Il primo l’esito di atteggiamenti culturali che gli uomini modificano durante la loro vita e il secondouna figura fisicamente immodificabile che non può mai rispecchiare esattamente il tema sociale nelquale si è radicata la sua realizzazione.Autonomia dei temi nel senso che sono riconoscibili sempre e comunque.Possono essere temi collettivi della civitas anche gli edifici privati dei cittadini.Temi collettivi di pertinenza pubblica: chiese, mura, strade principali, croci di strade, palazzi civici, piazze, prati, torri campanili orologi, osterie, locande, bordelli, castelli, logge, borse, strademonumentali, passeggiate, teatri, strade trionfali, porte e archi, musei, esposizioni, boulevard,cimiteri monumentali, piazza nazionale, giardino pubblico, viali alberati, parchi pubblici e campisportivi, centri storici.Temi impropri: sono l’espressione materiale di un diritto della cittadinanza; un tema fisico dell’urbsnon può consistere infatti nell’abbellire un diritto di cittadinanza che essendo indiscutibile non puòvenire tematizzato come segno del rango: ospedali, scuole, fontane, granai, ponti.Temi collettivi di pertinenza privata: possono diventare simbolo dell’intera civitas solo se costruitiattorno a temi sociali diffusamente riconosciuti e accessibili come i relativi edifici da tutti icittadini: grattacieli, club e circoli e le case individuali più cospicue diventano segni del propriorango per la civitas intera perché vengono poi unanimemente esibite nel confronto con altre città.Temi infraurbani: i temi fisici dei gruppi hanno l’orizzonte di una loro pretesa di riconoscimento da parte della civitas, salvo per quelli delle circoscrizioni territoriali infraurbane che appartengonointrinsecamente a sfere collettive che in se stesse non possono coincidere con l’urbs. Nelle maggiori città i quartieri hanno avuto una loro autonoma rilevanza istituzionale con unimportante ruolo amministrativo; ma non hanno mai costruito un forte soggetto collettivo e questospiega il limitato successo dei centri di quartiere costruiti di recente.Temi sovralocali: le città sono punteggiate dagli edifici delle amministrazioni estranee alla civitas,dello stato, regioni e province, che ovviamente non possono rappresentarla e non ne costituisconoun tema collettivo (palazzi dei ministeri, delle prefetture, di giustizia, uffici postali, fiscali).I cittadini non riconoscevano i temi della civitas ma piuttosto la manifestazione di un governolontano ed ostile.Tra loro compare anche la stazione.Temi immaginari: l’accostarsi di alcuni temi collettivi o di temi collettivi diversi ha indotto spessoad immaginare che la loro aggregazione desse luogo a sua volta ad un altro, nuovo tema collettivo,ma si tratta invece di motivi non danno luogo a temi (fantasticare progettando le parti di una cittaes. sistema verde disponendo in sequenza parchi e giardini).Simboli: segni che i cittadini si danno per rappresentare il rango della propria città, devono essereomologhi a quelli delle altre città che altrimenti nessuno potrebbe comprenderne il senso.Temi metaforici: chiunque può riprodurre come autentico un qualsiasi tema già conosciutissimo; glieffetti più curiosi derivano da quella sorta di cargo cult che induce ad assumere oggetti delle culturee della città più ammirate come propri ornamenti.I segni del rango urbano sono in genere riconoscibili perché costruiti in forme architettoniche chene denunciano il tema.Le regole di compatibilità il cui rispetto è una condizione essenziale perché i temi sociali possanomaterializzarsi in un manufatto edilizio; sono vere e proprie regole grammaticali.
1)
riguarda la ridondanza degli edifici: la civitas non può usare, per esprimere se stessa, ilmedesimo segno più di una volta, ancora adesso i municipi hanno una sola sede e poi ufficisparsi.Il tema fisico quando è maturo nella consapevolezza civica trovargli un sito più congruo non hamai costituito problema (demolizione di case etc. per fare spazio al tema)
2)
ogni cosa ha una grandezza canonica: la ricchezza profusa nelle cose edilizie manifestal’importanza attribuita a questa appartenenza e l’attesa del riconoscimento altri con unamagnificenza speculare.I termini del confronto tra le città sono la grandezza e il costo ai quali tutte possono competere.
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