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Bambini sani, ricchi ed intelligenti, creati a tavolino,su ordinazione. È un gioco da ragazzi. Basta pagare.In un laboratorio di Chicago sono stati “progettati”cinque neonati per fornire cellule staminali ai proprifratelli e sorelle che soffrono di leucemia e di una raramalattia non ereditaria chiamata DBA (Diamond-Blackfan Anaemia) e che, soprattutto, hanno deigenitori che possono sborsare fior di quattrini.Usando una orripilante tecnica chiamata PGD (Diagnosi di Preinnesto Genetico) vengonotestati gli embrioni per verificare che un certo tipo di tessuto corrisponda a quello deifratellini malati. Gli embrioni non compatibili vengono congelati per essere utilizzati infuturo, quelli buoni vengono fatti crescere e poi nascere nel ventre di mamme in carne eossa.Non è la prima volta che dei “salvatori artificiali” vengono progettati e creati in laboratorio.Il team guidato da Anver Kuliev, del Reproductive Genetics Institute di Chicago, ha giàsperimentato in precedenza una simile procedura per venire incontro a nove coppie configli che necessitavano di un trapianto di midollo osseo tra il 2002 e il 2003. Usandotecniche di fertilizzazione in-vitro, hanno creato 1999 embrioni di cui quasi un quarto - 45embrioni - sono stati selezionati come compatibili. Da un totale di 28 embrioni trasferiti “inutero”, sono state “prodotte” 5 gravidanze e relativi parti. Dal cordone ombelicale deinascituri sono state poi prelevate le cellule per il trapianto.Quindi, ricapitolando, per ottenere cinque “bambini-farmaco”, sono stati “sacrificati” 1994embrioni finiti o nel congelatore o nella spazzatura. E nessuno ci dice quanto sono statipagati quei 5 bimbi “miracolosi”, a peso d'oro probabilmente. Questa è la realtà-horror della scienza moderna: la vita come merce, la cura per qualsiasi malattia. Al di là di ognietica. Basta solo potersela permettere.La procedura, dichiarata “fuorilegge e eticamente inaccettabile”, è stata bandita inInghilterra dalla HFEA (Human Fertilisation and Embryology Authority) che ha vietato aduna coppia inglese di ricorrere a questo metodo per tentare di salvare il proprio bambinoCharlie che soffre di DBA.Hai capito gli inglesi, come sono umani.
LESBICHE ORDINANO BAMBINO SORDO
Non è uno scherzo, ma un titolo apparso su un quotidiano qualche tempo fa. Una coppiaomosessuale, composta da due donne sorde fin dalla nascita, decide, in America, di avereun bambino. Ovviamente si affidano alla fecondazione assistita. ma, attenzione: ordinanoil seme di un uomo non udente, che ha nel suo corredo genetico all'incirca cinquegenerazioni di non udenti.Le due mostruose signore, decidono di vivere la gioia di un bambino e, essendo donne,una di loro si presta a vivere la maternità di questo sogno che hanno in comune. Maperché richiedere un seme di una persona non udente?
 
Perché la coppia vuole avere un figlio con la stessa malformazione dei suoi genitori(sarebbe meglio dire i suoi padroni, ndr) per preservarlo da tutte le idiozie e le sporcizie dicui secondo loro sarebbe pieno il mondo. Si tratta dunque di una scelta morale. Sarà lui,una volta divenuto adulto o comunque nell'età della ragione, a scegliere se riacquistarel'udito con un apparecchio specifico oppure continuare a vivere nel silenzio.(pubblicato suEcplanet, 05-06-2004)
La continua, per molti aspetti folle, ricerca di metodi di fertilizzazione "non convenzionali" èapprodata ad un nuovo, strabiliante, per quanto inquietante, risultato.Il team di ricercatori del Wales College of Medicine alla Cardiff University ha usato unenzima prodotto dallo sperma, chiamato“PLC-zeta”, o "phospholipase C-zeta", chegioca un ruolo chiave nella fertilizzazione delleuova umane, per spingere le uova a dividersi. Fornendo in questo modo una tecnicaeticamente più accettabile per creare cellule staminali "embrionali" che non contengonoalcun cromosoma paternale e dunque non possono svilupparsi in un bambino.La tecnica potrà essere usata, secondo i ricercatori, anche per aiutare le coppieimpossibilitate ad avere figli. I ricercatori dicono di aver trovato la "scintilla della vita".(pubblicato suEcplanet, 14-12-2004)
Nel 2002, due genitori hanno visto i loro gemelli neonati per la prima volta, concepiti dopoun lungo travaglio dovuto ad un trattamento di inseminazione artificiale (In VitroFertilisation - IVF). Alla fine, tutto sembrava essere andato per il meglio. Eccetto che i duegemelli erano di razza mista, mentre i genitori erano bianchi. La clinica ha usato lo spermasbagliato per fertilizzare gli ovuli della madre. Il padre biologico era un uomo sconosciutoche insieme alla sua partner era ricorso anch'esso all'inseminazione artificiale.Altri Incidenti simili sono successi in America e in Olanda. Nel giugno del 2004, unrapporto commissionato dalle autorità mediche britanniche suggeriva alle cliniche di usareun sistema di controllo che obbligasse gli embriologi ad avere un collega come testimoneper documentare ogni procedura in cui possono capitare degli errori. Ma per le 25 diverseprocedure richieste per ogni fase dell'IVF, il sistema risultava troppo laborioso e soggettocomunque ad una alta probabilità di errore.Steve Troup, embriologo dell'HFEA (Human Fertilisation and Embryology Authority), haproposto un'alternativa: il codice a barre. Tale sistema viene già impiegato con successo
 
da più di dieci anni nelle operazioni di trasfusione del sangue, riuscendo a ridurre il tassodi errore. La IMT International, di Chester, è già all'opera per sviluppare codici a barre daimpiegare nelle procedure di IVF. Camere digitali all'interno della clinica leggeranno icodici a barre posti sui contenitori degli ovuli; un computer poi leggerà i codici e suoneràun allarme se non corrispondono al paziente. “
Un sistema veramente sicuro
”, ha dichiaratoTim Haywood, direttore della IMT International.Le tags elettroniche, conosciute come "RFID tags", lavorano in modo simile: possonoessere posizionate sui contenitori degli embrioni e attivate da onde radio che netrasmettono il codice. “
Se i campioni non corrispondono al paziente, suonerà l'allarme
”,dice Troup. L'HFEA valuterà ora se effettivamente questi sistemi possono garantire unamaggiore sicurezza, e se le onde radio possono in qualche modo danneggiare gliembrioni.Un sistema basato sugli RFID è già stato sviluppato dalla Research Instruments diFalmouth e testato su embrioni di topo. “
Le tags ahnno trasmesso ininterrottamente per 4giorni senza provocare alcun percettibile effetto sugli embrioni 
”, ha dichiarato DavidLansdowne, direttore tecnico della compagnia. Le tags RFID lavorano ad una frequenza di13.5 megahertz, di molto inferiore ai 900-1900 megahertz usati dai telefoni cellulari (chetanto sicuri non sono, ndr).(Pubblicato suEcplanet14-04-2005)
“Bambini su misura” per curare i fratelli maggiori affetti da gravi malattie. L'ok definitivo èarrivato dai Law Lords, la massima istanza giudiziaria britannica. Avevano già dato parerefavorevole l'Autorità per la Fertilità Umana e l'Embriologia e l'Alta Corte che avevanoautorizzato una coppia ad utilizzare una tecnica chiamata diagnosi genetica pre-impianto.In questo modo è possibile selezionare un embrione in grado di generare un bebè con glistessi tessuti del figlio da curare.In altri termini, si autorizza la “fabbricazione” di bambini al solo scopo farmacologico. Gliembrioni come merce.Anne è attesa con ansia dai genitori: dalla sua nascita dipende la vita di Kate, la sorellinadi 3 anni malata di leucemia. Anne è stata concepita con la fecondazione in vitro.L'embrione da trasferire nell'utero della madre è stato selezionato con la diagnosipreimpianto in modo che fosse compatibile con la sorella. Dal sangue del suo cordoneombelicale si sarebbero ricavate cellule staminali per salvare Kate. La piccola infattisopravvive, ma non guarisce. Anne dovrà donarle il midollo osseo, per non parlare dellecontinue trasfusioni del suo sangue. Infine, perché Kate non muoia, le sarà chiesto didonare un rene. Allora Anne, a 13 anni, si reca da un avvocato e intenta causa ai genitoriper riprendersi i diritti sul proprio corpo.È la storia provocatoria raccontata in “
La Custode di Mia Sorella
” (Corbaccio) dallascrittrice americana Jodi Picoult. Un romanzo, non una storia vera, che affronta un temamolto attuale, quello dei “bambini su misura” selezionati prima di essere impiantati in uteroperché si possa salvare il fratello o la sorella nati con una malattia ereditaria: leucemia,talassemia, anemia di Falconi. È di questi giorni il caso dei genitori di Marta, 13 anni, con il
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