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Pagellone Bovisa '09

Pagellone Bovisa '09

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29-05-2009, C.S. Iseo, Milano, ore 19.
Triplice fischio dell’arbitro Treossi, che manda tuttia prendere un tè freddo e i ragazzi di Lorenzo Ottone ad alzare la coppa!Per il secondo anno consecutivo la cavalcata di “Al Bar a bere (con Lorenzo Ottone)” siconclude con una grande vittoria nel torneo primaverile del Politecnico Bovisa!Tante cose sono cambiate: la squadra è sicuramente diversa, il torneo stesso è diventatonettamente più competitivo, i soliti infortuni non sono mancati anche quest’anno… manonostante tutto il titolo è stato difeso con successo!Al termine di una finale “thrilling”, i ragazzi in maglia bianca possono gioire grazie a ungrande gol di Salerno (quello piccolo, il bomber) che scongiura l’incombenza dei terribilirigori.Gli avversari del “Calciopoli” (dicono che giocasse il figlio di Lippi) si dimostrano avversaritenaci e compatti, dalla difesa lenta ma solida e con un portiere in grado di fare ladifferenza. Pronti via, il tempo di mettere in chiaro chi sono i campioni in carica con una
 
punizione al fulmicotone del solito Marinovich (e conseguente angolo su cui sfioriamo ilvantaggio) e si va subito sotto nell’immediata ripartenza: incursione del difensoreavversario lasciato libero come un fringuello (sembrava Pasqual in Udinese-Cagliari) e pallain rete per l’1-0. Qualche cambio azzeccato e un pressing massiccio portano il risultatosull’1-1 grazie a Di Paola e un diagonale dei suoi, da bravo terzinaccio che sa anche far gol.La grinta e la convinzione salgono, ma arriva subito la doccia fredda: 1-2 subito su erroredifensivo dopo rimessa laterale! Ingenuità che potrebbe abbattere chiunque, ma nonSalerno che non ci sta e con una grande finta mette a sedere difensore e portiere in unavolta sola, e scarica di sinistro sotto l’incrocio: 2-2 e intervallo.Il secondo tempo è una guerra: Bordiga sventa 2 bombe in diagonale e un pericolosissimo1 contro 1 (con l’aiuto del palo, stile Pagliuca a Usa ’94), ma i nostri sono sempre piùpericolosi e il portiere avversario sembra Teo Sellers, parando di gambe, braccia, faccia eculo. La lotteria dei rigori sembra inevitabile, quando a 5 minuti dalla fine Salerno, semprelui, decide di giocare d’astuzia e prova il colpo di fino: “er cucchiaio”, Teo Sellers a terra epalla che sbatte beffarda sulla traversa… Salerno non ci crede, si tuffa di testa stile beachsoccer e palla in rete! L’entusiasmo è a mille, timeout concesso dall’arbitro Treossi e ultimeindicazioni di Bordiga ai suoi. Si rientra in campo, Salerno (l’altro, il difensore) spende allagrande l’ultimo fallo disponibile prima del tiro libero con una falciata epocale (in ricordodel vecchio nome della squadra: Falcialo). Il presidente Ottone dà coraggio ai suoi a granvoce, trattiene non so quante bestemmie e il fortino regge senza troppi problemi… ICAMPIONI DI BOVISA SIAMO ANCORA NOI!Ma questa finale è stata preceduta da svariate altre battaglie, vediamole brevemente dallaprima all’ultima:
 AL BAR A BERE (con Lorenzo Ottone) – BOVISA LEVERKUSEN 3-2
Esordio coi brividi per i campioni in carica, frenati da un campo ai limiti della praticabilità eda un’intesa ancora non ritrovata per via dei sostanziosi cambiamenti all’organico.Memorabili gli scivoloni di Pacelli con tanto di aquaplaning e culate a terra; il bomberSalerno non trova la sua vena realizzativa e si trasforma in uomo assist. Ci pensano il nuovoacquisto Menoni (esordio con gol), il roccioso Di Paola e il granatiere Marinovich a segnarequel tanto che basta a garantire la vittoria. Rischio di rimonta agli ultimi minuti, ma gliavversari non si dimostrano all’altezza e Bordiga si fa trovare pronto.
 AL BAR A BERE (con Lorenzo Ottone) – LOS SHOROS DE SAN ROCCO 4-2
Forse la partita più temuta: i campioni (in evidente difficoltà e crisi di gioco) incontranol’outsider terribile del torneo, una squadra sudamericana di cileni e spagnoli che ha datospettacolo nella prima partita, umiliando per 8-1 la squadra che ne aveva date 11 ai primi
 
nostri avversari (quelli del risicato 3-2). Grazie alla profonda concentrazione, ai riti vudùpre partita e alle mail di capitan Bordiga, i nostri ritrovano la grinta giusta: il gioco arioso erapido degli Shoros non fa che infrangersi contro la “muraglia Bianca”, e negli altri casi ilnervoso dei cileni viene alimentato dalle parate di Bordiga. Ripartenze micidiali e pallonirubati all’incerta difesa sudamericana sono gli ingredienti della vittoria: Salerno ritrova ilgol, ma poi troppi sprechi sono puniti dall’1-1 su punizione beffarda. Finalmente Pacelli, ilnostro ariete, decide di fare la differenza e realizza lo splendido 2-1 liberatorio; Marinovichsigilla il 3-1 e il match, da quel momento ormai chiuso, terminerà sul 4-2.
 AL BAR A BERE (con Lorenzo Ottone) – CHIUDIME 5-1
La qualificazione ai quarti è ormai cosa fatta, ma sull’entusiasmo della partita precedente inostri vogliono stravincere il girone per classificarsi tra le prime 2 migliori del torneo esaltare direttamente in semifinale! Gli avversari, sull’orlo della crisi di nervi per esserecostretti a vincere contro i campioni in carica, riescono addirittura a passarefortunosamente in vantaggio, ma passano un paio di minuti e il risultato è già ribaltato.Perso Pacelli per infortunio, ci pensano i due Salerno, Marinovich e Di Paola a mandare acasa gli arroganti “Chiudime”, che tentano di buttarla sulla rissa ma prendono botte ebasta! Solo noia per Bordiga, mentre è da segnalare la clamorosa traversa colta dalpresidente Ottone, il centro sportivo stava per venire giù!Quarti di finale dunque per gli “Shoros”, arrivati secondi, e altre due squadre degli altrigironi. “Al Bar a bere (con Lorenzo Ottone)” e “Calciopoli” accedono direttamente allesemifinali.Il giorno della partita, i nostri arrivano giusto in tempo per vedere “Calciopoli” che schiantagli Shoros, privi del loro uomo migliore e con la difesa ormai allo sbando. Il campo attendel’altra finalista…
Semifinale: AL BAR A BERE (con Lorenzo Ottone) – APRIME 3-1
Manco a dirlo gli amici di “Chiudime”, questi “Aprime” si dimostrano subito l’avversario piùcoriaceo mai incontrato, e non vedono l’ora di vendicare i colleghi sconfitti. La partitapromette male prima ancora di cominciare: entrambe le squadre sono in maglia bianca,ma il presidente Ottone perde il lancio della monetina e ci toccano le pettine puzzolenti!Tuttavia troppa fretta di mettersi in mostra e troppa sicurezza di sé fanno sì che gli“Aprime” cadano lentamente nella trappola messa in atto dai nostri amici del Bar, che nelprimo tempo si limitano a contenere e a far correre e pressare gli avversari, giocando alrimpiattino con azioni rapide e uno-due devastanti. L’inizio di partita è agevolato da unrigore generosamente concesso ai nostri dall’arbitro Treossi, che Di Paola trasforma senzaproblemi. Da quel momento il possesso palla è quasi tutto degli Aprime, che però là

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