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Marina Liberati . Poesie. Volume 7

Marina Liberati . Poesie. Volume 7

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Published by Antonio Dal Muto
Benché apparentemente tragico, il pensiero scandisce la sua espressione sulle ali della leggerezza, appartenendo al mondo dell’animico. Lo stesso Leopardi nella sua tragica visione dell’esistenza, paragonata ad una matrigna, esprime con leggiadro lirismo, immortale, il suo personale quanto privato, allora, canto del cigno: “ Sempre caro mi fu quell’ermo colle e quella siepe…”. Marina Liberati non si sottrae alle leggi della leggerezza espressiva...
Benché apparentemente tragico, il pensiero scandisce la sua espressione sulle ali della leggerezza, appartenendo al mondo dell’animico. Lo stesso Leopardi nella sua tragica visione dell’esistenza, paragonata ad una matrigna, esprime con leggiadro lirismo, immortale, il suo personale quanto privato, allora, canto del cigno: “ Sempre caro mi fu quell’ermo colle e quella siepe…”. Marina Liberati non si sottrae alle leggi della leggerezza espressiva...

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Published by: Antonio Dal Muto on Sep 15, 2013
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Premessa
Benché apparentemente tragico, il pensiero scandisce la suaespressione sulle ali della leggerezza, appartenendo al mondo
dell’animico. Lo stesso Leopardi nella sua tragica visionedell’esistenza, paragonata ad una matrigna, esprime con
leggiadro lirismo, immortale, il suo personale quanto privato,allora, canto del cigno:
Sempre caro mi fu quell’ermo 
colle e quella siepe 
…”
. Marina Liberati non si sottrae alleleggi della leggerezza espressiva farcite di apparenti quantoingannevolemente solidi testamenti marmorei, che sembranoattanagliarsi in una fissità quasi inamovibile, in cui tuttosembra perdersi nella non speranza. Ma poi, anche il più
tenue raggio di speranza, distrugge l’inesorabile
inganno,ribaltandone la visione in una leggerezza di sentimento. Comeimpalpabile e soffice è il pensiero, anche quello più doloroso,
crudo e disperato! Questo è l’animo umano in cui tutto si
perde e tutto si salva.Antonio Dal Muto
 
 Marina Liberati è poetessa, vive e scrive ad Ariccia, con ilconfort
o dell’orizzonte che si perde nel mare lontano, fuso
tra tramonti mozzafiato e oscure quanto minacciose nubitemporalesche, che lasciano poi il posto alla brezza leggerarafforzata dai profumi di un bosco che ancora, nonostante le
insulsaggini umane che l’
offendono, come in un abbraccio,conforta il paese e lo rende unico nel paesaggio. E quellostesso bosco che animò gli artisti del Grand Tour che,ancora, condiziona gli abitanti di Ariccia.

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