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DIDATTICA DEL PODCAST
Marcello Bettoni, Marialetizia Mangiavini
IS “Carlo Dell’Acqua” Via Bernocchi 1, 20025 Legnanomarcello@cyberscuola.it Liceo Classico “Pietro Verri” Via S. Francesco 11, 26900 Lodi marialetizia@cyberscuola.it  
Il podcast è l'unica forma di mobile learning con la quale è realisticamentecostruibile, oggi, un progetto di formazione nomadica.Esso presenta delle potenzialità dirompenti.Tuttavia mancano delle riflessioni didattiche sull'uso del podcast a scuolache diano un quadro di riferimento teorico e siano, al contempo, una guida per il docente. Motivazione, stili cognitivi delle nuove generazioni, specificodisciplinare:
 
tutto ciò non può che incidere fortemente sull’editing dei contenuti di un podcast.E' questo l'obiettivo del nostro lavoro, nato sulla scorta di esperienzerealizzate e sperimentate in classe
.
1. Introduzione
A tutt’oggi il Mobile learning, ossia l’apprendimento che avviene mediantedispositivi portatili, è ancora lontano dall’affermarsi, sia per i costi diconnettività, dei dispositivi mobili (palmari, IPhones etc), degli applicativi – siaper il livello raggiunto dalle tecnologie abilitanti ( la miniaturizzazione degliapparati, l’autonomia delle batterie rispetto alle fonti energetiche fisse, isoftware disponibili) . Tutto ciò, specie nella scuola italiana, non ci consenteancora di considerare il mobile learning come scenario definito all’interno delquale costruire un progetto di formazione nomadica.Questo, però, non vale per il podcast, ovvero quel sistema che permette discaricare periodicamente file audio e video sul proprio pc e soprattutto sulproprio lettore mp3/mp4. Le nostre città sono sempre più attraversate dai “nuovinomadi” : giovani - ma anche adulti - che camminano o viaggiano portandocon sè un lettore di questo tipo integrato nel cellulare o nell’ IPod; talediffusione sta penetrando sempre più tra tutte le fasce d’età, con memoriesempre più potenti e a costi sempre inferiori.Il podcast ha molte potenzialità e molte caratteristiche che lo rendono unostrumento estremamente flessibile e utile. Superfluo ricordare la sua fruibilitàubiqua, la sua gratuità, la trasferibilità “virale” dei file tra gli studenti (Blutooth). Ec’è una caratteristica veramente nuova : pubblicare su un feed aggregator consente di raggiungere il grande pubblico senza la mediazione di una casaeditrice, e quindi permette al docente di essere autore ed al contempo editore dise stesso.Nonostante ciò , il podcast non è ancora molto diffuso nella scuola italiana.Vuoi per il “digital dividedi cui soffre ancora la stragrande percentuale dei
 
docenti, vuoi perché dagli stessi viene associato a quei due piccoli “fastidiosi”auricolari incollati alle orecchie degli studenti, che sembrano isolarli dalla nostraazione didattica immergendoli in un mondo “altro”, fatto di musica e amenitàpoco educative, pochi docenti lo utilizzano.Varrebbe invece la pena di pensare alla possibilità di “capitalizzare” laflessibilità e la libertà garantite da questi dispositivi: l’apprendimento può usciredall’aula e accompagnare lo studente nel suo mondo.L’impatto sull’educazione può essere davvero forte, a condizione che ipodcast vengano realizzati in modo corretto.Il problema ci pare infatti questo :
definire un quadro teorico diriferimento all’interno del quale intraprendere un’azione didattica con ilpodcast.
E’ raro incontrare riflessioni che si pongano il problema di comeutilizzarlo in modo realmente efficace nella pratica didattica ed all’interno diquale modello didattico implementarlo. Ma quando si utilizzano le tecnologie per la didattica, il mezzo molto spesso determina i contenuti. “The medium is themessage”: una idea -quella di Mac Luhan- assai nota e forse abusata, ma nonsempre applicata. Così come scrivere un libro è assolutamente diverso dalloscrivere per il web, allo stesso modo spiegare Dante in classe è tutt’altro chefarlo per il podcast. Ogni tecnologia di e-learning deve essere quindi guidatada una consapevolezza didattica e metodologica che sola la può orientare. Ilmezzo, di per sé, non garantisce il successo nell’apprendimento. Velocizza laapplicazione del modello, ma se il modello è inefficace od inadeguato, il mezzorende più veloce il fallimento. [1]
2. Il Podcast per tutti : il modello erogativo
Per la veri, una valutazione dei podcast presenti sul più noto feedaggregator, Itunes (che contiene anche classifiche dei download e dipopolarità pur senza fornire dati numerici) , sembrerebbe affermare il contrario.Podcast di grande successo sono di fatto registrazioni integrali di lezionieffettuate in classe, in università, di conferenze (pensiamo alle lezioni di storiadi Feltrinelli) , o di programmi radiofonici a tematica culturale[2].Apparentemente questi prodotti non muovono da alcuna riflessione didattica,o comunque non hanno alcunchè di particolarmente innovativo dal punto divista metodologico, se non la straordinaria portabilità delle lezioni in un piccolodispositivo che giovani e adulti portano spesso con se’. In realtà,
anche se nonesplicito, un modello didattico, anche se sotteso, c’è: si tratta di unmodello di apprendimento tradizionale, erogativo e versativo.
Tuttavia,anche in questo caso il podcast ha una sua specificità rispetto ad altri supporti(cartaceo, pc): la voce che penetra nelle orecchie tramite gli auricolari non ècome la voce di un prof che spiega in un’aula. E’ percepita come “per me”,come a me indirizzata, mi parla e mi dice cose in modo diretto, personale,giunge alla mia consapevolezza, ed il leggero fastidio di tenere gli auricolari è lìcontinuamente a ricordarmelo. C’è un valore aggiunto nella voce che mi segue
 
quando cammino per strada, sono sull’autobus o in palestra : essa mi guidanell’apprendimento in maniera così personale e profonda che non si limita atrasmettermi un’informazione, ma dà forma al significato di quell’ informazione.Apparentemente ascoltare un podcast non esclude l’interazione con l’ambienteed i rumori altri. Ma in realla voce reclama per un’attenzione, unadedizione ed una concentrazione totali, e penetra nel profondo dellaconsapevolezza come nemmeno un video sa fare. [3]Questi podcast per gli studenti hanno una funzione complementare rispettoalle lezioni in classe; possono essere utili per lo studio e il ripasso, in caso diassenza dalle lezioni, o per sfruttare i tempi morti. Per gli adulti possono essereuna occasione di approfondimento, di apprendimento informale e “on demand”,scelto cioè in base ai propri interessi e bisogni culturali.
Si tratta, in ogni caso, di un pubblico con una motivazione forte,intrinseca; e ciò che conta qui è la rispondenza dei contenuti alladomanda di formazione
. Il discorso vale sia per un pubblico adulto, chepersegue un apprendimento “lifelong learning” e self oriented”, oppure per unpubblico di studenti fortemente motivato.
3.La motivazione
Il problema centrale è dunque
la motivazione della domanda
. Riproporregli stessi contenuti del mattino nello stesso modo della lezione cattedraticafrontale potenzia gli allievi già motivati, ma lascia ai margini gli altri, checostituiscono il vero problema della scuola italiana, media e superiore.
Ilmodello di insegnamento frontale, ancora prevalente, presuppone infattila motivazione degli studenti all’apprendimento.
“Non si pone il problema dicome crearla, perché la dà per scontata, come lo era ai tempi di una scuola“d’elite”. Ma oggi, nella scuola di tutti e per tutti, ciò non funziona più: lostudente con poca motivazione rimane in una condizione cognitivamentesubordinata, perciò non assume un atteggiamento attivo e responsabile nelproprio apprendimento”. [4]. Qui vogliamo parlare in special modo dellamotivazione intrinseca, cioè del benessere interiore che si prova quando siraggiunge una competenza. Gli studi suggeriscono che un apprendimentoprofondo è strettamente legato alla motivazione (benché non siano la stessacosa). Le fondamentali dimensioni della motivazione sono l’interesse , cioè lacuriosità relativa ad un determinato tema; la rilevanza, cioè la percezione checiò che si apprende è importante; le aspettative, vale a dire la possibilità disuccesso nell’apprendimento e la consapevolezza che questo successoformativo sia nelle mani del discente stesso. Ma non escludiamo anche unfattore estrinseco, che consiste nella soddisfazione, basata sui riconoscimentiesterni (valutazione). [5]Quindi la domanda è: ma perché mai uno studente dovrebbe scaricarsisull’IPod o sul cellulare un mp3 di letteratura, scienze o filosofia, e sentirselomentre è a spasso, quando può leggersi tranquillamente una paginetta sul pc,
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