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Paolo Sidoni - La lunga stagione delle Brigate Rosse

Paolo Sidoni - La lunga stagione delle Brigate Rosse

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Published by Paolo Sidoni
pubblicato in: Classic Rock, n. 6, maggio 2013.
pubblicato in: Classic Rock, n. 6, maggio 2013.

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Categories:Types, Research
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10/20/2013

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U
na domenica mattina del2003. Sembra un giornocome tutti gli altri per itre agenti della Poliziaferroviaria che stannocontrollando i documentidei viaggiatori sull’interregionale Firenze-Roma, mentre alla radio passano le canzonidella 53ma edizione di
Sanremo
, quellanella quale
Alex Britti
arriverà secondo, conil brano “7000 caffè”. Al terminale, i nomiriportati sulle carte d’identità della coppia chesiede nella carrozza numero 4 risultano puliti.Ma se gli agenti avessero verificato anchei numeri di serie, la risposta sarebbe statadiversa. L’uomo non ha capito di esserselacavata. Improvvisamente estrae una pistola efa fuoco colpendo il maresciallo
EmanuelePetri
e il sovrintendete
Bruno Fortunato
.Rimasto in disparte, il loro collega
GiovanniDi Franzo
estrae la
Beretta
d’ordinanzae spara a sua volta. L’uomo viene colpitoal ventre e stramazza a terra senza vita.La donna con lui riesce a impadronirsi diun’arma caduta a uno dei poliziotti colpiti.Preme il grilletto. Ma la pistola ha la sicura.In un lampo l’agente di polizia gli saltaaddosso. Riesce a immobilizzarla e gli serrale manette ai polsi. Pochi minuti dopo ilconvoglio si blocca alla stazione di CastiglionFiorentino. Per le
Brigate Rosse
è l’ultimafermata. L’uomo si chiamava
Mario Galesi
,la donna è
Nadia Desdemona Lioce
. Si trattadei responsabili degli omicidi del docenteuniversitario
Massimo D’Antona
nel 1999e del giuslavorista
Marco Biagi
, nel 2002.Vittime che mettono la parola fine a una lungastagione di sangue iniziata trent’anni prima,quando dei volantini ciclostilati, definiti “foglidi lotta”, vengono fatti ritrovare presso alcunistabilimenti industriali milanesi. Inizia così,in sordina, la storia delle
Brigate Rosse
,una follia ideologica che ha macchiato disangue l’Italia. Il loro simbolo, una stella acinque punte racchiusa in un cerchio, nasceda un’idea della venticinquenne
Mara Cagol
.
«Che lei abbia voluto l’organizzazionearmata quanto me, se non più di me, è un fatto»
, afferma
Renato Curcio
, consideratol’ideologo della formazione terroristica.Insieme con
AlbertoFranceschini
 rappresenta ilnucleo storico delle
Brigate Rosse
. Laloro amicizia eranata nell’ambientedell’estremismomilanese.Costituiscono nel‘70 il primo nucleodell’organizzazioneterroristica. Lascelta di entrarein clandestinità èpressoché immediata.È un vecchio
Oltre mille persone inquisite. Più di novanta omicidi.E un’infinita serie di ferimenti, rapine, sequestri di persona,rivendicati con la stella a cinque punte. Una lunga notte dellaRepubblica che ancora oggi fa paura.
 Testo:
Paolo Sidoni
LA LUNGA STAGIONE DELLE
BRIGATE ROSSE
50
 
CLASSIC ROCK LIFESTYLE
 
Scontri a Milano, nel 1972.I dimostranti si scaglianocontro la Polizia per l’arrestodell’anarchico Pietro Valpreda
B
rigate
r
osse
CLASSIC ROCK LIFESTYLE
 
51
 
 
partigiano che consegna a
Franceschini
lapistola con cui verranno compiute le primeazioni, una
Browning
tolta a un ufficialetedesco ucciso in montagna nel ‘45.Sulle prime, le
Brigate Rosse
sonodeboli, militarmente disorganizzate.Volendo, le forze dell’ordine avrebberopotuto facilmente smantellarle. Ma non ècosì.
«Avevamo la sensazione precisa chela polizia non volesse scoprire certe nostrebasi
» ricorderà
Franceschini
«
che nonvolesse arrestare tutti i compagni
». Infiltratie delatori non mancavano. Come l’excontrabbandiere
Marco Pisetta
introdottodal SID, il servizio segreto militare, nelleformazioni eversive rosse fin dal ‘69. C’èanche
Francesco Marra
, un passato neiparacadutisti, il cui nome non appare innessuna inchiesta sulle
Brigate Rosse
eil cui ruolo effettivo sarà svelato soltantoalla fine degli anni Novanta.
Marra
 partecipò alla prima sensazionale azionebrigatista, il sequestro nel ‘74 del magistratogenovese
Mario Sossi
. Fu lui ad afferrarloe costringerlo a salire su un furgone. Eraanche fra quelli che lo volevano assassinare.Circostanze che
Franceschini
, principaleresponsabile dell’operazione, ha ricostruito
Da piazze, scuole, università efabbriche, le contestazioni entranoanche nei palasport. E sotto ipalcoscenici, al grido di «la musicadeve essere gratis, i padroni nondevono controllarla», si registranosempre più scontri tra manifestanti eforze dell’ordine, con la conseguentesospensione dello spettacolo.5 luglio 1971 – LED ZEPPELINMilano, Velodromo Vigorelli
Nell’ambito di una tappa del
Cantagiro
(!)i
Led Zeppelin
sono invitati come ospitia chiudere la manifestazione. Appenacominciato il concerto, un centinaio digiovani senza biglietto forza i cancelli. Lapolizia lancia i lacrimogeni, il fumo entraall’interno del velodromo costringendo idiecimila spettatori ad ammassarsi versoil centro del prato. Il fumo invade ancheil palco e i
Led Zeppelin
smettono disuonare dopo soli 26 minuti.
13/14 febbraio 1975 – LOU REEDMilano, Palalido – Roma, Palaeur
 Appena cominciato il concerto, unaquarantina di militanti di
SituazioneDemocratica
(formazione dissidentedella rivista
Re Nudo
 ) lancia oggetti ebuste piene d’acqua sul palco. Passanotrenta minuti e alcuni di loro salgono sulpalco e spiegano i motivi della protesta(
«la musica deve essere per tutti»
,
«nondeve essere un business»
e via di questopasso). Il concerto riprende ma, pochiminuti dopo,
Lou Reed
è colpito daun oggetto e lascia la scena. A Roma,il giorno dopo, non riesce nemmeno asalire sul palco, nonostante la platea siagremita, anche di agenti della celere. Ilgruppo di supporto,
Strange Driven
 
Thing
, è costretto a interrompere il setper il lancio di oggetti e di lacrimogeni daparte della polizia.
2 aprile 1976 – FRANCESCO DE GREGORI Milano, Palalido
I biglietti sono esauriti da giorni e, perevitare scontri pochi minuti prima dell’iniziodel concerto, gli organizzatori decidono difar entrare gratis un migliaio di persone.
De Gregori
sta cantando e dalla plateaun gruppo di autonomia operaia cominciaad accusarlo di speculare con le canzoni. Termina l’esibizione ma gli autonomiprendono d’assedio il camerino e urlano
«Esci a parlare con noi o sfasciamo tutto»
.
De Gregori
torna sul palco ormai gremitodi persone e viene sottoposto a un veroe proprio processo politico: è accusato dipercepire cachet alti e di non destinarli allelotte dei lavoratori. Lo invitano a suicidarsi.Il cantante il giorno dopo dichiara:
«Noncanterò mai più in pubblico»
.
13 settembre 1977 – SANTANA  Milano, Velodromo Vigorelli
Dopo un’ora dall’inizio dell’esibizione dei
Santana
sul palco cominciano ad arrivaresassi e bulloni. Passano dieci minuti esul palco arrivano una bottiglia molotov ealcune pietre avvolte in stracci inzuppati dibenzina. L’impianto di amplificazione prendefuoco e il gruppo scappa. In platea siscatena la guerriglia con le forze dell’ordine.Fuori vengono bruciate automobili e infrantele vetrine.
23 gennaio 1978 – FABRIZIO DE ANDRÈRoma, Palaeur
Il cantautore genovese è in tournée,accompagnato dalla
Premiata ForneriaMarconi
. A metà serata inizia lacontestazione: una parte della plateascandisce il coro di
«venduto, venduto»
;poi grida
«vattene a
Sanremo
e altriinsulti.
De André
si ferma, si rivolgeai contestatori e dice:
«Se volete che smettiamo di suonare, l’unico modo è sopprimerci fisicamente»
. Poi, al termine delconcerto, scende in platea per affrontarei contestatori. Volano parole grosse e sialzano pure le mani fino a quando noninterviene il servizio d’ordine.
12 febbraio 1978 – KRISMA  Reggiolo, Discoteca Due Stelle
Davanti a 2000 persone i
Krisma
,
Maurizio Arcieri
e
Christina Moser
, presentano il loronuovo album “Chinese Restaurant”. Vestitidi pelle nera, coi capelli biondo platino e unaspilla da balia infilata nella guancia, sonoconsiderati gli alfieri del punk made in Italy.Sotto il palco arriva un gruppo di autonomiche li accusa di essere nazisti (per il loro look).Gli autonomi cominciano a urlare slogan ea lanciare oggetti. Il concerto s’interrompe,
Maurizio
si rivolge a loro e dice:
«Ora basta, vi faccio vedere un giochino nuovo, si chiama ‘finger job’»
. Prende un coltello e siprovoca dei tagli sul dito medio. Poi, col ditosanguinante, scende dal palco e lo ficca inbocca a un contestatore. (Luca Pollini)
PALCOSCENICI ROVENTI
Guerriglia a tempo di rock 
 Anche LouReed subì forticontestazioni nel1975 durante isuoi concerti aRoma e a Milano
52
 
CLASSIC ROCK LIFESTYLE
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rigate
r
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