G Ital Med Lav Erg 2002; 24:3, 240©PI-ME, Pavia 2002www.gimle.fsm.it
F. Bulgarelli
1
, M. Valsiglio
1
, G.B. Raffi
1
, A. Belisario
2
, C. Cipolla
2
Airborne Contact Dermatitis: nostra esperienza
1
Scuola di Specializzazione di Medicina del Lavoro, Università degli Studi di Bologna
2
Dipartimento di Medicina Clinica e Biotecnologia Applicata “D. Campanacci”, Policlinico S. Orsola-Malpighi, Bologna
Introduzione
L’Airborne Contact Dermatitis a genesi allergica o irritativa è indottadall’inalazione o contatto cutaneo diretto di agenti presenti nell’ambiente.Le sostanze chimiche responsabili di questa manifestazione clinicasono sotto forma di gas, vapori o fumi, liberatesi in ambiente lavorativodurante cicli tecnologici di diversa natura e tipologia. Anche diversi agen-ti fisici, quali un aumento della temperatura e una bassa umidità ambien-tale sono favorenti.Le sedi maggiormente colpite sono il viso e soprattutto le palpebre,il collo, le mani, gli avambracci e le gambe (per accumulo di particellesolide sotto gli indumenti possono essere interessate anche aree coperte).Rare le lesioni cliniche generalizzate.In ambiente professionale esistono moltissimi agenti con potenzialitàallergizzante o irritativa: vegetali (colofonia), metalli, fibre di lana di ve-tro, coloranti, solventi, insetticidi (piretro e carbammati), detergenti, car-ta autocopiatrice, plastica (resine epossidiche), ecc…I sintomi cutanei più frequenti sono caratterizzati da prurito più omeno intenso, talora accompagnati a dispnea.L’evoluzione della affezione può essere acuta o cronica a secondadella natura e concentrazione dell’allergene e della frequenza del contat-to aeromediato.La diagnosi si pone valutando l’anamnesi e la sede delle lesioni, da-ta la scarsa peculiarità della sintomatologia. Una dermatite da contatto ae-romediata deve essere sospettata in presenza di lesioni simmetriche in se-di esposte ed in particolare sul viso e sulle palpebre, ogni qual volta il pa-ziente neghi di aver applicato agenti topici e quando i sintomi si risolvo-no cambiando ambiente.Il trattamento è sintomatico e si attua attraverso misure protettive edi prevenzione, sia di ordine generale che individuale.
Nostra Esperienza Clinica
Consideriamo 8 casi, di cui 2 uomini e 6 donne, di età compresa trai 24 e i 49 anni (età media 36 anni) osservati nel nostro ambulatorio di Al-lergo-Tossicologia, negli anni 1999, 2000 e 2001.I pazienti sono stati indagati con i seguenti esami:–Patch Test serie SIDAPA–Patch Test serie oli minerali (come codificata dalla letteratura interna-zionale)–Patch Test con oli in uso o oli emulsionanti diluiti 1/10
Attività lavorativa
–Due operaie addette alle presse–Metalmeccanico galvanista–Operaia metalmeccanica addetta all’assemblaggio–Benzinaio–Addetta lavaggio stoviglie–Infermiera professionale–Impiegata addetta all’archivio
Sintomi e segni
–Prurito–Eritema localizzato al volto (sede palpebrale e zona perioculare), collo,mani e tronco–Sensazione di soffocamento–Dispnea–Bruciore agli occhi e in sede perioculare
Agenti scatenanti
–Gomme–Sostanze plastiche–Vernici in polvere–Detergenti clorurati–Oli minerali vari–Carburanti per autoveicoli (benzine e nafte)–Acidi (acido nitrico) e basi (soda caustica)–Brillantanti e sbiancanti clorurati–Glutaraldeide–Fluido refrigerante–Toner fotocopiatrici
Conclusioni e Discussioni
Dalla nostra casistica sono emersi due casi di natura allergica (infer-miera professionale a contatto con glutaraldeide per disinfezione endosco-pi, con patch test positivo per la glutaraldeide, e operaia metalmeccanicaaddetta all’assemblaggio, con patch test positivo ad un olio in uso) e seicasi di natura irritativa, uno dei quali non è stato valutato con patch tests,in quanto i prodotti utilizzati erano derivati clorati e quindi caustici.La nostra esperienza sia per quanto riguarda le cause, sia per quanto ri-guarda i sintomi, non si discosta da quanto già riportato dalla letteratura.Come per le dermatiti da contatto le Airborne Contact Dermatitispresentano una incidenza sottostimata legata sia alla scarsa informazionefornitaci dalle schede tecniche, sia spesso alle caratteristiche chimichedella sostanza in causa.
Bibliografia
1)Huygens S, Goossens A. An update on airborne contact dermatitis.Contact Dermatitis. 2001 Jan; 44(1): 1-6.2)Kanerva L, Estlander T, Keskinen H, Jolanki R. Occupational allergicairborne contact dermatitis and delayed bronchial asthma from epoxyresin revealed by bronchial provocation test. Eur J Dermatol 2000Aug;10(6): 475-7.3)Lachapelle J.M. Industrial airborne irritant or allergic contact derma-titis. Contact Dermatitis 1986; 14: 137-145.4)Lachapelle JM. Les dermatoses “de contact” aéroportées. Bulletind’Actualité Thérapeutique 1985; 30: 2999-3009.5)Lotti T, Menchini G, Teofoli P. The challenge of airborne dermatitis.Clin Dermatol 1998 Jan-Feb; 16(1): 27-31.6)Nettis E, Colanardi MC, Ferrannini A, Tursi A. Airborne allergic con-tact dermatitis. Allergy 2001 Jun; 56(6): 583-4.7)Panasoff J. Airborne contact dermatitis to latex. Allergy 1998 Dec;53(12): 1228.8)Schubert HJ. Airborne nickel dermatitis. Contact Dermatitis 2000Feb; 42(2): 118-9.9)Sharma VK. Patch testing with the European standard series andCompositae extracts in patients with airborne contact dermatitis. Con-tact Dermatitis 2001 Jan; 44(4): 235-9.
Leave a Comment