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 Tra lavoratori,precari e studenti del nord-ovest milaneseFoglio di controinformazione e collegamento
FIP. Giugno 2009 RHO
LA SPINTA! nasce dall’esigenza di un gruppo di lavoratori e lavoratrici del territorio come strumento dicontro-informazione e collegamento tra lavoratori,precari e studenti per creare percorsi di autorganizzazione.
ACCORDO FIAT CRYSLER:QUALE PROSPETTIVA PERI LAVORATORI?
Con gli elogi del governo,dei politici di ognischieramento e dei media nazionali,tutti insiemea santificare Marchionne come il salvatore dellapatria,dell’industria dell’auto e del famigeratomarchio nazionale,l’accordo tra Fiat e Chrysler èstato siglato. Tutti parlano di un’impresa storicache porterà l’industria dell’auto e in parte il capi-talismo Italiano tra i primi al mondo.A noi interessa poco se sia reale o meno questaprospettiva,a noi interessa analizzare le riper-cussioni che le manovre di mercato della Fiatall’interno della crisi che stiamo attraversan-do,avrà sui lavoratori della Fiate sull’intero sistema del lavoro.CONTINUA A PAG. 2
LA CRISI NON ESISTE PERPADRONI,BANCHIERI E POLITICI
La crisi non esiste, o per meglio dire esiste ma nonè così disastrosa; è come un leggero mal di testache darà fastidio per un po’, poi passerà da solo oal massimo con qualche aspirina. Questo è quelloche ci stanno propinando negli ultimi giorni, il lavag-gio del cervello continua, e se c’è qualche voce fuo-ri dal coro viene etichettata allarmista. Probabil-mente questo è vero per chi sta bene, per chi ha ilportafoglio gonfio (non sono forse aumentati i con-sumi dei beni di lusso?).Nonostante la crisi molti gruppi industriali hannochiuso con fatturati in attivo; basta spostare qual-che fabbrica, licenziare un po’ di lavoratori,lasciarne altri in cassa, e prendere un po’ di finan-ziamento dallo stato…CONTINUA A PAG. 3
 
Europa:continua la lotta operaia.
Nonostante i vari Tremonti e Marcegaglia in giro per il mondo parlanodi fine della crisi, questa si sente in maniera sempre maggiore neisalari, nel potere d’acquisto,nel lavoro e nella quotidianità.CONTINUA A PAG.4
Stipendi netti fermi al 1993.
e Fra il 1995 e il 2006 i guadagnidelle imprese aumentano 13 vol-te più delle retribuzioni.CONTINUA A PAG.4
 
 
Pagina 2 ACCORDO FIAT-CHRYSLER Giugno 2009 8
ACCORDO FIAT-CHRYSLER:QUALE PROSPETTIVA PER ILAVORATORI?
Dalla prima
Partiamo da un elemento incon-futabile, cioè che dopo anni incui i lavoratori della Fiat e dellaChrysler hanno fatto fare allerispettive aziende profitti stima-bili in centinaia di miliardi di dol-lari/euro con il proprio lavoro,nelmomento in cui arriva la crisi(causata da una sovrapprodu-zione di merci prodotte), le ri-spettive aziende utilizzano tuttigli strumenti a loro disposizione(licenziamenti e cassa integra-zione) per sbarazzarsi di piùlavoratori possibile,tagliare i co-sti e salvare i loro profit-ti,utilizzando come sta facendola Fiat i soldi pubblici (cioè deicontribuenti), il paradosso infattiè proprio questo,usano i soldiche noi versiamo con le tasseper licenziarci eabbassare i salari.L’esempio più lampante è pro-prio quello che sta facendo laFiat con l’accordo di Crhysler inAmerica e in Canada, in questipaesi i sindacati,molto simili ainostri sindacati confedera-li,hanno accettato sotto la mi-naccia del fallimento dell’azien-da migliaia di licenziamenti (siparla di 10.000 lavoratori direttie 15.000 dell’indotto) e notevolidecurtazioni di salario per glioperai che non perderanno ilposto di lavoro in cambio di ras-sicurazioni sulla carta. Mentre inItalia dove i lavoratori Fiat sonogià da mesi in cassa integrazio-ne (pagata sempre con i nostrisoldi) si parla della chiusura didue stabilimenti e il licenzia-mento di centinaia di operai. Esiamo certi che la stessa sortetoccherà agli operai Tedeschise la Fiat riuscirà ad acquisire laOpel, si prospettano tagli per25.000 operai.Da sempre la Fiat rappresentain Italia l’apripista delle politichesul lavoro e lo sarà anche inquesto momento di crisi .I padroni insieme ai governi sia-no essi di Centro-destra o cen-tro-sinistra stanno cercando diriformare l’intero mercato dellavoro e siamo sicuri che la stra-da che percorreranno sarà quel-la che sta percorrendo la Fiat inquesto momento;Aumento della precarie-tà,licenziamenti,abbassamentodei salari e taglionetto dei diritti.Capiamo benissimo perché tuttiesultano per i risultati di Mar-chionne e della Fiat,purtroppoperò non vediamo ancora incampo il soggetto principale diquesta battaglia,la classe ope-raia,siamo però certi che l’interaclasse lavoratrice riuscirà a su-perare tutte le sue divisioni cau-sate da vari fattori in primis ilrazzismo e liberarsi dal frenorappresentato dai sindacati con-federali,tornando in campo co-me soggetto indipendente a di-fendere i propri interessidi classe.Notizie brevi
RICCHI - POVERIE AFFAMATI !IL CAPITALISMOHA FALLITO.
La popolazione mondiale è compo-sta da circa sette miliardi di perso-ne. I ricchi sono circa un miliardo eabitano quasi tutti in occidente e inGiappone.I poveri sono circa cinque miliardi inquasi tutto il mondo.Gli affamati sono circa un miliardo evivono soprattutto in Africa, Asia eAmerica latina.In Italia ci sono 975.000 famigliecorrispondenti a due milioni e mez-zo di persone che sono in povertàtotale, cioè al disotto di una certasoglia di spesa.Ad esempio in un area come quelladi Roma ,nel 2007, era consideratopovero un single al di sotto di 683€di spesa o una coppia di pensionatiche vivesse con meno di 886€ almese.Questo è quello che crea l’ attualemodello economico- sociale: accu-mulazione della ricchezza ad unpolo (padroni,nazioni), povertà efame ad un’ altro.E’ giunto il momento di eliminarequesto sistema e svilupparne un’altro che metta fine una volta persempre al dominio del profitto.
 
 
Numero 8 Giugno CRISI E LAVORO Pagina 3
LA CRISI NON ESISTE PERPADRONI,BANCHIERI E POLITICI
dalla prima
La conclusione èche chi sta benecontinua a stare be-ne, e non abbassa ilsuo tenore di vita.A noi lavoratori in-vece spaccano lepalle con menatedel tipo: bisognaaumentare i consu-mi, non credere allecassandre che par-lano sempre disventura. Guardan-do bene i fatti peròla cassa integrazio-ne nei primi mesidell’anno è aumen-tata del 500%, i li-cenziamenti sonoall’ordine del giorno,i costi non diminui-scono (casa, scuo-la, alimentari, ecc.)e le condizioni di lavoro precipitano in un baratro, sembradi essere tornati indietro di almeno 20 anni. Questi sono ifatti tutto il resto sono delle palle, è ora che invece di berecome verità questa informazione immondizia, si chiarisca-no le cose come stanno. La crisi c’è e la vivono in primapersona i lavoratori. Per noi è logico che chi ha poco spen-de poco, e se poi in una famiglia qualcuno rimane senzaposto di lavoro si spende ancora di meno, e si fatica adarrivare a fine mese. Il costo della vita non diminuisce , eallora gli appelli a consumare sono la voce di chi vuole atutti costi mantenere i propri privilegi. Il peggio deve anco-ra venire, ma noi non dobbiamo restare semplici spettatori.Dobbiamo aspettarci un altro aumento della povertà, unulteriore incremento dell’odio razziale, e non possiamo af-fatto escludere il ricorso a nuove guerre. Difendiamo il sa-lario, il posto di lavoro, combattiamo il razzismo e la ten-denza alla guerra, organizziamoci nelle fabbriche, nei luo-ghi di lavoro e sul territorio, non lasciamo che stato e pa-droni faccino quello che vogliono.
CONTINUA L’ ATTACCO AIDIRITTI DEI LAVORATORI!
Il 25 marzo del 2009 il prof. Ichino (PD) hapresentato una proposta di legge sulla flex-security , in pratica eliminare l’ art. 18 dellostatuto dei lavoratori che ci difende dai li-cenziamenti aziendali.Come sarà il testo finale,ammesso che arri-vi alla fine, nessuno lo sa. Ma per il mo-mento la proposta del professore prevede:-un contratto unico con i neoassunti di pas-saggio al nuovo sistema firmando con ipadroni e i sindacati;-il contratto è a tempo indeterminato e doposei mesi di prova l’ Art. 18 si applica solo ailicenziamenti discriminatori o disciplinare.Ma si è licenziati per motivi economici oorganizzativi con un indennizzo;-chi perde il posto avrà un’ indennità di di-soccupazione pari al 90% dell’ ultimo sti-pendio per il primo anno,poi l’80%, 70% einfine il 60% per il quarto anno.Dovrà partecipare ai corsi di riqualificazionepena la perdita dell’ indennità.Il ministro del lavoro (che non ha mai lavo-rato in vita sua) Sacconi è entusiasta dellaproposta perché ,secondo lui , ci sono 9milioni di lavoratori protetti e altri nove no!Facendo in questo modo “giustizia” contro ilavoratori occupati.Strano modo di fare giustizia è anche quel-lo del ministro della funzione pubblica, untal nano di nome Brunetta, che infligge ailavoratori pubblici da uno a cinque anni dicarcere se si fanno timbrare il cartellino opresentano un certificatomedico falsificabile. .ANCORA UNA VOLTA SI VERIFICA CHEI RICCHI CHE RUBANO ( falso in bilancio)MILIARDI SONO LIBERI,MENTRE I LAVO-RATORI CHE PRODUCONO LA RIC-CHEZZA SONO CONDANNATI ALLA FA-ME . ANCHE QUI SI PONE IL PROBLEMADI FARLA FINITA CON QUESTO SISTE-MA PER LIBERARCI DELLE NOSTRECATENE
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Ancora cassa-integrazione all’ its Artea
L’its Artea,industria tessile di Parabiago ha rinnovato laprocedura di cassa integrazione per 13 settimane in ag-giunta alle 13 appena trascorse, la procedura riguarda tutti60 lavoratori impiegati in azienda. La cassa integrazionesarà a rotazione con chiusura totale tutti i Venerdì,per ilavoratori che percepiscono stipendi da fame,saràAncora più dura arrivare alla fine del mese
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