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Centrali nucleari: risposta sbagliata per la salute del pianeta e per risolvere la crisi energetica,climatica ed economica
Egregia Dott.sa Kunz,è dovere dei medici richiamare l’attenzione sui pericoli per la salute, anche quando interessieconomici tendono a minimizzarli se non a nasconderli.Rispondiamo quindi qui di seguito alle Sue affermazioni.1)
 
“Volendo essere in linea con gli obiettivi di Kyoto circa le emissioni di CO2, il problema sirisolve solo con Centrali Nucleari, come si fa in tutto il mondo, noi esclusi”. In verità “intutto il mondo” non si stanno costruendo nuove centrali nucleari; quelle in costruzione,appena due, non riusciranno nemmeno a sostituire gli impianti in funzione, ormai moltovecchi e che si dovranno chiudere.2)
 
Ma più importante è la Sua considerazione sulla CO2, che non sarebbe prodotta da taliimpianti. È ovvio che nella reazione a catena nel nocciolo del reattore non si produce CO2,ma in tutto il processo a monte (estrazione del minerale, suo trasporto, lavorazione,arricchimento) e a valle (decommissioning dei reattori e delle miniere, che per la stragrandemaggioranza non è stato fatto lasciando pericolosissime cattedrali nel deserto), di CO2 se neproduce, eccome!3)
 
“Perché gli ambientalisti attaccano la produzione della energia elettrica, che è fondamentaleper l’economia di un paese, e non lanciano i loro strali contro il traffico automobilistico cheè in assoluto il più grande produttore di CO2 e di inquinamento atmosferico?”. Non risultaproprio che gli ambientalisti non critichino di continuo lo spreco energetico e i danni per lasalute dei trasporti, che comunque non ha nulla a che fare con l’energia elettrica e con lecentrali nucleari.4)
 
L’incidente di Chernobyl “non sarebbe mai potuto accadere nelle Centrali Nuclearioccidentali progettate in modo radicalmente diverso, neanche volendolo provocare”. La IVGenerazione degli impianti nucleari ritenuti più sicuri sarà realizzabile non prima del 2025,con una disponibilità commerciale della tipologia di impianto a partire dal 2040. Il Governoitaliano e l’ENEL hanno però attivato una collaborazione con quello francese e l’EDF per lacostruzione in Italia di 4 centrali nucleari, la prima delle quali attiva dal 2020. Non sono statiindicati i siti, questione molto delicata, e ovviamente si tratterà di impianti della IIIGenerazione.5)
 
“Noi italiani paghiamo l’energia elettrica più cara d’Europa”. E’ verissimo, ma questo nondipende dal fatto che non abbiamo centrali nucleari. Finché l’ENEL era pubblico ladifferenza non era tanto grande; la privatizzazione selvaggia e l’inefficienza che ne è seguitahanno fatto il danno.6)
 
“In tutti i paesi del mondo queste attività (il trasporto e lo stoccaggio dei rifiuti radioattivi) sisvolgono senza grossi problemi: si usano infatti come deposito miniere di sale poste agrande profondità, la cui esistenza è segno di stabilità geologica da e per milioni di anni”.Quali sarebbero questi paesi? Non risulta vi sia paese al mondo che abbia ancora realizzatoun simile deposito. Il progetto più avanzato, praticamente l’unico, è il deposito di YuccaMountain negli USA, ma dopo circa 20 anni e miliardi spesi non è stato realizzato, anzi èfermo per i grossi problemi che ha posto.7)
 
Denunciare i pericoli delle bombe atomiche, Lei sostiene, è “incutere paura nel lettore”. Inverità la minaccia di una guerra nucleare è oggi più grande che nei decenni della GuerraFredda e il grande pubblico dovrebbe averne coscienza. E’ la mancata informazione che creal’allarmismo e non la informazione. Le evidenze scientifiche sulla nocività del fumo ditabacco, sull’amianto e sul benzene (considerato un benefico sostituto del piombo nellebenzine) sono state per lungo tempo contrastate con l’argomentazione che i vantaggi
 
2economici erano prevalenti sui rischi. Sono stati chiamati “catastrofisti” quegli scienziati cheinutilmente fin dagli anni ‘70 cercavano di richiamare l’attenzione sui cambiamenti climaticie la loro origine antropica. E ancora oggi non siamo evidentemente capaci o coraggiosi diinformare e comunicare che molte morti sono dovute a esposizioni che potrebbero essereevitate.8) La classe medica, ancor più di quella politica, non dovrebbe sottovalutare i rischi per lasalute da radiazioni ionizzanti, in quanto, fin dai tempi delle centinaia di test nucleari inatmosfera e passando per i proiettili ad “uranio depleto” (materiale che è la “coda” del ciclonucleare), il Pianeta è stato invaso da una contaminazione radioattiva che dovrebbe essereseriamente denunciata a tutta la popolazione con grande allarme. Non solo si trova ancoraStronzio-90 dai test in atmosfera nei bambini americani, ma diventano sempre più dimostrativigli studi sull’incremento dell’incidenza di leucemie infantili nei pressi delle centrali nucleari
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.E’ improprio definire “pulita” l’energia nucleare. Piccole dosi di radiazioni, che si aggiungonoal fondo naturale di radioattività, comportano un rischio per la salute del personale addetto agliimpianti e alla popolazione, non solo in casi di incidente ma anche con il normalefunzionamento. Quella che l’ICRP (Agenzia Internazionale per la Protezione dalle RadiazioniIonizzanti) definisce “dose limite” per i lavoratori addetti, non significa notoriamente una doseal di sotto della quale il rischio non si determina, ma solo “una dose alla quale sono associatieffetti somatici (tumori, leucemie) o effetti genetici che si considerano accettabili (!!!) a frontedi benefici economici”.9)
 
“Come se ne esce, a meno di non cambiare radicalmente il nostro modo di vivere?” Suquesto concordiamo. Con o senza centrali nucleari, questo Pianeta non è più in grado disostenere l’attuale livello di consumi energetici, le trasformazioni irreversibili di energia emateria (decine di migliaia di molecole di sintesi dagli effetti ignoti), i residui di questiprocessi (con o senza “termodistruttori”). Di questo allora dobbiamo parlare, convincendo laparte privilegiata dell’umanità, di cui noi facciamo parte, a non continuare a consumare inmodo illimitato e non sostenibile.E’ infine opportuno che tutti noi medici consideriamo le norme sul nucleare già a adottate e quellein via di adozione da parte dell’attuale Governo.a)
 
Gli impianti civili di produzione energetica, quindi anche quelli nucleari, sono giàassoggettati al “segreto di Stato” (DPCM 8.4.2008). Ciò significa impedire l’accessoall’informazione sui siti e la partecipazione dei cittadini alla definizione di piani eprogrammi, in contrasto con quanto sancito dalla Convenzione di Aarhus (1998), dallaDirettiva 2003/40/CE recepita dall’Italia con D.Lgs. n. 195/2005, dalla Direttiva2003/35/CE e dal Regolamento n. 1367/2006/CE.b)
 
Nonostante l’affermazione della prevenzione dei rischi da impianti nucleari per laprotezione della salute (Ddl n. 1195, artt. 14, 15, 17, 22 attualmente in discussione alParlamento):
 
il Ministero della Salute non è coinvolto, neppure “di concerto”, nell’adozionedell’autorizzazione agli impianti attribuita al Ministero Sviluppo Economico;
 
le commissioni parlamentari sanitarie non sono coinvolte nella definizione da partedel CIPE delle tipologie degli impianti;
 
l’Istituto Superiore di Sanità non partecipa alla costituzione della nuova Agenzia perla Sicurezza Nucleare, nell’organo collegiale della quale nessun componente èdesignato dal Ministero della Salute.
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Ian Fairlie,
“Childhood Leukemias Near Nuclear Power Stations“ (con referenze specifiche),http://www.ippnw-europe.org/en/nuclear-energy-and-security.html?expand=176&cHash=abf6cd63d1

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