schemi compositivi (non iconografici) che erano della Vittoria pagana, alla quale viene comunqueriservato un ruolo significativo nel nuovo immaginario cristiano.Così, come la Vittoria, 1’Angelo viene raffigurato di profilo, avanzante con un ramo di palma inmano (diverrà 1’Angelo delle Annunciazioni); oppure frontale, con le braccia alzate che reggono unclipeo con una croce o con un ritratto; ancora, in volo; o, infine, gli Angeli in volo sono due,affrontati, che tengono in mano un clipeo. Tutto questo, però, vuol dire semplicemente che lanascente arte cristiana sfrutta il linguaggio precipuo del paganesimo a cui sostituisce i propricontenuti che, veicolati da schemi tipici di quella che era 1’arte ufficiale, assumono la medesimaautorevolezza. Del resto, Angeli e Vittorie rimangono distinti perché quest’ultime ricoprono il ruolosimbolico del conferimento della grazia a colui che, facendosi cristiano e ricevendo il Battesimoconsegue una vittoria sulle tenebre e sul peccato. Non solo, ma la presenza della Vittoria sullemonete, dove viene raffigurata con la croce in mano, allude alla vittoria del cristianesimo sul male esui nemici in genere. Non per nulla, 1’imperatore a cavallo che campeggia al centro dell’AvorioBarberini conservato al Louvre, mentre conculca il nemico, reca in mano 1’immagine della Vittoriaalata. E’ notevole, però, il fatto che sulla cornice dello stesso Avorio siano rappresentanti dueAngeli in volo con un clipeo in mano. Due Angeli alati che hanno un’iconografia del tutto diversada quella della Vittoria. Questa, invero, è decisamente di sesso femminile, indossa un chitonediscinto e non ha nulla a che vedere con gli Angeli che vestono tunica e pallio. Sono infatti questigli indumenti che compaiono già nelle primissime rappresentazioni del messo divino perché si trattadi una scelta programmatica.Il pallio, com’è noto, fu oggetto di un vero e proprio trattatello da parte di Tertulliano, intitolato per1’appunto Pallium, nel quale 1’apologeta spiega che questa sorta di corto mantello deve essereconsiderato come la veste migliore per il cristiano, da opporre decisamente alla toga pagana. In altreparole i primi Angeli rappresentati erano già, per così dire, abbigliati “alla cristiana” e il loroaspetto, in questo senso, era così significativo da non poter essere cambiato allorché alla loro figuravennero aggiunte le ali. Vale infatti la pena di precisare che la presenza delle ali potrebbe esseredefinita “apposizione iconografica”, tale cioè da non modificare quella precedente.A questo punto è necessario rispondere a due domande: perché i cristiani dei primi secoli abbianorappresentato gli Angeli senza ali e perché, dopo, abbiano deciso di aggiungerle all’iconografiaprecedente. Per rispondere alla prima domanda bisogna innanzi tutto verificare se si tratta di unascelta voluta, come in effetti sembra essere, dal momento che Angeli con le ali sono nominati tantonel Vecchio quanto nel Nuovo Testamento. Basterà ricordare i Cherubini e i Serafini, oltre a duepassi biblici (Daniele 9,21; Apocalisse 14,6) nei quali è scritto che gli Angeli volano. Pertanto, imotivi che spinsero gli antichi artisti cristiani a rappresentarli privi di ali potrebbero essere iseguenti, diversi ma non per questo contrapposti tra loro: evitare che essi si confondano con divinitàpagane alate (Vittoria, Eternità, Amore, Iride ecc.); seguire alla lettera i passi biblici che descrivonole apparizioni angeliche agli uomini. Il più delle volte, infatti, gli Angeli si presentano sotto spoglieumane quando interferiscono nelle vicende della realtà terrena (Genesi 18,2 sgg.; 19,10; Giudici13,6; Tobia 5,4; Daniele 8,5-15; Marco 16,5; Luca 24,4). Nel Libro di Enoch (15,6), poi,s’innamorano addirittura delle figlie degli uomini. Il che vuol dire che anche la natura spiritualedell’Angelo era considerata maschile, tale cioè da giustificare il suddetto aspetto fisico. Non pernulla, in alcune pitture murali della catacomba in via Latina a Roma, gli Angeli sono rappresentatiaddirittura barbuti.In altri termini, la scelta di rappresentare gli Angeli senza ali è dovuta anche alla volontà dirispettare alla lettera il testo biblico o evangelico che fosse, in modo da evitare fraintendimenti egarantire una corretta leggibilità della rappresentazione, secondo un costume applicato anche inaltre occasioni. Basterà infatti rammentare, per esempio, che nella catacomba dei Santi Pietro eMarcellino, Noè nell’Arca è rappresentato in una madia, con tanto di tanto di toppa e di peducci, inossequio al significato primario del latino arca.Nel caso degli Angeli, la scelta ha implicazioni più complesse perché riguarda anche la predilezionedi un’identità, quella maschile, evidentemente considerata (tanto nella società ebraica che ha
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