aspetti importanti»
, spiega Anto-nio Noto, direttore di Ipr Marke-ting: «Il primo è che tutte queste polemiche su Berlusconi hannoavuto un peso minore rispet-to al clamore dato dai media.Questo avviene perché il voto
T
amministrativo, al contrario diquello politico, è meno sensibi-le a queste dinamiche». Mentreil secondo aspetto riguarda «lasituazione di caos che si è cre-ata in Italia, complice un siste-ma elettorale che produce mo-stri e che permette all’Udc dischierarsi una volta a destra euna sinistra». Per il sondaggi-sta, dunque, nel futuro prossi-mo sarà decisiva la partita dellealleanze. «Sì, questa sarà la par-tita centrale dei prossimi mesi.Ritengo che ora il partito di Ca-sini sia in una classica posizio-ne di attesa, magari aspettandoquella scissione della parte cen-trista del Pd, spesso paventata,che permetterebbe la nascita diun nuovo partito di centro. Inquesto caso una nuova alleanzasarebbe possibile, ovviamentesenza la sinistra più radicale. Incaso contrario credo che Casinisarebbe costretto a tornare a de-stra, anche perché alle regionali
La partita delle alleanze
Politica
Finita la saga dei commenti post elettorali, dove tutti vincono e nessuno perde, il dibattito si sposta oradentro le coalizioni. A destra c’è il peso sempre maggiore della Lega, a sinistra prove generali di intesa con l’Udc
Antonio Noto(Ipr): «Graziea un sistemaelettoraleche producemostri, c’è unasituazione dicaos. L’Udc puòschierarsi unavolta a destra euna a sinistra»
In più occasioni, infatti,Berlusconi, il suo bracciodestro Marcello dell’Utrie il viceministro Romani,hanno sollecitato la scom- parsa dal polo Raiset e in particolare dal servizio pubblico di tutte quelle no-tizie che loro medesimihanno denito ansiogeneo tali da fomentare la crisi,notizie che possono distur-bare. Ovviamente si trattadi notizie che possono di-sturbare un ristretto circo-lo di persone e, caso inedi-to in Europa, un presiden-te del Consiglio che è pro- prietario del più grandeimpero mediatico. Quin-di non solo è una bestialitàdal punto di vista deonto-logico ma anche dal pun-to di vista professionaleed editoriale perché corri-sponde a un comando cheè stato più volte esplicita-to. Il direttore è arrivato adire che non si occupa digossip ma di notizie fonda-mentali per i cittadini. Pec-cato che questa scelta cor-risponda alla richiesta ma-nifestata da un gruppo di potenti e non da un grup- po di cittadini. L’editorialecontiene un ulteriore ele-mento di falsità: il Tg1, in-fatti, ha negato le immagi-ni e i titoli in alcune delle principali edizioni ai terre-motati arrivati davanti al-la Camera per protestarecontro il decreto trua.Sarebbe tuttavia un errore pensare che in Italia esistasolo un caso Tg1. Nel Pa-ese c’è infatti un progetto politico esplicito e dichia-rato, e pubblicamente af-fermato dal presidente delConsiglio, che mira a met-
SI È PASSATOIL SEGNO
Informazione
Giulietti
*
dalla prima
a statale 17 a L’Aquila con-tinua ad essere la via di co-municazione principale frail capoluogo e i centri della valledell’Aterno colpiti dal sisma del 6aprile. Questa è la strada che con-duce al luogo simbolo del terre-moto: Onna. Da ormai dieci gior-ni il piccolo centro è tagliato fuo-ri dalla vista di giornalisti e per-sone che non siano appartenentialle forze dell’ordine e della Prote-zione civile. Ragioni di sicurezza?Improbabile. Non c’è stato, infat-ti, nessun blocco all’accesso per più di due mesi. Ma nalmentesi sta lavorando alacremente die-tro il cordone di guardie foresta-li. Che siano le opere necessariea creare il set del “tour del dolo-re” che si sta organizzando in oc-casione del G8 di luglio? Se nona Onna, dove? Peccato che, oltrea una messa in sicurezza dei luo-ghi di passaggio, nora non siastata spostata neppure una pie-tra dalla notte della scossa. Ac-contentiamoci, almeno qualco-sa si muove. E si muove anche aBazzano. Ricostruzione h24, la-
Si approva il decreto Abruzzoe si occulta la contestazione
Terremoto
Finti allarmi black block, disillusione e proteste, sul piano locale, che esplodono d’improvviso. A L’Aquilasi attende l’inizio del G8, subendo una tensione articiale che sembra essere costruita ad arte per coprire i ritardi
Pietro Orsatti
vori su tutte le 24 ore. Per il Pianocase, ovviamente. Bazzano è unodei siti delle cosiddette “casette”,ed è quello dove i lavori proce-dono più velocemente. Negli al-tri siti ce la si prende con calma,in alcuni i lavori non sono neppu-re iniziati. Sarà perché il cantierea Bazzano è proprio a lato dellastatale 17 e perciò perfettamen-te visibile da un eventuale corteodi “Vip” che dalla sede principa-le del G8 di Coppito arrivi a On-na? Facciamo nta di niente, an-che qui almeno qualcosa sta suc-cedendo dopo mesi di immobili-smo assoluto.
«Il G8 non ci porterà niente».
Or-mai questa convinzione ha tro- vato cittadinanza nelle tendo- poli, perno fra i sostenitori piùentusiasti del premier, incantati per mesi dalle promesse mirabo-lanti dell’esternatore a reti uni-cate (o uniche?). Promesse che -nora non si sono neppure lonta-namente realizzate, trasforman-do la ducia e l’attesa in sospettoe disillusione. Sentimenti sfocia-ti nelle ultime settimane in pro-testa. Prima a L’Aquila, poi an-che a Roma davanti a Monteci-torio durante la discussione deldecreto Abruzzo. E poi ancoraa L’Aquila, durante l’ultima visi-ta del premier. Quella che ormaitutti chiamano la “visita invisibi-le”. Nessuno lo ha visto, dall’eli-cottero non è proprio sceso -no a quando è sbarcato a Coppi-to, nella
green zone
del capoluo-go dove nessun “speculatore suimorti” (e nessun giornalista) po-tesse intralciare il suo incederesicuro. Speculatori e provocato-ri. Ecco l’accusa a chiunque deglisfollati protesti contro le condi-zioni in cui sono costretti a vive-re e contro il decreto Abruzzo ele tante amnesie e incongruenzeinserite nel testo. E allora che sifa? Non si può certo ammettereche qualcuno documenti le con-testazioni dei cittadini de L’Aqui-la Soprattutto i media interna-zionali che hanno il brutto viziodi non appartenere alle aziendedi famiglia.
È allora ancora il G8 a venire incon-tro al premier in calo di popolari-tà
(in Abruzzo certamente). Intre giorni di iperattività da par-
L
non ci sono i ballottaggi e rima-nere isolati equivarrebbe a sui-cidarsi».
Un messaggio chiaro, del quale è benconsapevole Antonio Di Pietro
, cheieri ha subito lanciato l’out outal Pd: «L’Idv non sta ad aspetta-re l’ultimo minuto con il cappioalla gola. Il Pd deve decidere co-sa fare da grande e deve fare del-le scelte». Diverso il discorso asinistra, dove un’alleanza conl’Udc non viene esclusa a prio-ri. Anche se, chiarisce l’esponen-te dei Verdi Paolo Cento, «è pre-maturo aprire un referendum sul partito di Casini, faremmo solo illoro gioco». L’obiettivo a medioraggio, dunque, per Cento de- ve essere quello di «lavorare peruna coalizione vincente, parten-do dalle veriche locali e da do- ve ci sono le condizioni per far-lo. L’unica cosa che non potrem-mo mai accettare saranno i vetidel’Udc».te degli u ci stampa del gover-no, ecco confezionato l’allarmeNo global. «Si sono già inltra-ti fra gli sfollati», si scrive su ungiornale locale. «Fanno nta dilavorare alla ricostruzione diqualche struttura di caratteresociale», prosegue. Bene, bra- vi, bis. Ecco il nemico. Ecco chicontesta. Gli fa eco anche unacorrispondenza de
La Repub-blica
. Anche i migliori cadononelle trappole dell’u cio mar-keting mediatico creativo cheopera a Coppito. Peccato sial’ennesima bufala confeziona-ta dai media. Nessuna tracciadi black block tedeschi fra letende di piazza D’Armi. Gli uni-ci dall’aspetto inquietante checircolano da queste parti sonoi militanti di Casa Pound, che pur essendo stati allontanatidal campo di Poggio Picenze,hanno deciso di rimanere qui.E il decreto Abruzzo, intan-to, viene approvato denitiva-mente dal Senato. Senza che lerichieste dei terremotati venis-sero accolte. Nessuno, però, aL’Aquila si aspettava più qual-cosa di diverso.
Il sisma scuote ancoragli aquilani cheguardano con sospettol’improvvisa iperattività della Protezionecivile di immobilismoe militarizzazione
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