo uno scocciante passaggio burocratico in più che non è in grado di mettere indiscussione nulla.Non è inutile ricordare qui l'importanza di una corretta Valutazione di Impatto Ambientale quale strumento diintervento, a monte della definizione di progetti e di scelte, in grado di ridiscutere le scelte di pianificazioneeconomica, ovvero la necessità che la V.I.A sia distinta ma interrelata con i processi di elaborazione,valutazione e decisione non limitata al singolo impianto ma ai diversi scenari alternativi possibili. In tal sensola V.I.A. si configura quale strumento di acquisizione di informazioni sulle possibili interazioni qualitative equantitative tra le diverse soluzioni proposte e l'ambiente e come strumento per individuare le possibilialternative progettuali, localizzative e di pianificazione ( in tal senso non può venir considerato, come spessofanno gli estensori di piani locali di organizzazione dei servizi di smaltimento dei rifiuti come di un datoimmodificabile e solo da attuare con gli impianti ivi previsti).Nel campo dei rifiuti va evitata in particolare una visione del problema come a sè stante e non come parte diprocessi produttivi e di consumo su cui è possibile intervenire. Se l'obiettivo è quello di prevenire un impattoe non di dimostrare che un determinato impianto ha un impatto più o meno ambientalmente e socialmente"accettabile", la considerazione dei rifiuti va svolta a partire dal considerarli come parte del flusso di energia emateria nel ciclo complessivo di uso e di trasformazione delle risorse .Tale considerazione esclude in partenza ogni obiettivo predefinito fondato sostanzialmente su una unica, erigida, opzione tecnologica quale è l'incenerimento.Non è inutile ricordare che la V.I.A. è uno strumento di partecipazione pubblica per aprire al confronto tuttele parti sociali coinvolte con i processi decisionali riguardanti le risposte da dare ai problemi esistenti. Non vaconsiderata come la soluzione ai conflitti che emergono a livello sociale ma rende esplicite le conseguenze di
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