Arriva a passo svelto per recu-perare il suo abituale ritardo.E’ vestito come sempre consemplicità, giacca vagamentesportiva e pantaloni non intinta. Si scusa del ritardo:“Abbiamo approfittato peruna piccola riunione con alcu-ni consiglieri regionali e cisiamo attardati nelle solite dis-cussioni”. Poi, dissacrante,piazza la battuta: “Chissà poiperché investiamo il nostrotempo in cose inutili come lapolitica”.
Il Massimodella schiettezza
È venerdì 30 aprile e ci sonocentocinquanta persone adaspettare Massimo Cacciariche parlerà di “Cristianesimo oEuropa”. C’è anche chi non èriuscito a entrare per la scarsacapienza dei Chiostri di SantaCorona. Poco male: fra pochigiorni sarà ancora a Vicenza.Perchè poi tanto entusiasmoper questo personaggio, vieneda chiedersi? Ex sindaco diVenezia, ex avversario diGalan in Regione, presuntoamante di Veronica Lario,moglie di Berlusconi, il “filoso-fo” risponde da solo. Mentresaliamo le scale, guarda l’orri-bile paratia provvisoria cheaccoglie i visitatori dei Chiostrie commenta: “Ma a Vicenzanon hanno ancora trovato isoldi per sistemare questosconcio?” Schietto e crudo,Cacciari parlerà magari unalingua difficile non mai il poli-tichese.Dopo l’introduzione dei suoianfitrioni, Giuseppe Pupillo eLuca Romano, Cacciari partecon la sua oratoria secca, grin-tosa, priva d’indecisioni. Lasala è avvinta: mezz’ora, un’o-ra, un’ora e mezza. Quasineanche un sospiro. Alla finel’applauso è fragoroso e con-vinto. Eppure l’argomento nonè facile: si parla di filosofia eteologia, e frequenti sono lecitazioni dei classici, i riferi-menti in greco e in aramaico.Chi ascolta non appartiene, senon parzialmente, all’ambientetradizionale della politica. Cisono professori e studenti uni-versitari, religiosi e laici, moltigiovani.
Un viaggio nel passatoper capire il presente
Cacciari parla delle culture gre-che, orientali e mesopotami-che, delle origini semitiche delcristianesimo. E va volentieri inpolemica con la cultura impe-rante. Con garbo e senza ani-mosità, ma senza mezzi termi-ni, cerca di capire la tremendasituazione in cui viviamo attra-verso la storia:
“Dov’è questoconfronto fra Occidente ed Oriente, che qualcuno si sforzacontinuamente di richiamare?La realtà è che ebraismo, cri-stianesimo e islamismo hannouna comune origine nell’areadel Mediterraneo,nella culla della cul-tura greca e latina”.
Eccolo qui “il filoso-fo”, in tutte le suesfaccettature.Fulminante, quandodefinisce il rapportocon il mondo islami-co:
“Il tratto costitu-tivo dell’Europa è nel concetto di trinità,Quello dell’Islamnella passione. La guerra santa è la guerra per creare ununico mondo protesoa credere nell’unicoDio. Per il cristianovale l’agostinianaricerca di sé stesso.Su questa distinzionefra Cristianesimo eIslam si fonda l’Europa contutti i suoi valori e anche con il paradosso più grande:l’Europa delle strazianti guerrecivili, delle distruzioni è anchela culla della pace, perché tuttala sua cultura è basata sul motto cristiano del “De pacefidei”.
Commovente, quando parla diGiovanni Paolo:
“Un papaimmerso nella sua tragicità,apparentemente impotente,compenetrato dal male permeglio conoscerlo e per tentaredi vincerlo”.
Provocatorio, quando difendela nostra componente religiosanell’approccio con le altre cul-ture:
“Se non ci fosse avremmoil dominio di quella parte laicache manifesta la sua intolleran-za. Come la Fallaci dellaRabbia e l’orgoglio...”
Deciso, quando difende la lai-cità dello Stato:
“QuandoChiesa e politici parlano diradici cristiane a cosa si riferi-scono? Al loro senso originarioe storico o al loro senso vivo?Il dibattito politico tende abanalizzare la questione. Noncredo sia giusto inserire il rife-rimento alle radici cristiane nel nuovo statuto Europeo. Ecomunque, non farlo per unamera questione di ossequio for-male nei confronti dellaChiesa.
Appassionato, quando difendel’Europa dei valori:
“La veraEuropa è quella che riesceancora ad opporsi all’Europadel pragmatismo e del dominiomilitare, quella rappresentatadagli Stati Uniti d’America.Dove speriamo che vincaKerry”.
Perfino scortese, quando liqui-da con una battuta l’inviata delGiornale di Vicenza che glichiede un commento alla sera-ta: “Ma non hai ascoltato? “Sì,ma non sono mai stata forte infilosofia” “E allora perché tihanno mandata?”.
Impegno e passioneper vincere
La serata vicentina si concludea cena, ospiti di un imprendito-re vicentino. Quando questimostra a Cacciari la sua qua-dreria, con opere quasi intera-mente provenienti dallaRussia, lui dimostra ovviamen-te grande competenza. E com-menta tela per tela con fare daesperto. “La pittura è una dellesue grandi passioni – commen-tano alcuni ospiti – e sulleicone russe ha scritto moltiarticoli”.La politica purtroppo, pareesserlo un po’ meno. “Ho giàdato” replica a chi gli chiedeun commento sulla situazioneodierna. Ma il messaggio èchiaro: per vincere, per farvalere le proprie ragioni, civogliono impegno, passione, epoi ancora passione. Di questoha bisogno il centrosinistra. Senon ora quando?
Federico Formisano
Si conoscono, da tempo, lerisposte, allarmanti, raccolte dainchieste e sondaggi sul rappor-to tra opinione pubblica e poli-tica. La quale, purtroppo, stamolto in basso nel pensiero enella stima della gente. Senzatroppa distinzione fra la politi-ca e i suoi attori. Ce n’è abba-stanza per doverci seriamente pensare. Sempre che non si pre-ferisca mettersi sull’onda, tran-quilli o rassegnati, e accettare lefatalità della storia. Se è unafatalità che il destino del mondo sia in mano a Bush, cheil governo del nostro paeseappartenga a Berlusconi, che lanostra città sia dominio delladestra. Dove, si tratti degli sce-nari mondiali come delle nostredimensioni nazionali o locali,trova posto e cresce una culturadell’uomo, dei popoli, dei rap- porti economici e sociali che,sotto i nostri occhi, drammati-camente, rischia di cambiare inostri modelli di vita. Cosìdiventa concretamente possibileuna guerra, che i cittadini del mondo non volevano, e lohanno detto a gran voce nellestrade e nelle piazze di tutti i paesi. Perché i potenti hannodeciso, e i loro caudatari hannodetto: ci siamo anche noi. Enella guerra e nelle sue regoleorrende ci sta anche la tortura,una scoperta dolorosa, unmonito, su cui l’America demo-cratica si sta risvegliando e il mondo è chiamato perentoria-mente a riflettere.
In difesadei nostri diritti
Così è possibile, nel parlamentodi un paese civile come il nostro, l’approvazione dinorme, da un temibile amplia-mento della legittima difesa,alla ammissibilità, a certe con-dizioni, perfino della tortura,che feriscono e violano costitu-zione e umanità. E non serve,semmai è aggravante, che nontutta la maggioranza fosse d’ac-cordo, ma ha votato compatta per salvare una indegna coali-zione. E, sempre parlando diquesta deriva culturale, diventa possibile, in un comune come il nostro dove gli immigratidanno larghe testimonianze diservizio allo sviluppo economi-co e all’assistenza sociale, adot-tare nei loro confronti provve-dimenti di netta discriminazio-ne.
L’arma biancadel voto
Cosa fare, allora, davanti aqueste politiche e a queste cul-ture di governo? E’ un tema di grande attualità e delicatezza,tema prioritario per le forzeche, nel nostro paese e nellanostra città, vogliono restarefedeli ai principi e alle regoledella democrazia e della civiltà.Un compito impegnativo per-ché contrastare questa pericolo-sa deriva, nelle diverse sedi incui si sviluppa, esige di definirel’entità e la capacità di coesionedelle forze disponibili ad essere,oggi coraggiosa opposizione,domani forze di governo e dirinnovamento. E consapevoli,sempre, che l’arma fondamen-tale della democrazia, la nostraarma, resta il libero voto deicittadini e dei popoli. Il richia-mo pressante va dunque, inevi-tabilmente, al voto del 12-13 giugno, quando uno dei più grandi agglomerati umani del pianeta, cittadini di 25 paesi, sitroveranno a votare per ununico parlamento d’Europa.E diventa stringente chiedersicome stiamo andando a questoappuntamento di massima por-tata. Sarà il modo tiepido, con-sueto finora alle campagne elet-torali europee? Incontri e dibat-titi latitanti. Manifesti formato gigante, barche di euro al vento, che non sembrano scuo-tere l’opinione pubblica. Tuttoscontato? O è necessaria e pos-sibile una forte rianimazionedella campagna elettorale? Unascelta che riguarda le forze poli-tiche di centrosinistra e insiemeciascuno di noi.
La politicaè un valore
Ritornare alla politica, riaffer-mare il valore potente della posta in gioco, in questo nostrovecchio continente. Cosa saran-no i prossimi anni dell’Europa,un passaggio che, senza ombradi retorica, segnerà la storia.Non la nostra soltanto di euro- pei, ma quella del mondo. I prossimi anni vedranno il nuovo assetto a 25 paesi conso-lidato, capace di collegare, ren-dere compatibili, fondere inte-ressi, economie, culture. Lanuova costituzione europeadovrà vedere presto la luce perdare stabilità e regole certe alleistituzioni e ai rapporti fra glistati. Una forte Europa sarànella condizione di dare contri-buti essenziali per gli equilibrieconomici e sociali del mondo.E non abbiamo dubbi chesoprattutto qui, dentro lanostra storia e la nostra cultu-ra, potrà maturare una effettivaricerca di equilibrio di pace frale nazioni.E se queste sono scelte di cultu-ra politica e di passione per ivalori umani, e sono insiemelegittime aspettative dei popoli,il voto del 12 13 giugno non può che essere indirizzato alleforze che credono nell’Europa,nelle sue antiche e nuove voca-zioni, dove riposano le garan-zie del rispetto dell’uomo e deivalori della convivenza tra i popoli.Questo voto capace di fermarele derive della destra europea può assumere un forte significa-to anche all’interno dei singoli paesi. Un’inversione di tenden-za, uno stop che suoni alto aRoma e a Vicenza. Un votoeuropeo che può rappresentare,in casa nostra, la svolta, urgen-te e rassicurante, dopo il tempo, già infinitamente lungo,degli errori e degli inganni. Conil centrosinistra in prima lineain questa battaglia democraticadel voto.
Giorgio Sala
sette giorni di politica
Europee: un’occasione d’oroper riappassionarci di politica
Queste elezioni non sono solo un simbolo né interessano esclusivamente il Vecchio ContinenteIl centrosinistra può e deve vincere perché il mondo chiede nuovi equilibri economici e sociali
L’intervento.
Perché dal voto del 12 e 13 giugno prossimo dipendono i destini di tutta l’umanità
Cacciari, politica senza politichese
Ospite di Vicenza Riformista, il filosofo ammalia la platea, difende il papa, attacca la Fallaci
ACQUEMOSSE INLAGUNA
Ma chi l’ha detto che fare il politico inRegione è una pacchia (stipendi alti,orari elastici, ritmi di lavoro su misura,ecc.)? Dando uno sguardo alle candi-dature: quasi venti consiglieri, pratica-mente un terzo dell’intera assemblealegislativa, sono potenzialmente sulpiede di partenza. D’accordo qualcu-na potrà essere una candidatura “dibandiera” per acchiappare voti connomi noti, ma molte sono candidatureautentiche. Del resto basta scorrere lalista.Per la carica di
presidente dellaProvincia di Verona
si schiera
Gustavo Franchetto (Margherita)
exanchor man di Telearena attualmentevicepresidente del Consiglio veneto; alui ha tentato di contrapporsi
RaffaeleBazzoni
di
Forza Italia
presidentedella commissione urbanistica sem-pre di palazzo Ferro-Fini. Ha tentatoperché nel caos in cui versa la Casadelle libertà scaligera il poveroBazzoni si è visto impallinato dal fuocoamico.
Carlo Alberto Tesserin
di
Forza Italia
,presidente della commissione che staelaborando il nuovo Statuto del Venetovuole fare il
Presidente dellaProvincia di Venezia
; per la stessacarica la Lega, che notoriamente alprimo giro dappertutto si muove inproprio, sarebbe intenzionata a farpartecipare nientemeno che ilPresidente del Consiglio regionale
Enrico Cavaliere
. Una mossa di dub-bio gusto vista la carica istituzionalema così vanno le cose.E non basta.
Renzo Marangon
, capo-gruppo di Forza Italia a palazzoFerro-Fini è candidato presidente perla Provincia di Rovigo dopo che unaltro forzista si è ritirato (con i manife-sti già pronti e affissi per le strade).
Maria Pia Mainardi
consigliera della
Margherita
è invece in pista perdiventare
sindaco a Bassano
. Sempreai piedi del Monte Grappa la
leghistaMara Bizzotto
vuole essere prima cit-tadina di
Tezze sul Brenta
.
Daniele Stival
, quello che promette 5mila euro a chi fa arrestareUnabomber, è candidato sindaco a
Portogruaro
. Il consigliere
UdcFrancoBozzolin
è fino all’ultimo in forse per lacandidatura a
sindaco di Legnago
;anche in questo la presenza del con-sigliere regionale servirebbe a tagliarcorto su beghe interne alla casa dellelibertà.E veniamo a Padova.
Flavio Zanonato
capogruppo dei Ds a palazzo Ferro-Finisi candida, com’è noto, per (ri)fare il
sindaco
del capoluogo mentre
FrancoFrigo
della
Margherita
si candida per(ri)fare il
Presidente della Provincia
.Si tratta delle poste in gioco politica-mente più rilevanti. Una vittoria delcentrosinistra a Padova sarebbe unasconfitta personale di
Galan
. Per il ver-tice della
Provincia di Padova
è ainastri di partenza anche il leghista
Maurizio Conte
che attualmente pre-siede la commissione ambiente delConsiglio veneto.Sempre a Padova,
Margherita Miotto
della
Margherita
è candidata per l’Uee sembra anche che
Zanonato
incaso di vittoria l’abbia “prenotata” perfare l’assessore. Suspense dell’ulti-ma ora da parte di
A
n indecisa seappoggiare al primo turno la sinda-chessa uscente
Giustina Destro
. Incaso contrario, il candidato di AlleanzaNazionale sarebbe l’assessore regio-nale
Raffaele Zanon
.
Iles Braghetto
e
Antonio De Poli
,entrambi dell’Udc ed entrambi pado-vani, sono candidati perl’Europarlamento. Ci potranno entraresolo dopo che il capolista, il
ministroCarlo Giovanardi
, se eletto altrove sidimetterà. Classico esempio di unapoltrona per due.Obiettivo Strasburgo anche per il
verdeGianfranco Bettin
il quale peròconta di arrivarci con le proprie forzeoccupando il seggio che è stato del-l’alpinista
Messner
.
Floriano Pra,
vec-chia volpe dorotea e potentissimoboss di
Agordino e Cadore
, è candi-dato per fare il Presidente della pro-vincia di Belluno e coronare così unalunga carriera.Sempre nel Bellunese
ClaudiaCadorin
, entrata in Consiglio regionalecon
Forza Italia
e poi uscita per inven-tarsi un gruppetto “liberale-riformato-re-radicale” oggi imparentata con lalista “della bellezza” di
Vittorio Sgarbi
,si candida per diventare sindaco di
Sedico
.Punta al seggio europeo nelle liste diAlleanza nazionale anche
Maria LuisaCoppola
, rodigina di origini vicentineassessore al bilancio della GiuntaGalan.
Alla fiera del candidatoRegione a caccia di voti
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vicenzaabc
Romano Prodi e, sotto, due padri nobili dell’Europa: De Gasperi e Spinelli
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