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©2009 Neuroscienze.netJournal of Neuroscience, Psychology and Cognitive Science
On-line date: 2009-01-05
Cervello, scienza e fede
Brevi riflessioni sul tema della BIO-Informazione
di Paolo Manzelli
Keywords:
Fede, Scienza, Albero, Conoscenza, Dio, Figlio, Uomo, Cerebrale, Cellulare, Cervello, Divinità
'Fede e Scienza' nascono nel quadro dello sviluppo cerebrale formando entrambe l'Albero dellaConoscenza Umana; la scienza è infatti paragonabile a ciò che dell´Albero è esteriormentevisibile ed ai suoi frutti cognitivi, mentre la Religione ne rappresenta le radici più profonde.'Scienza e Fede' tendono in sostanza a porsi domande esistenziali che hanno la finalità comune dicapire l'evolversi della vita umana nel mondo e nell'Universo nella ricerca di dare un senso e unsignificato alla vita. Concettualmente DIO è FIGLIO dell'UOMO proprio in quanto l'unicità delDio il fattore dominante della elevazione del pensiero del «Figlio dell´uomo», (*) diconseguenza possiamo capire come "Fede e Scienza" nascano entrambe dalla stessa condizioneesistenziale tesa ad assumere coscienza di sé e della propria vita dell'universo. Il sogno è una realtàfisiologica da cui nasce la fede in ciò che si ritiene essere sovrannaturale, infatti fin dai primordidella umanità e stato proprio il sognare i propri defunti che indusse la credenza dellasopravvivenza dello spirito dopo la morte terrena, quale realtà evidentemente tangibile in quantooggettivamente prodotta dentro se stessi. Pertanto scienza e fede quali prodotti dell'evoluzionecerebrale dell'Uomo, oggettivamente non possono essere in contrasto, e di fatto osserviamo che lafede pur suddivisa in molteplici religiosità, continua a prosperare la dove i successi delrazionalismo scientifico si sviluppano. Mentre la scienza procede nel dare i suoi frutti indagandoper far luce nel dubbio dove ogni affermazione è possibile di successiva verifica, la fede pone lesue radici in un sistema cerebrale a carattere intuitivo ed emozionale, che nella sua limitatasignificazione, viene basato su dogmi e comunque su affermazioni non falsificabili, proprio al fineprioritario di creare fiducia nella vita dopo la morte al di fuori di ogni disquisizione razionale.Inoltre investendo, l'area emotiva del cervello nonché per il loro carattere intuitivo, le concezioni
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religiose assumono un carattere più duraturo proprio come conseguenza della formazione dellememorie a lungo termine, ciò e vero in particolare in rispetto alle concezioni scientifiche chetendono ad una evidente maggior complessità di ragionamento e quindi minor facilita dimemorizzazione. Purtroppo le diverse religioni, piuttosto che valorizzare l'evoluzione congiuntadella crescita cerebrale tra scienza e fede, che genera la vigorosa crescita dell'Albero Cerebraledella Conoscenza, soddisfacendo entrambe le differenziate esigenze di sviluppo razionale edemotivo della complessa struttura cerebrale, hanno inteso rivolgere le proprie pratiche econvinzioni religiose al fine di differenziare gruppi in diverse identità culturali, cosa checertamente è in evidente contrasto nelle religioni monoteiste, il cui riferimento è l'unicità del DIO.Tale suddivisione dei riti religiosi finalizzate a promuovere le diversità culturali della genteanziché favorire un confronto di fiducia alla necessaria dubbiosità della indagine scientifica, creatutta una serie di inutili contrapposizioni religiose e sociali, che di fatto rallentano pur senzafermarlo il progresso di una conoscenza integrata e cosciente dell'uomo. Il sistema nervoso infattimodellato e modulato in codici e schemi mentali, che sono la base di ogni possibile significazionecognitiva. In particolare mentre l'uomo nella evoluzione delle specie viventi è sempre piùsvincolato dai dettami della informazione genetica, le religioni, basandosi sulla concezionecontro-intuitiva della trascendenza della Divinità, anziché della immanenza della concezioneDivina nella stessa struttura cerebrale dell'uomo, trasferiscono le oggettive e fisiologiche credenzedi fede sulla esistenza sovrannaturale, in ritualità differenziate rispondenti a diversi codici eschemi mentali appresi per tramite riti e liturgie differenti utilizzate allo scopo di promuovere ilsenso di un identità culturale e sociale differenziate e competitive tra i popoli della terra, anzichédi favorire una unicità di identità umana, propria della formazione dell'EGO di ciascun uomo.Riconosco che mi e venuto in mente di scrivere queste brevi riflessioni su "Fede e Scienza" spintoda coloro che credendo ad un Dio trascendente, asseriscono: 'Come DIO ha potuto permetterel'accadere di tutto questo?' essendo in presenza disastri e tragedie quali il recente (26/DIC/04-Maremoto nel sud-est dell'Asia : si parla di un sisma catastrofico che ha provocato oltre 120.000morti)'. Infatti se la gente avesse più attenzione alla scienza cercando di capire le sue opportunitàdi rapidissima informazione tecnologica, certamente tale massacro poteva essere essenzialmentegrandemente ridotto, bastava in molti casi favorire tramite la informazione inviata dai mass media(TV, Satelliti, Radio, Cellulari, Internet .....) lo spostamento cosciente della gente a volte nonmolto lontano dalle spiagge. Certamente è utile riflettere sul fatto che la scissione tra "Fede eScienza", produce una anomalia mentale, che fa si che l'Uomo moderno ancora non siamentalmente cresciuto pur avendo a disposizione strumenti di comunicazione rapidi cherenderebbero l'umanità capace di uno sviluppo sostenibile anche in condizioni estreme disopravvivenza. In conclusione la religiosità non può essere solo una risposta al bisogno diirrazionalità orientata dalle varie religioni per rasserenare la inconscia paura della morte con lapromessa di una sovrannaturale beatificazione. Ritengo che anche per superare le future catastrofiprincipalmente dovute alla incoscienza umana, sarà pertanto opportuno rileggere rapidamente leconvinzioni e concezioni che limitano lo sviluppo del rapporto tra "scienza e fede", che limitandodi conseguenza la crescita dell'Albero Cerebrale della Conoscenza Integrata e quindi Cosciente,conducono l'Umanità ad una cecità fortemente incosciente sia sui propri limiti che sui propri poterideperimento pertanto ogni capacita di sviluppo globale dell'intera esistenza solidale umana. (*) -NOTA: «Figlio dell´uomo» proviene dall´Antico Testamento dal libro del profetaDaniele. Il testo che descrive una visione notturna del profeta dice : «Guardando ancora nellevisioni notturne, ecco apparire, sulle nubi del cielo, uno, simile ad un figlio di uomo; giunse fino alvegliardo e fu presentato a lui, che gli diede potere, gloria e regno; tutti i popoli, nazioni e linguelo servivano; il suo potere è un potere eterno, che non tramonta mai, e il suo regno è tale che nonsarà mai distrutto» (Dn 7,13-14). 
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