Tesi XI: Le scuole polifoniche italiane nel secolo XVI
Il
rinascimento
si sviluppa nei secoli XV e XVI e si
rifà all’arte classica
(Firenze, epoca di Petrarca Boccaccio, inneggia virtùumane e fortuna), la musica è presente in tutte le attività e diventa pratica anche dei non professionisti.La
stampa musicale
: Petrucci stampò una raccota di 96 chanson a 3-4 voci, le musiche vennero stampate a fascicoli (1 x ogni voce)La
tradizione fiamminga
: compositori fiamminghi composero forme profane nazionali:-
Willaert
: messe, 350 mottetti, chansons, maestro di cappella a Venezia (diventa centro della musica sacra cattolica)-
Orlando di Lasso
: 58 messe, 550 mottetti
Musica nelle chiese protestanti
(nacquero movimenti di riforma non cristiani):-
luterana: Martin Lutero (traduzione scritture in tedesco), messa con corali sillabici (Praetorius e Schutz)-
calvinista: Calvino (ugonotti), celebrazioni austere quindi poca musica, solo salmi-
anglicana: Enrico VIII Tudor, Anthem (“antifona” simile al mottetto)La
controriforma cattolica
:-
abolizione sequenze tranne le 5 dell’ordinario-
abolizione di testi profani-
parole più intelliggibili (la semplificazione del contrappunto da origine al quartetto classico a cappella)La
lauda polifonica
: S. Filippo Neri fondò l’ordine dell’
oratorio
deve prima delle preghere si cantavano laude polifoniche a 3-4 vocio
travestimenti spirituali
(testo profano sostituito da sacro)La
scuola romana
(a roma i papi si prendono cura delle cappelle) fra i compositori spunta:-
Palestrina
(1525-1594) opera quasi totamente sacra, opera a Roma,
o
102 messe (quasi tutte “parodia”): forte intelligibilità e omoritmiche
o
Musica pura con triadi, ritardi preparati e gradi congiuntiLa
scuola veneziana
(a differenza di Roma si preferivano musiche policorali sostenute da strumenti)-
Andrea Gabrieli
: I° organista a S. Marco, semplifica contrappunto x valorizzare il testo, madrigali simili a Willaert(imitazione e qualche cromatismo), mottetti e madrigali-
Giovanni Gabrieli
: nipote di Andrea, proseguì sulla stessa linea, mottetti e musica strumentale x ogni strumento
Forme popolaresche italiane
(struttura stofica omofona a 3-4 voci, favorite da Lorenzo il magnifico e Isabella d’Este)-
canti carnascialeschi
: accompagnavano le mascherate (Heinrich Isaac)-
frottole
: diffusa da Mantova, strofica e deriva dalla ballata-
villanelle
: Napoli, strofiche e omofonicheIl
madrigale
(modello petrarchesco proposto da Bembo):-
diverso da quello del ‘300 (strofico a 2-3 voci), nel ‘500 e’ la forma profana più apprezzata (4-5-6 voci e non strofico)-
simile alle frottole ma di forma aperta e senza ripetizioni-
maggiori madrigalisti:
o
Marenzio
: poca produzione sacra, 16 libri di madrigali e “Intermezzi Fiorentini”
o
Gesualdo di Venosa
: non usò madrigalismi
o
Monteverdi
-
madrigali drammatici
(rappresentativo): non in stile petrarchesco, “Anphiparnaso” di Vecchi, Adriano BanchieriForme popolaresche europee:-
Francia:
chanson
(diversa da quella fiamminga, simile a frottola italiana)-
Spagna:
villancico
(simile a frottola, strofico con ritornelli a 3-4 voci)-
Germania: meistersinger (Hans Sachs)
lieder
a 3-4 voci + complessi
Tesi XII: Forme polifoniche cinquecentesche
Sacra:-
stile a cappella tranne Venezia-
mottetto
: deriva da quello del ‘200 (Perotin), è polifonico solo vocale su testo latino non profano, usa l’imitazione-
messa
: a 5 voci, musicate solo le parti dell’ordinario con = cantus firmus gregoriano (messa Papa Marcello)-
salmi
: forma a cori battenti e non più responsoriale-
responsori
: composizioni di risposta ai salmiProfana:-
madrigale
: quello del ‘500 è senza ritornelli e di polifonia semplice, con forma abbastanza libera, i madrigali drammatici(rappresentativi) furono i precursori del melodramma.
Tesi XIII: Conquista della tonalità moderna e strumenti
Tra XVI e XVII secolo la musica subisce
forti trasformazioni
:-
ancora polifonia (sacra) ma si afferma la monodia-
perde importanza il contrappunto e nasce l’armonia-
modi ecclesiastici vengono assorbiti dal maggiore e minore-
musica strumentale + importante