• Embed Doc
  • Readcast
  • Collections
  • CommentGo Back
Download
 
 Anno VII, Numero 23 • maggio-settembre 2008 • Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in a.p. 70% - DBC Milano •ISSN 1120-8511
Supplemento al trimestrale di attualità artistiche e culturali “Arte Incontro in Libreria” fondato nel 1990 • Registrazione Tribunale di Milano n. 199 del 19/3/1990 • Direttore Donatella Bertoletti • Responsabile Scientifico e Redattore Capo AntonioD’Amico •Stampa: Advantage Group S.r.l.,MilanoProgetto grafico: Fotolito Lombarda, via ValvassoriPeroni, 55, Milano - tel. 0270635627 - fax 022665452 - e-mail: fotolito@fotolito.191.it • Tiratura: 5000 copie •
TaxePercue(TassaRiscossa)UfficioCMP Verona
In caso di mancato recapito restituire all’Editore che si impegna a pagare la tassa. Libreria Bocca Galleria Vittorio Emanuele II, 12 - 20121 Milano - tel. 0286462321/02860806 - fax 02876572
     2     0     D     A     N     G     E     L     O     0     6
 
razione dei nu-merosi artistiche ci fre-quentano,hoiniziato,un an-no fa,questo cammino che vede realizzateopere uniche per lo spazio della Bocca.Adoggi sono numerose le proposte di installa-zioni per il futuro.A dicembre è stato il tur-no di Anna Maria Russo,sannita di nascita,ar- tista a tutto tondo,che haimmortalato,in dischi vo-lanti di plexi-glass le effigidella Bocca.In febbraio ègiunto da Gi-nevra,Raphael Resasco,con l’opera
Due de-rive per una barca
,racconta storie di vita del-la terra di origine paterna:Vernazza (Cinque terre).A marzo ho ospitato un’artista mila-nese,Grazia Gabbini che con l’opera
Di nidie altre storie
,ha ingabbiato poeticamente lospazio aereo della libreria,con vele di lana,nidi di carta pesta e filo di ferro.Maggio ve-drà protagonista Paolo Lazzarini,poeta filo-sofo e artista,che ha concepito un’istallazio-ne per celebrare il decennale della morte diSilvio Ceccato,ricercatore del pensiero in for-mazione e delle sue modalità compositive.Entrate quindi in questo piccolo mondo chevive e si nutre d’arte dal 1775 e soffermate-vi a guardare i percorsi intrapresi dall’ArteContemporanea che nonostante tutte le dif-ficoltà non è morta.
Giorgio Lodetti
INSTALLAZIONI
LeSegretediBocca 2
Dall’alto: A.M.Russo,R.Resasco,G.Gabbini
Redattori:
Giorgio LodettiGiovanni Serafini
Collaboratori:
Aldo BenedettiDonatella BertolettiAndrea BondaniniMaurizio BottoniGabriella BrembatiGrazia ChiesaFranco ColnaghiGianluca CoronaSara FontanaAngela GoviEmanuele LazzatiAlberto MariCristina MuccioliMariacristina PiantaRoberto PlevanoStefano Soddu
Testata - Copertina:
Sergio Dangelo
Quarta di Copertina:
Max Marra
Logo Caffè Letterario:
AnnaLaura Cantone
Uno speciale ringraziamento
Giulio Calacoci
Nasce dall’esigenza sempre maggiore di promuovere la giovane Arte Contemporanea italiana,l’esigenza da parte della storica libreria Bocca di Milano di diffondere sempre più capillarmen-te il proprio notiziario informativo:
Le Segrete di Bocca
 ,quadrimestrale d’attualità artistico e cul-turale nato nel duemila come inserto della rivista
Arte Incontro in libreria
 ,oggi si emancipa dainserto a rivista indipendente.Forte della distribuzione gratuita ad oltre duemila clienti fidelizza-ti alla Bocca,specializzati o semplicemente interessati alle Arti Contemporanee nazionali e in-ternazionali.La rivista cerca collaborazioni mirate a migliorare i propri contenuti,attraverso l’av-vallo e il contributo delle Gallerie d’Arte,oltre a stringere rapporti di collaborazione con struttureorganizzative di prima linea presenti sul territorio nazionale.Forte dell’appoggio di molti colla-boratori,tra cui giornalisti e critici d’arte,è oggi possibile far parte di questo nutrito
entourage
 ,formatosi in sette anni di attività editoriale.Insieme saremo in grado di dar voce alle differenti ri-cerche nel campo dell’Arte Contemporanea Italiana.La Libreria Bocca sempre attiva nella pro-mozione,attraverso il vostro contributo,potrà diventare un faro nella nebbia di questo complica-to sistema che è l’Arte Contemporanea.Unisciti a questa nuova iniziativa editoriale e collabora con
Le Segrete di Bocca,Artisti in Rivista
.Per maggiori informazioni contatta:
Giorgio Lodetti:338 2966557
e.mail:
giorgio.lodetti
@
libreriabocca.com
.
Ester Negretti un nome legato a un mondodi colori.Giovane artista lombarda,conosciuta,come spesso accade,in libreria grazie ad unamico comune Roberto Plevano,collabora- tore instancabile e artista eclettico e talen- tuoso,che cura da oltre sette anni la rubricadelle
Segrete di Bocca:Plevano incontra…
Ester ha partecipato con successo all’edizio-ne di molti premi di pittura,tra cui:
 Movimentonelle Segrete di Bocca 2006
,e il
Premio Dalla Zorza
,Galleria Ponte Rosso,menzione spe-ciale.È stata protagonista di una mostra per-sonale nel giugno 2007 da Bocca in Galleria.Oggi sigla questo consolidato rapporto condue opere permanenti.Forte della sua per-sonale capacità nell’utilizzo dei colori,sor-prende con la sua pittura il cliente distrattoche varca l’ingresso di questo piccolo scrigno,caleidoscopio delle Arti.A simbolo di un no-me che è sopravissuto a oltre duecento annidi storia,nel campo dell’editoria italiana,laBocca,rossa e carnosa di un volto che scom-pare con i confini della tavola,dipinta da Ester,rende omaggio allo spazio che la ospita.E qua-si in disparte,si potrebbe pensare celato,ilvolto trova lo sguardo nel secondo pannellorealizzato dall’artista,che non si svela com-pletamente,ma ci osserva,con occhi fugaci,scuri,e ci tormenta con le sue bellissime lab-bra socchiuse,quasi a sussurrare un terribilesegreto.Forza Ester di storie da raccontarece ne sono ancora,illumina noi e gli avvento-ri che entrano in questo luogo,svelaci altreparti celate di questa dea che ci mormora escruta…
Giorgio Lodetti
Un’idea nata da un’opera di Davide Casari,unautentico artista bergamasco,che in occasio-ne della mostra in libreria ha pensato e rea-lizzato un’installazione capace di colmare lospazio,stabilendo con esso un rapporto didialogo,si concretizza in questo appuntamentofisso,all’interno della Bocca.Ogni due mesiviene ospitata un’installazione collocata tra ilsoffitto e il pavimento di questa piccola e sto-rica bottega della Galleria Vittorio EmanueleII.È con vero piacere che,grazie alla collabo-
ESTER NEGRETTI
 
Per me,che ho fatto del Futurismo una pa- tente di vita,un (bi)sogno di ininterrotta crea- tività,trovarmi nello studio di Gehard Demetzè stato come fermare la macchina del Tempo,accettare una lentezza riflessiva che suona co-me ammissione di una
vanitas
soffocante,delrifiuto di guardare negli occhi la nostra ine-sorabile disgregazione,indifferente al tumul- tuoso e affannato tentativo di sottrarsi al si-lenzio,a una nudità sofferta e ostinatamentenegata,assimilata ad un incubo di dissolvi-mento.I personaggi di Demetz hanno il co-raggio di fissare la realtà,di guardarla negli oc-chi e rimanerne imprigionati,come impietri- ti per aver osservato la Medusa:la mostruo-sa Gorgone rappresenta in chiave mitologicail nostro moderno disagio a constatare unvuoto d’identità,a tradurre una tragica inco-municabilità,un destino già segnato e rifiuta- to.Si legge ugualmente in quegli sguardi diadolescenti la volontà di affrontare una pro-va,di richiedere un riscatto,quasi pretendere una ragio-ne di vita:Demetz sembra se-guire un percorso opposto aquello dei grandi protagonistidel ’900;così,mentre il No-vecento ha proceduto ad unaprogressiva
destrutturazione
dell’uomo (le deformazioni al-lucinate di Bacon e le impie- tose disgregazioni di LucienFreud) fino a diluirne anima econtorni fisici,Gehard sem-bra avventurarsi in un corag-gioso sforzo di ricomposizio-ne,un elaborato processo diassemblaggio di tasselli di legno,ciascuno cor-rispondente ad una precisa parte del corpo.È quasi una forma di aggregazione organico-molecolare che documenta uno sviluppo divita,la definizione di un’identità di cui si lasciagià intravedere maliziosamente la corruzio-ne:il punto di arrivo è sempre lo stesso,nevaria il percorso,più distaccato e concettua-le,più apparentemente figurativo,partendoda sembianze adolescenziali.È un’originalissima tecnica ad incastro,analo-ga a quella utilizzata nella scultura del tardoRinascimento,quella con cui Demetz realiz-za i suoi stupendi
mosaici antropologici
:alcu-ne tessere sono tuttavia appena sbozzate ei loro contorni spesso non combaciano per-fettamente,ma lasciano spazi interstiziali,qua-si a suggerire un’ansia di fretta costruttiva,zo-ne d’ombra all’interno di corpi ancora in acer-ba gestazione,ferite geometriche che si ri-aprono come future cicatrici di aspettativedisattese.Si respira un desiderio di crescita inquei corpi minuti,il superamento delle for-me in cui si sentono intrappolati,vittime diun arresto metafisico del tempo che li con-sacra manichini dechirichiani,ma non iconeindistinte di eroi senza identità,bensì gladia- tori moderni dai lineamenti ben definiti,of-ferti come vittime sacrificali di una rituale ini-ziazione,chirurgicamente vivisezionati e amo-revolmente ricomposti.I fanciulli di Demetz hanno lo stesso impetodei cavalieri di Marino Marini,pronti a mon- tare un cavallo dall’energia indomabile,sim-bolo di quella vita che in ogni istante è pron- ta a disarcionare la nostra presuntuosa sta-bilità,a scuotere il loro infrangibile e ostinatoentusiasmo.Demetz vuole consegnarci un sogno,ma nelmomento stesso in cui lo confeziona,in cuicostruisce l’esoterica purezza esteriore deisuoi personaggi,già maliziosamente conta-minati da
tarli
superficiali,ne mostra una ul- teriore complice incompletezza nella parteposteriore,lasciata grezza a suggerire il disa-gio interiore,il turbamento della ragione difronte a quel magico capriccio scenograficoche ha il sapore di un’impalcatura di Cinecittà,pronta a crollare per aprirci al vuoto che ci
The mouth full of stars,2006 (particolare)
attende.Demetz ci offre così una vasta casi-stica di
Ecce puer 
,adolescenti che,nel loroconcettuale sdoppiamento di forme,in quelcontrasto tra la superficie esterna dal pallo-re lunare costellata di geometrici crateri e l’in- terna
dolomitica
increspatura di aggettanti ri-lievi,sintetizzano in modo personale la lezio-ne del grande Medardo Rosso,una figura-zione che è diluizione di contorni e certez-ze,una premessa iniziatica di vita che si rive-la promessa di disgregazione,fisiognomica an-nunciazione di una umana parabola di disil-lusione e dissolvenza,drammatica compene- trazione figura-ambiente e indiscusso puntodi partenza per la dinamica boccioniana de-gli stati d’animo.Ma il Nostro vuole soltanto suggerire,persi-stendo a donarci l’inganno di un sogno pre-ciso,di uno studiato entusiasmo adolescen-ziale da
Sabato del villaggio
,in cui i protagoni-sti manifestano un senso di innocente e in-cosciente autorevolezza di atteggiamenti.Forse quel bimbo con il cappello giallo da asi-no di scuola,indispettito e deriso,può sve-larci un segreto,forse sa di essere il nuovo pi-nocchio,di alimentare una menzogna che èanche la nostra illusoria capacità di essere pro- tagonisti del nostro destino.E anche la ragazza di
I want to be flexible
conil suo sguardo assorto impugna un rossettocome una torcia a cercare disorientata unastrada da percorrere,forse ad accusarci diuna crescita indesiderata,di un’infanzia pro-fanata,costretta a spezzare precocemente ladolcezza di un legame affettivo con un mon-do ormai perso e indistinto,quella
stagion lie-ve
che Gehard sa evocare e scolpire nel le-gno e nel tempo con leggera e indiscussa gra-zia leopardiana.
 Aldo Benedetti 
You sweat is salty,2005 (particolare)I want to be flexible,2005 (particolare)
LeSegretediBocca 3
GEHARD DEMETZ
Frammenti di vitaun…legname affettivo
of 00

Leave a Comment

You must be to leave a comment.
Submit
Characters: ...
You must be to leave a comment.
Submit
Characters: ...