invece la sistematica omissione di una metà degli oggetti, indipendentemente dal fatto che questi sitrovino nello spazio di destra o di sinistra. L'
object-centered
neglect infine, riguarda gli stimolisequenziali. E' stato descritto in una paziente che ometteva le prime lettere delle parole,indipendentemente dal fatto che queste fossero orientate da sinistra a destra o dall'alto in basso(Caramazza e Hills, 1990). Bisogna però aggiungere che numerosi aspetti di questa patologia cisono ancora sconosciuti. Un esempio potrebbe essere lo studio di Marshall e Halligan (1995) sullapercezione di stimoli a due livelli. Il presupposto iniziale consiste nel fatto che è ormairiconosciuta la superiorità dell'emisfero destro nel trattare le configurazioni complesse e lastruttura, e quella dell'emisfero sinistro per i particolari. Nonostante questo dato abbastanza fermo,Marshall e Halligan descrivono un comportamento particolare di un paziente con neglect sinistroda lesione destra. Presentandogli degli stimoli gerarchici costituiti da lettere (ad esempio unagrossa "X" formata da tante piccole "H") il paziente era perfettamente in grado di identificarequale fosse la lettera al livello globale (X). Al tempo stesso però, se gli veniva chiesto di barrare lepiccole lettere "H" egli ometteva tutte quelle a sinistra. Questo studio ci dimostra la possibilità ditrovare ulteriori dissociazioni in questa patologia (in questo caso la possibilità di elaborazioneimplicita della struttura di uno stimolo in assenza di consapevolezza totale delle sua parti). Semprepiù spesso il neglect non viene descritto come un disturbo unitario ma come un complesso insiemedi deficit di consapevolezza, attenzione e rappresentazione spaziale. Spesso i pazienti con neglectsono completamente anosoagnosici: non hanno cioè consapevolezza del proprio deficit. A questobisogna aggiungere che spesso il neglect si presenta in associazione con emiparesi sinistra, vistoche la corteccia motoria è abbastanza vicina all'"area critica" per il neglect. Ebbene, i pazientianosoagnosici non solo tendono a negare il neglect, ma addirittura possono arrivare a negare laparalisi, affermando, ad esempio, che non riescono a muovere il braccio o la gamba perché sono"stanchi". In casi estremi i pazienti possono arrivare a sostenere che l'emisoma paralizzato nonappartenga al loro corpo (emisomatoagnosia). Un fenomeno di comune riscontro nei pazienti conneglect è la alloestesia: il riferire stimoli presentati a sinistra come percepiti a destra. Questofenomeno si può rilevare anche quando i pazienti copiano un disegno riportando a destra lecomponenti che erano invece presenti a sinistra (allochiria). Da queste osservazioni clinichepotremmo dedurre sia che l'area parietale destra è fortemente implicata nei processi diconsapevolezza sia che abbiamo ulteriori prove che l'informazione spaziale viene conservata finoai processi superiori di elaborazione. Talvolta il neglect si presenta in una forma più lieve:l'estinzione. In questa patologia, considerata da alcuni un disturbo a sé stante il paziente, se glivengono presentati due stimoli contemporanei bilateralmente, riferisce di percepire solo quello adestra.Se invece gli si presenta solo uno stimolo a sinistra egli non avrà nessun problema nella suadetezione. L'estinzione non va confusa con la simultanagnosia, in cui il paziente non riesce apercepire contemporaneamente due oggetti diversi, indipendentemente dalla loro lateralizzazione.La riabilitazione del neglect è fortunatamente facilitata dal fatto che la patologia spesso regrediscespontaneamente. Una delle metodiche utilizzate è l'utilizzo di speciali "occhiali" che deviano lospazio percepito a destra. Portandoli a lungo, il paziente impara a ristrutturare la propriapercezione spaziale spostando maggiormente l'attenzione a sinistra. Una volta tolti, dunque, saràportato spontaneamente a dirigere l'attenzione verso sinistra.
Bibliografia
Bisiach, E., Luzzatti, C. (1978). Unilateral neglect of representational space. Cortex, 14, 129-133. Caramazza, A., Hills, A.E. (1990). Spatial representation of words in the brain implied by studiesof a unilateral neglect patient. Nature, 369, 267-269. Halligan, P.,W., Fink, G., R., Marshall, J.,C., Vallar, G. (2003). Spatial cognition: evidence from
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