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2009
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el nome c’è già tutto. Il progetto
SullaVia dell’Arte. Colori Forme e Suoni delle  parole di san Paolo
, promosso dalladiocesi di Ascoli, si dispiega lungo i sentieridell’elaborazione artistica visiva, dei concerti e deilaboratori didattici. «Il Servizio di PastoraleGiovanile – spiega don
Paolo Sabatini
– ha sceltoquesto progetto, perché unisce l’Anno Paolinocon il terzo anno dell’Agorà dei giovani. Ci siamochiesti: come parlare di fede, di cultura e di sanPaolo? Puntando sul messaggio paolino e suilinguaggi dell’arte». L’altra promotrice delprogetto, insieme a don Paolo, è stata
Simona Massari
, direttrice dell’Ufficio diocesano di ArteSacra. E dalla feconda collaborazione si sonosviluppate molteplici iniziative. A partire daicinque concerti eseguiti da giovani artisti localipresso il Centro “L’Impronta” e incentrati sualcune significative
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paoline: uomo,Cristo, libertà, comunità, resurrezione.Interessantissima l’esperienza dei laboratorididattici svolta presso l’Istituto d’arte “O. Licini”e il Liceo classico “F. Stabili”. «Sono stato nellescuole per due settimane a parlare dell’Apostolo»,racconta don Sabatini. «Presso l’Istituto d’arteabbiamo parlato insieme della sua figura esull’importanza di essere persone decise, convintedi quello in cui credono: un aspetto che colpiscemolto i giovani. A partire da questo, i ragazzihanno cominciato a riflettere su comerappresentare san Paolo attraverso il disegno, lapittura, la scultura o altre installazioni... Presso ilLiceo classico, invece, abbiamo letto insieme laPrima lettera ai Corinzi in greco. Dopo esserestati introdotti all’esegesi del testo, gli studentihanno svolto un lavoro di ricerca sui singolivocaboli della Lettera, il quale è confluito sualcuni pannelli. Ho cercato di presentare loro sanPaolo come una figura interessante, così come homostrato l’attualità della Lettera ai Corinzi, che èrivolta a un contesto sociale molto simile alnostro». L’ampio materiale prodotto dalle duescuole è andato a costituire una mostra tematica,ora ospitata nella suggestiva Cripta dellacattedrale di Sant’Emidio, che sarà aperta alpubblico fino al 29 giugno (08:00/12:30 –15:00/19:00). Un’esposizione ampia, per moltiversi sorprendente, data la complessitàconcettuale e la qualità formale delle elaborazioni,prodotte con evidente impegno. «Ma il tratto piùpaolino” di questi laboratori – conclude donSabatini – è stato il fatto di svolgerli direttamentenelle classi. Non abbiamo portato i ragazzi alCentro giovanile, siamo andati noi nelle scuole. Abbiamo abbattuto la barriera che ci divide:facciamo
cultura
tramite la
fede 
. Abbiamo parlato
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La Diocesi diAscoli Piceno promuove un progetto interdisciplinare vivo e originale
Tradizione nell’innovazione.AdAscoli Piceno si è rinnovato il “circolo virtuoso” della commissione d’arte sacra. Con due particolarità.La prima: il tema ispirato dallo studio dei testi paolini. La seconda: gli artisti hanno interamente concepito e creato le loro opere all’interno di una chiesa. Qui sopra: il pittore Nima Tayebian (Iran) lavora al “suo” san Paolo nella chiesa romanica di Santa Maria Intervineas.
 
di san Paolo e del cristianesimo inmaniera oggettiva, non omiletica,eppure i giovani capivano che c’eramolto di più».
Riaprire il dialogotra arte e Chiesa 
Ma l’esperienza più originale riguardal’esperienza delle “Residenzed’Artista”. Dal 14 al 24 aprile, infatti,le chiese romaniche di Santa MariaIntervineas e dei Santi Vincenzo ed Anastasio hanno ospitato il talento dinove giovani artisti, di nazionalità efedi diversi, selezionati dalle migliori Accademie di Belle Arti. Alcuni diloro arrivavano dal “Corso diperfezionamento in arte sacra”organizzato presso il Santuario di SanGabriele dell’Addolorata dallaFondazione Staurós. A tutti loro donSabatini e
Alessandra Morelli
hannotenuto una breve lezione su san Paolo,fornendo loro inoltre un piccolo
vademecum
che ripercorreva in modoessenziale il messaggio dell’Apostolo ela tradizione iconografica a luidedicata. Dopo di che, per diecigiorni, i giovani artisti hannoconcepito e lavorato alle loro opere. All’interno delle chiese. Proprio così:le due solenni chiese romaniche sisono prestate come laboratori,tornando a vedere – dopo secoli – deipittori all’opera tra le loro mura. «Èstata un’esperienza unica – dice
PaoloGirardi
. – Lavorare dentro una chiesami ha fatto vivere una particolare“atmosfera”. Anzi, qualcosa di più. Abbiamo lavorato da soli, tra questemura, per giorni. Qualcuno anche dinotte. E si è creata una situazioneparticolare, molto diversa dal lavorarenel proprio studio, dove magari ascoltila radio o ti vengono a trovare gliamici». Ma da dove nasce quest’idea?Dietro il progetto “Residenzed’artista” c’è l’esigenza di ripristinareun dialogo vivo tra la Chiesa e igiovani artisti, nel solco di unrapporto millenario che ha plasmatol’intera storia dell’arte occidentale.“Dialogo”, sia ben chiaro, non“monologo”: campo sgombro,dunque, sia da una committenzainflessibile sia dall’autoreferenzialitàdell’
art pour l’art 
. «L’idea – ci dice
Peter Conti
, dell’Ufficio diocesanoper l’Arte Sacra – era quella di fardialogare l’esigenza del liturgista,l’esigenza del teologo, l’esigenza delparroco e quella dell’artista. Tuttoquesto nell’ascolto reciproco e inapertura a un’idea nuova rispetto aquella che ognuno, singolarmente,poteva avere in partenza.Un’intuizione che ho appreso alconvegno ecclesiale di Verona e cheabbiamo voluto riproporre, nellanostra diocesi. Una sfida certamenteimpegnativa, ma che abbiamo potutoaffrontare anche attraverso laconsulenza di partner importanticome la Pontificia Commissione per iBeni Culturali della Chiesa e laFondazione Staurós».
Commissione a sorpresa 
Lavorare su un tema ben definito hariservato più di una sorpresa agli stessiartisti. C’è stato chi, ad esempio, è
La giovanissimaAneta Kolesàrovà (Slovacchia) ha plasmato la sua opera sovrapponendo cere e altri materiali, rievocando l’universalità del vangelo (i profili dell’uomo e della donna) propagatosi nel Mediterraneo (la veste dell’Apostolo).«Potremmo dire che la Chiesa è il committente, il teologo è il suggeritore,l’artista colui che propone.L’arte sacra non è solo l’estro di un singolo, ma la rappresentazione di una visione teologica».(Paolo Sabatini) Qui sotto: mons. Silvano Montevecchi, vescovo di Ascoli, incontra il gruppo degli artisti.
FOTO © MATTEOANGELINI
 
«Il naufragio di san Paolo è un episodio universale, perché davanti all’incontrollabile la fede di chiunque viene provata.La tempesta ha portato Paolo a Malta “per caso”, eppure proprio grazie ad essa egli continua la sua missione».(Paolo Girardi) «Vivere lo spazio della Chiesa mi ha aiutato a sentire san Paolo quasi vivente dentro questo ambiente. Il mio lavoro è concettuale, perché cerca di affrontare il legame fra noi, uomini di oggi, e ciò che ci ha consegnato il passato».(PierluigiAbbondanzaNella foto a fianco: Elena Kalndova (Bulgaria) ha ripreso nella sua opera alcuni stilemi classici dell’iconografia ortodossa.A destra: Maddalena Tombaresi ha raffigurato «la difficoltà di far conciliare legge e libertà di coscienza» attraverso un paesaggio incluso tra il teschio del Golgota (disobbedienza di Adamo/obbedienza di Cristo) e un cielo in lamina d’oro, promessa di unAldilà che sana ogni frattura.RexheueldVeizaj (Albania) ha scelto la raffigurazione ritrattistica, gestuale e dai tratti forti, per «dipingere san Paolo come un uomo che vive ancora».
stato invitato a rielaborare la propriaopera osando di più, senza farsiintimorire dalla “sacralità” delsoggetto. Ed è nata, così, ad esempiouna delle opere, a nostro parere, piùinteressanti: la “Caduta da cavallo”della pittrice rumena
Marinela  Asavoaie
(
 foto nella pagina a fianco
).«Sono stata attratta dal Saulo “uomo”,piuttosto che dal Paolo “santo” – cidice –, per cui ho scelto dirappresentare il momento nel qualemuore il primo e nasce il secondo».Una rappresentazione forte, la sua: sulvolto di Saulo s’imprime quello delCrocifisso, messo a morte nei suoifedeli (cfr. At 9,16). E mentre unaluminosa corona di spine “cola” suisuoi occhi, la bestia rossa (l’orgogliosanguinario del persecutore?) siallontana. Ma a “Residenze d’artista”c’è spazio per stili molto diversi:dall’espressionismo neoesistenzialistadi Marinela si può arrivare, adesempio, alla compiutezza formaledella splendida opera di
Francesca Casolani
(
vedi foto a pagina 22 
).Come c’è spazio per il figuralismoconcettuale dell’artista di originiiraniane
Nima Tayebian
, cheracconta: «Nonostante non sia nuovo acommissioni di tema sacro, lavoraresulla figura di san Paolo è stataun’esperienza del tutto nuova, quasiuna sfida personale. Ho tentato didistricarmi dalla rigidità della figurastatica, come la vediamo tutti i giorni,per trasformarla... quasi perattraversare il fenomeno e penetrarenel mondo del noumeno. Quella diPaolo è una sorte di maschera di luce,che fa di tutto per fuoriuscire dalmondo delle tenebre». Ma le sorpresenon sono mancate neppure per icuratori dell’evento. «Personalmente –confida
Carlo Bachetti
– non mi sonooccupato spesso di temi religiosi e lamia prima preoccupazione era comestrutturare le attività artistiche intornoa un tema molto specifico, come puòessere quello di san Paolo. Invece,procedendo nello studio e nellaricerca, ci sono venuti spunti suspunti. Ci siamo veramente fatti18 -
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