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IVISTA
Direttore Responsabile:Giorgio Lodetti /Direttore Artistico:Roberto Plevano / Progetto Grafico:Franco ColnaghiVia Molino delle Armi,5 - 20123 Milano • Tel.02 58302239 02 58302093 - Fax 0258435413
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 Anno IV,N.14 • Luglio-Settembre 2005
per le Segrete di Boccain 3
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Chernobyl for man, 2005acrilico su tavolacm 150 x 100
AnnaLaura Cantone
Conosco Roberto Plevano e la sua pittura da moltianni e la frequentazione delle sue opere,unita a quelladella sua amabile persona,mi hanno insegnato pocoalla volta a comprendere il suo linguaggio pittorico.Plevano uomo è generoso e come tutti coloro i qualisono animati da genuine passioni umanitarie dà scarsaimportanza al denaro;questo è uno dei motivi per iquali i suoi quadri non hanno raggiunto ancora quota-zioni considerevoli,l’autore non ne ha mai difeso ilprezzo,anzi è sempre stato propenso a farne regalo adamici o anche a chi se ne dimostrava solo attratto.Plevano lavoratore patisce la contraddizione di chi pervivere è costretto a lavorare e non ha la buona sorte,riservata a pochi e felici,di fare il lavoro che ama.La suacondizione di funzionario ricorda quella di Morlottiche soffriva l’ambiente bancario nel quale sentiva soffo-care il proprio naturale spirito artistico.Plevano artista è una sorgente inesauribile di forme ecolori,è una luminosa giornata di neve i cui fiocchi amigliaia sono tra loro diversi,fantastiche forme geome-triche di cui non se ne trovano due eguali,conferman-do quell’aspetto della realtà in cui ogni forma di vita hafatto della diversità la sua essenza unitaria.La Terra vistadallo spazio è una palla azzurra sulla quale non si per-cepiscono gli innumerevoli rapporti tra maschio e fem-mina che per dare vita ad una nuova creatura produco-no e distruggono milioni di cellule.Come nell’emble-matico quadro di Plevano
Chernobyl for man
sembra chelo spreco sia alla base del processo evolutivo,che perottenere un buon risultato sia necessario sbagliare ungran numero di azioni.Sembra che l’atrocità di una guerra con tutti i suoimorti porti con sé la forza rigeneratrice di una nuovacondizione,che la tragedia di una catastrofe nuclearemigliori la capacità di usare il cervello,sembra che pertramandare ai posteri un artista,uno scienziato o unarchitetto sia indispensabile seppellirne a migliaia.Sembra che solo un individuo,pur in possesso dellestesse capacità di tutti gli altri,ma sapendone faremiglior uso,possa aprire un nuovo sentiero,una nuovastrada a milioni di altri uomini.Sembra che far parte diquesto ciclo,senza tempo e senza spazio,all’interno delquale tutto si ripete in forme diverse ma omogenee,significhi sbagliare in continuazione.Questo mi fa pensare il suo quadro,lavoro intrigante dicm 150x100,dove,su di un fondo blu,una pioggia dipiccole figure geometriche bianche ma con accenni dicolore,disposte a triangolo,dall’alto vanno a raggiun-gere una sfera,dipinta con colori caldi,posta al centro,sospesa come un ovulo sopra al grande utero di Gaia,la Terra,sottostante,pronto a riceverlo per dare originead una nuova vita.Dipinto esposto alla mostra
 Ri-Creazioni
che si inaugura il 18 giugno alla Topcolor diBuccinasco,ed entrato a far parte della mia collezione,fatta di quadri-testimonianza come li definisco,perchéacquisiti a testimoniare un rapporto amichevole instau-rato nel tempo coi loro autori.
 Roberto Plevano
La rinascita della vita
Giacomo Lodetti
L’incontro con l’espres-sione di Elisa Pesapaneè stato una piacevolissi-ma sorpresa,una vera epropria immersionenella buona pitturafigurativa,cosa alquantorara oggi,epoca domi-nata dall’informale edalla gestualità oppureda un concettuale esa-sperato,ormai al difuori da ogni canoneestetico-formale.Di madre italiana epadre olandese,ElisaPesapane ha da pocoterminato gli studi allaReale Accademia diBelle Arti dell’Aja,ma vanta già un nutrito e interes-sante curriculum,con mostre personali e collettive diriguardo e poi l’esecuzione di impegnativi murales insvariati spazi pubblici d’Olanda.Artista dotata di buonatecnica,ma anche di forte e personale creatività,pos-siede un proprio mondo e proprie tematiche,un con-tenuto di forte significato e pregnanza,potentementeagganciato all’uomo e alla sua storia,alle problematichepiù vere e sentite della nostra contemporaneità.Nelle sue opere,infatti,c’è forza e potenza espressiva epoi,ancora,un gusto scenico e teatrale che cattura l’at-tenzione dello spettatore immergendolo in un mondomagico e straordinario che,pur non essendo né surrea-le né metafisico,è comunque etereo e sospeso,una viadi mezzo tra realtà e finzione,tra mondo reale e mondovirtuale.I suoi personaggi,scolpiti e ben caratterizzati,sono attori senza nome che si muovono sul grande pal-coscenico della vita alla ricerca di un proprio ruolo e diuna propria identità.E così,a volte ci appaiono attonitied assenti,succubi ed emarginati,altre volte protagoni-sti,loro malgrado,di fatti ed eventi di cui,però,nonsono artefici o ideatori,ma semplici e inerti spettatori.Espressione attuale,quella di Elisa Pesapane,perché scavanel quotidiano,negliattimi segreti dell’uma-na esistenza,nelle assur-de contraddizioni deinostri giorni facendoemergere le solitudiniestreme,i silenzi e learidità di una vita sem-pre più caotica e sfrena-ta,le disperazioni esi-stenziali e le cocentidelusioni di una societàsempre più in balia difalsi miti e di mancatepromesse.Allora i suoipersonaggi diventanovere e proprie masche-re esistenziali,un per-corso tra l’essere e l’ap-parire,una ricerca spa-smodica e continua diun difficile equilibrioall’interno di una esi-stenza che,con sempremaggiore insistenza,detta tempi e ritmi,procedendo nella devastante opera di omologazione e disuperficiale apparenza,allontanando l’uomo dai propriritmi naturali e biologici.In una società così strutturatae organizzata,dove tutto viene asservito al consumismoe alle mode del momento,l’artista diventa dunque lavoce intima e profonda della coscienza che grida alcielo il suo malcontento e il suo disagio.La pittura diElisa Pesapane ci appare così come un grido accorato,un lamento silenzioso e insistito per ritrovare emozio-ni e sentimenti,origini e radici,per abbattere il murofreddo e gelido dell’indifferenza e dell’incomprensione.
 Elisa Pesapane
Paure e conflitti,la vita rappresentata
Luciano Carini
 Le tre grazie, 2005Tecnica mista su telacm 200 x 160Pir meu cori alligrari2005Tecnica mista su telacm 70 x 60
TOPCOLOR
Sabato 18 giugno 2005,ore 21via Lomellina,10/A - Buccinasco (Mi)
 
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Louise Lawton creates work that vies between theindividual and the collective,the familiar and theanonymous.These two divergences are expressedusing different styles and different mediums.Lawton’s more familiar work,for which she iswidely sought after,is made from charcoal andgesso on board.Renditions of groups of figures andoccasional elements of landscape are set againstwhite or grey charcoal backgrounds.Varying inscale,these works display incomparable traditionaltechniques manifested in a highly original andcontemporary manner.Unknown figures allude tonotions of collective behavioural patterns and theabsence of identity.Set against the above are portraits of family andfriends using oil applied to layers of resin.This workis personalized and specific.They are intimate depic-tions that are both familiar and personable whichdescribe a subject as opposed to subject as object.
Louise Lawton
 New York (part.) , 2004, charcoal &gesso on board, cm 45 x 45People, 2004, charcoal &gesso on board, cm 35 x 45
La pittura di Paolo Lantieri inducefacilmente l’osservatore sbrigativoverso due non ingiustificati errori.Essere un pittore facile ed essere ilnarratore dell’erotismo femminile.Bisognerà guardarsene,ribordeg-giando invece il frastagliato porto-lano della sua tavolozza.E comin-ciando col dire che pochi artistihanno una tanto partecipata italia-nità,di cieli e di colori:dalla natiaMessina,con tutta la follia della solarità siciliana,risa-lendo fino alle mittelleuropee meditazioni degli studia Brera,fino alla definitiva scelta mediana di Firenze,deposito di troppi secoli di pittura di figura per nonaccompagnare un artista di così indubbio e nativotalento.Ora dalla Sicilia,perfino quella di Guttuso,certo,questo architetto fattosi pittore ha tratto la magi-ca miscela fra cozzi di colore trionfante e geometricaspigolosità di forme pastose.Da Milano Lantieri sembra aver tratto quel divertitomelange fra profondità segnica che si fa divertita sce-nografia d’alta cartellonistica europea.
 Paolo Lantieri
Le donne e i suonatori
Pierfrancesco Listri
Da Firenze,infine,il senso solenne della costruzione fi-gurale presto stemperata,con brio fabulistico,nellecento posture di un quotidiano di quasimoraviana narratività.Lantieri dipinge quasi esclusivamen-te donne e suonatori.I secondihanno la ventosa e policromagrazia di arlecchini ipermoder-ni.Le prime chiedono un piùpenetrante discorso.Ogni postura di queste fem-mine.È insieme un’allusioneaperta verso le grazie trabor-danti e generose di una sco-perta sensualità,subito però einsieme,corretta da un’ironia eda una quotidianità metropolitanache ne stempera la carica verso nonovvie inquietudini di manichino.Le sue donne insomma non hanno il cinismodelle “pomone”boteriane,ma semmai tendono a tra-sformare il generoso trionfo della carne in un fragileincanto di ingombranti innocenze.Le più che ardite posture delle donne di Lantieri,sonol’estrema difesa di un femminino che l’artista riscattadal ludibrio dell’attuale mercificazione muliebre.La prontezza della pennellata,i danzanti squilli di colo-ri cozzanti fra loro,i segni tutti suoi (le mani,gli occhi,le scollature),il veloce bric e brac del contesto,oramarino,ora urbano,l’insistita costruzione per coppie difigure costruiscono un teatro al femminile,vivace eperfino ludico ma che non libera da un ambiguostupore di generose e innocenti ninfe delDuemila.Chi vada a vedere del Lantieri i bel-lissimi disegni e schizzi di nudo,non vi ritroverà quella ironiadinamica che poi riveste insuoi quadri (quasi a contrap-passo delle prevalenti mode difemminile magrezza),bensìuna inquieta e ricca eleganzadi segno,una pienezza sicuradi tratto che indica il nutri-mento di una grande e assimi-lata tradizione.Semmai per Lantieri la sensualità èla inquieta metafora della condizionefemminile dei nostri giorni,che nonrinuncia al richiamo di una venustà piena,senza mai avvilirla a lusinga di manichino.
Concerto, 2004, olio su tavola, Ø cm 80 Attesa, 2004, olio sutela, cm 100 x 100
do si fa riflesso.Ogni singolo evento della sua vita èsegnato da una forte spinta al superamento dei limiticonoscitivi,che si realizza in un’incessante e pervicaceesplorazione del non noto.Il desiderio di entrare inrelazione con nuove realtà,nuovi paesaggi e civiltà laporta a viaggiare lungo meridiani e paralleli,Svizzera,Austria,Gran Bretagna e poi Senegal,le Americhe daNord a Sud,i Caraibi,Canada,l’Atlantico del Nord.Infine,l’incontro con la magia del Sahara.Un accumu-lo esperienziale dalle molte facce e molteplici direzio-ni,che trova un’unica forte intenzionalità nella profon-da presa di coscienza di una vita interiore che lacostruisce e la identifica sempre più.Con la geometriafrazionaria,o geometria frattale,trova lo strumento ido-neo a dare espressione alle forme e allo spazio infinitodella mente.I mondi possibili che Sperya esplora sonoquelli dell’interiorità,dai complessi meccanismi dellamente umana fino ai più reconditi angoli del nostrospirito.La forza comunicativa delle opere di Speryarisiede nella verità del suo messaggio e nella limpidez-za spirituale che lo ha generato.Da un punto di vista“linguistico”,l’infinita possibilità di giochi ottici che lageometria frazionaria consente di realizzare,dà vita aspazi prospettici inusuali e a molteplici possibilità divisione e fruizione:lo spazio non ha carattere di pre-scrittività per lo spettatore,lo sguardo può decidere difermarsi su un piccolo punto dell’opera e farsene ipno-tizzare,perdersi nell’insieme,o penetrare più a fondofacendosene assorbire.Sperya indica la via,sulla sciadella propria visione,allo spettatore il compito di cer-care tracce di questa,nelle infinite strade dellapercezione e dell’emo-zione.In fondo la crea-zione e la fruizione non sono altro che due facce diuno stesso gioco,in cui ci nascondiamo,ci inseguiamo,ci perdiamo per ritrovarci sempre,là da dove eravamopartiti.Il gioco dei bambini,il gioco dell’arte.
Spartito, 2004, geometria frazionaria su stampa fotografica Lambdacm 50 x 60 montata subilaminato 20 mm plastificato opaco, copiaunica
 Jeannette Rütsche Sperya
Ricordi da un mondo lontano
Chiara Cinelli
Pensiero, 2004geometria frazionariasu stampa fotografica Lambda cm 60 x 80montata su bilaminato20 mm plastificatoopaco, copia unica Identità, 2004, Geometria frazionaria su stampa fotografica Lambda cm 70 x 100 montata su bilaminato20 mm plastificato opaco, copia unica
 Il mondo lontano è la nostra interiorità,universo unico per definizione e costituzione che ci identifica e che è visibile soloa noi stessi nella sua interezza
”.Così Jeannette Rütsche,in arte Sperya,definisce conchiarezza e sinteticità l’oggetto della sua esplorazioneartistica,che è ricerca dinamica,in costante equilibriotra un dentro e un fuori,tra un mondo lontano semprepiù visibile allo spirito e una realtà che di questo mon-
 
Galleria dell’Immagine
via Gambalunga,27 - RiminiInaugurazione
venerdì 22 luglio,ore 21.00
23-24 luglioore 9,00 - 12.30 e 21.00 - 22.30dal 25 luglio al 7 agostoore 9.00 - 12.30Ingresso liberoInfo:
0541 51105 - 0541 709792
Fiabilandia
Il parco tematico di Rivazzurra di Rimini
via Cardano,15 - Riminidall’8 agosto al 4 settembreore 10.00 - 24.00dal 5 al 18 settembreore 10.00 - 19.00Ingresso compreso nel costo del biglietto del parcoInfo:
0541 372064 - 0541 709792
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