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ATTO CAMERAINTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/01627
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16Seduta di annuncio: 85 del 13/11/2008
Firmatari
Primo firmatario: CARLUCCI GABRIELLAGruppo: POPOLO DELLA LIBERTA'Data firma: 13/11/2008
Destinatari
Ministero destinatario:
MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DELMARE
MINISTERO DEL LAVORO, DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE SOCIALIAttuale delegato a rispondere: MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DELTERRITORIO E DEL MARE delegato in data 13/11/2008
Stato iter:
CONCLUSO il 15/06/2009
Partecipanti allo svolgimento/discussione
RISPOSTAGOVERNO15/06/2009
MENIA ROBERTOSOTTOSEGRETARIO DI STATO AMBIENTE E TUTELA DELTERRITORIO E DEL MARE
Fasi iter:
RISPOSTA PUBBLICATA IL 15/06/2009CONCLUSO IL 15/06/2009Atto CameraInterrogazione a risposta scritta 4-01627 presentata daGABRIELLA CARLUCCIgiovedì 13 novembre 2008, seduta n.085CARLUCCI. -Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro del lavoro, della salutee delle politiche sociali.- Per sapere - premesso che:nella città di Taranto ognuno dei duecentomila abitanti respira - ogni anno - 2,7 tonnellate di ossidodi carbonio e 57,7 tonnellate di anidride carbonica;la salute dell'ambiente e dei cittadini della città pugliese è messa ad ulteriore rischio anche dal fattoche a Taranto si produce il 92 per cento della diossina italiana e l'8,8 per cento della diossinaeuropea: negli ultimi dieci anni, infatti, i casi di leucemie, mielomi e linfomi sono aumentati del 40
 
 per cento mentre la presenza di diossina in città è pari a nove chili (tre volte quella di Seveso);il latte prodotto dalle mamme che vivono nella zona risulta contaminato dalla diossina mentre laregione Puglia ha ordinato l'abbattimento di oltre 1.200 pecore e capre in quanto fanno latte, carne eformaggi immangiabili, secondo le norme europee;nella città più inquinata dell'Europa occidentale, però, non c'è soltanto la diossina: a Taranto - infatti- si convive anche con la radioattività del piombo 210 e del polonio 210, quest'ultimo assai pericoloso da manipolare in quanto le sue particelle (se ingerite o inalate) danneggiano gravemente itessuti;i dati sopracitati delineano una situazione che più che definire di allarme è da considerare una vera e propria emergenza nazionale tanto che, lo scorso mese di ottobre, a chiedere controlli immediati per la radioattività sono intervenuti gli stessi tecnici dell'Agenzia regionale per la protezione ambientale(ARPA Puglia);il confronto pubblico sui dati relativi al livello di radioattività raccolti dalle associazioni operanti sulterritorio è stato sempre rifiutato sia dalle aziende coinvolte nel disastro ambientale, in particolarel'Ilva, che dagli interlocutori istituzionali, di qualunque colore politico, compreso l'attuale assessoreall'ambiente Michele Losappio;l'inquinamento ambientale a Taranto è un problema straordinariamente complicato e la soluzionenon può prescindere dalla valutazione di molteplici aspetti: sono, infatti, in gioco la tutela del dirittoalla salute, alla sicurezza, ad un ambiente sano ma anche la tutela del diritto al lavoro, dal momentoche l'Ilva ha già annunciato la cassa integrazione per duemila dipendenti (su tredicimila) -:quali tempestive iniziative intendano prendere, ognuno per le proprie competenze, al fine diassicurare la concreta fruizione da parte dei cittadini di diritti loro costituzionalmente garantiti. (4-01627)Atto CameraRisposta scritta pubblicata lunedì 15 giugno 2009nell'allegato B della seduta n. 187All'Interrogazione 4-01627 presentata daGABRIELLA CARLUCCIRisposta. - Con riferimento all'interrogazione di cui all'oggetto, relativa ai problemi diinquinamento ambientale dell'area di Taranto, ed in particolare all'attività dello stabilimentodell'ILVA, si rappresenta quanto segue.La complessa realtà industriale di Taranto è da anni oggetto di una serie di attività svolte da questoministero in coordinamento con le amministrazioni locali, finalizzate principalmente a favorirel'attuazione di interventi di miglioramento ambientale da parte dello stabilimento siderurgico dellasocietà ILVA S.p.A.Data la particolare condizione dell'area tarantina, dichiarata ad elevato rischio di crisi ambientalecon deliberazione del Consiglio dei ministri del 30 novembre 1990, e rientrante all'interno di un sitodi interesse nazionale (SIN), già in data 15 novembre 2005 è stata istituita, con provvedimento delministro pro tempore, un'apposita segreteria tecnica per l'esame delle azioni intraprese dall'ILVA per l'adeguamento degli impianti alle migliori tecniche disponibili, in adempimento degli impegniassunti con precedenti atti di intesa sottoscritti con le amministrazioni locali. I lavori della segreteriatecnica erano anche finalizzati a fornire indirizzi alla società nella presentazione della domanda di
 
autorizzazione integrata ambientale (AIA), ai sensi del decreto legislativo 18 febbraio 2005, n. 59(IPPC). Nell'area industriale di Taranto sono inoltre presenti altre importanti attività industriali soggette alladisciplina IPPC, i cui numerosi elementi di integrazione e di connessione tecnica e funzionalerendono ancora più complessa e articolata la realtà industriale del sito.Il rilascio delle AIA per l'esercizio di tali impianti spetta all'autorità statale e a quella regionale, aisensi del decreto legislativo n. 59/2005. In particolare, gli impianti di competenza statale insediatinell'area sono, oltre allo stabilimento siderurgico ILVA, la raffineria Eni S.p.A. e le due centralitermoelettriche EDISON S.p.A. ed ENIPOWER S.p.A.L'ILVA S.p.A., ai fini, del rilascio dell'AIA, ha presentato in data 28 febbraio 2007, domandacontenente il piano degli interventi per l'adeguamento dello stabilimento siderurgico alle miglioritecniche disponibili.Per gli altri impianti di competenza statale le domande sono state presentate:il 31 luglio 2006 e 20 dicembre 2006 per la centrale termoelettrica ENIPOWER S.p.A.;il 20 dicembre 2006 per il sito produttivo EDISON S.p.A.;il 30 ottobre 2006 per la raffineria ENI S.p.A.Questo ministero e la regione Puglia, tenuto conto delle complessità e criticità dell'intera areaindustriale, hanno ritenuto necessario procedere alla stipula di un accordo di programma ai sensidell'articolo 5, comma 20, del decreto legislativo n. 59/2005, per il rilascio delle AIA agli impianticoinsediati nella zona industriale di Taranto e Statte (ILVA S.p.A., EDISON S.p.A., ENIPOWER S.p.A., ENI S.p.A., Cementir Italia S.r.l., SANAC S.p.A. e AMIU). L'accordo è stato sottoscritto, indata 11 aprile 2008, dal ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, dal presidentedella regione Puglia e dai rappresentanti del ministero dell'interno, del ministero dello sviluppoeconomico, del ministero della salute, della provincia di Taranto, del comune di Taranto, delcomune di Statte, di APAT e di ARPA Puglia, e dalle società interessate.Le azioni avviate nell'ambito dell'accordo di Programma e, in particolare, l'implementazione da parte dell'ILVA delle prime misure per la riduzione delle emissioni di diossine e furani dall'impiantodi agglomerazione dello stabilimento siderurgico, hanno portato alla sottoscrizione in data 19febbraio 2009 di un protocollo integrativo dell'accordo, con cui la regione Puglia si è impegnata adefinire strumenti interpretativi della normativa regionale recentemente emanata con la legge n.44/2008, per la fissazione dei valori limite e le modalità di controllo delle emissioni in atmosfera didiossine e furani; ILVA, da parte sua, si è impegnata a fissare le tempistiche per la progettazione diulteriori misure per la riduzione delle suddette emissioni, al fine di rispettare i valori limite previstidalla nuova normativa regionale.Attualmente, la direzione per la salvaguardia ambientale è in attesa di ricevere dalla CommissioneIPPC i pareri istruttori conclusivi relativi ai quattro impianti di competenza statale, al fine di procedere alla convocazione della conferenza dei servizi per il rilascio delle AIA, che costituisceanche la riunione conclusiva delle attività dell'accordo. Al riguardo si rappresenta che, in taleambito, è stato istituito un comitato di ordinamento costituito da rappresentanti delleamministrazioni e degli enti firmatari, nonché da esperti provenienti da enti di ricerca e altriorganismi, con lo scopo di coordinare le istruttorie tecniche svolte, per quanto di rispettivacompetenza, dalla commissione IPPC e dagli uffici regionali o provinciali, nonché di coordinare laraccolta e l'analisi dei dati storici e conoscitivi del territorio e dell'ambiente dell'area industriale diTaranto e Statte. A seguito dell'attività di raccolta dei dati, il comitato, in base alle specifichecompetenze tecniche e scientifiche degli enti e delle amministrazioni coinvolte, si esprimerà sullaloro utilità e pertinenza per l'individuazione delle criticità dell'area e delle relazioni, di dette criticitàcon le emissioni inquinanti derivanti dalle attività industriali.Riguardo alle problematiche relative alle emissioni di diossine, nessuna direttiva o regolamento

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