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Maroni-Pisapia, intesa non solo obbligata

Maroni-Pisapia, intesa non solo obbligata

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Published by Filippo Azimonti
Negli ultimi mesi si sono moltiplicati i casi di reciproca disponibilità al confronto fra il sindaco di Milano Giuliano Pisapia e il presidente della Lombardia Roberto Maroni. Conta, naturalmente, il galateo istituzionale che il sindaco aveva cercato di mantenere anche con Roberto Formigoni. Ma conta anche la constatazione che condividere, almeno in parte, le proprie agende istituzionali è divenuto essenziale per ottenere qualche successo nel rapporto con un governo centrale sempre più sordo se non apertamente ostile a quando gli chiedono le autonomie locali.
Negli ultimi mesi si sono moltiplicati i casi di reciproca disponibilità al confronto fra il sindaco di Milano Giuliano Pisapia e il presidente della Lombardia Roberto Maroni. Conta, naturalmente, il galateo istituzionale che il sindaco aveva cercato di mantenere anche con Roberto Formigoni. Ma conta anche la constatazione che condividere, almeno in parte, le proprie agende istituzionali è divenuto essenziale per ottenere qualche successo nel rapporto con un governo centrale sempre più sordo se non apertamente ostile a quando gli chiedono le autonomie locali.

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Published by: Filippo Azimonti on Sep 16, 2013
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Maroni-Pisapia, intesa non solo obbligata
Lontani da Roma. Forse sta solo in questa constatazione la reciproca disponibilità alconfronto che, sempre più spesso, dimostrano il sindaco di Milano Giuliano Pisapia eil presidente della Lombardia Roberto Maroni. Conta, naturalmente, il galateoistituzionale che il sindaco aveva cercato di mantenere anche con Roberto Formigoni.Ma conta anche la constatazione che condividere, almeno in parte, le proprie agendeistituzionali è divenuto essenziale per ottenere qualche successo nel rapporto con ungoverno centrale sempre più sordo se non apertamente ostile a quando gli chiedono leautonomie locali.Il caso Expo è il più evidente. Nulla ha fatto Maroni appena insediato al Pirellone per mantenere
Formigoni l’incarico di rappresentare all’estero Expo ed anzi ha lav
orato per dimissionarlo: «Non sono certo Pisapia e Maroni che mi possono dire diandarmene», dichia
rò, piccato, l’ex governatore nell’
aprile scorso. Fu infatti EnricoLetta, un mese dopo, a farlo decadere e nominare Giuseppe Sala commissario unico
“complici” in Consiglio dei ministri gli azzurri
Maurizio Lupi e Nunzia Di Girolamo,mentre Maurizio Martina (Pd) diventava sottosegretario con delega proprio ad Expo.Seg
no che la stella del Celeste si andava offuscando ma anche che l’accordo “contro”
di lui di Maroni e Pisapia aveva funzionato. Da allora Formigoni nei cantieri di Exponon si è più fatto vedere. In compenso, Roberto Maroni non ha mancato unappuntamento schierandosi al fianco di Enrico Letta e Giorgio Napolitano in ognioccasione nella quale si voleva promuovere Expo come evento nazionale.Per Pisapia «adesso c'è l'unione di tutte le istituzioni che dimostra la volontà diandare avanti insieme per vincere la sfida», un assist per Maroni per il quale «si deveconsiderare la Lombardia, Milano e i Comuni interessati come una zona franca damolti vincoli di bilancio che ci sono, altrimenti il percorso è in salita». Eccolo ilriferimento a quel patto di stabilità interno contro il quale Pisapia si batte ma che è un
vincolo troppo stretto anche per il “collega”
Maroni che si dice pronto a violarlo. Ilsindaco su questo lo contesta, ma la battaglia per uscire dalla spirale che assegnasempre meno risorse agli enti locali costringendole a tagliare servizi o aumentaretasse e tariffe, li vede schierati dalla stessa parte della barricata. Entrambi devono fare
di necessità virtù, ma alcuni punti d’intesa non sembrano solo il frutto di un obbligo
dettato dalle circostanze.Maroni è stato abilissimo a cogliere al balzo la disponibilità dichiarata dal Governo aospitare nel 2024 le Olimpiadi candidando Milano per dare un futuro certo al destinodelle aree Expo, ma anche per esportare a livello nazionale un modello di gestionedelle grandi opere a tutela da inefficienze, speculazioni, sprechi, inchieste e tangenti.Così che scontando il fin troppo facile dividendo che Maroni può ottenere da unacompetizione olimpica con Roma sarà il sindaco di Milano ad accompagnare il

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