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e commissioni parlamen-tari al Senato sono obe-rate di lavoro. Devono a-rontare in queste settimane unnucleo di provvedimenti impor-tanti, su cui la maggioranza insi-ste per dare slancio alla propriaidea di riorma. Il vento di rinno- vo spira dai quattro punti cardi-nali: intercettazioni, sicurezza, processo penale e prostituzione.Su ognuno di questi temi roventisi abbattono le critiche delle ca-tegorie interessate e si dà batta-glia nelle commissioni Aari co-stituzionali e Giustizia. Allora, per evitare l’impasse, il Senato ri-nuncia alla trattazione congiun-ta e rinvia a dopo l’estate l’anali-si di due progetti di riorma (pro-cesso penale e prostituzione).Forse perché la Lega, raorza-ta dal risultato elettorale, spin-ge per l’approvazione del ddl susicurezza e immigrazione. O or-se perché il premier è coinvoltoin una vicenda giudiziaria che hareso quanto meno imbarazzantela concomitante discussione del-la legge Caragna. Improvvisa-mente, si scopre, la prostituzio-ne non è un aare urgente: dun-que ancora tre mesi di tempo perlavorare “in strada”. L’opposizio-ne politica e sociale sta soste-nendo, per le ripercussioni poli-tiche connesse, una legge che an-drebbe rigettata nel merito. Esa-minando i documenti presentatiin commissione al Senato si rea-lizza subito la netta inversione ditendenza rispetto alla legge Mer-lin del 1958, da sempre caposal-do della Repubblica. Quella leg-ge, che abolì le case di tolleran-za e si concentrò nella lotta al-lo sruttamento della prostitu-zione, era chiara: non è il singo-lo che si dedica all’antico mestie-re a dover meritare la punizione,bensì chiunque tragga prottodall’attività, lo recluti o avoriscain qualsiasi modo il enomeno.Lo conerma una sentenza del-la Cassazione che, nel 2004, indi- viduava come bene protetto la li-bera determinazione della don-na (
rectius
della persona) anchenel prostituirsi. Nella nuova ver-sione l’accento è spostato: la at-tispecie penale prevede la puni-zione chi si prostituisce in luogo pubblico o aperto al pubblico, in-sieme al cliente. Le contraddizio-ni sono ancor più evidenti nelleschede di lettura del disegno dilegge n. 1.079 che invitano a con-siderare «l’opportunità di valuta-
L
re il rapporto intercorrente tra lacontravvenzione e i reati già pre- visti dall’ordinamento». Comea dire, la prostituzione di stra-da è già vietata sia quando con-guri atto contrario alla pubbli-ca decenza, sia quando realizziatti osceni in luogo pubblico; sirealizzerebbe quindi un accani-mento nei conronti del enome-no che, secondo la relazione del2007 dell’Osservatorio sulla pro-stituzione, «non dev’essere con-siderato un attore da reprime-re, bensì un elemento da gesti-re in un’ottica di sicurezza socia-le». Per quanto riguarda la pro-stituzione minorile, poi, il nuo- vo testo prevede un’estensionedell’ambito di applicazione delreato, comprendendovi anche lasanzione di chi soltanto promet-te un corrispettivo per la presta-zione sessuale, poco importandose abbia eettivamente pagato ilminore. Buona cosa, verrebbe adire, se non si riettesse sul at-
Rispetto alla Merlindel ‘58, caposaldo dellaRepubblica, le nuovedisposizioni punisconochi compie azioni dimeretricio in pubblico,insieme al cliente
Alla politica della manotesa italiana l’Iran rispon-de con quella delle por-te in accia. È sotto l’om-bra di Teheran che è ini-ziato ieri il G8 dei ministridegli esteri a Trieste. Lastrategia del dialogo nonha unzionato, la Repub-blica islamica «si isola dalmondo», ha detto il mi-nistro degli Esteri FrancoFrattini che nel capoluo-go riulano accoglie oltreai sette omologhi che con-tano (provenienti da Usa,Canada, Giappone, Fran-cia, Germania, Giapponee Russia) anche il segreta-rio dell’Onu Ban Ki Moone l’alto rappresentante Ue per gli aari esteri JavierSolana. Dopo essersi di-mostrato troppo indulgen-te, il capo della Farnesina, volta pagina e promettedi «adottare una posizio-ne particolarmente durae chiara nei conronti diciò che sta accadendo inIran». Le relazioni diplo-matiche tra Roma e Tehe-ran sono precipitate nelleultime ore, dopo il riutoda parte del ministro de-gli esteri a partecipare allaConerenza sulla pacica-zione dell’Aghanistan cheavrebbe assicurato a Frat-tini, dopo tanti scivoloni,un successo diplomatico.Ieri poi è giunto l’ennesi-mo schiao, stavolta da parte di Hasan Qashqavi, portavoce del capo delladiplomazia iraniana, cheha aermato: «Roma nonha rispettato i suoi impe-gni». Il rierimento è al-la mancata visita a Tehe-ran del Capo della Farne-sina prevista il mese scor-so e cancellata in segui-to alla richiesta del presi-dete Ahmadinejad di rag-
Teheranmina TriesTe
Diplomazia
Susan Dabbous
a mia esperienza di magi-strato impegnato in primalinea in indagini che han-no riguardato la corruzione nel-la pubblica amministrazione e lacriminalità economico-nanzia-ria, in sintesi il contrasto ai rea-ti dei colletti bianchi, non puòche armi concordare con l’ana-lisi del procuratore generale del-la Corte dei conti, che ieri ha lan-ciato l’allarme corruzione cherena anche lo sviluppo del Pae-se. Denuncia doverosa e corag-giosa in un momento in cui il go- verno vuol ar credere, narcotiz-zando le coscienze degli italiani,che il pericolo per la democraziain Italia è rappresentato dai bar-coni di donne e bambini immi-grati che cercano di raggiunge-re l’isola di Lampedusa. Il lega-me tra corruzione e criminalitàorganizzata, il criminale intrec-cio tra gestione illegale del dena-ro pubblico (e, in primo luogo, inotevoli nanziamenti europei)e mae, rappresentano il verocancro che sta corrodendo la po-litica e le istituzioni italiane, ol-tre che inquinare il tessuto eco-nomico e nanziario attraversoil riciclaggio del denaro sporco,non consentendo più di distin-guere tra economia legale e ille-gale. A ronte di un così elevatotasso di corruzione e di true aidanni dello Stato, delle Regioni edell’Ue, non si registra un contra-sto adeguato da parte delle isti-tuzioni, al di là degli sorzi en-comiabili di servitori dello Statoche onorano ogni giorno il giura-
Coto l couzo dlgtv u voluzo cultul
Appello
L’intreccio tra gestione illegale del denaro pubblico e mafe è un cancro che corrode le istituzioni e la politica.Ma il governo punta allo smantellamento dell’indipendenza della magistratura e al controllo dell’inormazione
mento di edeltà alla Repubbli-ca. Non vi è un’azione corale inquanto non si può parlare, in ta-le contesto, di Stato e antistatocome avvenne per il terrorismo,inatti la corruzione è una pio- vra che penetra nelle ondamen-ta della pubblica amministrazio-ne attraversando in modo asso-lutamente trasversale la politicatanto da ormarsi un vero e pro- prio sistema castale che tende agovernare in modo illegale, e in parte occulto, la cosa pubblica.La difcoltà di poter operare ef-cacemente la lotta alla corruzio-ne si evidenzia anche dalla con-tinua approvazione di leggi che,invece di aiutare la magistraturae le orze dell’ordine nel contra-sto alle organizzazioni criminali, pongono ostacoli evidenti: dallelegge sulla sostanziale elimina-zione del reato di also in bilan-cio a quella che impedisce di at-to l’utilizzo delle intercettazioni.Non è un caso che il disegno pi-duista che questo governo sta diatto attuando punti allo sman-tellamento dell’indipendenzadella magistratura e al control-lo dell’inormazione: magistra-tura e inormazione che devonorappresentare, invece, baluardidello Stato di diritto che cessa diessere tale se viene permeato dauna corruzione sempre più dila-gante. La criminalità organizza-ta è talmente penetrata all’inter-no di vari livelli istituzionali, po-litici ed economici che si veri-ca sempre più spesso che quan-do taluni servitori dello Stato, in particolare magistrati e apparte-nenti alla polizia giudiziaria, in-dagano sui rapporti tra crimina-lità organizzata, politica, econo-mia, nanza e istituzioni, ven-gono messi in condizione di nonoperare, isolati, ostacolati, dele-gittimati, in taluni casi elimina-ti proessionalmente, con moda-lità certe volte tipiche di contestitipicamente maosi.Dal 1992-93 a oggi, da quandole mae hanno dimesso la stra-tegia militare di contrasto alleistituzioni democratiche del no-stro Paese, si è consolidata la pe-netrazione del crimine organiz-zato all’interno del “Paese lega-le” divenendo ormai parte di uncollaudato sistema, in tal modocrescendo paurosamente il livel-
L
to che poi il minore, se di nazio-nalità straniera, verrebbe rinvia-to nel Paese di origine o di pro- venienza secondo la ormula delrimpatrio assistito. Si legge ne-gli atti delle commissioni: «Sela ratio è prevedere la possibili-tà che il minore non accompa-gnato venga rimpatriato (…) tale possibilità è già prevista per tuttii minori, indipendentemente dalatto che si prostituiscano o me-no. Se invece si ritiene che i mi-nori stranieri che esercitano la prostituzione devono sempre es-sere rimpatriati (anche quandociò sia contrario al loro interes-se) la disposizione porrebbe dei problemi di compatibilità con gliimpegni assunti dall’Italia a livel-lo internazionale». Al di là del-le convenienze politiche, è lecitosperare dunque che il rinvio del-la normativa ora al Parlamen-to calma e tempo sufcienti peragire nella sostanza e in avoredei diritti della persona.lo di corruzione che non si mani-esta tanto nelle “valigette” pienedi tangenti, ma attraverso afda-menti di opere, appalti, progetti,consulenze, inserimenti nei con-sigli di amministrazione delle so-cietà miste pubblico-private chegestiscono parte della spesa pub-blica dell’Italia. Incarichi vari, at-traverso il mercimonio anche diunzioni pubbliche. La corruzio-ne si può sconggere, ma solo at-traverso una grande rivoluzioneculturale che metta al primo po-sto l’essere e non l’apparenza, lacultura e non il consumismo uni- versale, il merito e non l’esteti-ca, valori e ideali e non il prot-to ne a se stesso, nonché attra- verso la ormazione di una nuo- va classe dirigente, atta di per-sone oneste e competenti, che adella questione morale il puntocentrale del proprio agire politi-co, un rapporto completamentediverso tra etica e poteri, crean-do una stretta sinergia tra la so-cietà civile, ossia la politica dellademocrazia partecipativa, e co-loro i quali assumono un ruolodi rappresentanza politico-isti-tuzionale.
Più ronde, più lucciole
Parlamento
Il Senato rinvia a dopo l’estate i progetti di riorma su processo penale e prostituzione. Il ddl su sicurezza eimmigrazione, spinto dalla Lega, è prioritario rispetto all’approvazione della legge Caragna, che imbarazzerebbe il premier
Dina GalanoLuigi de Magistris
Dal 1992-93 a oggisi è consolidata lapenetrazione del crimineorganizzato all’internodel “Paese legale”divenendo ormai partedi un collaudato sistemaBisogna mettere al primoposto l’essere e nonl’apparenza, la culturae non il consumismouniversale, il merito enon l’estetica, valori eideali e non il proftto
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venerdì 26 giugno 2009
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