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Louise Lawton creates work that vies between theindividual and the collective,the familiar and theanonymous.These two divergences are expressedusing different styles and different mediums.Lawton’s more familiar work,for which she iswidely sought after,is made from charcoal andgesso on board.Renditions of groups of figures andoccasional elements of landscape are set againstwhite or grey charcoal backgrounds.Varying inscale,these works display incomparable traditionaltechniques manifested in a highly original andcontemporary manner.Unknown figures allude tonotions of collective behavioural patterns and theabsence of identity.Set against the above are portraits of family andfriends using oil applied to layers of resin.This workis personalized and specific.They are intimate depic-tions that are both familiar and personable whichdescribe a subject as opposed to subject as object.
Louise Lawton
New York (part.) , 2004, charcoal &gesso on board, cm 45 x 45People, 2004, charcoal &gesso on board, cm 35 x 45
La pittura di Paolo Lantieri inducefacilmente l’osservatore sbrigativoverso due non ingiustificati errori.Essere un pittore facile ed essere ilnarratore dell’erotismo femminile.Bisognerà guardarsene,ribordeg-giando invece il frastagliato porto-lano della sua tavolozza.E comin-ciando col dire che pochi artistihanno una tanto partecipata italia-nità,di cieli e di colori:dalla natiaMessina,con tutta la follia della solarità siciliana,risa-lendo fino alle mittelleuropee meditazioni degli studia Brera,fino alla definitiva scelta mediana di Firenze,deposito di troppi secoli di pittura di figura per nonaccompagnare un artista di così indubbio e nativotalento.Ora dalla Sicilia,perfino quella di Guttuso,certo,questo architetto fattosi pittore ha tratto la magi-ca miscela fra cozzi di colore trionfante e geometricaspigolosità di forme pastose.Da Milano Lantieri sembra aver tratto quel divertitomelange fra profondità segnica che si fa divertita sce-nografia d’alta cartellonistica europea.
Paolo Lantieri
Le donne e i suonatori
Pierfrancesco Listri
Da Firenze,infine,il senso solenne della costruzione fi-gurale presto stemperata,con brio fabulistico,nellecento posture di un quotidiano di quasimoraviana narratività.Lantieri dipinge quasi esclusivamen-te donne e suonatori.I secondihanno la ventosa e policromagrazia di arlecchini ipermoder-ni.Le prime chiedono un piùpenetrante discorso.Ogni postura di queste fem-mine.È insieme un’allusioneaperta verso le grazie trabor-danti e generose di una sco-perta sensualità,subito però einsieme,corretta da un’ironia eda una quotidianità metropolitanache ne stempera la carica verso nonovvie inquietudini di manichino.Le sue donne insomma non hanno il cinismodelle “pomone”boteriane,ma semmai tendono a tra-sformare il generoso trionfo della carne in un fragileincanto di ingombranti innocenze.Le più che ardite posture delle donne di Lantieri,sonol’estrema difesa di un femminino che l’artista riscattadal ludibrio dell’attuale mercificazione muliebre.La prontezza della pennellata,i danzanti squilli di colo-ri cozzanti fra loro,i segni tutti suoi (le mani,gli occhi,le scollature),il veloce bric e brac del contesto,oramarino,ora urbano,l’insistita costruzione per coppie difigure costruiscono un teatro al femminile,vivace eperfino ludico ma che non libera da un ambiguostupore di generose e innocenti ninfe delDuemila.Chi vada a vedere del Lantieri i bel-lissimi disegni e schizzi di nudo,non vi ritroverà quella ironiadinamica che poi riveste insuoi quadri (quasi a contrap-passo delle prevalenti mode difemminile magrezza),bensìuna inquieta e ricca eleganzadi segno,una pienezza sicuradi tratto che indica il nutri-mento di una grande e assimi-lata tradizione.Semmai per Lantieri la sensualità èla inquieta metafora della condizionefemminile dei nostri giorni,che nonrinuncia al richiamo di una venustà piena,senza mai avvilirla a lusinga di manichino.
Concerto, 2004, olio su tavola, Ø cm 80 Attesa, 2004, olio sutela, cm 100 x 100
do si fa riflesso.Ogni singolo evento della sua vita èsegnato da una forte spinta al superamento dei limiticonoscitivi,che si realizza in un’incessante e pervicaceesplorazione del non noto.Il desiderio di entrare inrelazione con nuove realtà,nuovi paesaggi e civiltà laporta a viaggiare lungo meridiani e paralleli,Svizzera,Austria,Gran Bretagna e poi Senegal,le Americhe daNord a Sud,i Caraibi,Canada,l’Atlantico del Nord.Infine,l’incontro con la magia del Sahara.Un accumu-lo esperienziale dalle molte facce e molteplici direzio-ni,che trova un’unica forte intenzionalità nella profon-da presa di coscienza di una vita interiore che lacostruisce e la identifica sempre più.Con la geometriafrazionaria,o geometria frattale,trova lo strumento ido-neo a dare espressione alle forme e allo spazio infinitodella mente.I mondi possibili che Sperya esplora sonoquelli dell’interiorità,dai complessi meccanismi dellamente umana fino ai più reconditi angoli del nostrospirito.La forza comunicativa delle opere di Speryarisiede nella verità del suo messaggio e nella limpidez-za spirituale che lo ha generato.Da un punto di vista“linguistico”,l’infinita possibilità di giochi ottici che lageometria frazionaria consente di realizzare,dà vita aspazi prospettici inusuali e a molteplici possibilità divisione e fruizione:lo spazio non ha carattere di pre-scrittività per lo spettatore,lo sguardo può decidere difermarsi su un piccolo punto dell’opera e farsene ipno-tizzare,perdersi nell’insieme,o penetrare più a fondofacendosene assorbire.Sperya indica la via,sulla sciadella propria visione,allo spettatore il compito di cer-care tracce di questa,nelle infinite strade dellapercezione e dell’emo-zione.In fondo la crea-zione e la fruizione non sono altro che due facce diuno stesso gioco,in cui ci nascondiamo,ci inseguiamo,ci perdiamo per ritrovarci sempre,là da dove eravamopartiti.Il gioco dei bambini,il gioco dell’arte.
Spartito, 2004, geometria frazionaria su stampa fotografica Lambdacm 50 x 60 montata subilaminato 20 mm plastificato opaco, copiaunica
Jeannette Rütsche Sperya
Ricordi da un mondo lontano
Chiara Cinelli
Pensiero, 2004geometria frazionariasu stampa fotografica Lambda cm 60 x 80montata su bilaminato20 mm plastificatoopaco, copia unica Identità, 2004, Geometria frazionaria su stampa fotografica Lambda cm 70 x 100 montata su bilaminato20 mm plastificato opaco, copia unica
“
Il mondo lontano è la nostra interiorità,universo unico per definizione e costituzione che ci identifica e che è visibile soloa noi stessi nella sua interezza
”.Così Jeannette Rütsche,in arte Sperya,definisce conchiarezza e sinteticità l’oggetto della sua esplorazioneartistica,che è ricerca dinamica,in costante equilibriotra un dentro e un fuori,tra un mondo lontano semprepiù visibile allo spirito e una realtà che di questo mon-
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