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Il Giardino Dei Finzi Contini - Riassunto

Il Giardino Dei Finzi Contini - Riassunto

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Published by Silvia Polvere
Riassunto del romanzo di Giorgio Bassani, Il giardino dei Finzi Contini, 1962.
Riassunto del romanzo di Giorgio Bassani, Il giardino dei Finzi Contini, 1962.

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01/09/2014

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L'inizio del romanzo è ambientato nel 1957 presso la necropoli etrusca di Cerveteri, vicino a Roma, doveil protagonista si trova in gita assieme ad un gruppo di amici. Il suo pensiero, osservando le tombeetrusche, corre al cimitero ebraico di Ferrara e, più precisamente, alla tomba monumentale dei Finzi-Contini, riportandogli così alla mente il tragico destino che ha travolto questa famiglia.I Finzi-Contini sono una famiglia ricchissima appartenente all'alta borghesia, che vive nella fiorentecomunità israelitica di Ferrara. È composta dal professor Ermanno, sua moglie Olga, i figli Alberto e Micòl(il primogenito, Guido, era morto all'età di sei anni in seguito ad un attacco di paralisi infantile) el'anziana nonna Regina; la famiglia ha alle sue dipendenze molti servi che lavorano nel loro grandegiardino, tra cui il vecchio e fedele contadino veneto Perotti, che è il tuttofare della casa.Da bambino, il protagonista (anche lui ebreo, ma appartenente alla media borghesia) riesce afrequentare poco i due giovani Finzi-Contini, Alberto e Micòl (pressoché suoi coetanei), a causa di unatteggiamento di iper-protezione da parte dei loro genitori che li costringe ad una sorta di isolamento (adesempio i due non frequentavano la scuola pubblica ma studiavano in casa, perché «la mamma hasempre avuto l'ossessione dei microbi. Diceva che le scuole sono fatte apposta per spargere le malattiepiù orrende [...] Dopo la disgrazia di Guido [...] si può dire che non abbia più messo il naso fuori dicasa»). Le poche occasioni di incontro sono le festività ebraiche e le riunioni al «Tempio», ovvero lasinagoga. Nel giugno 1929, tuttavia, avverrà un primo significativo incontro tra il protagonista e Micòl. Inoccasione dell'uscita dei tabelloni delle promozioni (l'io narrante frequenta il ginnasio), il protagonistascopre di essere stato rimandato in matematica; disperato scappa e inizia a vagabondare per la città, finoad arrivare sfinito davanti al muro di cinta che delimita il giardino dei Finzi-Contini. Qui incontra Micòl,ormai tredicenne, che riesce a consolarlo e lo invita a scavalcare il muro per entrare nel giardino. Per laprima volta il protagonista sente di provare per la giovinetta un sentimento più forte dell'amicizia esogna, e allo stesso tempo dispera, di riuscire a darle un bacio, ma poi la ragazza viene richiamata daPerotti e l'occasione sfuma.A questo punto la narrazione fa un salto temporale in avanti di una decina d'anni, ovvero al 1938, annodell'emanazione delle leggi razziali e della conseguente discriminazione degli ebrei. A causa di queste, ilprotagonista viene cacciato dal club di tennis che era solito frequentare, l'Eleonora d'Este. Ma vienesubito accolto nel campo da tennis della «magna domus» (così veniva chiamata casa Finzi-Contini) diAlberto e Micòl, i quali invitano a giocare un gruppo di ragazzi, per lo più ebrei e loro coetanei. Frequentail gruppo anche un certo Giampiero Malnate, amico milanese per cui Alberto prova una grandeammirazione (a tratti equivoca) e che lavora in qualità di chimico in una fabbrica della zona industriale diFerrara. Tutti questi ragazzi passano stupendi pomeriggi nell'atmosfera incantata ed idilliaca del giardino,disputando lunghe partite a tennis e dilettati dalla signorile ospitalità dei padroni di casa.Durante queste divertenti giornate il protagonista e la giovane Micòl hanno l'occasione di passare moltotempo insieme (spesso dimenticandosi persino della partita a tennis): fanno lunghe escursioni nelgiardino, parlano e rafforzano sempre più la loro intesa, ma la timidezza e il timore di un rifiuto dellaragazza fanno sfumare l'unica occasione che il protagonista ha per dichiarare apertamente il suo amore:quello in cui i due si trovano chiusi nella vecchia carrozza all'interno della rimessa, lontano da tutti glialtri.Il rimorso per il mancato coraggio dimostrato in quell'occasione viene subito aggravato dalla decisionefulminea di Micòl di andare a Venezia per completare la tesi e laurearsi. Atterrito dall'improvvisa partenzadell'amata (avvenuta il giorno dopo l'episodio della carrozza), il protagonista continua a frequentare casaFinzi-Contini, da una parte per completare anche lui la sua tesi (il professore Ermanno gli aveva messo adisposizione l'intera biblioteca) e dall'altra per non perdere il contatto con Micòl (anche solo attraverso glioggetti e i luoghi da lei frequentati in quella casa). Durante questo periodo il protagonista approfondiscela sua conoscenza con «il» Malnate, partecipando attivamente ai salotti organizzati in casa da Alberto.In occasione della Pasqua Micòl torna a casa e, subito avvertito da Alberto di «una grande sorpresa», ilprotagonista abbandona la cena di famiglia per raggiungere casa Finzi-Contini. Micòl con la consuetafamiliarità lo accoglie all'ingresso: egli si precipita ad abbracciarla e, travolto dalla gioia, finalmente labacia. Micòl però lo respinge, ma senza colpevolizzarlo.Il protagonista capisce di avere incrinato il suo rapporto con Micòl, la quale da questo momento assumenei suoi confronti un atteggiamento del tutto freddo e distaccato. Tuttavia egli non rinuncia al suo amoree perciò continua a frequentare il giardino e la compagnia, tormentando Micòl con continui tentativi ditoccarla, tenerla tra le braccia e baciarla (dando vita a quelle che lei chiama «scene coniugali»), cercandopersino di indurla a concedersi, ma Micòl lo respinge ancora e, a questo punto, gli chiarisce il motivo delsuo comportamento, lo stesso che tempo prima l'aveva indotta a fuggire a Venezia senza dirgli nulla: glispiega che il giorno in cui erano rimasti chiusi nella carrozza aveva capito che il loro rapporto di amiciziasi stava trasformando in qualcos'altro, e che questo l'aveva spaventata tanto da indurla a scapparesperando che la situazione si risolvesse da sé e tutto tornasse come prima. Gli spiega anche che,malgrado lei da bambina avesse avuto una cotta (uno «striscio») per lui, tra di loro non sarebbe potutoesserci altro che amicizia poiché sono due persone molto simili, quasi come fratello e sorella,
 
«stupidamente onesti entrambi, uguali in tutto e per tutto come due gocce d'acqua» ed entrambi con il"vizio" di vagheggiare il passato. Il protagonista non vuole però credere alla verità appena udita, e anzipreferisce darsi una più spiegazione più facile da accettare: l'esistenza di un altro uomo. Glielo dicefrancamente e Micòl reagisce pregandolo di diradare le sue visite fino a non presentarsi più. Questo segnala rottura definitiva del loro rapporto.Lontano da casa Finzi-Contini, il protagonista inizia a frequentare Giampiero Malnate, diventando suoamico (nonostante i due, durante i salotti da Alberto, si dimostrassero acerrimi rivali, almeno in materiapolitica). Durante uno dei loro incontri, Malnate lo porta in un postribolo e questo segna il culmine delprocesso di degradazione in cui il protagonista è sprofondato dopo la rottura del rapporto con Micòl.Rientrato a casa il protagonista ha una conversazione franca con il padre, al quale spiega tutto, compresoil tormentato rapporto con Micòl. L'anziano genitore, dimostrandosi innanzitutto amorevole ecomprensivo, gli consiglia di porre fine ad ogni legame con i Finzi-Contini, troppo diversi da lui, e anchecon Malnate, spingendolo invece a pensare al suo futuro. Nonostante la ferma decisione di non recarsi piùdai Finzi-Contini e di tornare a dedicarsi ai suoi doveri e alla sua vocazione di letterato e scrittore, ilprotagonista, durante uno dei suoi vagabondaggi notturni, si ritrova inconsciamente davanti al muro dicinta della magna domus, quasi a rievocare l'episodio di dieci anni prima, quando una giovanissima Micòla cavalcioni del muro lo invitava ad arrampicarsi per entrare nel giardino. A differenza di allora, questavolta decide di scavalcare per fare un'ultima visita al luogo. Qui è pervaso da uno strano senso di pace e,arrivato di fronte alla rimessa, viene subito colpito dalla convinzione che Micòl ricevesse di notte, insegreto, Malnate, spiegando così di fatto la presenza di una scala appoggiata al muro di cinta (come peragevolarne la valicata), il suo improvviso atteggiamento confidenziale e complice nei confronti delmilanese e l'altrettanto repentino atteggiamento ostile di Alberto (lui che lo aveva sempre ammirato), mafinisce per accettare questo pensiero con distacco, quasi con serenità: "«Che bel romanzo» sogghignai,crollando il capo come davanti a un bambino incorreggibile. E date le spalle alla Hütte, mi allontanai fra lepiante della parte opposta."Il romanzo si chiude con l'amaro ricordo della Seconda guerra mondiale. Alberto, già da tempo malato dilinfogranuloma maligno, morirà nel 1942 e sarà l'unico a riposare nella tomba di famiglia. GiampieroMalnate, arruolatosi nel 1941 nel corpo di spedizione italiano inviato in Russia (CSIR), non tornerà maipiù. L'intera famiglia Finzi-Contini verrà catturata nell'autunno del 1943 dai nazifascisti e deportata neicampi di concentramento della Germania. Il Giardino dei Finzi-Contini (scritto da Giorgio Bassani nel 1962) racconta la storia di un gruppo digiovani universitari ebrei ferraresi a cavallo tra il 1938 e il 1941. Il protagonista da quindicenne, disperatoper un brutto voto agli esami di licenza ginnasiale, viene consolato dalla coetanea Micol Finzi-Contini,della ricca famiglia ebrea dei Finzi-Contini. L'amore adolescenziale sboccia all'istante, ma da quando lafamiglia Finzi-Contini cambia sinagoga i due non si vedono più. Passano gli anni, e, quando vengonopromulgate le leggi razziali, il protagonista viene allontanato dal club del tennis; ma Micol, sparita pernove anni, lo invita a venire a giocare a tennis a casa sua. Si forma così un gruppo di amici più o menoventiquattrenni, costituito dal protagonista, Micol e il fratello Alberto, e l'amico operaio "il" Malnate. Legiornate trascorrono spensierate nella quiete del giardino, al riparo dall'imperversare del fascismo edall'odore di guerra che si sente in giro; lunghi momenti sono trascorsi a passeggiare e a discorrereall'ombra degli alberi da Micol e dal protagonista, in cui riaffiora il vecchio sentimento; e proprio nelmomento in cui la loro relazione si stringe di più, Micol parte, e va a laurearsi a Venezia. Il protagonistatrascorre ora le giornate aspettando, in compagnia del placido Alberto e del pragmatico Malnate, spesso acena dalla famiglia Finzi-Contini. Ma quando Micol ritorna e lui d'impulso la bacia, il loro legame cominciaa incrinarsi, fino a quando, dopo mesi di vani tentativi, Micol gli intima di lasciarla in pace, e di farsivedere il meno possibile in casa sua. Ma la speranza è l'ultima a morire, e lui comincia a frequentareassiduamente il Malnate, l'"adulto politicizzato", da cui è istruito alla politica, e grazie al quale abbandonalentamente il mondo idealizzato del Giardino, focolare delle sue adolescenziali passioni. E, dopo che ilMalnate lo porta in un lupanare e dopo essersi trovato a discutere col padre da pari a pari di sesso, dipolitica e di amore, da ragazzo un po' cresciuto diventa adulto, e una notte, entrato di nascosto nelgiardino di casa Finzi-Contini, finalmente si convince definitivamente e se ne va. Il romanzo termina così;in un breve epilogo di due pagine è narrata la fine di tutti i membri della famiglia Finzi-Contini: Albertomuore di tumore, gli altri sono deportati nei campi di concentramento. L'idealismo di Micol,quell'idealismo totale degli adolescenti, continua fino all'ultimo, fino a quando la vita, quella vera, loannienta. Il Malnate, invece, il giovane maturo e conscio della situazione politica, muore in guerra sul
 
fronte russo. E, finito l'idealismo, finita l'inconsapevolezza dell'"età fiorita", al protagonista uomo cheracconta la storia in analessi non resta che un ricordo. La peculiarità di questo libro è la fusione dielementi decadenti e elementi neorealisti, dove l'elegia decadente filtra le vicende dell'Italia fascista edelle leggi razziali; l'oggettività del racconto lascia spazio a un io narrante che racconta la sua storiamediata attraverso il suo animo e la sua memoria, che dilata i periodi per lei più significativi relegando inpoche righe o addirittura omettendo ciò che non è funzionale al ricordo; l'operazione di denuncia degliorrori della guerra non è quella compiuta negli altri romanzi neorealisti, dove i fatti sono brutalmente eoggettivamente enunciati per una funzione catartica, ma l'orrore delle leggi razziali è celato in tutto illibro, e si mostra per un attimo al lettore nelle due pagine dell'epilogo, dove l'"età fiorita" e il tempo dellamemoria lasciano posto allo stupro dell'intimo e ad un brusco elenco di morti. In questo modo ladenuncia sicuramente non è più immediata di quella delle altre opere neorealiste, ma, a distanza diquarant'anni, più sottile e profonda. Nato a Bologna il 4 marzo del 1916 da una famiglia della borghesia ebraica, Giorgio Bassani trascorse
l’infanzia e la giovinezza
a Ferrara, destinata a divenire il cuore pulsante del suo mondo poetico. Si laureòin Lettere nel 1939 a Bologna.
Durante gli anni della guerra partecipò attivamente alla Resistenza e conobbe anche l’esperienza del
carcere; nel 1943 si trasferì a Roma, dove visse per tutta la vita, pur mantenendo sempre fortissimo il
legame con la città d’origine. Fu solo dopo il ’45 che si dedicò all’attività letteraria in maniera
continuativa, lavorando sia come scrittore (poesia, narrativa e saggistica) sia come operatore editoriale:
è significativo ricordare che fu proprio lui ad appoggiare presso l’editore Feltrinelli la pubblicazione de Il
gattopardo, romanzo segnato dalla stessa visione liricamente disillusa della storia che si incontra anche
nelle opere dell’autore
de Il giardino dei Finzi Contini.Bassani ha lavorato anche nel mondo della televisione, arrivando a ricoprire il ruolo di vicepresidente
della Rai; ha insegnato nelle scuole ed è stato anche docente di Storia del teatro presso l’Accademiad’Arte Drammati
ca di Roma. Ha partecipato attivamente alla vita culturale romana collaborando a varie
riviste, tra cui «Botteghe Oscure», rivista di letteratura internazionale uscita tra il ’48 e il ’60. Va inoltre
ricordato il suo lungo e costante impegno come president
e dell’associazione Italia Nostra, creata in difesa
del patrimonio artistico e naturale del Paese.

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