3
PRIMO PIANO
StefanoPivatonellasua casadi Rimini.Il nuovorettore siinsedieràa ottobre
Il nuovo rettore Pivato, una vita per la storia
“Qui gli studentisi sentano a casa”
Finanziamenti e collaborazione con il Comune, queste le priorità
I
mpegnatissimo. Non-ostante al suo insedia-mento manchi ancoraqualche mese, per il retto-re Stefano Pivato il lavoroè già partito da tempo.Mentre lo intervistiamo nel suostudio, al pianterreno della casadove vive con la famiglia a pochipassi dal lungomare di Rimini,Pivato riceve diverse telefonateda Urbino. Dopo il nostro collo-quio l'ormai ex preside di Lin-gue e Letterature straniere an-drà a Pesaro per parlare, nean-che a dirlo, di università. Ci par-la delle sue passioni al di là del-lo studio, i complimenti ricevu-ti via Facebook da allievi ed ex allievi. E confessa: “Con il miopredecessore Giovanni Bogliolomi sento spesso. È normale egiusto chiedere consiglio a unuomo con otto anni di rettoratoalle spalle”.La sua visione di università, na-turalmente, è sempre quella ri-assunta nello slogan “Cambio dipasso”. Le tre parole con le qualiha convinto il 64% dei votanti ascapito del prorettore MauroMagnani. La campagna eletto-rale è finita, e si avvicina il mo-mento di trasformare le parolein fatti, le bozze in progetti con-creti.
Ora che è stato eletto, quale sa-rà il primo obiettivo che tente-rà di raggiungere?
La priorità è quella di ottenerepiù finanziamenti dallo Stato. Almeno al livello delle altre uni-versità marchigiane. Per essereconsiderati “virtuosi”, gli ateneinon possono usare più del 90%del Fondo di finanziamento or-dinario per assumere personaledi ruolo. Urbino è al 102%. Suquesto c'è ancora molto da la-vorare.
Pensa che la riforma dell'uni- versità del ministro Gelminipossa limitare ancora di più lerisorse della Carlo Bo?
In realtà è ancora presto per ca-pire quali conseguenze avrà lariforma. Spero che non sianoprevisti tagli al nostro ateneo,ma ancora non sappiamo nulla.
Come si raggiunge quella si-nergia tra ateneo, città ed Ersudi cui ha parlato così spesso incampagna elettorale?
Un buon terreno potrebbe esse-re quello dell'edilizia. Faccio unesempio: quando finiranno i la-vori di ristrutturazione, la Datadiventerà un importante centroculturale di Urbino. Perché nonriservare uno spazio anche al-l'università? Poi penso ai collegie alle sale studio, che potrebbe-ro rimanere aperte anche di se-ra per favorire la socializzazionetra i ragazzi. Con il Comune, poi,ho un paio di idee e ne sto par-lando con il sindaco Corbucci.Penso a un rappresentante deglistudenti che assista alle sedutedel consiglio comunale. Questafigura non avrebbe diritto di vo-to ma potrebbe intervenire du-rante le sedute per farsi porta-voce delle istanze degli studen-ti. Allo stesso modo penso a undelegato del Comune che si oc-cupi dei rapporti con l'universi-tà. Le due istituzioni di Urbinodevono parlarsi di più.
Negli ultimi anni il numero de-gli iscritti è calato. L'impressio-ne è che questa città non abbia più molto da offrire a uno stu-dente.
È anche una questione di men-talità. Gli universitari non de-vono essere solo “clienti” aiquali vendere prodotti e servi-zi. Chi viene a Urbino per stu-diare, spesso da città lontane,deve anche sentirsi un po' a ca-sa. Noto che il giovedì sera èsempre meno tollerato dallacittadinanza. Ma i ragazzi nonpossono solo studiare, hannoanche altre esigenze tra cui losvago.
Internazionalizzazione: un'al-tra parola chiave del suo pro-gramma. Quali strumenti uti-lizzerà?
Anzitutto partiamo da quelloche già c'è e miglioriamolo. Iprogetti Socrates ed Erasmus,ad esempio, funzionano benema hanno bisogno di una spin-ta in più. Un buon modo per at-tirare gli studenti stranieri èquello di attivare alcuni corsi inlingua inglese. Pensiamo a unragazzo tedesco che deve sce-gliere tra Urbino, dove si inse-gna solo in italiano, e un ateneodel nord Europa, dove l'inglese èla lingua corrente.
Lei conosceva piuttosto beneCarlo Bo. Che prova, oggi, a ri-coprire la sua stessa carica?
Se mi sentissi un successore diBo commetterei un grave erro-re, un peccato di presunzione.Lui era un mito. Con lui avevo unrapporto di ammirazione manon posso negare che mi sentis-si in soggezione di fronte a lui.Sono diventato preside nel 2000e ho fatto a tempo ad assisteresolo a qualche seduta del Sena-to accademico presieduta daBo.
Dopo la sua vittoria come han-no reagito gli studenti?
Ci tenevano molto a congratu-larsi con me. Ma la cosa più pia-cevole l'ho vista su internet: al-cuni ragazzi hanno creato ungruppo su Facebook che si chia-ma “Gli amici di Stefano Pivato”e lì mi hanno scritto una cin-quantina di messaggi di compli-menti. Mi ha fatto un enormepiacere.
Quali sono gli hobby e gli inte-ressi del nuovo rettore?
Ho sempre dedicato molto tem-po allo studio e alla ricerca. Perme la storia contemporaneanon è solo un lavoro ma unagrande passione. Nei prossimimesi, comunque, penso cheavrò poco tempo per dedicarmia questa materia. Mi piace mol-to anche viaggiare. Il MedioOriente è la mia meta preferita.Israele, Libia ma soprattutto ilMarocco: uno dei pochi paesiche non mi fa sentire un turista.Non mi sono mai piaciuti i viag-gi organizzati. Quando sono aRimini, poi, amo fare passeggia-te in bicicletta.
federico.formica@gmail.com
FEDERICO FORMICA
Leave a Comment