6.
Accompagnare anche le piccole imprese ai processi di
innovazione
e alle opportunitàdella
green economy
con politiche e programmi europei realmente accessibili e conrisultati replicabili. Si tratta di razionalizzare gli interventi di sostegno, promozione eincentivazione dell’offerta e della domanda nei mercati e nei settori dell’economiasostenibile, al fine di semplificare i criteri e le procedure in essere e favorirel’aggregazione stabile tra le imprese.
7.
Modernizzare il
mercato del lavoro
e della
formazione
introducendo nuove forme diflessibilità regolata e potenziando, al tempo stesso, tutte quelle misure che possonoefficacemente sostenere l’occupazione, con il più ampio coinvolgimento dellerappresentanze delle PMI nel dialogo sociale europeo.
8.
Rilanciare e perfezionare il
Mercato Interno
; rendere il sistema degli
appalti pubblici
più fruibile, prevedendo corsie preferenziali e quote di riserva appalti per PMI, in lineacon la disciplina già vigente negli USA, in Corea e Giappone e con la proposta dellaPresidenza francese alla Commissione Europea nel 2007.
9.
Garantire le politiche di
concorrenza
leale da parte dei Paesi Emergenti e assicuraresostanziale parità di accesso al mercato a tutte le tipologie di imprese;
tutelare leproduzioni europee
di qualità ed il consumatore attraverso strumenti per latracciabilità e per la determinazione dell'origine dei prodotti, per combattere laconcorrenza sleale e la contraffazione.
10.
Rendere effettiva la
liberalizzazione dei sistemi energetici
creando condizioni diaccesso sostenibile all’approvvigionamento da parte delle PMI e completarel’armonizzazione fiscale.
11.
Investire in tema di relazioni esterne sulle
Politiche di Vicinato
specialmente con i
Paesi Mediterranei
per fare dell’Europa il promotore di un “regionalismo aperto” ingrado di contrastare il rischio di nuovi conflitti commerciali.
12.
Avviare concrete politiche per i
settori in crisi
, a partire dal tessile – abbigliamento –calzaturiero, dal turismo, dai trasporti e dalle costruzioni che rappresentano settoriimportanti del tessuto imprenditoriale italiano ed europeo. Ciò anche a fronte di unripensamento ed una revisione “coraggiosa” delle politiche di coesione economica esociale e delle risorse finanziarie destinate all’agricoltura in favore delle PMI nelle areepiù disagiate e delle nuove marginalità.
Con queste proposte e con senso di responsabilità Confartigianato, Cna,Casartigiani, Confesercenti e Confcommercio saranno al fianco dei parlamentarieuropei in un partenariato attivo per realizzare un “patto europeo” per le PMI peruscire dalla crisi.* * *“Più Europa e più impresa: un patto europeo per uscire dalla crisi”Riflessioni e proposte
1.
Condividiamo il giudizio storico e politico che vede nel processo di costruzionedell’Unione Europea un tentativo generoso (ed incompiuto) di realizzare un’esperienzadi
governo democratico della globalizzazione
. Di fronte ad una crisi, primafinanziaria e poi dell’economia reale, che chiama in causa proprio l’assenza, ocomunque la debolezza, di regole e di strumenti efficaci di governo dellaglobalizzazione, è dunque evidente, a nostro avviso, che si apre lo spazio e si determinala necessità di portare a compimento questo processo, facendo valere il
ruolo politicodell’Unione
–
ed i valori del suo modello economico e sociale
– come contributorilevante alla definizione di una governance della globalizzazione. Una governance checolga tutte le opportunità derivanti dalla libera e competitiva circolazione delle personee dei capitali, delle merci e dei servizi e dalla crescente integrazione tra le diverse aree
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