3bocca ai loro eroi, in qualsiasi approdo sbarchino, la domanda: «siete pirati?»; e gli interrogati non suscitano affattol'impressione di disprezzare un'attività simile, né pare che la giudichino indegna quelli che esigono una risposta. Anchesulla terraferma praticavano un brigantaggio reciproco. E ancora oggi, in molte terre di Grecia, la vita si svolge conqueste antiquate consuetudini: nel paese dei Locri Ozoli, ad esempio, degli Etoli e degli Acarnani e nei territoricircostanti. In particolare dall'antico uso della pirateria s'è inveterato in questi abitatori del continente il costumed'indossare sempre le armi.
6.
Poiché era abitudine un tempo in Grecia che tutti circolassero armati: le abitazioni non fortificate, i reciprocirapporti irti di rischi avevano imposto l'abitudine di passare la vita in armi, al modo dei barbari. Queste terre greche,dove ancora oggi si vive con il sistema antico, sono indizio di costumanze simili in vigore un tempo e generalmenteestese. Primi gli Ateniesi deposero l'uso di camminare armati: con modi di vita sciolti dal rigido tenore antico,divennero meno austeri, più delicati. Per questa preziosa raffinatezza, non è molto da che i rappresentanti più anzianidelle classi facoltose hanno smesso d'indossare lunghi chitoni in lino e d'intrecciare alla sommità del capo con cicaled'oro il nodo dei capelli. Pertanto anche tra gli Ioni i più vecchi per la loro parentela con gli Ateniesi, mantennero alungo questa moda. Furono i primi gli Spartani ad adottare un sistema di vestire misurato e semplice, moderno: ancheper quanto concerne gli altri aspetti della vita i più abbienti generalmente si mantennero allo stesso livello del popolo.Gli Spartani furono anche i primi a spogliarsi e, mostrandosi nudi in pubblico, a spalmarsi con abbondanza d'olio inoccasione degli esercizi ginnici. In antico invece, anche alle Olimpiadi, gli atleti gareggiavano con una cintura suifianchi, e non è gran tempo che quest'uso si è estinto. Ancora oggi vige presso alcune genti barbare, specie in Asia, lapratica di istituire gare di pugilato e di lotta in cui gli atleti si affrontano muniti di cintura. Si potrebbe provare cheanticamente in Grecia si adottava, sotto molti e svariati aspetti, un regime di vita analogo a quello dei barbari del nostrotempo.
7.
I centri in cui gli abitanti, ormai molto sicuri nelle comunicazioni marittime, si insediarono più di recente,dotati di più consistenti risorse economiche, venivano fondati per lo più lungo i litorali e fortificati con mura. Si cercavainoltre di occupare gli istmi per praticare agevolmente i propri traffici e contrapporsi di potenza ai rispettivi confinanti.Le città antiche, per contro, timorose della pirateria, fiorita per lungo tempo, si edificavano piuttosto lontano dal mare,sia quelle isolane, che le continentali. (Poiché i pirati compivano incursioni reciproche, rivolgendole anche contro quelliche pur non praticando il mare erano rivieraschi). Ancor oggi questi centri si trovano all'interno.
8.
Particolarmente dediti alla pirateria erano gli isolani, vale a dire Cari e Fenici. Costoro possedevano la maggiorparte delle isole. Eccone la prova: quando Delo fu sottoposta dagli Ateniesi, nel corso di questa guerra, allapurificazione rituale e furono asportate le tombe di quanti erano deceduti sull'isola, apparve chiaro che per più dellametà si trattava di Cari. Si riconobbero dalla fattura delle armi sepolte con i cadaveri e dal sistema di inumazione, invigore ancor oggi. Affermatasi la forza navale di Minosse, i rapporti per mare si infittirono: i pirati delle isole ne furonoespulsi, mentre egli veniva colonizzandone la maggior parte. Gli abitatori delle regioni litoranee, già più decisi adaccrescere i loro capitali, sempre più consolidavano le proprie sedi: alcuni poi, accortisi di diventar via via più facoltosi,si cingevano di mura. Per desiderio di lucro i più deboli si assoggettavano al servizio dei più forti, mentre i più potenti,ricchi a profusione, si annettevano le città minori. Progredivano già da qualche tempo in tale regola di vita quando, piùtardi, i Greci si accinsero alla campagna di Troia.
9.
A mio vedere, Agamennone riuscì a raccogliere il corpo di spedizione perché eccelleva in potenza tra icontemporanei, non certo sollecitando i pretendenti di Elena con il giuramento che li vincolava a Tindaro. Quelli chehanno accolto, tramandate oralmente dai loro antichi, le notizie più certe sulle vicende del Peloponneso, affermano chePelope dapprima ottenne una notevole potenza politica, mettendo a frutto le enormi somme di denaro che recò con sétrasferendosi dall'Asia in un paese abitato da uomini indigenti, e riuscì inoltre a imporre, sebbene forestiero il proprionome su quella terra. In seguito, i suoi discendenti si sarebbero impossessati di una potenza anche più rilevante, quandoEuristeo perì in Attica, per mano degli Eraclidi. Euristeo, per il tempo che fosse durata la sua spedizione, aveva affidatoad Atreo, che gli era zio materno e quindi parente, Micene e il regno Atreo si trovava ad esser profugo, temendo il padrea causa dell'assassinio di Crisippo). Sostengono che siccome Euristeo non fece mai più ritorno, Atreo ottenne lasuccessione al regno su volere degli stessi Micenei, in ansia per un'eventuale rappresaglia degli Eraclidi, e poiché s'eracreato fama di uomo capace, conquistando le simpatie di quel popolo e degli altri già soggetti ad Euristeo. Così iPelopidi riuscirono più potenti dei Perseidi. Sono convinto che Agamennone, ricevuto in eredità il regno e più potentesul mare di tutti gli altri, abbia effettuato la spedizione raccogliendone i componenti piuttosto con il severo rispetto chesapeva imporre che in virtù d'una affettuosa benevolenza. È indubitabile infatti che egli partì per Troia con un numerodi navi superiore agli altri, e che ne fornì agli Arcadi: lo ha dimostrato Omero, se la sua testimonianza ha valore. Inoltre,narrando la «trasmissione dello scettro» ha lasciato detto che Agamennone
su isole molte signoreggiava e su Argo tutta.
Senza dubbio, vivendo sul continente, non avrebbe potuto tenere soggette le isole, oltre a quelle prossime alla costa, chenon sarebbero
molte
, se non avesse disposto di una flotta discretamente forte. Anche da questa spedizione si devededurre l'entità di quelle che la precedettero.
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