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OSSERVAZIONI AIA – INCENERITORE DI BELLOLAMPO(PA)
Associazione “Decontaminazione Sicilia, Coordinamento di Comitati civici,associazioni e liberi cittadini per la difesa dell’Ambiente e dei Beni Comuni”,regolarmente registrata presso l’Agenzia delle Entrate di Augusta (SR) il 19gennaio 2007, al n. 60 serie 3
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atti privati, protocollo
 
n. 2007001030 eprogressivo n. 2007000376.Augusta (SR), 24/07/2007All’Assessore Territorio e Ambiente della Regione SicilianaVia Ugo La Malfa, 16990146 PALERMOAll'Assessorato Regionale Territorio e Ambiente della Regione SicilianaServizio 2 VAS - VIA Valutazione Impatto AmbientaleVia Ugo La Malfa, 16990146 PALERMOe p.c.Alla Provincia Regionale di PalermoAssessorato all’AmbientePALERMO
OGGETTO: Osservazioni e proposte sulla richiesta di pronuncia di compatibilità ambientale presentata dalla ditta P.E.A., Palermo Energia Ambiente S.c.p.a. per la realizzazione del “Sistema di gestioneintegrato per l’utilizzo della frazione residua dei rifiuti urbani al nettodella raccolta differenziata prodotta nei comuni della regione siciliana” per gli Ambiti Territoriali Ottimali PA1, PA2, PA3, PA4 Nord, PA5, TP1.
Ai sensi dell'art. 6, comma 9, della legge 349/86 il sottoscritto Luigi SOLARINO(SLRLGU34R14H574M) residente in Augusta, in qualità di Presidentedell’Associazione “Decontaminazione Sicilia, Coordinamento di comitati civici,associazioni e liberi cittadini per la difesa dell’Ambiente e dei Beni Comuni”,regolarmente registrata presso l’Agenzia delle Entrate di Augusta (SR) il 19gennaio 2007, al n. 60 serie 3
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atti privati, protocollo
 
n. 2007001030 eprogressivo n. 2007000376, presenta le seguenti 41 osservazioni sui progettirelativi a quanto in oggetto e chiede formalmente che nel giudizio dicompatibilità vengano considerate e che su di esse si esprima giudizio singolo.1) Lo studio di Impatto Ambientale (SIA) non è stato redatto in conformità allanormativa comunitaria in materia di valutazione di impatto ambientale nérisponde ai criteri dettati dalla normativa statale.2) La sintesi non tecnica esibita agli Enti in indirizzo è difforme dall’avvisopubblicato sui quotidiani per la richiesta di pronuncia ambientale; essa, infatti,non contiene la valutazione del sistema integrato di cui al predetto avviso. Inparticolare la sintesi neppure cita le stazioni di trasferenza di Carini, Monreale e Termini Imerese, l’impianto di selezione e la relativa discarica di Trapani.3) Il progetto scaturisce dal Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti approvatocon ordinanza n. 1166 del 18.12.2002 dal Commissario per l’emergenza rifiuti inSicilia. Il Piano, ed i successi provvedimenti, hanno affidato – a valle dellaraccolta differenziata - la gestione di rifiuti urbani prodotti in Sicilia (circa2.500.000 t/anno) a 4 Associazioni Temporanee d’Impresa (A.T.I.), selezionatetramite avviso pubblico, che realizzeranno 4 nuovi inceneritori dove smaltire isuddetti rifiuti dopo la separazione della frazione organica e dei metalli. Le A.T.I.inoltre realizzeranno, ciascuna negli Ambiti Territoriali Ottimali di riferimento, lestazioni di trasferenza, gli impianti di separazione secco/umido, le discaricheper i rifiuti speciali e le ceneri derivanti dall’attività di incenerimento e lediscariche per la frazioni umida stabilizzata. Gli inceneritori da realizzare sono
 
ubicati nei comuni di Augusta (SR), Paternò (Catania), Bellolampo (PA) eCasteltermini (AG).4) Da quanto sopra detto si evince che il progetto proposto non è una singolaopera isolata dal contesto generale,e quindi non va valutato singolarmente. E’invece indispensabile che il progetto vada esaminato insieme con gli altri 3progetti già presentati al fine di valutarne correttamente gli impatti complessivie le interferenze ambientali che assumono una dimensione ben maggiore.5) Trattandosi di un “PIANO” e non di un singolo progetto, esso rientrapienamente tra quelli da sottoporre a Valutazione Ambientale Strategica. Nonsottoporlo alla procedura V.A.S. (derivante dalla direttiva comunitaria giàrecepita) sol perché la normativa è entrata in vigore in questo mese di luglio,legittimerebbe il dubbio che si voglia sfuggire a verifiche più rigorose sulleconseguenze ambientali di politiche economiche-territoriali, di piani e diprogrammi ad elevato impatto ambientale.6) Nessuna comunicazione, avviso o informazione, è stata fornita ai cittadinisiciliani su ciò che il Commissario Straordinario ha progettato, programmato erealizzato con il Piano per la Gestione dei Rifiuti e ciò nonostante lo stesso Pianopreveda la necessità di informare correttamente il pubblico e istituisca il “Pianodella Comunicazione” il cui obiettivo avrebbe dovuto essere quello delladeterminazione del consenso dei cittadini e la condivisione delle azioniattuative. Alla luce delle fortissime proteste delle amministrazioni locali e dellepopolazioni, bisogna prendere atto che il “Piano della Comunicazione” non solonon è mai stato avviato ma che la struttura Commissariale non ha neppuretentato di interloquire con i cittadini e le associazioni ambientaliste.7) Il progetto, quale strumento di attuazione del Piano Regionale di GestioneRifiuti, viola le norme comunitarie recepite dalla Legge 22/97 e successiviemendamenti. A scapito della riduzione della produzione dei rifiuti, del recuperoe del riuso, il Piano Regionale inverte le priorità indicate dalla legge dandoinvece precedenza e centralità al sistema dell’incenerimento a cui viene dato ilcompito di smaltire almeno il 65% dei rifiuti indifferenziati prodotti dai siciliani,mentre il conseguimento della quota del 35% di raccolta differenziata - obiettivoobbligatorio per tutti dal maggio 2003 - viene rimandato al 2008 senza, tral’altro, alcuna misura che ne assicuri il rispetto.8) Per la violazione delle relative norme l’associazione “Lega Ambiente” hapendente presso il Tribunale Amministrativo Regionale di Palermo un ricorso perl’annullamento dell’ordinanza n. 333 del 02.05.2003 con la quale il Commissariostraordinario identifica il numero ed i siti per la localizzazione delle stazioni ditrasferenza, degli impianti per il trattamento della frazione residuale e di quelliper la termovalorizzazione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati e sonodelimitati gli ambiti ottimali. Gli stessi motivi dell’impugnativa, in fatto e indiritto, Decontaminazione Sicilia ripropone qui integralmente come ulterioriosservazioni al progetto.9) L’approvazione del Piano di Gestioni Rifiuti da parte del CommissarioStraordinario, come fatto rilevare dalla mozione presentata il 04.03.04 da 28deputati all’Assemblea Regionale Siciliana per chiederne la revoca, è illegittimapoiché di esclusiva competenza degli organi legislativi e non del Commissario.10) Lo stesso profilo di illegittimità è stato segnalato nell’interrogazionepresentata da 7 Senatori della Repubblica al Ministro dell’Ambiente ed alMinistro dei Beni Culturali e Ambientali.11) Benché gli strumenti nazionali e regionali di riferimento programmaticosiano al presente inesistenti o incompleti o privi di approvazione (PianoEnergetico Nazionale, Piano Energetico Regionale, Piano Energetico Provinciale,Documento di Programmazione Economico Finanziario, Piano Regionale Trasporti, Piano Territoriale Paesistico, ecc.) non è stata neppure tentata lavalutazione con quelli in attesa di approvazione o con le Linee guida. Questagrave carenza impedisce di esprimere un giudizio sulla strategicitàdell’intervento proposto.12) Il progetto in realtà non presenta alcuna alternativa progettualeall’incenerimento e cioè una seria riduzione della produzione dei rifiuti ed unaefficace raccolta differenziata indirizzata anche alla separazione domestica dellafrazione umida ai fini della produzione di compost di qualità, nonostante fossero
 
misure indicate dal Piano degli Interventi per l’emergenza Rifiuti (PIER)approvato nel 2000.13) Il progetto prevede la produzione di 54,2 MW di energia elettrica chedovrebbero essere ceduti al GRTN alle condizioni di cui al CIP6/1992. Nessunavalutazione viene però fatta della necessità e della reale possibilità diimmissione in rete dell’energia prodotta dall’inceneritore di Bellolampo e deglialtri 3 siti (complessivamente circa 180 MW). L’intervento, infatti, non rispondead alcun criterio di strategicità ma anzi si inserisce nell’attuale quadro disovrapproduzione di energia elettrica in Sicilia. Tale sovrapproduzione non èneppure funzionale a colmare le presunte carenze nazionali poichél’esportazione di energia elettrica verso il continente trova un limite invalicabilenella incapacità dell’elettrodotto sottomarino Messina/Reggio Calabria che nonconsente il passaggio di più di 600 MWh.14) La scelta del sito di Bellolampo (e di tutti i siti) non è stata fatta dallastruttura Commissariale sulla base di precisi criteri di strategicità, economicità,basso impatto, posizione baricentrica con le aree metropolitane, distanza daicentri abitati, aree soggette a vincoli idrogeologici e paesaggistiche, vie dicomunicazione. Infatti, lo stesso avviso pubblico per la selezione delle aziende acui affidare lo smaltimento, poneva come condizione che le ditte avessero “sitiidonei”, ovvero impianti
 
industriali propri o di cui avessero la disponibilitàgestionale, esistenti nel territorio della Regione Sicilia, ivi compresi quelli per laproduzione di
 
energia elettrica, in sostituzione totale o parziale di combustibiliattualmente impiegati. Si è così precostituita una scelta degli operatori e si èlasciata loro la facoltà di scegliere il sito più vantaggioso per l’azienda piuttostoche più idoneo sotto il profilo ambientale con il costo a carico dell’utenza. Altraconseguenza di tale procedura è il fatto che i rifiuti viaggeranno da un capoall’altro della Sicilia con l’irrazionale conferimento, per esempio, di quelli diCatania, di Enna, Ragusa all’impianto di Augusta (Siracusa), quelli di Messina aPaternò (Catania), quelli di tutta la Provincia di Palermo e di Trapani aBellolampo (PA) già ospitante un discarica che va avanti da oltre 30 anni, ed èstata ampliata ulteriormente da 30.000 a 150.000 ettari, situata a ridosso dellacittà di Palermo (Conca D’Oro), ospitante già un inceneritore per rifiutiospedalieri e pericolosi;15) Non risultano pertanto esposti i criteri che hanno determinato la scelta delsito, la loro configurazione modulare, prescelta su precisa base analitica. Mancauna scheda parametrica dei dati necessari per la esecuzione di un’analisi deidati territoriali, delle valenze naturalistiche, delle valenze culturali, dei datifisici. Manca ogni riferimento ai rapporti tra studi territoriali effettuati esoluzioni progettuali adottate, nonché il quadro di riferimento ambientale, ilivelli di qualità preesistenti all’intervento, la stima qualitativa e quantitativadegli impatti indotti dall’intervento sull’ambiente e, quindi, l’individuazione e lacaratterizzazione delle componenti e dei fattori ambientali ed antropiciinteressati;16) Gli aspetti sismici sono stati del tutto ignorati mentre l’elevata sismicitàdell’area del comune di Palermo (seconda categoria) richiede inveceindispensabili approfondimenti su caratteri, localizzazione e potenziale sismicodelle principali strutture sismogenetiche potenzialmente interferenti con l’areainteressata all’insediamento.17) Gli estensori dello studio ammettono che “l’intervento in sé configurapossibili forme di impatto negativo, in termini di possibile contaminazione delsuolo, a seguito dell’immissione di sostanze inquinanti, occupazione, consumodi suolo e modifiche morfologiche” e ancora “il suolo ed il sottosuolo presentanoun’elevata vulnerabilità alla propagazione di contaminanti; il sito non risultainfatti dotato di una barriera geologica naturale”, le falde idriche in essocontenute, danno acqua a buona parte della città, “L’occupazione ed il consumodi suolo appaiono rilevanti, in quanto una nuova area naturale (ex poligonomilitare) viene impegnata per l’ampliamento della piattaforma di trattamento diBellolampo”. A fronte di queste affermazioni – tali da rappresentare uninsormontabile ostacolo alla possibilità di insediamento degli impianti – nonviene fornito nessun approfondimento d’indagine, di valutazione del rischio e dialternativa progettuale.
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