Welcome to Scribd, the world's digital library. Read, publish, and share books and documents. See more
Download
Standard view
Full view
of .
Look up keyword
Like this
1Activity
0 of .
Results for:
No results containing your search query
P. 1
Erba alta e un abete, ciò che resta di una promessa

Erba alta e un abete, ciò che resta di una promessa

Ratings: (0)|Views: 0|Likes:
Published by Filippo Azimonti
L’ultima “traccia” risale all’aprile 2012 quando si scrisse che, in attesa che si decidessero i destini della Biblioteca europea di informazione e cultura (Beic), nell’area di 30mila metri quadri che le erano destinati nell’area dell’ex stazione di Porta Vittoria sarebbe nato un parco. Provvisorio, almeno quanto il titanico progetto firmato da Peter Wilson che vinse nel 2001 un concorso internazionale perché si realizzasse un edificio che avrebbe ospitato 900mila volumi, 50mila documenti audiovisivi, sale di lettura con 3.500 posti a sedere, un’emeroteca e un auditorium
L’ultima “traccia” risale all’aprile 2012 quando si scrisse che, in attesa che si decidessero i destini della Biblioteca europea di informazione e cultura (Beic), nell’area di 30mila metri quadri che le erano destinati nell’area dell’ex stazione di Porta Vittoria sarebbe nato un parco. Provvisorio, almeno quanto il titanico progetto firmato da Peter Wilson che vinse nel 2001 un concorso internazionale perché si realizzasse un edificio che avrebbe ospitato 900mila volumi, 50mila documenti audiovisivi, sale di lettura con 3.500 posti a sedere, un’emeroteca e un auditorium

More info:

Published by: Filippo Azimonti on Sep 06, 2013
Copyright:Attribution Non-commercial

Availability:

Read on Scribd mobile: iPhone, iPad and Android.
download as DOCX, PDF, TXT or read online from Scribd
See more
See less

04/11/2014

pdf

text

original

 
Erba alta e un abete, ciò che resta di una promessa
L’ultima “traccia” risale all’aprile 2012 quando si scrisse che, in attesa che si
decidessero i destini della Biblioteca europea di informazione e cultura (Beic),
nell’area di 30mila metri quadri che le erano destinati nell’area dell’ex stazione di
Porta Vittoria sarebbe nato un parco.Provvisorio, almeno quanto il titanico progetto firmato da Peter Wilson che vinse nel2001 un concorso internazionale perché si realizzasse un edificio che avrebbeospitato 900mila volumi, 50mila documenti audiovisivi, sale di lettura con 3.500
 posti a sedere, un’emeroteca e un auditorium. Un
investimento da 300 milioni di euro(è già costata 5 milioni di progettazione e, paradossalmente, sarebbe già«cantierabile») e per far funzionare la quale sarebbero serviti 10 milioni ogni anno.Molti allora, troppi oggi. Lo ammette la stessa Fondazione presieduta da AntonioPadoa Schioppa, annotando sul suo sito che «
ferma restando l’ubicazione della B
eic
nell’area
dello scalo Porta Vittoria, bisognerà rimodulare attentamente il progettoWilson per poi passare alla costruzione. In totale, non ci vorranno meno di sei anni a partire dal 2013». Se non una resa, almeno, un lungo armistizio malgrado allaFondazione partecipino il Ministero dei Beni Culturali, il Comune di Milano, laRegione Lombardia, il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca,l'Università degli Studi, il Politecnico, l'Istituto Lombardo Accademia di Scienze e
Lettere e l'Associazione "Milano Biblioteca del 2000”. Tanti “sponsor” senza un euro
da investire se non i 60 milioni che il Cipe pareva pronto a mettere a disposizione(nel 2012) ma che sono restati virtuali.
 Nell’attesa
, il Comune
 pensava a un’operazione
molto più semplice. «Un prato non civuole nulla a farlo come a disfarlo: meglio un tappeto verde che un cantiere» ebbe a
dire con grande buonsenso l’allora assessore all’Urbanistica Ada Lucia De Cesaris.
Che, forse con eccessivo e
ntusiasmo, promise l’inaugurazione di un nuovo parco da
30mila metri quadrati nel giugno 2013. Ma là dove via Monte Ortigara incrocia vialeUmbria oggi, in un quadrante di cerchio di non più di 40 metri,
c’è solo un abete
 scampato al Natale, malamente puntellato e ormai quasi disseccato, assediato
dall’erba
alta. Lo protegge un recinto inviolabile prima che si alzi, ancora più alto,
quello che costeggia la spianata d’asfalto usata dai camion del cantiere come parcheggio fino al “remoto” viale Molise
. Duecento metri di asfalto interrotti da viaCervignano oltre la quale un altro fazzoletto di sterpaglie recintate si affaccia su vialeMolise. Di lì, via Monte Ortigara si insinua sul margine di un altro pratoneabbandonato che si interrompe dove i binari del Passante si interrano annunciandosicon gli accessi alla stazione Vittoria che spuntano dal nulla in uno scenario quasi post-bellico.

You're Reading a Free Preview

Download
scribd
/*********** DO NOT ALTER ANYTHING BELOW THIS LINE ! ************/ var s_code=s.t();if(s_code)document.write(s_code)//-->