G Ital Med Lav Erg 2007; 29:3847www.gimle.fsm.itma nervoso, cardiovascolare e di altri apparati ed organi (astenia, distur-bi del sonno, disturbi della memoria). L’OMS ha ipotizzato (Praga 2004)che l’ipersensibilità, che possiede diversi sintomi ricorrenti ed è associa-ta a diversi fattori ambientali tollerati dalla maggior parte della popola-zione generale, può essere definita “intolleranza ambientale idiopaticacorrelata all’esposizione ai campi elettromagnetici”.Relativamente ai sintomi cutanei i dati presenti in letteratura appaionoassolutamente contrastanti. Diversi autori indicano una incidenza di
screendermatitis
solo in soggetti predisposti già portatori di patologie cutanee (ec-zema, dermatite seborroica) particolarmente suscettibili anche a fenomenistress-correlati. Altri autori sostengono invece che in soggetti esposti a cam-pi elettromagnetici, derivanti da schermi video, il numero delle mast-cellu-le nei piani dermici e cutanei, direttamente sottoposti alle frequenze elettro-magnetiche, aumenta significativamente al pari dei mediatori chimici del-l’infiammazione. Alla luce di quanto sopra esposto gli autori hanno indaga-to, tramite valutazione clinica specialistica dermatologica, lavoratori espostia campi elettromagnetici di schermi video onde valutare la prevalenza di al-terazioni cutanee compatibili con un quadro di
screen dermatitis
.
SOGGETTI E METODI
Il campione in studio era costituito da 75 soggetti, di cui 33 di sessomaschile e 42 di sesso femminile, età media 47.98 ±8.48, anzianità la-vorativa media 10.30 ±3.73, che utilizzavano il VDTper più di 20 oresettimanali. La media delle ore settimanali trascorse lavorando al VDTera di 28.21 ±12.11. Come popolazione di controllo, sono stati selezio-nati 19 soggetti, 16 di sesso maschile e 3 di sesso femminile, non espostia videoterminali nella loro attività lavorativa.Tutti i soggetti inclusi nello studio, dopo essere stati dettagliatamen-te informati sulle finalità dell’indagine, sono stati sottoposti, oltre agli ac-certamenti previsti nella sorveglianza sanitaria dei videoterminalisti, aesame clinico dermatologico, effettuato da specialista della disciplina.I risultati sono stati elaborati statisticamente con il test del chi qua-drato, considerando significativo un valore di p inferiore a 0,05.
RISULTATI
Le patologie riscontrate nella popolazione in studio erano rappresen-tate da: dermatite seborroica (10 casi), teleangiectasie del volto (7 casi),rosacea (4 casi), dermatite irritativa da contatto (3 casi), blefarite (2 casi),idroadenomi eruttivi (1 caso). La distribuzione delle varie patologie ap-pariva pressoché uniforme fra i due gruppi considerati, con l’interessan-te eccezione della dermatite seborroica, diagnosticata esclusivamente neivideoterminalisti. Anche blefarite ed idroadenomi eruttivi sono stati ri-scontrati solo in tale gruppo, ma il numero esiguo di casi non permette,per il momento, di trarre conclusioni definitive in tal senso.Il test del chi quadrato ha confermato la tendenza ad una differente di-stribuzione delle patologie fra i due gruppi in studio, come testimoniato dalvalore di p che, pur in presenza di una casistica non particolarmente nume-rosa, risulta prossimo alla significatività statistica (p=0,083) (graf. 1).
CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE
Il nostro studio, in accordo con quanto riportato in letterartura, evi-denzia un’aumentata incidenza di manifestazioni cutanee in soggetti pro-fessionalmente esposti a videoterminali.Gli autori intendono ampliare la casistica onde valutare la significa-tività dei risultati. Intendono indagare sia su fattori endogeni personali,quali patologie cutanee predisponenti (dermatite atopica), che su fattori ingrado di influenzare la qualità dell’aria (indoor air quality) nell’ambientedi lavoro. Verrà valutato, inoltre, se l’insorgenza di manifestazioni cuta-nee sia correlata al tempo di esposizione al videoterminale. Infine riten-gono meritevole di approfondimento l’aspetto relativo alla presenza didermatite seborroica, rilevata solo nei soggetti esposti, al fine di analiz-zare quale possa essere il ruolo giocato dai campi elettromagnetici di bas-sa frequenza nel determinismo di detta affezione.
BIBLIOGRAFIA
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P-03LA DEFINIZIONE DELLA PROFESSIONALITÀ DELLE DERMATITINON ALLERGICHE: PROPOSTA DI UN METODO DI VALUTAZIONE
R. Ferrucci, B. Boggia, A. Farina, M. Lettieri, G. Scognamiglio,E. Farinaro, U. Carbone
Dipartimento di Scienze Mediche Preventive Università degli StudiFederico II di Napoli
Corrispondenza:
Dott.ssa Rossella Ferrucci Sezione di Medicina delLavoro Policlinico Federico II di Napoli - Via Sergio Pansini 5 80131NAPOLI Tel 0817462127 Fax 0817462124 - e.mail fantarox@katamail.com
RIASSUNTO.
Gli autori propongono un metodo da loro elaborato emesso in atto allo scopo di riconoscere la connessione con l’esposizione la-vorativa ad agenti chimici di dermatiti non allergiche. Esso consiste nella va-lutazione della reattività cutanea alla combinazione tra l’agente/gli agentisospettati d’azione dermolesiva ed uno stimolo meccanico. Il test, che si ese-gue su una zona di cute mai interessata dalle manifestazioni dermopatiche,consiste nella valutazione della risposta eritematosa e della sua eventuale in-tensità all’applicazione contemporanea dell’agente chimico e dello stimolomeccanico, costituito dallo sfregamento di uno spazzolino a setole morbide.Il metodo è stato applicato a 9 casi di affezioni cutanee, osservati dal2000 al 2006, nei quali è stata esclusa l’origine allergica ed è stata sospettatala connettibilità con l’attività lavorativa. Nella quasi totalità, le affezioni la-mentate sono state costituite da eritemi in parti scoperte, ad andamento su-bentrante, con significative remissioni all’allontanamento dal lavoro. In 6 ca-si è stata evidenziata una risposta più intensa alla combinazione chimico-meccanica, indicativa di reattività irritativa specifica. In 1 caso si sono potu-te escludere azioni dermolesive degli agenti sospettati, mentre 2 sono stati icasi dubbi.Sebbene non totalmente esaustivo delle necessità diagnostiche, ilmetodo sembra fornire utili supporti per fini assistenziali e preventivi.
Parole chiave:
Dermatite irritativi Reattività cutanea Nesso causale.
Grafico 1. Distribuzione patologie cutanee nei due gruppi in studio
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