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Giovanni Miltonil Paradiso Perduto2

Giovanni Miltonil Paradiso Perduto2

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LIBRO DI FANTASY
LIBRO DI FANTASY

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12/22/2013

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Il paradiso perdutoJohn Milton
 
 
John MiltonIl Paradiso perduto
traduzione di Andrea Maffei
LIBRO PRIMO
La primiera dell'uomo inobbedienzaE della pianta proïbita il frutto,Frutto al gusto letal, che sulla terraLa morte e tutti nostri mali addusse,5 Oltre l'Eden perduto; infin che piacqueRistorarne di nuovo ad Uom più grandeE racquistar la fortunata sede,Canta, o musa del ciel! Tu che sui gioghi
 
Solitarii del Sina e dell'Orebbe10 Inspirasti il pastor al seme elettoPrimamente insegnò come dal gremboNacquero del caosse e cielo e terra;O se più di Siòn t'è caro il clivo,Caro il veloce Siloè che lambe
 
15 L'oracolo di Dio, colà t'invocoAll'animoso mio canto sostegno.Chè su timide penne io non intendoSpiccarmi a volo dall'aonia cima,Ma cose rivelar che mai nè verso,20 parole disciolte ancor tentaro.E tu, Spirto divin, ch'ai templi tuttiPreponi un giusto intemerato core,Tu che sai, m'ammaestra! Al gran principioTu presente già fosti, e colle forti25 Ale, diffuse sull'immenso abisso,Qual palomba covante il fecondasti.Schiara quanto è di bujo, alza, sorreggiQuanto è d'ùmile in me; tal ch'io m'adeguiDel concetto all'altezza, e, la divina30 Provvidenza attestando, all'uom mortaleGiustifichi le vie del Senno eterno.Dimmi tu prima (giacchè nulla ascondeNè l'abisso, nè il cielo agli occhi tuoi)
V. 8 - 9.
sui gioghi / Solitarii del Sina e dell'Orebbe
: L'oreb e il Sinai, monti dell'Arabia che sorgono nella Penisolaformata dal golfo di Suez, dal Mar Rosso e dal golfo di Akabah. Sul primo di questi monti Iddio apparve a Mosè in unrovo ardente, e gli comandò di liberare il popolo d'Israele dalla schiavitù d'Egitto: e sul secondo gli diede le tavole dellalegge.
V. 14 - 15. il veloce Siloè che lambe / L'oracolo di Dio: Siloè, ruscello che scorreva vicino al tempio diGerusalemme, chiamato dal poeta Oracolo di Dio.
 
4
Dimmi tu la cagion che i nostri padri,35 Così felici e cari al ciel, diviseDal proprio Creatore, e repugnantiFece, per un divieto, alla sua voglia:L'unico a lor imposto, a lor signoriD'ogni cosa terrena! A tanto eccesso40 Chi li sedusse? L'infernal serpente.Per invidia il maligno e per vendettaEva ingannò, la nostra antica madre.Cacciato un'alta ambizïon lo aveaCon tutta la ribelle oste del cielo.45 Di tal'armi potente ambìa levarsiSugli angeli suoi pari, e fin l'EternoAgguagliar presumea, pur ch'ei venisseColl'Eterno a contesa: e nel suo ciecoDivisamento d'atterrarne il soglio,50 Suscitò fra' celesti un'empia guerra,Ed un conflitto temerario e vano.Folgorato dall'alto e capovoltoL'Onnipotenza lo respinse. Ardente,Spaventosa caduta! In un perduto55 Bàratro ei piovve senza fin profondo,Ove carco di ceppi adamantiniStarsi in foco penace il tracotanteSfidator dell'Altissimo dovea.E già nove fïate era trascorso60 Lo spazio che misura a noi mortaliLa notte e il giorno, ch'ei giacea riversoColla nera sua ciurma in mar di fiamme.Vi giacea senza senso e costernato,Benchè fosse immortal. Ma lo serbava65 A corruccio maggior la sua condanna.Perocchè si sentia da doppia spadaTrafiggere il pensier: dalle memorieDel suo tempo felice, e dalla eternaSua presente miseria. - Attorno ei volge70 Le funeste pupille, onde traluceL'ineffabile angoscia e la sfidanzaAll'orgoglio ostinato ed al tenaceOdio commiste. D'un girar di ciglio,Quanto più lungi spazïar può l'ala75 Dell'angelica vista, egli contemplaQuel tristo, lagrimoso, ampio deserto,Carcere orrendo, circonfuso a guisaD'una fornace sterminata. LuceQuella fiamma non dà, ma tal diffonde80 Visibil tenebrìa che scopre al guardo(Miserabile aspetto!) desolateLande, affannosa cecità, cui paceMai non consola, nè riposo; e toltoOgni varco v'è pure alla speranza

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